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ROBERT JON & The WRECK (Glory Bound) ••••

Folgorante EP nel 2013, Rhythm of the Road, e infatti sulla strada sono finiti a rincorrere sogni, ma Robert Jon & the Wreck sanno come starci sull’asfalto e passare su di essa il tempo necessario a trarne una spinta sufficiente per finire altrove.
L’altrove è Glory Bound.
Hanno vinto il ‘Best Live Band’ al the 2013 Orange County Music Awards, con nominations nelle categorie ‘Best Rock’ e ‘Best Blues’, un quintetto di matrice sudista attaccato alle raspose chitarre di Kristopher Butcher e del vocalist Robert J...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 118
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STEVE SEASICK (Sonic Soul Surfer) ••••

I 6 minuti di Roy's Gang, dall'indubbia sapienza strategica nella distribuzione dei picchi timbrici, aprono in maniera ambiziosa Sonic Soul Surfer.
Il nuovo disco di Steve Seasick ripercorre strade sterrate e polverose della campagna rurale americana verso una fattoria - studio di registrazione dove insieme alla chitarra di Luther Dickinson (lo spalleggia in un paio di brani), restituisce il meglio del mississippi delta blues, lì dove la temperatura ritmica e dinamica tra la slide e la cigar box guitar è cap...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 91
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UNCLE SAL (Little Cabin Music) ••••

Little Cabin Music è una piccola baita di legno tipica del Mississippi dove alloggiavano gli schiavi e dove sarebbe nato un mito del blues.
A Rolling Fork, un piccolo paese di campagna nel paludoso sud, poche migliaia di abitanti, lì il vocalist e cantante Sal Soulman insieme al batterista Gabe hanno visitato la ‘Little Cabin', nel centro della piazza, aperta, dove all'interno c’è una chitarra, un impianto stereo e le immagini di Muddy Waters.
L’hanno fotografata e il designer l’ha riprodotta sulla copertina del disco...
Nr° Letture : 153
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JIMBO MATHUS (Blue Healer) ••••

Blue Healer nasce e cresce nel North Mississippi, come Jimbo Mathus, ne cerca la forma a tutti i costi, e ciò arricchisce un disco variegato, ma in grado di restituire un grande piacere all’ascoltatore che ha la pazienza di seguirne gli sviluppi con attenzione.
Un frenetico movimento per agguantare blues, gospel, massicce dosi di rock e R&B (rende bene l’idea Shoot Out the Lights, Mama Please e Blue Healer), “It's the story of a man in a southern landscape”, dice Mathus. “Is just more o...
Nr° Letture : 56
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GILES ROBSON & THE DIRTY ACES (From The Basement) ••••

Da una serie di frizzanti party in una acciaieria abbandonata, arriva l’idea per incidere From The Basement : “These songs were created in the spirit of those crazy nights” dice Giles Robson. “250 people crammed into a filthy basement. A makeshift bar, old Slush Puppie machines serving highly alcoholic slushy concoctions the audience dancing inches away from you as you played. We tried to infuse the raw energy and intensity of nights into the sound and performances and recording”.
Armonica blues con forti tint...
Nr° Letture : 54
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ANDERS OSBORNE & NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS (Freedom & Dreams) ••••

Interessante l’idea di Anders Osborne di combinare il ‘blues guitar’ dei North Mississippi Allstars con il rilevante lato melodico del songwriter di New Orleans.
Freedom and Dreams certo si spezza, letteralmente si 'fa in due', con la conseguente, inevitabile messa in valore della sua metà sonante affidata ai fratelli Luther e Cody Dickinson (batteria e chitarre).
Il Blues caratterizza l’apertura di Away, Way Too Long e la chiusura di Junco Parda, all'interno di Freedom and Dreams si espandono...
Nr° Letture : 53
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TODD WOLFE BAND (Long Road Back) ••••

Col nuovo tastierista John Ginty, il power trio della Todd Wolfe Band continua a tener aperta una specie di porta su un jam rock tra anni ’60 e ’70 difficile da tener chiusa.
Long Road Back tenta con successo di ordinarlo, ricomporlo, stabilendo subito dei confini, argini con la jam alla chitarra dell’iniziale Poison, a fondare architetture sonore simboli di spazio in Mercy e l’affascinante Never Walk Alone.
Tra Todd Wolfe e Long Road Back, la distanza delle innumerrevoli tappe in giro per il Mo...
Nr° Letture : 53
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ANTHONY GOMES (Electric Field Holler) ••••

Electric Field Holler, fumoso guitar rock/blues anni ’70, l’universo preferito da Anthony Gomes che risulta tanto vivido e cospicuo da sollecitare la tendenza dell’ascoltatore a posizionarsi al suo interno.
Bilancia bene un songwriting ben calibrato tra rock e blues, dentro le vigorose Turn It Up! e Back Door Scratchin', la chitarra si incastra facilmente, c’è bisogno di qualche riffs per capire il disegno di Whiskey Train, più ampio e muscolare in Blueschild e Losing Game.
Un imma...
Nr° Letture : 45
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REVEREND KM WILLIAMS (The Truth) ••••

Registrato tra il Texas e il Mississippi dove il Country incontra il Blues e le ipnotiche influenze del Delta, il Reverend KM Williams, dai dintorni di Dallas, imbraccia la chitarra per inoltrarsi in una moderna e spirituale visione sulla vita, The Truth, titolo che arriva dalla Bibbia, Giovanni 8:32, da una celebre frase di Gesù: “and you will know the truth, and the truth will make you free.
La filiazione con il Mississippi si afferma subito a colpi di armonica in Survive e in suoni cupi e notturni nell...
Nr° Letture : 54
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DELTA MOON (Low Down) ••••

Una tinta di fondo, il Mississippi, un ‘colore’ intaccato nel suo nucleo dal 'clima' della slide guitar in cui Low Down, decimo disco, viene calato, o dove cercano di adattarlo Tom Gray e Mark Johnson, eccellenti chitarristi e fondatori dei Delta Moon.
Nell’ipnotico paesaggio disegnato in Wrong Side Of Town, Afterglow e Nothing You Can Tell A Fool si addensano stati dei sentimenti più diversi ma lasciano affiorare le tracce della slide guitar nel mutamento di luce o nell'incresparsi delle melodie. ...
Nr° Letture : 53
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BLUES PILLS (Live) ••••

Dopo un esordio da incorniciare, ecco il live in edizione limitata per i fans (e non solo) dei Blues Pills.
Il combo svedese-americano-francese in trasferta in Germania al Freak Valley Festival, 1 ora compatta, dal ritmo soffocante, onnipresente la sfavillante voce della cantante Elin Larsson e le cariche strumentali del giovanissimo chitarrista Dorian Sorriaux.
This was our first ever apperience at Freak Valley and our first ever headline show on an outdoor festival” aggiunge la vocalist, e ad ascoltare High C...
Nr° Letture : 53
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UNCLE SINNER (Let The Devil In) ••••

La ‘sceneggiatura’ non si discosta dal debutto di Ballads and Mental Breakdowns, dopo 6 anni Uncle Sinner continua a deambulare nel rurale Sud americano con il banjo tra le mani e il mississippi country blues che fa capolino a ogni angolo di Let the Devil In.
Sfoggia brani cesellati tra simmetrie forzose dove è apprezzabile soprattutto per la sua capacità di coniugare una realtà narrativa scura, ma credibile, con un sistema stilistico originale, dove i limiti della sua riuscita si possono individuare proprio n...
Nr° Letture : 58
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MIKE ONESKO'S GUITAR ARMY (In The Name Of Rock n' Roll) •••½

Granitico Guitar rock anni ’70 di Mike Onesko, leader & frontman della Blindside Blues Band che nel progetto solista dal nome che è tutto dire ‘Mike Onesko's Guitar Army’, continua a costruire impetuosi muri sonori In The Name Of Rock N' Roll.
Titolo azzeccato come l’apripista The Destroyer, a mostrare uno stile molto nervoso e ritmato, in grado di restituire 'in presa diretta' questo suo mondo costruito a parte con una nutrita schiera di special guest, e tutti grandi chitarristi (tra i tanti Brett Elli...
Nr° Letture : 54
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HUNDRED SEVENTY SPLIT (The Road: Live) •••½

Bollente Blues rock power trio, Leo Lyons bassista, e il chitarrista/vocalist Joe Gooch membri fondatori dei Ten Years After (resta il batterista Damon Sawyer) in un doppio cd live a percorrere i primi due dischi degli Hundred Seventy Split e dieci anni del loro passato glorioso.
The Road: Live è una sorta di cartina di tornasole dilatata in 2 ore di vigorosi giochi alle chitarre, un cd stratificato e variegato in cui agiscono due spinte: una centripeta in cui il suono è tutto teso a non distrarre l'orecchio ...
Nr° Letture : 56
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LAYLA ZOE (Live at Spirit of 66) •••½

Canadese, voce carismatica paragonata dalla Stampa a Janis Joplin, cresciuta su di un palco a suonare Blues col padre, 7 dischi per Layla Zoe a cui aggiungere questa parentesi in Belgio, in un piccolo pub di Vervier, lo Spirit of 66, non per un Greatest Hits, ma per un viaggio al recente lavoro, The Lily, anno 2014.
Rock & blues, il terreno controcorrente su cui dispiegare tutto il suo talento, la voce di Layla Zoe fa dimenticare l’assenza del co-writer e chitarrista blues, Henrik Freischlader, sostituito da Jan Laacks ...
Nr° Letture : 55
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BROR GUNNAR JANSSON (Bror Gunnar Jansson) •••½

Un gorgo, un vortice di Mississippi blues .
La storia di Bror Gunnar Jansson ruota intorno a questo gorgo, al cui centro sta il ricordo di un American delta bluesman, un one-man-band dalla Svezia che si descrive “the missing link between Lightnin’ Hopkins and Kopparmarra [una piazza di Goteborg, dove vive]”.
L’ipnotica bellezza di Dead Cold Hands è come una palude dove non si riesce a muoversi, la slide guitar rimane invischiata in acque che tirano giù a poco a poco tra ballate di spessore come Mary Lee<...
Nr° Letture : 47
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HUNTER & The DIRTY JACKS (Mixed Company & the Midnight Hokum) •••½

Due anni di vita ma arriva il secondo disco per la rock band californiana degli Hunter & the Dirty Jacks.
Acustico e registrato dal vivo, Mixed Company & the Midnight Hokum non vede il frontman Hunter Ackerman prendere il grande rock di petto come nel convincente esordio di Single Barrel ma si ferma, non proprio bloccato, perché scandagliare in profondità l’Americana e il Blues ci vuole ritmo.
Armonica e steel guitars sono oggetti instabili fin da Back On Shaky Ground e Bad Bad Bad, Hunter & t...
Nr° Letture : 59
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KEPA (Low-Low Wind) •••½

Kepa, one-man-band dall’Europa passando per il Mississippi, all’Universo.
This album is my 3rd one, I have been influenced by the recordings of Blind Willie Johnson sent in space by NASA. I really loved that idea and I wanted to make all the artwork of the album around cosmos.” Kepa si riferisce al messaggio inviato dalla NASA con la navicella Voyager, affidato alla musica di Blind Willie Johnson, perché ‘Everything comes from the blues!’
L’armonica apre Low-Low Wind, solca Only Oh e Lies Lies Lies
Nr° Letture : 50
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MOLLY GENE ONE WHOAMAN BAND (Delta Thrash) •••½

Molly Gene ‘one-whoaman band’ e il delta blues, l’amicizia continua anche in Delta Thrash.
Slide guitar dai movimenti bruschi che fanno gemere le giunture di Delta Trash anche senza lasciare un dolore di fondo: delle 'storte' al modo di raccontare e interrogare l'America contemporanea.
Una mezz'ora dove Delta Thrash Ways, Roofied & Ripped Off e Top Shelf Man sono tenute insieme coerentemente da un romanticismo guardato dalla parte del torto, da una ragazza nata e cresciuta in una fattoria, con u...
Nr° Letture : 52
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GARY EISENBRAUN (Ghost Notes) •••½

Esiste la possibilità di localizzare il passato di Ghost Notes, album inciso nel 2008? Domanda che Gary Eisenbraun si è posta nell’ultimo anno, certo, basta circoscriverlo in un nuovo spazio da 'scoprire' e 'rivelare' alla sua maniera.
L’idea di rimasterizzare Ghost Notes non è malvagia, aggiunge 5 buovi brani e altri 4 li scova da un lungo passato, brani mai incisi che trovano una degna cornice in Ghost Notes, 20 brani a seguire un percorso circolare, che rimanda al punto di partenza, all’esordio.
La location dell’...
Nr° Letture : 55
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CEDRIC BURNSIDE PROJECT (Descendants Of Hill Country) •••½

13 anni in tour con il nonno, la legenda blues R.L. Burnside, non aveva tanta voglia di percorrere sonnacchiosi e anonimi quartieri residenziali, dal 2006 un duo, Cedric Burnside Project per portare in giro, con l’amico d’infanzia Trenton Ayer, la scuola del Mississippi Delta Blues.
Descendants of Hill Country non difetta di originalità, spessore e finezza, ha una disinvolta agilità, Born With It e Hard Times, chitarre sgranate, sporche, si appiccicano alle pareti di Don't Shoot The Dice
Nr° Letture : 57
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MICHAEL JEROME BROWNE (Sliding Delta) ••••

Dal Mississippi rurale tra il 1920-1930, il chitarrista Michael Jerome Browne estrapola una collezione di brani celebri (da Mississippi John Hurt a Fred McDowell, a Skip James, Blind Willie McTell, Memphis Minnie e Blind Lemon Jefferson) e affida al mandolino, banjo, lap steel & slide guitar il compito di raccontare in che modo le forze sotterranee del blues determinano e consumano gli effetti di superficie all’ascolto di Sliding Delta:
“It was a train, somewhat shrouded in mystery, that may have connected two ma...
Nr° Letture : 137
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STEEPWATER BAND (Diamond Days: The Best Of 2006-2014) •••½

Il rock non è musica in grado di eclissare il mondo e restare sospesa nel proprio abisso, è musica relativa ai mutamenti, ed è utile ad amplificare e promuovere dischi come Diamond Days: The Best of The Steepwater Band 2006-2014, il viaggio che copre 16 anni di vita della band di Chicago.
I primi passi nel lontano 1998 di tre amici, Jeff Massey (Voce e chitarra), Tod Bowers (Basso), e Joseph Winters (Batteria) (l’altro chitarrista Eric Saylors si è aggregato nel 2012), la The Steepwater Band procede spedita come...
Nr° Letture : 151
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BLACKBERRY SMOKE (Holding All The Roses) •••½

Tempo di espandere le tradizioni sudiste, il frizzante quintetto di Atlanta raccoglie e propone il maggior numero di ‘ammiccamenti’ possibili graditi al pubblico, “This record gives the listener a lot to more to listen to,” dice il vocalist Charlie Starr. “There’s nothing wrong with a meat-and-potatoes record like The Whippoorwill, but this time we put a lot more into the pie. Some people might think that means it sounds overproduced, but then I guess it is, because we produced more.”
Holding All the Roses è co...
Nr° Letture : 135
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ERIC GALES (Good For Sumthin') ••••

‘Guitar riffs’ indelebili, una sorta di imprinting a regolare la sensibilità di Good for Sumthin’, si appropriano di uno spazio intorno ad un coriaceo blues-rock e definiscono, dentro quello spazio, Eric Gales, il chitarrista di Memphis che alle soglie del quarantesimo compleanno continua a seguire il suo percorso, rettilineo, salvo qualche fermata all’Experience Hendrix Tour, a celebrare la musica di Jimi Hendrix (lo scorso Ottobre in quel di Austin, mi sono reso conto di come Gales & Friends conoscano il segreto di c...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 261
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HARD WORKING AMERICANS (The First Waltz) ••••

Todd Snider, Neal Casal & Friends, ovvero la jam band degli Hard Working Americans, dopo il felice debutto dello scorso anno, pensano ad un doppio disco live, The First Waltz (velato rimando a The Last Waltz, by The Band), un concerto film/documentario con interviste e un dietro le quinte affidato al regista Justin Kreutzmann, chiamato a catturare la prima performance, e anche il primo sold-out, in Colorado.
La serata è stata un successo, a parte il nuovo brano, Come From The Heart cantato con Ros...
Nr° Letture : 189
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GARY EISENBRAUN (Shell Game I-II-III (IV)) ••••

Un intenso 2014 per Gary Eisenbraun aperto con il remix del doppio cd, Second Wind, inciso nel 2010, poi l’idea.
Un anno di gestazione per un disco complesso, un concept album ispirato dai Led Zeppelin e in particolare da Jimmy Page, un ruvido antipasto alla trilogia di Shell Game (80 brani, più di 4 ore di intenso ‘Guitar Rock’).
Un opera dettata dalla Gibson Les Paul, è ‘Lei’ che comanda e delinea il percorso di 4 dischi (la serie III nasconde il IV capitolo, solo strumentale) Heartache To Come...
Nr° Letture : 176
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ERIC SARDINAS AND BIG MOTOR (Boomerang) •••½

La vita è come un Boomerang, la prospettiva di Eric Sardinas e di una fiammante chitarra pronta a descrivere un'orbita intorno al centro di gravitazione di Boomerang, sesto disco, terzo con i Big Motor, inciso tra un tour e l’altro.
(“I have a pile of papers, napkins and other little snippets, on which I have kept my ideas and then at home I bring them all together. I don’t have to come up with grandiose lyrics, but rather can scoop them up from real life. And I am sure, that many song ideas came from G...
Nr° Letture : 185
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BUFFALO KILLERS (Fireball of Sulk) •••½

La band di Cincinnati dei Buffalo Killers fa gli straordinari dopo il recente Heavy Reverie e pubblica Fireball of Sulk.
6 brani a delineare che più che chiudere tetti intendono aprire porte, sollecitare interessi e Blankets on the Sun apre senza indugio al sole del classic guitar rock, alza cupe maree di passionalità chitarristica che giacciono sotto la sottile patina dei ricordi tra un’ispirata Weird One e la psichedelia cercata lungo i 6 minuti di Marshmallow Mouth: “I was working ...
Nr° Letture : 169
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KRIS MORRIS (Ruins) •••½

Strano connubio con Kasey Chambers, ma sulla sedia del produttore l'occhio della countrysinger vede 'mosso', sfocato, salta a catturare la spontaneità del rock, diretto, potente e melodico sulle strade che della nativa Australia hanno spinto Kris Morris all’Inghilterra, sette anni, un EP nel 2007 e il primo disco due anni dopo.
Ruins va dritto al sodo, le chitarre aprono il disco, aria fresca tra Bury My Bones e l’ospitale piacevolezza di Ceasefire, piene di vita e verità, tra un sorriso a volte amaro,...
Nr° Letture : 165
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WALKER FIELDS (Black Kat Blues) •••½

Un duo del Minnesota, blues e rock, immense forature circolari della slide guitar che lasciano intravedere il Mississippi alle spalle di Black Kat Blues.
Brad Senne (chitarre) e Chris Tierney (batteria), spingono dalla Title-track, risulta come obliterata da un lugubre intermezzo, consonante per la spettrale Dry Yer Eyes, delta del Mississippi battuto dai Walker Fields nella deliziosa Time Erased, umida come è umida la terra intorno a Black Kat Blues, nella quale puoi sporcarti e impantanarti. ...
Nr° Letture : 182
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LUCINDA WILLIAMS (Down Where the Spirit Meets the Bone) ••••

Compassion, struggente ballata scritta intorno ad un poema del padre, nonché mentore, Miller Williams, è un brano circolare, il tempo è sospeso e il ritmo ipnotico-sognante: si parte da un luogo e vi si fa ritorno, un brano capace di misurare l’esatto grado di separazione tra l'anima dell'essere umano e l’opacità sfuggente della consapevolezza che Lucinda Williams va a descrivere nel doppio album Down Where the Spirit Meets the Bone.
Da schizzo appena tracciato sulla carta della malinconia si passa ad un ab...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 423
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MALVERDE BLUES EXPERIENCE (Malverde Blues Experience) ••••

La voce possente di Roberto Fernandez è come una vertigine che amplifica la tensione oppressiva della terra dove vive, il Mexico. Il Vocalist della Malverde Blues Experience, un nome che offre diverse interpretazioni ma al tempo stesso prossimità, cognizione di un mondo che è difficile da vivere tra immigrazione, contrabbando e banditi senza scrupolo, ‘Malverde’ il colore della marijuana, da dove arrivano le ‘blues experience’ o i rimandi ai Narcos di Sinaloa, quel che è certo è che Malverde Blues Experience contien...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 327
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HANDSOME JACK (Do What Comes Naturally) ••••

Rock al confine temporale anni ’70, si allinea sulla sua direttrice come due opposti, e restano così a specchiarsi, inerti, paghi del riflesso reciproco nei 40 minuti di Do What Comes Naturally, il secondo disco dei newyorkesi Handsome Jack.
La voce e la chitarra di Jamison Passuite avvolgono il lento incedere di Echoes, gli altri particolari si perdono, i mille distinguo sul rock sfumano, le splendide eccezioni compaiono in Do What Comes Naturally : “Everything was recorded live with Zach Gabbard (Buffalo K...
Nr° Letture : 248
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JOHN MELLENCAMP (Plain Spoken) ••••

Plain Spoken procede per scorci, piccoli nuclei narrativi lungo la vita di John Mellencamp (“At my age, I'm not inspired by younger artists. My inspiration comes from Steinbeck, Hawthorne, Shakespeare, Tennessee Williams”) segmenti, angolazioni, per l’appunto capitoli autonomi ma suscettibili di combinazioni, inferenze, interazioni tra acustico ed elettrico, si susseguono, si avvicendano, si intrecciano immediatamente tra Troubled Man e Sometimes There's God.
È un Mellencamp riflessivo, dà v...
Nr° Letture : 227
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HALF DEAF CLATCH (The Blues Continuum) ••••

2 dischi nel giro di un paio di mesi per Half Deaf Clatch. Eat Sleep Stomp Repeat riprende l’intero EP Hard Times Make Me Harder e la Fruit Trade Session registrati entrambi agli inizi del 2013, invece The Blues Continuum era l’esame da superare dopo il successo dell’esordio.
Si resta nel cuore del Delta Mississippi, lo sguardo di chi osserva l’oggi senz’alcun distacco, umilmente scevro da supponenze e intellettualismi, solita scarna strumentazione da one-man-band (percussioni al piede, lap steel ...
Nr° Letture : 211
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GARY CLARK Jr. (Gary Clark Jr. Live) ••••

Per non distrarsi intorno a roba per la maggior parte di respiro quotidiano e di corte vedute, tocca al virtuoso texano Gary Clark Jr. il compito di farci notare che nel frattempo c’era chi stava lavorando con materiale e suoni capaci di volare più alto… e vola la chitarra in Gary Clark Jr. Live, un blues finalmente libero dagli ostici ammennicoli ricercati nel chiuso di uno studio di registrazione, libero di muoversi e di ritornare in continuazione come fantasmi nello splendido avvio di Catfish Blues e Next ...
Nr° Letture : 213
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TIMO GROSS (It's All About Love) ••••

Da quando ha deciso nel 2005 di dedicarsi alla carriera solista, Timo Gross non ha commesso nessun passo falso, 6 dischi che esistono e agiscono soltanto grazie al ‘tra’, allo spazio che si frappone tra un rock compatto e un coriaceo blues: spazio che deve essere manipolato e forzato, per difendere la postazione raggiunta e la versatilità di un talentuoso chitarrista come Timo Gross (la Stratocaster più famosa in Germania), ha preparato il terreno anche per It´s All About Love.
Tutto tiene, nessun ‘colpo basso sentim...
Nr° Letture : 267
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KENDRA GALE BAND (Carousel) ••••

Kendra Gale è una songwriter che lungo l’arco di un quinquennio si è aggirata a singhiozzo in cerca di sguardi e attenzioni, per una carriera solista per lo più con performance acustiche. Dovendo soccombere regolarmente all’invadenza di pesi massimi che riempiono ogni spazio disponibile, ha imbracciato la chitarra elettrica e quando ha conosciuto il batterista/bassista Warren Beatteay, le prospettive sono totalmente cambiate.
Un duo, Kendra Gale Band, è diventato una rovente hard-rockin' blues band. Carousel, nel to...
Nr° Letture : 200
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MARKUS JAMES (Head For The Hills) ••••

Un viaggio alla scoperta del Mississippi iniziato con un amico musicista africano (con il quale ha trascorso un anno in Mali) e al ritorno tutto è cambiato: Slide guitar, cigar box, banjo, armonica insieme a 3 diversi batteristi nel cuore del Mississippi per registrare Head for the Hills. Markus James ama le percussioni e ama il blues, si è ritrovato a suonare sul portico della casa di uno di loro, a Luxahoma, insieme alla cigar box c’era il banjo, il paesaggio rurale ad affiancare il Mississippi.
Un'impronta cromatica plum...
Nr° Letture : 188
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JOHN SOSEBEE BAND (Number 3) ••••

Dal profondo sud Americano arriva John Sosebee, un talento alla slide guitar, leader di un ‘power trio’ agile, sporco e diretto. Blues/rock dritto al bersaglio, tra I Been Workin' On You e Don’t Cry No More ci scodellano un campionario di suoni compulsivi che conservano, nelle loro fattezze e nelle loro movenze, qualcosa di urticante. Il campo di azione si allarga, ingloba i 7 minuti di un’arcigna Let Me, e quel fronte squillante di Don't Wanna Be With You e It's Been So Long sul quale campeggia ...
Nr° Letture : 182
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MOTHER HIPS (Chronicle Man) •••½

Materiale registrato tra il 1994 e il 1997 che la band di San Francisco dei Mother Hips rispolvera in Chronicle Man. Balzo indietro nel tempo, anni ’60 e psichedelia, riletture del passato del rock aleggiano in Desert Song e forse è solo una questione di spazi, contesti, abitudini. Contro ogni problema di audiobesità che potrebbe rendere la digestione di Chronicle Man troppo frettolosa e approssimativa (quel tanto da annebbiare la mente, in special modo dopo la recente pubblicazione di una compilation con ben 4 d...
Nr° Letture : 176
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MOJO MAKERS (Devil's Hands ) •••½

Avevano sollevato discrete speranze all’esordio, delle quali non nego d’essermi nutrito anch’io, i danesi Mojo Makers senza passi falsi tornano a muoversi nel blues del Mississippi dalle forti tinte rock anni ’70, lo filtra il chitarrista e vocalist Kasper Osman nell’avvio di Come on Brother e finisce con ingombrare la scena di Devils Hands.
Con una voce ardente che sembra arrivare dal passato, pronta a rubare il campo all’altro chitarrista Kristian Hoffmann, concentrato nelle legnose dinamiche alle corde di
Nr° Letture : 184
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STONE COYOTES (Rock Another Day) •••½

Una bella famigliola, Barbara Keith scrive e canta (ha anche un passato da sceneggiatore), il marito suona la batteria e il figlio alle chitarre. Sono al 13cesimo disco i The Stone Coyotes, da Los Angeles hanno cantato di boulevards visti dalla strada, sepolti dal ‘rumore’ del rock, per poi spostarsi nel Massachussets. Rock Another Day parla al presente ma suona come una band anni ‘90, fuori da ogni luce di mainstream, se ne disinteressano quasi totalmente, solide chitarre e The Fall Of Babylon contro le banal...
Nr° Letture : 183
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ABSOLUTION (Dusty Road) •••½

I britannici Absolution si muovono con idee chiare da un paio di anni (Issues nel 2012 e un live) con un piano adeguatamente preciso sulle direzioni da prendere anche al terzo disco Dusty Road, coltivare un arcigno Blues-Rock.
Il power trio scatta in Blue Situation, i giri alle corde delle chitarre sono come un vento che continua a soffiare implacabile, Giving It Up e Dusty Road, pieno di partenze e ritorni tra blues e rock, quelli di un tempo circoscritto in un lento andare, magnetic...
Nr° Letture : 183
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TOM PETTY & THE HEARTBREAKERS (Hypnotic Eye) ••••

Tom Petty torna a spingere alle porte del rock e viene fatto filtrare in tutti i modi in Hypnotic Eye. Una strutturazione a incastri reiterati con lo spirito ribelle tardo anni ’70 dei dischi d’esordio e gli incroci, per così dire, multiangolari con il chitarrista Mike Campbell dal progetto Mudcrutch del 2008. Un ‘occhio’ rivolto al passato, alla classicità del rock, con l’altro, invece, ben aperto sul presente (e sul futuro), alla ricerca di forme e stili trovati nel blues dell’ottimo Mojo che tendono a una pro...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 468
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JOHN HIATT (Terms of My Surrender) ••••

Nel taglio, nella fenditura di Terms of My Surrender l'intrusione in un universo intimamente personale da parte di John Hiatt, ne pretende il possesso mentre canta di angeli e demoni e riflette sull’amore, punteggiature letterarie continuamente sfocate e rimesse a fuoco dal rock, dall’armonica al blues, alle steel guitars liberate in abbaglianti ballate elettro-acustiche, come Long Time Comin', un modo per far capire come le persone possano scoprirsi, capirsi, trovarsi anche se non sono (socialmente) programmate...
Nr° Letture : 346
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BLUES PILLS (Blues Pills) ••••

Quartetto misto Franco-Americano baciato dalla voce della svedese Elin Larsson, poderosa, brucia come la luce del sole in Blues Pills pronta a riportare a galla i colori naturali di un vigoroso rock/blues &soul targato anni ‘60/‘70.
Si allarga a macchia d’olio dalla cover disegnata dall’artista Marijke Koger-Dun (“It is a representation of the balance of life, as shown in all the symbolism of natural dualities such as darkness and light, sun and moon, life and death, etc. It shows how opposite forces are interconnected a...
Nr° Letture : 249
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BUFFALO KILLERS (Heavy Reverie) ••••

Sesto album per la band di Cincinnati dei Buffalo Killers, le influenze del classic-rock e psichedelia fanno da collante anche per Heavy Reverie ma il 2014 segna dei piccoli cambiamenti: una nuova etichetta discografica, Sun Pedal, e una ‘new entry’ al power trio dei fratelli Zachary (basso/voce) e Andy (chitarra/voce) Gabbard, ovvero la steel guitar di Sven Kahns.
Le chitarre rispondono subito all’appello di Heavy Reverie, danno la forza, la spinta concreta all’iniziale Poisonberry Tide, il passo decisivo a...
Nr° Letture : 257
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MELLY FRANCES & THE DISTILLED SPIRIT (The Album) ••••

L’influsso di Billie Holiday e Etta James rischiara la voce di Melly Frances ma i The Distilled Spirit sono abituati a forme di fruizione meno gerarchiche, più espanse, in apparenza opposte alle norme di un energico Soul&Blues. L’armonica e il violino che setacciano All I Seen e He Caught Gire delineano The Album come un disco a più piste, densissimo, ma ansiogeno dall'inizio alla fine: “Soul in the song is about what you as a person know / feel in yourself and having the courage to do what yo...
Nr° Letture : 230
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ERIC CLAPTON & FRIENDS (The Breeze. An Appreciation of JJ Cale) •••½

Particolare la scelta di Eric Clapton di omaggiare ad un anno di distanza dalla morte, il chitarrista e songwriter dell’Oklahoma JJ Cale. Sceglie una squadra di ‘Friends’ di tutto rispetto (Mark Knopfler, John Mayer, Willie Nelson, Tom Petty, Derek Trucks e Don White) lascia, giustamente, da parte 2 grandi successi (After Midnight e Cocaine) incise negli anni Settanta e per dosare 14 dischi incisi in 40 anni, lascia spaziare le corde della chitarra tra lunghe pause e impennate, in un gioco...
Nr° Letture : 245
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JIMMY RAY TODD (Hellfire) •••½

Bluesman canadese, non si conosce molto di Jimmy Ray Todd solo che tende a infondere respiro volumetrico alla chitarra. Come una freccia del tempo di Hellfire, classica, senza niente di speciale, direi, nell’apertura di Long Way From Home ma poi Hellfire cambia prospettiva, l’intro acustico apre ad un disco vibrante, capace di sbandamenti improvvisi pronti a sconvolgere un dipanarsi prevedibile ma senza infamia e senza lode.
Piace il giro alle corde della chitarra di Ain't No Fun, segue intriganti percor...
Nr° Letture : 267
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HILLSTOMP (Portland, Oregon) •••½

Portland, Oregon è il codice postale del duo degli Hillstomp ma si muovono lungo le sponde ridondanti del Mississippi. Un nuovo lavoro che sembrava destinato a prendere la direzione di un fosco e opprimente scambio tra la chitarra e voce di Henry Kammerer e le percussioni di John Johnson, la direzione delle distorsioni elettriche tra Santa Fe Line e Life I Want lo stazionano sul sottosuolo, e invece il banjo di Undertow entra ad amplificare la qualità perturbante del Mississippi con un riflessi...
Nr° Letture : 216
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DELTA BLUES GANG (American Mile) •••½

Dopo aver vinto un premio in patria, sono croati, i Delta Blues Gang puntano all’America e la scelta premia, con una performance che riflette un disegno coltivato a lungo nel blues dalle forti radici nel delta Mississippi arrivano in semifinale al 29th International Blues Challange a Memphis. La voce di Elizabeta Petric (aka Angel Lee) guida 8 segmenti di 'umore' monocordi del Sud ma intrisi di una blueness popolata dai passaggi repentini tra lap steel & slide guitar di Aleksandar Kajtez (aka Texas Alexander), sferzano l’impos...
Nr° Letture : 215
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TOBACCO JUICE (Tobacco Juice) ••••

‘Low down dirty blues and rock and roll band’. Thats how we've been describedTobacco Juice è materia in movimento, sfuggente e inafferrabile, come un sordo e diffuso senso di disagio, quasi un velo cupo, attraverso il quale i Tobacco Juice iniziano a descriversi. Bar Women Blues e dal Connecticut partono paralleli con il classic rock e correlati si sprecano, eppure quello che emerge è l'aspetto e la manipolazione funzionale che appiccicano alle chitarre, le torsioni elettrificate alle steel guitars n...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 542
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INDIGENOUS (Time Is Coming) ••••

Dopo l’annuale presenza all’Experience Hendrix Tour (insieme ad altri virtuosi della chitarra, Kenny Wayne Shepherd, David Hidalgo & Cesar Rosas, Eric Gales), il decimo album per l’indiano cresciuto nella Yankton Sioux Reservation in South Dakota, non si limita a seguire un potente blues rock, in Time Is Coming le dita di Mato Nanji non respirano mai, tendono ad intrecciarsi con gli Indigenous (Derek Post, altra chitarra e Charles Sanders, batteria e tastiere) lungo 12 delle 13 canzoni scritte insie...
Nr° Letture : 391
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TURCHI (Can't Bury Your Past) ••••

Il frontman/chitarrista Reed Turchi concentra l’azione sempre tra il Mississippi e gli ambienti chiusi surriscaldati alla slide&cigar box guitar, ma in Can't Bury Your Past si aprono porte verso nuovi ambienti, tra gli scuri peregrinaggi alle corde di Take Me Back Home, Burning in Your Eyes e (We Could Still Be) Each Other's Alibi si infilano il sax di Art Edmaiston e le tastiere di Anthony Farrell dei JJ Grey and Mofro (“We've been pushing to get it a little swampier and murkier and groovier
Nr° Letture : 355
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BLACKBERRY SMOKE (Leave a Scar: Live in North Carolina) ••••

Mentre pensano al nuovo disco, i Blackberry Smoke donano ai fans il primo disco dal vivo, 22 brani e un DVD decisamente più ricco di Live At The Georgia Theatre del 2012 con immagini bonus della band tra le mura di casa, nel ‘making of’ di Yesterday’s Wine registrata con George Jones e Jamey Johnson. “The initial idea was to make a live album, which our fans have been asking about for a long time”, dice il vocalist Charlie Starr. “We also decided to film the show, as well, and see how it turned ...
Nr° Letture : 423
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HUNTER & The DIRTY JACKS (Single Barrel) ••••

Hollywood, dove si vive una vita isterica, tra lavoro (che praticamente non si vede), automobile, telefono, ma c'è sempre il sole a Sunset Boulevard e scotta come il quintetto del frontman e multi-strumentista Hunter Ackerman. Hunter & The Dirty Jacks pedinano il rock ‘n roll senza farne uno schema fisso, semplicemente seguendo la scia tracciata dalle chitarre, il disincanto di Rock & Roll Soul conquista come l’armonica di Jubilee, “We put a lot of time and effort into everything”, spiega il chitarrista ...
Nr° Letture : 304
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DEAK HARP (Clarksdale Breakdown) •••½

L’armonicista che guidava un piccolo furgone portando in giro la James Cotton blues band e ogni tanto ne apriva gli spettacoli, è diventato un bluesman di razza. Deak Harp è legato al Mississippi e alla stratocaster sempre accompagnata dall’armonica, un viaggio da Clarksdale, Mississippi dove vive e ha aperto un negozio, il Deak's Mississippi Saxophones & Blues Emporium. Sin dalla torbida Mad Dog 2020 egli crea, con il suo agire all’armonica, la sua posizione nel mondo di Clarksdale Breakdown dove si priv...
Nr° Letture : 287
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2004-2015  ©  Rino Iacovella