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MORELAND & ARBUCKLE (Promised Land Or Bust) ••••

Moreland & Arbuckle si pongono alle origini ideali e reali del Mississippi Delta & Country blues, se non in avanti e indietro, in uno spazio difficile da definirlo, limitarlo, ridurlo a un campo delimitabile entro confini certi e mappabili, e anche con la nuova etichetta discografica, Alligator Records, resta la stessa dinamica ‘posizionale’ delle chitarre e dell’armonica, offrendosi come sorgente germinitiva ma anche come prolungamento a ritroso di una discografia dove Promised Land or Bust è perfettamente bilanci...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 93
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BIG SWAMP (Heavy Load) ••••

I fuori fuoco della slide guitar iniziano con Walking Blues, il luogo in cui le pulsioni dei Big Swamp si scatenano senza freni e mediazioni, mostrano l’impeto del background del chitarrista Dennis Krastinat, per poi focalizzarsi sull’armonica del vocalist Jan Strobel a rendere nitido e visibile i confini del Mississippi Delta blues, lo spazio circostante a Heavy Load delinea il quartetto della Bassa Sassonia, Germania.
Lungo le sponde del Mississippi c’è poco colore, solo un bianco e nero che sembra modellare ...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 71
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TONY JOE WHITE (Rain Crow) ••••

Rain Crow è come una scala che permette a Tony Joe White di salire sul piano delle immagini dal profondo Mississippi, dove swamp music & delta blues sono figure sbiadite del loro corrispondente ideale.
Atmosfere scure, torbide per il 73enne Tony Joe White, una ventina di album sulle spalle, Rain Crow lo ha registrato nel suo studio (e prodotto col figlio), una voce profonda, baritonale, la chitarra stride e la usa come un vetro a prismi quadrati che deforma e liquefa le intriganti Hoochie Woman e The Bad Wi...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 62
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Anyway You Love, We Know How You Feel) ••••

Chris Robinson Brotherhood sorprende ancora per il modo di immobilizzare una visione del rock molto personale, la comprime entro specifici margini spaziali e temporali anni ‘70 con tutto quello che gira intorno alla psichedelia.
Anyway You Love, We Know How You Feel ruota intorno a quel nucleo originario con forza sempre più centrifuga, sfruttando un arco dinamico che al quarto disco, tende all’infinito, l’armonica che solca i 7 minuti di Narcissus Soaking Wet si spinge tra sintonizzatori e chitarre elettriche, ...
Nr° Letture : 73
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HARD WORKING AMERICANS (Rest In Chaos) ••••

Nati per caso dall’idea di Todd Snider, il super gruppo Hard Working Americans dopo un album di covers utile a destrutturare in tasselli un passato comune, tornano con del materiale nuovo di zecca e fanno sul serio con Rest In Chaos.
Canzoni lanciate sopra e sotto il livello del rock, legate dall’introspezione le due ballate iniziali Opening Statement e It Runs Together, passate di mano in mano tra le chitarre di Neal Casal e Jesse Aycock a restituire quel movimento incessante che entra prepotentem...
Nr° Letture : 53
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RICK GIBSON BAND (Junkyard Son) ••••

L’altopiano d’Ozark nel Missouri è il baricentro di Rick Gibson, lì è nato, lì ha preso vita anche la musica, da Ozark Anthology (album del 2014) alle storie della gente che vivono le Ozarks di Junkyard Son, entrambi conditi sapientemente con un arcigno blues rock.
Rick Gibson scansa le trappole del facile e compassionevole sentimentalismo grazie a una pudica, severa sobrietà, apre Cabin Fever, uno sguardo cupo, che non lascia spazio all'ottimismo, ed è al contempo coerentemente vincolato a una raggiant...
Nr° Letture : 56
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HALF DEAF CLATCH (Simple Songs For These Complicated Times) ••••

Altro giro a breve distanza da Life & Death of AJ Rail (2015) nel rurale Mississippi, il percorso di Simple Songs For These Complicated Times è progressivo e non rettilineo, e conosce tappe intermedie per arrivare dove il delta blues si fonde ai tratti bucolici della slide guitar e del banjo : “Originally I envisaged this release as 'The Apocalypse Blues EP,'”, spiega Half Deaf Clatch. “Featuring the title song and three other tracks all thematically related to each other. It has grown into a full lengt...
Nr° Letture : 51
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RADIO MOSCOW (Live In California) ••••

Un disco dal vivo della band di San Diego? È come una bellissima creatura selvatica e pulsante che ti rapisce non appena compare sulla scena.
La svolta dei Radio Moscow è del 2014, quando il solista e chitarrista Parker Griggs crea un potente trio con il bassista Anthony Meier e il batterista Paul Marrone, Live in California, registrato a Los Angeles al The Satellite club nel Dicembre 2015, è un doppio Lp ruvido e chitarristico, disco delle passioni, del lato oscuro della musica, solido vocabolario di uno psychedeli...
Nr° Letture : 60
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ROBERT JON & The WRECK (Good Life Pie) ••••

Il transito nel classic rock regala ancora suggestioni di un altro mondo, dove le immagini di Robert Jon Burrison e Kristopher Butcher alle chitarre sono pronte a rompere l'adagio di Good Life Pie a spronarlo con una presa di coscienza dal sapore antico.
Robert Jon & The Wreck non ritornano ai fasti del folgorante debutto Glory Bound, ma sono ancora pronti a fare rock ‘n roll, genuino, come se tutto si fosse riavvolto o addirittura capovolto, Rollin', la Title track e Good Lovin' sono montate...
Nr° Letture : 52
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BLACK PISTOL FIRE (Don't Wake the Riot) ••••

Il duo dei Black Pistol Fire anche in Texas, si sono trasferiti ad Austin (“It’s great place to be if you want to be surrounded by all of that. And yeah, the clubs and the venues are top notch. We are completely in love with Austin, Texas"), inseguono un viscerale blues-rock dall’anima sudista, non rifugge dal loro passato che ha il sopravvento su Don’t Wake the Riot, ma senza soffocarlo.
Acida la chitarra in Hard Luck e cambia lo sfondo in Bad Blood, muovendosi nel perimetro della sezione ritmi...
Nr° Letture : 45
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PAUL REDDICK (Ride The One) ••••

Paul Reddick in 25 anni ha fotografato e misurato poeticamente il corso del tempo del blues, l’armonica e le chitarre che accolgono Shadows è il modo migliore per introdurre Ride The One, un disco pregno di amore, morte e voglia di riscatto con un ospite alla chitarra come Steve Marriner (dei MonkeyJunk) insieme per attraversare le frontiere del blues, elettrico, ruvido e invitante come Celebrate e It Goes With You, Paul Reddick è pronto a ri-giocare la propria identità proiettandola in un...
Nr° Letture : 42
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LIGHTNIN' MALCOLM (Foot Soldier) ••••

Chitarra, batteria e il Mississippi. Non lo spaventa il ‘1 man band’ al bluesman Lightnin’ Malcolm, è un occasione per aprire nuovi forzieri di idee e il delta blues viene giusto depositato su Foot Soldier, e vi resta e ristagna.
Il ripetitivo e ficcante lavorio alle corde della chitarra che solca Done Wrong e Tree, questa continuità dilatata e rallentata, portata al limite, è la forza di Lightnin’ Malcolm, di pari passo con i lenti movimenti di fuori fuoco nel blues in cui tutto diventa distinguibile, ...
Nr° Letture : 41
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BLUES PILLS (Lady in Gold) •••½

Mistico e scuro come piace ai Blues Pills, “Lady in Gold is a character symbolizing death”, spiega la vocalist Elin Larsson, secondo disco non all’altezza dell’esplosivo esordio, ma era difficile tenerne il passo, ma bisogna aggiungere che il combo svedese-franco-americano presenta un disco solido, senza guizzi, vero, ma accattivante.
La voce esplosiva della Larsson è sempre la protagonista di un rock anni ’70 che entra prepotente nella spirituale Lady in Gold, salvezza, il messia, anime che vacillano, i...
Nr° Letture : 59
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BROTHER SUN SISTER MOON (Liberty) •••½

C’è spiritualità, ma non siamo dalla parte del San Francesco D’Assisi del film di Zeffirelli annata 1972 (Fratello sole, sorella luna), Liberty Dave Lambert e Donna Dahl, a.k.a. Brother Sun Sister Moon, ci spingono lungo il Mississippi, nella nuova casa ad ascoltare l’ambigua bellezza di Bentonia Blues, scolpite a tutto tondo nel blues, con sagome ritagliate nella tradizione (Ain't Got No Money e St Paul Woman), ma con il loro carattere, perché Liberty (e la stessa Title track) possiede un...
Nr° Letture : 49
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TWO TIMER (The Big Ass Beer To Go) •••½

Armonica blues sporco e ridondante, la cortina del buio per mostrare l'invisibile che si cela dentro l'oscurità, idee alla foce del Mississippi, quasi, perché sono Polacchi, ma dal 2008 quando sono nati i Two Timer, con un Ep e il debutto omonimo del 2014, il volo in America era nell’aria, pronti a conquistare i blues festivals intorno a Memphis e The Big Ass Beer To Go conferma che la strada percorsa ha prodotto frutti interessanti.
Dicevamo dell’armonica, entra in gioco da Hank e non smette mai di affiancare ...
Nr° Letture : 51
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CORNFEDS (The Cornfeds) •••½

Blues elettro-acustico con radici nel Delta Mississippi e un grande amore per gli anni '30 e '40, il quartetto dei The Cornfeds dopo aver fatto maturare l’Ep Road Rash utile nel chiarore scandinavo, sono danesi, tornano a mescolare classici e brani originali.
The Cornfeds ha un bel mix di chitarre acide e una strumentazione acustica molto variegata pronte ad avvolgere It's Your Time To Feel Bad e I Wouldn't Last A Day, non ignorano la tradizione e senza andare alla ricerca di una scorciatoia più comoda e se...
Nr° Letture : 34
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BLINDSIDE BLUES BAND (Journey To The Stars) •••½

Suono chitarristico, vecchia scuola, Blues rock anni ’70 acido e indomabile, occorre ammetterlo, Mike Onesko (voce e chitarra) non ha perso nulla della sua struggente ruvidezza!
Journey To The Stars trabocca in vere e proprie convulsioni chitarristiche (new entry, lo accompagna un nuovo chitarrista, il danese Martin J. Andersen), e si travasano da Rock N' Roll Is My Life, sguscianti e nocive come Smokehouse Row, il 12cesimo disco della Blindside Blues Band è un alternanza di cupi e claustrofobici viaggi...
Nr° Letture : 45
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JIMBO MATHUS (Band of Storms) •••½

Jimbo Mathus corre, 3 album in due anni.
Band of Storms rappresenta l’eclettico stile sudista di Jimbo lungo il Delta del Mississippi, dall'irrequieto e malinconico, al rurale e robusto, 25 minuti in un EP dove ce n’è di spazio tra rock, blues e R&B, “I’m 48, but I’m still a punk rocker”, dice Jimbo e con Gringo Man dispiega infuocati impasti del sassofinista Jim Spake e della tromba di Stu Cole secondo le fervide regole di un sano rock ‘n roll.
Can't Get Much Higher affonda nel blues di New Or...
Nr° Letture : 38
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QUAKER CITY NIGHT HAWKS (El Astronauta) •••½

El Astronauta e una bluesy slide-guitar pronta a trasportarci attraverso una terra di “iron nightmares, and fevered dreams.”
Siamo nel Texas di Anderson e Matsler (voci e chitarre), è pregno di storie sudiste e variazioni del classic rock, l’ipnotica bellezza di Good Evening e la solida Liberty Bell 7 sono interessanti sospensioni nel mondo dei Quaker City Night Hawks (nome che arriva da un libro di Mark Twain).
Pronti a sperimentare nello spazio ‘chiuso’ tra il cielo e le porte dell'America, tr...
Nr° Letture : 44
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MUDCRUTCH (2) •••½

Tom Petty e parte degli Heartbreakers quando vogliono rivisitare la giovinezza, pensano ai Mudcrutch, a cosa hanno fatto tra il 1970 e il ’75 e sebbene 2 si discosta sia dal disco omonimo del 2008 come da Mojo (2010) e Hypnotic Eye (2014) con gli Heartbreakers, alla fine poco importa perché si nutre di una contaminazione con il passato di Tom Petty e basta per dargli un ascolto anche a chi non ne sa niente e ha voglia di (ri)scoprirlo, senza troppo badare ai dettagli.
Eh sì, si tratta di dettagli, n...
Nr° Letture : 55
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LEFT LANE CRUISER (Beck In Black) •••½

La prima decade dei Left Lane Cruiser con l’etichetta Alive Naturalsound Records, la ripercorre Beck in Black con brani pubblicati tra il 2008 e il 2014 quando al fianco del vocalist e chitarrista Frederick "Joe" Evans IV c’era Brenn Beck alla batteria.
‘Dolce’ la slide guitar di The Pusher, di una intensa Maybe e nella strumentale Juice To Get Loose, metà dei 6 brani inediti di Beck in Black, e come sempre con i Left Lane Cruiser si entra in fretta dentro un meccanismo che si proietta verso una...
Nr° Letture : 34
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RICH ROBINSON (Flux) •••½

Flux è il quarto disco solista per il chitarrista e parte vitale dei Black Crowes, Rich Robinson lo incide dopo il tour con i Bad Company, un po’ come se ci volesse uno sguardo esterno se non per alzare il velo sul passato, per tentare di trovare nuove strade da solcare, quel tanto per rivivere e riscoprire insieme a una solida band alle spalle, occhi più giovani di sé per entrare nel mondo del rock che non ha nulla da nascondere.
Intrigano i giochi alle corde delle chitarre (The Upstairs Land, la brillante...
Nr° Letture : 39
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JOHNNY MASTRO & MAMA’s BOYS (Never Trust the Living) •••½

Johnny Mastro & Mama's Boys hanno un profondo rispetto per il Blues anni ’60 della zona di Chicago, suono pulito, da impastare con il rock, armonica e chitarre, tutto è partito da Los Angeles, 1993 e il meccanismo non si è arrugginito del tutto, perché le 'mine vaganti' di Never Trust The Living regalano godimento e fiducia: è questo è quello si dovrebbe fare ora!
Snake Doctor e Whiskey guardano dritto avanti e non necessitano di costose cosmesi, un paio di ‘bluesacci’ macchiati dall’armonica in un cont...
Nr° Letture : 41
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KATY GUILLEN & The GIRLS (Heavy Days) •••½

Katy Guillen & the Girls (ovvero Claire Adams al basso e Stephanie Williams alla batteria) sono figure mosse, guizzanti, con un eccesso di materia di chi, volendo, sa suonare senza mediazioni.
La direzione di questo secondo disco Heavy Days è un blues-rock burrascoso e chitarristico, ma con spazio alla melodia (Driving To Wake Up, Waking Up From You da una parte e Heavy Days, Don't Need Anyone dall’altra) interagiscono con linguaggi del blues, ‘codici diversi’ con altrettante chiavi di u...
Nr° Letture : 36
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WILLIE & The WHIPS (Homage) •••

Il tablet e gli smartphone hanno spostato ‘l'apparecchio’ con cui leggere e guardare fuori da case e uffici, ma per solleticare una visione in transito e ubiqua c’è bisogno anche di musica, il blues rock da Seattle del quartetto Willie & the Whips vale uno spensierato giro urbano.
Per il bandleader Will Morgan il blues non è una figura lontana che ormai appartiene a un passato remoto, di cui ci rimane solo una flebile eco, con l’armonica di Kevin Bean provano a spingerlo oltre tra Got My Mojo Working e la tetra Thu...
Nr° Letture : 38
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JANE LEE HOOKER (No B!) ••••

Quintetto tutto al femminile di New York, con un incedere ritmico sobbalzante e ossessivo (“Not a lot of bands can capture the excitement, sweat and charisma of the '70s bands we grew up listening to. But we can and we do”), scava tra la pluralità delle forme di un arcigno blues/rock che bisogna semplicemente andarsele a scovare nei movimenti migratori delle 2 chitarre (High Top & Tina 'T Bone' Gorin), con le solide percussioni a Melissa 'Cool Whip' Houston e con quel pizzico di ‘soul’ nella voce di Dana “Danger” Athens.
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DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 286
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DELTA GENERATORS (Hipshakers And Heartbreakers) ••••

I Delta Generators scavando a ogni passaggio nel solco del blues, siamo al quarto disco, arrivano a configurarlo in una forma tracciante, autonoma e netta.
Ogni brano di Hipshakers And Heartbreakers non fa che evocarne un'altro, l’armonica che apre Day That I Met You produce un’efficace sistema di risonanze e di echi dalle molteplici visioni lungo il Mississippi, si inseriscono e innescano il flusso delle chitarre che si offrono a continue associazioni tra rock e blues.
Grattano la superficie della torbida <...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 283
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LATE NIGHT UNION (Connections) ••••

Il quartetto californiano dei Late Night Union spacca le immagini del classic rock, la bassa definizione è abilmente ricercata, sperimentata, diventa un'estetica consapevole nell’iniziale Mountain: in partenza nitide, per poi estrarre durante 7 intensi minuti la grana che a loro interessa, producendo una serie di quadri 'puntillisti' in movimento, fino ad arrivare alla soglia della decifrabilità, come a volere entrare nell'origine del rock, al punto originario, e trasformarlo in silhouette dinamiche, ricolorate, distor...
Nr° Letture : 226
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ROBIN TROWER (Where You Are Going To) ••••

Robin Trower da quattro decadi sulla scena rock mondiale, la sua arte si è formata pian piano, salendo le scale, gradino per gradino, in un processo di maturazione graduale, prima chitarrista dei Procol Harum, anni ’70, poi la carriera solista, blues rock e una ‘psychedelic Fender’ tra le mani.
Where You Are Going To è il 21esimo disco, mostra la sua struttura interna da When Will the Next Blow Fall, svela in modo libero e non preordinato il “brodo primordiale” dal quale quasi magicamente sgorgano Where Y...
Nr° Letture : 210
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STEEPWATER BAND (Shake Your Faith) ••••

4 anni di silenzio, un nuovo chitarrista Eric Saylors, la The Steepwater Band si muove in uno spazio di spostamento nel rock e curiosamente, il meccanismo è l'unico possibile per impedire la rimozione del loro passato. Sesto disco alquanto ricco, l’ispirazione del vocalist e chitarrista Jeff Massey è a largo raggio tra classic rock ‘n’ roll e psychedelia da estendere con ballate dall’amore alla morte, colori contrastanti in Shake Your Faith da ravvivare in ogni brano, mentre la splendida Title track s'immer...
Nr° Letture : 232
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KING MUD (Victory Motel Sessions) ••••

Il frontman e chitarrista Freddy J IV dei Left Lane Cruiser proietta la Hollywood glamour di Los Angeles verso gli oscuri e impervi labirinti del mississippi delta blues, in uno straordinario mondo a parte, capace di tenere insieme elementi contraddittori sempre in via di collisione.
Questo è Victory Motel Sessions, traballante, quando un arcigno blues/rock inizia a dilagare da Rat Time e Smoked All My Bud, “The landscape for the album was an eerily quiet Burbank strip of road that contained the recordi...
Nr° Letture : 195
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LANCE LOPEZ (Live In NYC) ••••

Torbido texas blues rock, Lance Lopez in trasferta a New York prende la rincorsa alla lontana e lascia che i minuti scorrano sulle corde della chitarra senza troppo affannarsi, del tutto naturale, a tessere le fila di Live in NYC debitamente annodate intorno all’ultimo lavoro Handmade Music (5 brani + 1 brano da Higher Ground e nuove incisioni).
Nel frattempo si è divertito coi Supersonic Blues Machine (superband formata con Billy Gibbons degli ZZ Top, Eric Gales, Walter Trout, Robben Ford e altri ospiti...
Nr° Letture : 204
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BRYCE JANEY (Organic Man) ••••

Uno sfondo felpato per il nuovo disco del bluesman Bryce Janey, su un accompagnamento acustico fisso e un gioco sapiente alla slide guitar, una sorta di viaggio nel cuore del Delta blues per i 12 brani di Organic Man.
She's Gone Away, Down Home Blues e 1973 sembrano nate alla foce del Mississippi le cui dimensioni si misurano in kilometri, conducono in una dimensione astratta e concreta, il tutto sorretto da un pensiero metaforico dalle solide basi utile a sognare e pensare, poi Good Ol' Dog
Nr° Letture : 210
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LISA LYSTAM FAMILY BAND (Give You Everything) ••••

Muoversi nello spazio estremamente stratificato del Mississippi blues, è questa la profondità di campo di Give You Everything (la stessa Title track), e non è una semplice questione di ‘ottiche’, ma la disposizione complessa su molteplici livelli in cui si cala il tempo lineare della slide guitar capace di mutare nella forma spiraliforme degli universi paralleli del delta blues, che semplicemente 'ricordano' perché non occupano né lo stesso tempo né lo stesso spazio.
Il messaggio della Lisa Lystam Family Band è...
Nr° Letture : 197
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HUSKY BURNETTE (Ain't Nothin' But a Revival!) ••••

Riverberi, deflagrazioni improvvise, inserimenti repentini di linee melodiche frastagliate e subito interrotte, nel cuore del mississippi delta blues Husky Burnette si muove attraverso i flussi irruenti della chitarra, lo fanno circolare nomadico, lo ibridano in Best I Can e Kick Rocks dove entra l’armonica ad accompagnare le accelerazione del ritmo aiutate dal sagace uso delle percussioni.
Ain’t Nothin’ But a Revival! ha un colore cupo, una patina lirica toccante, e ottimamente in conflitto con il l...
Nr° Letture : 176
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IAN SIEGAL & JIMBO MATHUS (Wayward Sons) ••••

Wayward Sons è una notte molto speciale registrata nell’autunno del 2014 in Olanda, a Hoogland, dove il duo Anglo-Americano, Ian Siegal & Jimbo Mathus hanno trovato pace, ai margini di uno spettacolo acustico, percorso da vie melodiche portatrici di stili ed esistenze migranti, una terra incantata e tormentata di racconti, è quella di Wayward Sons: memorie in perenne viaggio, popolate da canzoni anch'esse ai confini del Texas e del Mississippi.
Comincia tutto lì, nel 2013 con Jimbo che accompagna al banjo e mandolino ...
Nr° Letture : 208
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LAYLA ZOE (Breaking Free) ••••

Non lasciatevi ingannare dall'estetica visiva del decimo disco della canadese Layla Zoe perchè divora, recuperando e rielaborando in modo volutamente sporco e rabbioso, il blues in Breaking Free: 1 ora e 10 minuti di marche luminiscenti, con i loro tratti accesi che i ruvidi 6 minuti di Backstage Queen portano subito a galla.
"There's everything in Breaking Free, from blues ballads, to blues-rock, to psychedelic rock", un disco ben più complesso e insinuante nell'intrigo delle tastiere e dei suoni purament...
Nr° Letture : 167
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STEVE HILL (Solo Recordings Volume 3) •••½

One-man band, il virtuoso della chitarra Steve Hill ha iniziato a suonarla con le sole percussioni affidate al piede nel Volume 1, poi ha modificato la scena, ha aggiunto il basso nel Volume 2 e adesso compare anche l’armonica e maracas nel Solo Recordings Volume 3, ma il risultato è lo stesso: un mix coinvolgente di blues/rock, dolci ballate e covers.
I built the studio, I set up the mics, played everything and mixed it myself”, spiega Hill. “I don’t do overdubs; it’s old school”, espone l...
Nr° Letture : 181
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STEVIE KLASSON'S BLACK WEEDS (Rock N' Roll Tales From A Crooked Highway) •••½

Un disco e un libro come debutto non è male, storie dalla strada e rock n’ roll, quello che divampa da Gimme More, irruenze, soprassalti, scariche di energia, sembrano docilmente piegarsi al battito di un cuore quello di Stevie Klasson's Black Weeds (nati a Stoccolma nel 2009) che pulsa nelle viscere di Rock N' Roll Tales From A Crooked Highway.
Un ritmo contro il quale, semplicemente, non c'è nulla da fare, Hoodoo Cadillac, Good Stuff, Cool To Be Kind, quanto basta per solleticare, ammonir...
Nr° Letture : 195
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KELLY RICHEY (Shakedown Soul) •••½

Shakedown Soul è il respiro vivo del rock al ritmo del blues, il lasciarsi andare piuttosto che saggiamente addomesticarli, se tutto questo viene fatto indietreggiare, ebbene, cosa rimane? 20 anni di carriera e non sentirli, la 53enne chitarrista del Kentucky continua a immagazzinare rock n roll, blues e quel pizzico di funky che tanto piace al batterista Tobe Donohue.
Kelly Richey in un altro intrigante febbrile viaggio, le chitarre prendono Fading e You Wanna Rock, il seme indispensabile verso l'afferm...
Nr° Letture : 210
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LUCINDA WILLIAMS (The Ghosts of Highway 20) ••••

Come la Interstate che dalla South Carolina porta in Texas, Lucinda Williams attraversa il tempo di The Ghosts of Highway 20, venendo e andando, a volte smarrendosi, a volte imponendo definitive rese dei conti, continuamente depistate, rinviate, interrotte dall’egregio lavoro alle chitarre di Greg Leisz e Bill Frisell.
La strada ispira Dust, si sgrana ed esplode in un racconto diacronico dall’asfalto che la ricopre, prende spunto da un poema del padre Miller Williams scomparso lo scorso anno, L...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 335
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DIRTY STREETS (White Horse) ••••

Il trio di Memphis continua a tuffarsi a pieni polmoni in un solido Blues/Rock, i riflessi delle superfici e della pelle di White Horse obbediscono al cuore in fiamme del front man Justin Toland, volumi e diagonali delle chitarre alla ricerca di un 'metodo' per penetrare il buio che sta dietro la bidimensionalità di White Horse.
La visione dei Dirty Streets lampeggia attraverso una serie di aperture circolari e grandangolari sul rock che squarciano un profondo velo nero in Save Me e Looking For My Peace,...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 342
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BEARDS AND WHISKEY (Beards And Whiskey) ••••

Rock sudista, luogo da aprire o da chiudere, scena da riempire o da svuotare, un terreno fertile per i Beards And Whiskey.
Buie traiettorie convergenti descritte nella mappatura del tempo delle chitarre da sporcare con la matrice agreste, ma il suono di sottofondo resta ingombrante, s'incrociano e si moltiplicano da Movin' Moonshine e aprono un sentiero tortuoso e intricato che scorre fluido nell’esordio della band della Pennsylvania.
Un contagioso ‘guitar riffing’ nei tanti spazi aperti dal vocalist Rick Stabeno i...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 308
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1969's (There's Where The Vultures Live) ••••

La parentesi Janky non resta una cartolina fuori campo nella vita di Scott Lindsey, ritorna sulle sponde del Mississippi Delta blues e va a rafforzare il quartetto di Dallas dei The 1969s con un turbinio di chitarre discendenti e senza tempo dove l’armonica tenta continuamente di farsi largo e luce all'interno di un universo sonoro magmatico.
Uno spettrale lavorìo delle più diverse fonti del blues abbraccia As Far As I Can Tell, nelle quali fra accese percussioni si al...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 319
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TEMPERANCE MOVEMENT (White Bear) ••••

Lo spirito del classic rock degli scozzesi The Temperance Movement è come sfuocato su di un paesaggio fatto di asperità e insenature, ampie distese e precipizi, al secondo album (a circa 3 anni dal loro debutto omonimo), ci sono infinite gradazioni di un rock dal ritratto vecchio stile in White Bear, perciò lo troverete scorrere placido e poi ecco l'impennata da togliere il fiato così come il florilegio di brillanti intuizioni cucite sul solido tessuto chitarristico di Paul Sayer.
I Temperance Movement non si arr...
Nr° Letture : 273
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COTTON BELLY’S (Rainy Road) ••••

Il percorso del quartetto francese dei Cotton Belly's è talmente sghembo da far sfumare l'oscurità di Rainy Road, non è un ostacolo, ma uno stimolo a guardare meglio e a concentrarsi di più sul blues del Mississippi, sull’armonica e la chitarra che strappano via ogni dubbio nell’avvolgente avvio di Rainy Road e non sfuggono al loro destino stilistico e si posizionano al centro di un'estetica dove sono necessari momenti di sospensione per poter procedere.
Dei respiri acustici profondi (Hard Times, My...
Nr° Letture : 261
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PREACHER BOY (The National Blues) ••••

La passione per il Mississippi Delta blues, colloca Christopher Watkins (Preacher Boy) in una sfera espressiva esplosiva, così piena e istantanea, da risultare esposta al contagio: The Natural Blues invade gli spazi e le note si spargono per l'aria, la slide guitar distribuisce le carte dei sentimenti e delle occasioni in Obituary Writer Blues, il lieto fine non è assicurato quando si parla di morte, redenzione e speranza, l’amore sembra sganciato dallo spazio e dal tempo, ma comunque gira in The Natural Blue...
Nr° Letture : 243
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THOMAS WILBY GANG (Backwoods Crackin') ••••

La luce del rock che sfuma nel country-blues, rende cristallini i contorni del debutto dei Thomas Wilby Gang ed è apprezzabile che i dettagli di Backwoods Crackin' dai molti rivoli si ricompattino brano dopo brano, come tessere di un puzzle che vanno al loro posto su un materiale frammentato ma decisamente fluido, e fortemente connotato dalle chitarre che s'innestano limpide e avvolgenti fin da Cloak Of Night e Can't Complain.
L'interazione tra i Thomas Wilby Gang e il rock si rivela tanto più pura quant...
Nr° Letture : 239
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SMOKERS (Roads Less Traveled) ••••

Aspettatevi di tutto. Nel senso più rotondo del termine, e anche più positivo nell’esordio della blues rock jam band dell’Illinois, i The Smokers rispecchiano l’amor per il British Blues anni ’60 del vocalist e chitarrista Dan Galletti, un procedere zigzagante, chitarre legnose e l’armonica a compattare The Man mentre le sinuose traiettorie delle tastiere si ergono protagoniste in Messing with Me, le si attorcigliano attorno con mulinelli imprevisti, ma scorrono rapide.
Roads Less Traveled segue un gus...
Nr° Letture : 248
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LUTHER DICKINSON (Blues & Ballads. A Folksinger’s Songbook: Volumes I & II) ••••

Blues & Ballads è un ambizioso doppio album (l’edizione vinile è da preferire), riscrive 21 brani a ripercorrere la tradizione Americana, con ballate folk/blues scritte insieme alla blues/rock & roll band dei the North Mississippi Allstars, ma non è un greatest hits, è qualcosa di personale che cresce nel rurale Mississippi.
Luther Dickinson sceglie la strada dell'oscillazione costante fra un suono acustico nel cuore del delta blues e un accorato quanto semplificato melodismo per chitarre, violino, piano e banjo,...
Nr° Letture : 246
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DEAD SHRIMP (How Big Is Your Soul?) •••½

Il trio italiano dei Dead Shrimp e il Delta del Mississippi, quell'atto del ripetere, del prolungare reiterando schemi alla slide guitar a trovare le giuste pulsazioni del blues (aiutati da due special guests, Roberto Luti e il talentuoso Reed Turchi).
How Big Is Your Soul? -secondo disco, inciso in soli 3 giorni- ne occupa immediatamente il cuore con Angry Man, Alessio Magliocchetti Lombi (chitarra slide), Sergio De Felice (voce) e Gianluca Giannasso (batteria) si calano in atmosfere dove le scelte melodiche...
Nr° Letture : 233
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BRUTHA WHITE (Solitaire Man Blues) •••½

Tanti nomi per Tim White e tanti stili diversi, come percorrere una galleria in bianco e nero che progressivamente si arricchisce di colore e nel classico folk/blues sembra aver trovato il modo corretto di mettere in contatto cose che prima non si toccavano, creando la magia di incontri inattesi.
Solitaire Man Blues come chiarisce l’incipit di New Blues News Intro, è docile e riposante ma anche cupo e burrascoso, Brutha White setaccia il blues tra eccessi cromatici (da Chasing Jane, My Ole La...
Nr° Letture : 229
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JAVIER ESCOVEDO (Kicked out of Eden) •••½

La famiglia Escovedo? Una famiglia di musicisti: dai fratelli Pete e Coke, a Sheila E. senza dimenticare il famoso Alejandro, non ultimo il membro dei The Zeros e The True Believers che torna con un bel disco di rock’n’roll, a riportare a galla l’amore di Javier Escovedo agli anni ‘60’s ‘70’s post garage/punk.
Kicked Out of Eden è quindi differente dall’esordio, il piano boogie di Downtown è figlio di un ‘rock & roll’ semplice e diretto dove l'espressione delle chitarre lo tendono in avanti, scatta, l'energi...
Nr° Letture : 229
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CHRIS COLEPAUGH AND THE COSMIC CREW (RnR) •••½

Il chitarrista canadese Chris Colepaugh torna dopo sei lunghi anni con i the Cosmic Crew (esordio nel lontano 1996) con un disco di southern rock, i pochi secondi di Stateless sono di una chiarezza illuminante.
Senza troppe sfumature, RnR è un continuo mescolarsi di chitarre, un mondo mai troppo grande per essere contenuto in My World, come un mare ben lontano dall'essere esaurito ripropone la sua capacità di essere non solo sfondo in All These Faces e One Time Friend.
Un bel c...
Nr° Letture : 238
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MIKE ROSS (Jenny's Place) •••½

Dall’Inghilterra a New York, un salto pieno di aspettative, trovare poi la strada per il Sud, verso Memphis e il Mississippi, a Mike Ross ha dato modo di affilare le armi di un coriaceo rock/blues da mischiare a una scrittura stratificata ed ellittica, iperbolica e destrutturante, sempre radicata in Jenny’s Place.
Bamboozled frulla idee, corpi del blues e riferimenti di un classic rock che entra in The Big Picture, un calderone intrigante come Dakota Red, Road Of Love e gli 8 minuti di Do...
Nr° Letture : 232
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RUSSELL MORRIS (Red Dirt – Red Heart) •••½

Red Dirt - Red Heart è il capitolo finale della trilogia sulla storia e tradizione del blues nella cultura indigena in Australia, Russell Morris si prende commiato da questo mondo varcando, insieme agli stessi musicisti degli episodi precedenti, una soglia tracciata da Sharkmouth (2012) attraverso gli anni 20’ e 30’ a Melbourne passando per Van Diemen's Land (2013) dove si focalizzava sulla corsa all’oro nel 1850 per entrare nel profondo della cultura aborigena in Red Dirt - Red Heart.
Lo fa con la fed...
Nr° Letture : 201
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DEWOLFF (Roux-Ga-Roux) •••½

Psychedelic classic rock dall’Olanda, il frontman Pablo van de Poel si prodiga a ravvivarlo, una scelta che i DeWolff provano a portare avanti da una decina di anni e 6 dischi con Roux-Ga-Roux, seppur a un primo ascolto rischia d'apparire perfino logora, una voce duttile è pronta a plasmare uno spazio scenico che riesce a essere intrigante tra Black Cat Woman e Sugar Moon.
Una bipartizione, fra tempo passato e tempo presente, in una sorta di rimpallo, di duettare continuo fra hammond e chitarre, uno s...
Nr° Letture : 251
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CIRCLES AROUND THE SUN (Interludes For The Dead) •••½

Un omaggio strumentale è l’idea di Neal Casal (un florido passato da songwriter e ora chitarrista del progetto Chris Robinson Brotherhood, da cui preleva il tastierista Adam MacDougall) nasce dalle riprese effettuate dal figlio del batterista dei Grateful Dead, Bill Kreutzmann, più di 5 ore durante le pause del concerto celebrativo dello scorso anno, Dead's Five Fare The Well 50th anniversary.
Una colonna sonora di oltre 2 ore, una lunga jam session di un paio di giorni nei due cd di Interludes for the Dea...
Nr° Letture : 217
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HOLMAN AUTRY BAND (Electric Church) •••½

Il concerto, la performance, ciò che è davvero accaduto, è il biglietto da visita fin dal 2007 per la rock band Sudista della Holman Autry Band e s'intravede anche se un po’ in lontananza nel quarto disco, Electric Church, e come sempre è egregiamente filtrato dall'allucinazione mai acida della Gibson Les Paul del vocalist e chitarrista Brodye Brooks, pronto a trasformarla in una marea ondivaga e in continuo movimento.
Trema, si sfalda, si muove la carrellata sul rock di Friday Night Rundown e Pennies and P...
Nr° Letture : 227
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4ONTHEFLOOR (All In) •••½

Si entra in un pozzo senza fondo di reperti, ricordi, frammenti, visioni, emozioni della provincia rurale americana, fattorie nel nord del Minnesota, concetto della ‘country farm’ da legare al rock n’ roll, dettagli che non possono mai saldarsi completamente ma che possono comporsi in un puzzle.
All In, terzo disco per i 4onthefloor, la rock band di Minneapolis del frontman Gabriel Douglas, raccoglie inquietudini, sofferenze interiori più o meno acute, che bruciano dentro come alcool, pronte a esplodere in Lake Str...
Nr° Letture : 169
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2004-2016  ©  Rino Iacovella