STEVE SEASICK (Keepin' the Horse Between Me and the Ground) ••••

Un doppio album per Steve Seasick dilatabile verso i confini del riflesso esistenziale se consideriamo anche la nuova biografia, più o meno diretta e riducibile al punto zero del diario intimo, Keepin’ the Horse Between Me And The Ground non può che inoltrarsi su un doppio percorso, mississippi blues/rock e americana/folk music.
Il primo disco contiene il nuovo materiale, una scrittura sempre molto ben calibrata con alle spalle tutta una serie di azioni, di impulsi, di slanci melodici che diventano autonomi sin dall...
Nr° Letture : 132
DISCO DEL MESE
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ALEJANDRO ESCOVEDO (Burn Something Beautiful) ••••

Disco di carattere quello di Alejandro Escovedo, il texano in Burn Something Beautiful brucia rock, una realtà che si fa leggere istante per istante, con puntuale e trasparente chiarezza, le chitarre stridule di Horizontal dicono che il rock non è passione sotto vuoto, Burn Something Beautiful lavora su questo principio e corre spedito.
È un corpo di transito continuo, Heartbeat Smile e la deliziosa Shave the Cat, solitamente si forma sulle cose ‘vecchie’, ma il classic rock è un indizio che r...
Nr° Letture : 133
DISCO DEL MESE
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BLACK MOUNTAIN PROPHET (Tales From The South) ••••

Il frontman Jarrod England (lo ricordate nei Rufus Huff?) basta ad assicurarci di come sia in grado di esplorare le prerogative di tutte le sorgenti di luce del rock, la cui luminosità può essere diffusa, schermata, fatta rimbalzare dalle chitarre, divenendo inevitabilmente fonte preziosa di ombre anni ‘70 in Tales From The South, secondo disco dei Black Mountain Prophet registrato agli Studios di Nashville con la supervisione di Brodie Hutcheson (dei Gov't Mule).
Arrivano dal Kentucky, un quartetto inscritto n...
Nr° Letture : 116
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DRIVE BY TRUCKERS (American Band) ••••

Vita reale e politica, temi che i Drive By Truckers non smettono di seguire puntando le chitarre subito dietro le spalle dell’iniziale Ramon Casiano, a distorcere un brano con un’assunzione di prospettiva del potere, filtrata nel tempo, con le pistole e un quindicenne ispanico al confine messicano attraverso cui, il corpo di American Band inizia a respirare.
Pochi fronzoli iniziali evidenziano il punto di Patterson Hood nelle brusche Darkened Flags e Surrender Under Protest, le bandiere confed...
Nr° Letture : 92
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REVEREND KM WILLIAMS (The Real Deal Blues) ••••

Periodo intenso per il Reverend Km Williams, a descriverlo ci pensa un breve documentario registrato nell’area del Deep Ellum di Dallas.
A raccontare la sua storia, la Cleopatra Records con The Real Deal Blues in 14 minuti, dalle sue origini, la cigar box e le altre chitarre e cosa importante, il piacere di essere un musicista (per un ascolto completo, recuperare il live cd uscito a Settembre, We All Sing The Blues Live In Deep Ellum, dedicato al dipartimento di Polizia di Dallas dopo la tragedia del luglio 2016,...
Nr° Letture : 67
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RAMROD (First Fall) ••••

Rock sudista dalle nostre parti è difficile trovarlo in giro, eppure Martina Picaro (la bella e brava vocalist) e il fratello Marco alla chitarra, hanno trovato il modo di “abitarlo” quell’amore formando il quintetto dei Ramrod.
In esso esistono, in esso si riconoscono, in esso orientano il debutto First Fall mentre il mondo fuori, con le sue regole e le sue stramberie, scorre, ecco un sano disco di energico rock e chitarre dai rimandi anni ’70 pronto a coinvolgere fin dalla sferzata di Reality e poi… e poi t...
Nr° Letture : 84
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HUNDRED SEVENTY SPLIT (Tracks) ••••

Tracks è rutilante, al trio degli Hundred Seventy Split va tutto liscio, un corposo blues/rock impermeabile come l’asfalto che macinano serata dopo serata, e da It's Coming Back Around e The Game traspare che la superficie di Tracks è bella ruvida e aspra.
Brani che scivolano piacevolmente e slittano sotto lo sguardo della chitarra di Joe Gooch, quel che basta per proiettarle verso la lontananza, verso l’orizzonte del rock, I Grew up on Muddy Waters dà l’idea che la forma pensata dagli Hundred ...
Nr° Letture : 69
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DATURA4 (Hairy Mountain) ••••

L’accattivante esordio di Demon Blues aveva impressionato per le memorie blues/psichedeliche anni ’70 ricercate dalla band australiana dei Datura4, ebbene il duo formato da Dom Mariani e Greg Hitchcock con Hairy Mountain dimostra che hanno le idee chiare.
La vita dei Datura4 scorre, certamente, ma non cambia, Fools Gold Rush riapre il percorso dell’esordio, come il caldo, afoso, appiccicoso, fastidioso, ti rimane addosso, invasiva e gocciolante psichedelia on the road anni Settanta (Trolls...
Nr° Letture : 63
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SMOKEY FINGERS (Promised Land) ••••

La ‘Terra Promessa’ alla ricerca dei sogni del vocalist Gianluca “Luke” Paterniti e del chitarrista Diego “Blef” Dragoni non è mai stata così vicina, a cinque anni dall’esordio la band italiana degli Smokey Fingers piazza un lavoro maturo, graffiante, il southern rock sborda i perimetri esterni del passato e raggiunge un fuori campo in Promised Land, incredibilmente visibile.
Immagini dagli Stati Uniti, di un viaggio con lo zaino in spalla alla ricerca di un altrove e Black Madame mostra subito che Promised L...
Nr° Letture : 66
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JIMMY DUCK HOLMES (It Is What It Is) ••••

Nella tradizione del Mississippi blues il legendario Jimmy “Duck” Holmes torna a registrare al Blue Front Café di Bentonia, a casa dei suoi genitori, lì è nato quello che poi è diventato un luogo di ispirazione per tanti bluesmen, e in una stanza è nato It Is What It Is, un disco ipnotico, lento, senza sbavature, tra acustico e leggere impronte elettriche.
Sesto disco, primo con l’etichetta Blue Front Records, le storie di It Is What It Is si dilungano in una quotidianità scandita da ritmi e caratteri capovolti, Jimm...
Nr° Letture : 47
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DAVY KNOWLES (Three Miles From Avalon) ••••

Lo spirito è molto anni ’60, rock, chitarre potenti e costantemente in primo piano in Three Miles from Avalon, ma Davy Knowles vive a Chicago dove si mastica blues quindi lo carica sulla fender telecaster e porta ispirazione sin dalla spedita Ain't Much Of Nothin', ingredienti ben dosati anche negli intriganti cambi di ritmo tra What You're Made Of e Falling Apart, dove i flussi blues/rock sono senza inizio e senza fine, come una giostra sulla quale Davy Knowles salta e scende a piacimento.
Ener...
Nr° Letture : 64
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ABSOLUTION (Blues Power) •••½

Sorprendentemente efficace il modo in cui il trio britannico degli Absolution (al terzo disco) rispetta le divagazioni blues/rock del chitarrista e vocalist Joe Fawcett, dove il passato intercetta spesso il presente e non vengono scalfite neanche in Blues Power, dai pochi dubbi sin da Fear e la tosta It's Alright con lunghe progressioni alle corde della chitarra di cui la figura del rock si dimostra fulcro su cui ruota l'universo degli Absolution.
Lo rendono torreggiante e statuario, Let It Go
Nr° Letture : 77
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JOANNE SHAW TAYLOR (Wild) •••½

Joanne Shaw Taylor lascia la Roof Records, aveva bisogno di sentirsi libera tanto che lo spazio che si è creata nella British Blues Explosion di Joe Bonamassa ha portato i suoi frutti a sentire Wild.
Quinto disco che si libera con qualche innocente e indovinata ridondanza soul, e si alleggerisce in favore di una maggiore essenzialità nel blues e quel gusto per il rock che resta centrale, mai marginale e difficile da arginare fin dalla solida Dyin' To Know, giochi alle corde tornano e tornano in Ready To Rol...
Nr° Letture : 62
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TIMO GROSS (Heavy Soul) •••½

Heavy Soul, il titolo spiega bene il lavoro di Timo Gross, i protagonisti sono la musica e la vita, la musica che diventa vita e la vita che si fa musica.
Il blues/rock del songwriter tedesco sono come veicoli pieni di senso e significato utili a riempire la scomodità del silenzio, li ripete, bisogna andarseli a cervare in Gallis Pole, One Way Ticket e Spanish Boots, ma per il resto tra The Desert, Get Up e Caribou River i giochi alla chitarra elettrica e acustica (gran lavoro...
Nr° Letture : 68
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BIG JIM BROWN & The SPEEDKINGS (After All, It's Been Forever) •••½

L’impatto emotivo di After All, It’s Been Forever si focalizza sui ‘primi piani’ della chitarra e adottando uno spettro ridotto di cromatismi, a favore di un suono fluido e sottovoce nel rock, si diffondono da How Long come una macchia di vino su una tovaglia bianca, ed è un piacere trovarsi sulla traiettoria quando il suono prende ritmo in Ghosts.
L’idea di Big Jim Brown & The SpeedKings è di non lasciarselo alle spalle, poche limitazioni, si salpa verso melodie avvolgenti, per lo più ballate elettric...
Nr° Letture : 67
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MONKEYJUNK (Time To Roll) •••½

Quinto disco per la band canadese dei MonkeyJunk, il trio continua a masticare un blues/rock pronto a deformarsi ma non ci sono balbettamenti, l’armonica che spinge in avvio Best Kept Secret è come sempre contagiosa e 'contamina' Time To Roll, ma c’è anche un basso che trova spazio nel sound del vocalist Steve Marriner.
Per il resto, il pregevole lavoro alla chitarra di Tony D assicura ai MonkeyJunk ricchi e improvvisi salti temporali nel blues/rock, tagli ipnotici nella ballata di Blue Lights Go Down, ma...
Nr° Letture : 55
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OWEN CAMPBELL (Breathing Bullets) •••½

Tappa a Memphis per il nuovo album di Owen Campbell, luogo che richiede un contesto musicale, la prospettiva di una storia, e perfino di una preistoria, il passato del songwriter australiano lo aiuta, talento e bei dischi e anche la scelta del produttore, Devon Allman della famiglia degli Allman Brothers.
Dal rock al blues e un pizzico di soul, Breathing Bullets parte col piede giusto, un sound avvolgente, aggressivo quanto basta, le chitarre acustiche aprono anche On My Knees, Struggletown e Howl...
Nr° Letture : 53
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JUNGLE CITY (Jungle City III) •••½

Non si sforzeranno molto a intitolare i loro dischi, ma per il resto la Psychedelic rock/blues band Australiana getta benzina sul fuoco per 46 minuti!
Un trio potente quello dei fratelli Wilson (Brenton, voce e chitarra e alla batteria Luke, al basso Kaileb Rothwell), Jungle City III prende l’ascoltatore per la collottola e lo trascina in un vortice di indomabili chitarre da Stoney Love e All I Need e tra le scurissime percussioni di I Won't Bother e Sexwitch, tagliando e selezionando il rock in...
Nr° Letture : 56
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QUIREBOYS (Twisted Love) •••½

Inaspettato ritorno al rock ‘n roll dei The Quireboys, la band britannica al decimo disco fa un bel salto all’indietro e lasciano da parte titubanze e suoni artefatti, adesso c’è solo passione e desiderio, la fascinazione di Twisted Love, del resto, sta nell’andare a cercare i rimandi nelle pieghe del rock, da quel 1990 anno del loro debutto con vista sugli AC/DC, un po’ come andarseli a cercare negli angoli del loro passato o, meglio ancora, nelle stanze nascoste del loro successo.
Le chitarre di Paul Guerin e di...
Nr° Letture : 60
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ZZ TOP (Live - Greatest Hits From Around The World) ••••

Un live dei ZZ Top? Merce rarissima se scartiamo i bootlegs.
L’idea è quella di una raccolta dei loro successi in giro per il mondo (concerti registrati tra il 2008 e il 2014) Live - Greatest Hits from Around the World credo avrà un seguito, gli estratti si fermano al 1995 ed escludono La Futura inciso nel 2012, chissà, ma il catalogo della banda texana è talmente ricco che poco importa.
Il succoso giro mondiale parte da New York con Got Me Under Pressure e la gibson di Billy F Gibbons, il basso di Du...
Nr° Letture : 53
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DR. ALBERT FLIPOUT’S ONE CAN BAND (Don’t You Call My Name) •••½

La storia del greco Mickey Pantelous è stramba, chitarrista ai primi anni ’90, un discreto successo coi The Drunk Trunk Blues Trio fino a creare il Dr. Albert Flipout, un personaggio di finzione, nel 2006, in grado di possedere il suo piede quando suona come ‘one man band’, anzi come ‘one CAN band’… insomma tralasciando le sue problematiche mentali, resta la musica.
Don’t You Call My Name è un immersione nel rock e nel blues del delta mississippi, da Hanging From The Ceiling a Jump With The F...
Nr° Letture : 44
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BLACKBERRY SMOKE (Like an Arrow) •••

Aspettando che il rock sudista sia raccolto e travasato in un recipiente adeguato, i Blackberry Smoke e il vocalist Charlie Starr continuano a confezionare dischi di rock-country altalenanti, e anche in Like an Arrow creano una spirale di indizi interessanti ma c’è un ma..
Un disco nutrito e controverso, ricco di spunti e di diversità, Waiting for the Thunder, What Comes Naturally e Let it Burn edificano un mondo solido e bucolico cesellato con pochi dettagli ma orecchiabili, per poi renderlo visi...
Nr° Letture : 58
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MORELAND & ARBUCKLE (Promised Land Or Bust) ••••

Moreland & Arbuckle si pongono alle origini ideali e reali del Mississippi Delta & Country blues, se non in avanti e indietro, in uno spazio difficile da definirlo, limitarlo, ridurlo a un campo delimitabile entro confini certi e mappabili, e anche con la nuova etichetta discografica, Alligator Records, resta la stessa dinamica ‘posizionale’ delle chitarre e dell’armonica, offrendosi come sorgente germinitiva ma anche come prolungamento a ritroso di una discografia dove Promised Land or Bust è perfettamente bilanci...
Nr° Letture : 266
DISCO DEL MESE
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BIG SWAMP (Heavy Load) ••••

I fuori fuoco della slide guitar iniziano con Walking Blues, il luogo in cui le pulsioni dei Big Swamp si scatenano senza freni e mediazioni, mostrano l’impeto del background del chitarrista Dennis Krastinat, per poi focalizzarsi sull’armonica del vocalist Jan Strobel a rendere nitido e visibile i confini del Mississippi Delta blues, lo spazio circostante a Heavy Load delinea il quartetto della Bassa Sassonia, Germania.
Lungo le sponde del Mississippi c’è poco colore, solo un bianco e nero che sembra modellare ...
Nr° Letture : 213
DISCO DEL MESE
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TONY JOE WHITE (Rain Crow) ••••

Rain Crow è come una scala che permette a Tony Joe White di salire sul piano delle immagini dal profondo Mississippi, dove swamp music & delta blues sono figure sbiadite del loro corrispondente ideale.
Atmosfere scure, torbide per il 73enne Tony Joe White, una ventina di album sulle spalle, Rain Crow lo ha registrato nel suo studio (e prodotto col figlio), una voce profonda, baritonale, la chitarra stride e la usa come un vetro a prismi quadrati che deforma e liquefa le intriganti Hoochie Woman e The Bad Wi...
Nr° Letture : 208
DISCO DEL MESE
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Anyway You Love, We Know How You Feel) ••••

Chris Robinson Brotherhood sorprende ancora per il modo di immobilizzare una visione del rock molto personale, la comprime entro specifici margini spaziali e temporali anni ‘70 con tutto quello che gira intorno alla psichedelia.
Anyway You Love, We Know How You Feel ruota intorno a quel nucleo originario con forza sempre più centrifuga, sfruttando un arco dinamico che al quarto disco, tende all’infinito, l’armonica che solca i 7 minuti di Narcissus Soaking Wet si spinge tra sintonizzatori e chitarre elettriche, ...
Nr° Letture : 230
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HARD WORKING AMERICANS (Rest In Chaos) ••••

Nati per caso dall’idea di Todd Snider, il super gruppo Hard Working Americans dopo un album di covers utile a destrutturare in tasselli un passato comune, tornano con del materiale nuovo di zecca e fanno sul serio con Rest In Chaos.
Canzoni lanciate sopra e sotto il livello del rock, legate dall’introspezione le due ballate iniziali Opening Statement e It Runs Together, passate di mano in mano tra le chitarre di Neal Casal e Jesse Aycock a restituire quel movimento incessante che entra prepotentem...
Nr° Letture : 188
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RICK GIBSON BAND (Junkyard Son) ••••

L’altopiano d’Ozark nel Missouri è il baricentro di Rick Gibson, lì è nato, lì ha preso vita anche la musica, da Ozark Anthology (album del 2014) alle storie della gente che vivono le Ozarks di Junkyard Son, entrambi conditi sapientemente con un arcigno blues rock.
Rick Gibson scansa le trappole del facile e compassionevole sentimentalismo grazie a una pudica, severa sobrietà, apre Cabin Fever, uno sguardo cupo, che non lascia spazio all'ottimismo, ed è al contempo coerentemente vincolato a una raggiant...
Nr° Letture : 174
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HALF DEAF CLATCH (Simple Songs For These Complicated Times) ••••

Altro giro a breve distanza da Life & Death of AJ Rail (2015) nel rurale Mississippi, il percorso di Simple Songs For These Complicated Times è progressivo e non rettilineo, e conosce tappe intermedie per arrivare dove il delta blues si fonde ai tratti bucolici della slide guitar e del banjo : “Originally I envisaged this release as 'The Apocalypse Blues EP,'”, spiega Half Deaf Clatch. “Featuring the title song and three other tracks all thematically related to each other. It has grown into a full lengt...
Nr° Letture : 156
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RADIO MOSCOW (Live In California) ••••

Un disco dal vivo della band di San Diego? È come una bellissima creatura selvatica e pulsante che ti rapisce non appena compare sulla scena.
La svolta dei Radio Moscow è del 2014, quando il solista e chitarrista Parker Griggs crea un potente trio con il bassista Anthony Meier e il batterista Paul Marrone, Live in California, registrato a Los Angeles al The Satellite club nel Dicembre 2015, è un doppio Lp ruvido e chitarristico, disco delle passioni, del lato oscuro della musica, solido vocabolario di uno psychedeli...
Nr° Letture : 175
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ROBERT JON & The WRECK (Good Life Pie) ••••

Il transito nel classic rock regala ancora suggestioni di un altro mondo, dove le immagini di Robert Jon Burrison e Kristopher Butcher alle chitarre sono pronte a rompere l'adagio di Good Life Pie a spronarlo con una presa di coscienza dal sapore antico.
Robert Jon & The Wreck non ritornano ai fasti del folgorante debutto Glory Bound, ma sono ancora pronti a fare rock ‘n roll, genuino, come se tutto si fosse riavvolto o addirittura capovolto, Rollin', la Title track e Good Lovin' sono montate...
Nr° Letture : 166
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BLACK PISTOL FIRE (Don't Wake the Riot) ••••

Il duo dei Black Pistol Fire anche in Texas, si sono trasferiti ad Austin (“It’s great place to be if you want to be surrounded by all of that. And yeah, the clubs and the venues are top notch. We are completely in love with Austin, Texas"), inseguono un viscerale blues-rock dall’anima sudista, non rifugge dal loro passato che ha il sopravvento su Don’t Wake the Riot, ma senza soffocarlo.
Acida la chitarra in Hard Luck e cambia lo sfondo in Bad Blood, muovendosi nel perimetro della sezione ritmi...
Nr° Letture : 169
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PAUL REDDICK (Ride The One) ••••

Paul Reddick in 25 anni ha fotografato e misurato poeticamente il corso del tempo del blues, l’armonica e le chitarre che accolgono Shadows è il modo migliore per introdurre Ride The One, un disco pregno di amore, morte e voglia di riscatto con un ospite alla chitarra come Steve Marriner (dei MonkeyJunk) insieme per attraversare le frontiere del blues, elettrico, ruvido e invitante come Celebrate e It Goes With You, Paul Reddick è pronto a ri-giocare la propria identità proiettandola in un...
Nr° Letture : 177
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LIGHTNIN' MALCOLM (Foot Soldier) ••••

Chitarra, batteria e il Mississippi. Non lo spaventa il ‘1 man band’ al bluesman Lightnin’ Malcolm, è un occasione per aprire nuovi forzieri di idee e il delta blues viene giusto depositato su Foot Soldier, e vi resta e ristagna.
Il ripetitivo e ficcante lavorio alle corde della chitarra che solca Done Wrong e Tree, questa continuità dilatata e rallentata, portata al limite, è la forza di Lightnin’ Malcolm, di pari passo con i lenti movimenti di fuori fuoco nel blues in cui tutto diventa distinguibile, ...
Nr° Letture : 143
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BLUES PILLS (Lady in Gold) •••½

Mistico e scuro come piace ai Blues Pills, “Lady in Gold is a character symbolizing death”, spiega la vocalist Elin Larsson, secondo disco non all’altezza dell’esplosivo esordio, ma era difficile tenerne il passo, ma bisogna aggiungere che il combo svedese-franco-americano presenta un disco solido, senza guizzi, vero, ma accattivante.
La voce esplosiva della Larsson è sempre la protagonista di un rock anni ’70 che entra prepotente nella spirituale Lady in Gold, salvezza, il messia, anime che vacillano, i...
Nr° Letture : 159
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BROTHER SUN SISTER MOON (Liberty) •••½

C’è spiritualità, ma non siamo dalla parte del San Francesco D’Assisi del film di Zeffirelli annata 1972 (Fratello sole, sorella luna), Liberty Dave Lambert e Donna Dahl, a.k.a. Brother Sun Sister Moon, ci spingono lungo il Mississippi, nella nuova casa ad ascoltare l’ambigua bellezza di Bentonia Blues, scolpite a tutto tondo nel blues, con sagome ritagliate nella tradizione (Ain't Got No Money e St Paul Woman), ma con il loro carattere, perché Liberty (e la stessa Title track) possiede un...
Nr° Letture : 166
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TWO TIMER (The Big Ass Beer To Go) •••½

Armonica blues sporco e ridondante, la cortina del buio per mostrare l'invisibile che si cela dentro l'oscurità, idee alla foce del Mississippi, quasi, perché sono Polacchi, ma dal 2008 quando sono nati i Two Timer, con un Ep e il debutto omonimo del 2014, il volo in America era nell’aria, pronti a conquistare i blues festivals intorno a Memphis e The Big Ass Beer To Go conferma che la strada percorsa ha prodotto frutti interessanti.
Dicevamo dell’armonica, entra in gioco da Hank e non smette mai di affiancare ...
Nr° Letture : 177
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CORNFEDS (The Cornfeds) •••½

Blues elettro-acustico con radici nel Delta Mississippi e un grande amore per gli anni '30 e '40, il quartetto dei The Cornfeds dopo aver fatto maturare l’Ep Road Rash utile nel chiarore scandinavo, sono danesi, tornano a mescolare classici e brani originali.
The Cornfeds ha un bel mix di chitarre acide e una strumentazione acustica molto variegata pronte ad avvolgere It's Your Time To Feel Bad e I Wouldn't Last A Day, non ignorano la tradizione e senza andare alla ricerca di una scorciatoia più comoda e se...
Nr° Letture : 137
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BLINDSIDE BLUES BAND (Journey To The Stars) •••½

Suono chitarristico, vecchia scuola, Blues rock anni ’70 acido e indomabile, occorre ammetterlo, Mike Onesko (voce e chitarra) non ha perso nulla della sua struggente ruvidezza!
Journey To The Stars trabocca in vere e proprie convulsioni chitarristiche (new entry, lo accompagna un nuovo chitarrista, il danese Martin J. Andersen), e si travasano da Rock N' Roll Is My Life, sguscianti e nocive come Smokehouse Row, il 12cesimo disco della Blindside Blues Band è un alternanza di cupi e claustrofobici viaggi...
Nr° Letture : 208
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JIMBO MATHUS (Band of Storms) •••½

Jimbo Mathus corre, 3 album in due anni.
Band of Storms rappresenta l’eclettico stile sudista di Jimbo lungo il Delta del Mississippi, dall'irrequieto e malinconico, al rurale e robusto, 25 minuti in un EP dove ce n’è di spazio tra rock, blues e R&B, “I’m 48, but I’m still a punk rocker”, dice Jimbo e con Gringo Man dispiega infuocati impasti del sassofinista Jim Spake e della tromba di Stu Cole secondo le fervide regole di un sano rock ‘n roll.
Can't Get Much Higher affonda nel blues di New Or...
Nr° Letture : 127
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QUAKER CITY NIGHT HAWKS (El Astronauta) •••½

El Astronauta e una bluesy slide-guitar pronta a trasportarci attraverso una terra di “iron nightmares, and fevered dreams.”
Siamo nel Texas di Anderson e Matsler (voci e chitarre), è pregno di storie sudiste e variazioni del classic rock, l’ipnotica bellezza di Good Evening e la solida Liberty Bell 7 sono interessanti sospensioni nel mondo dei Quaker City Night Hawks (nome che arriva da un libro di Mark Twain).
Pronti a sperimentare nello spazio ‘chiuso’ tra il cielo e le porte dell'America, tr...
Nr° Letture : 175
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MUDCRUTCH (2) •••½

Tom Petty e parte degli Heartbreakers quando vogliono rivisitare la giovinezza, pensano ai Mudcrutch, a cosa hanno fatto tra il 1970 e il ’75 e sebbene 2 si discosta sia dal disco omonimo del 2008 come da Mojo (2010) e Hypnotic Eye (2014) con gli Heartbreakers, alla fine poco importa perché si nutre di una contaminazione con il passato di Tom Petty e basta per dargli un ascolto anche a chi non ne sa niente e ha voglia di (ri)scoprirlo, senza troppo badare ai dettagli.
Eh sì, si tratta di dettagli, n...
Nr° Letture : 208
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LEFT LANE CRUISER (Beck In Black) •••½

La prima decade dei Left Lane Cruiser con l’etichetta Alive Naturalsound Records, la ripercorre Beck in Black con brani pubblicati tra il 2008 e il 2014 quando al fianco del vocalist e chitarrista Frederick "Joe" Evans IV c’era Brenn Beck alla batteria.
‘Dolce’ la slide guitar di The Pusher, di una intensa Maybe e nella strumentale Juice To Get Loose, metà dei 6 brani inediti di Beck in Black, e come sempre con i Left Lane Cruiser si entra in fretta dentro un meccanismo che si proietta verso una...
Nr° Letture : 218
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RICH ROBINSON (Flux) •••½

Flux è il quarto disco solista per il chitarrista e parte vitale dei Black Crowes, Rich Robinson lo incide dopo il tour con i Bad Company, un po’ come se ci volesse uno sguardo esterno se non per alzare il velo sul passato, per tentare di trovare nuove strade da solcare, quel tanto per rivivere e riscoprire insieme a una solida band alle spalle, occhi più giovani di sé per entrare nel mondo del rock che non ha nulla da nascondere.
Intrigano i giochi alle corde delle chitarre (The Upstairs Land, la brillante...
Nr° Letture : 141
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JOHNNY MASTRO & MAMA’s BOYS (Never Trust the Living) •••½

Johnny Mastro & Mama's Boys hanno un profondo rispetto per il Blues anni ’60 della zona di Chicago, suono pulito, da impastare con il rock, armonica e chitarre, tutto è partito da Los Angeles, 1993 e il meccanismo non si è arrugginito del tutto, perché le 'mine vaganti' di Never Trust The Living regalano godimento e fiducia: è questo è quello si dovrebbe fare ora!
Snake Doctor e Whiskey guardano dritto avanti e non necessitano di costose cosmesi, un paio di ‘bluesacci’ macchiati dall’armonica in un cont...
Nr° Letture : 125
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KATY GUILLEN & The GIRLS (Heavy Days) •••½

Katy Guillen & the Girls (ovvero Claire Adams al basso e Stephanie Williams alla batteria) sono figure mosse, guizzanti, con un eccesso di materia di chi, volendo, sa suonare senza mediazioni.
La direzione di questo secondo disco Heavy Days è un blues-rock burrascoso e chitarristico, ma con spazio alla melodia (Driving To Wake Up, Waking Up From You da una parte e Heavy Days, Don't Need Anyone dall’altra) interagiscono con linguaggi del blues, ‘codici diversi’ con altrettante chiavi di u...
Nr° Letture : 123
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WILLIE & The WHIPS (Homage) •••

Il tablet e gli smartphone hanno spostato ‘l'apparecchio’ con cui leggere e guardare fuori da case e uffici, ma per solleticare una visione in transito e ubiqua c’è bisogno anche di musica, il blues rock da Seattle del quartetto Willie & the Whips vale uno spensierato giro urbano.
Per il bandleader Will Morgan il blues non è una figura lontana che ormai appartiene a un passato remoto, di cui ci rimane solo una flebile eco, con l’armonica di Kevin Bean provano a spingerlo oltre tra Got My Mojo Working e la tetra Thu...
Nr° Letture : 119
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JANE LEE HOOKER (No B!) ••••

Quintetto tutto al femminile di New York, con un incedere ritmico sobbalzante e ossessivo (“Not a lot of bands can capture the excitement, sweat and charisma of the '70s bands we grew up listening to. But we can and we do”), scava tra la pluralità delle forme di un arcigno blues/rock che bisogna semplicemente andarsele a scovare nei movimenti migratori delle 2 chitarre (High Top & Tina 'T Bone' Gorin), con le solide percussioni a Melissa 'Cool Whip' Houston e con quel pizzico di ‘soul’ nella voce di Dana “Danger” Athens.
<...
Nr° Letture : 368
DISCO DEL MESE
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DELTA GENERATORS (Hipshakers And Heartbreakers) ••••

I Delta Generators scavando a ogni passaggio nel solco del blues, siamo al quarto disco, arrivano a configurarlo in una forma tracciante, autonoma e netta.
Ogni brano di Hipshakers And Heartbreakers non fa che evocarne un'altro, l’armonica che apre Day That I Met You produce un’efficace sistema di risonanze e di echi dalle molteplici visioni lungo il Mississippi, si inseriscono e innescano il flusso delle chitarre che si offrono a continue associazioni tra rock e blues.
Grattano la superficie della torbida <...
Nr° Letture : 362
DISCO DEL MESE
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LATE NIGHT UNION (Connections) ••••

Il quartetto californiano dei Late Night Union spacca le immagini del classic rock, la bassa definizione è abilmente ricercata, sperimentata, diventa un'estetica consapevole nell’iniziale Mountain: in partenza nitide, per poi estrarre durante 7 intensi minuti la grana che a loro interessa, producendo una serie di quadri 'puntillisti' in movimento, fino ad arrivare alla soglia della decifrabilità, come a volere entrare nell'origine del rock, al punto originario, e trasformarlo in silhouette dinamiche, ricolorate, distor...
Nr° Letture : 290
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ROBIN TROWER (Where You Are Going To) ••••

Robin Trower da quattro decadi sulla scena rock mondiale, la sua arte si è formata pian piano, salendo le scale, gradino per gradino, in un processo di maturazione graduale, prima chitarrista dei Procol Harum, anni ’70, poi la carriera solista, blues rock e una ‘psychedelic Fender’ tra le mani.
Where You Are Going To è il 21esimo disco, mostra la sua struttura interna da When Will the Next Blow Fall, svela in modo libero e non preordinato il “brodo primordiale” dal quale quasi magicamente sgorgano Where Y...
Nr° Letture : 292
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STEEPWATER BAND (Shake Your Faith) ••••

4 anni di silenzio, un nuovo chitarrista Eric Saylors, la The Steepwater Band si muove in uno spazio di spostamento nel rock e curiosamente, il meccanismo è l'unico possibile per impedire la rimozione del loro passato. Sesto disco alquanto ricco, l’ispirazione del vocalist e chitarrista Jeff Massey è a largo raggio tra classic rock ‘n’ roll e psychedelia da estendere con ballate dall’amore alla morte, colori contrastanti in Shake Your Faith da ravvivare in ogni brano, mentre la splendida Title track s'immer...
Nr° Letture : 331
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KING MUD (Victory Motel Sessions) ••••

Il frontman e chitarrista Freddy J IV dei Left Lane Cruiser proietta la Hollywood glamour di Los Angeles verso gli oscuri e impervi labirinti del mississippi delta blues, in uno straordinario mondo a parte, capace di tenere insieme elementi contraddittori sempre in via di collisione.
Questo è Victory Motel Sessions, traballante, quando un arcigno blues/rock inizia a dilagare da Rat Time e Smoked All My Bud, “The landscape for the album was an eerily quiet Burbank strip of road that contained the recordi...
Nr° Letture : 273
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LANCE LOPEZ (Live In NYC) ••••

Torbido texas blues rock, Lance Lopez in trasferta a New York prende la rincorsa alla lontana e lascia che i minuti scorrano sulle corde della chitarra senza troppo affannarsi, del tutto naturale, a tessere le fila di Live in NYC debitamente annodate intorno all’ultimo lavoro Handmade Music (5 brani + 1 brano da Higher Ground e nuove incisioni).
Nel frattempo si è divertito coi Supersonic Blues Machine (superband formata con Billy Gibbons degli ZZ Top, Eric Gales, Walter Trout, Robben Ford e altri ospiti...
Nr° Letture : 287
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BRYCE JANEY (Organic Man) ••••

Uno sfondo felpato per il nuovo disco del bluesman Bryce Janey, su un accompagnamento acustico fisso e un gioco sapiente alla slide guitar, una sorta di viaggio nel cuore del Delta blues per i 12 brani di Organic Man.
She's Gone Away, Down Home Blues e 1973 sembrano nate alla foce del Mississippi le cui dimensioni si misurano in kilometri, conducono in una dimensione astratta e concreta, il tutto sorretto da un pensiero metaforico dalle solide basi utile a sognare e pensare, poi Good Ol' Dog
Nr° Letture : 280
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LISA LYSTAM FAMILY BAND (Give You Everything) ••••

Muoversi nello spazio estremamente stratificato del Mississippi blues, è questa la profondità di campo di Give You Everything (la stessa Title track), e non è una semplice questione di ‘ottiche’, ma la disposizione complessa su molteplici livelli in cui si cala il tempo lineare della slide guitar capace di mutare nella forma spiraliforme degli universi paralleli del delta blues, che semplicemente 'ricordano' perché non occupano né lo stesso tempo né lo stesso spazio.
Il messaggio della Lisa Lystam Family Band è...
Nr° Letture : 258
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HUSKY BURNETTE (Ain't Nothin' But a Revival!) ••••

Riverberi, deflagrazioni improvvise, inserimenti repentini di linee melodiche frastagliate e subito interrotte, nel cuore del mississippi delta blues Husky Burnette si muove attraverso i flussi irruenti della chitarra, lo fanno circolare nomadico, lo ibridano in Best I Can e Kick Rocks dove entra l’armonica ad accompagnare le accelerazione del ritmo aiutate dal sagace uso delle percussioni.
Ain’t Nothin’ But a Revival! ha un colore cupo, una patina lirica toccante, e ottimamente in conflitto con il l...
Nr° Letture : 236
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IAN SIEGAL & JIMBO MATHUS (Wayward Sons) ••••

Wayward Sons è una notte molto speciale registrata nell’autunno del 2014 in Olanda, a Hoogland, dove il duo Anglo-Americano, Ian Siegal & Jimbo Mathus hanno trovato pace, ai margini di uno spettacolo acustico, percorso da vie melodiche portatrici di stili ed esistenze migranti, una terra incantata e tormentata di racconti, è quella di Wayward Sons: memorie in perenne viaggio, popolate da canzoni anch'esse ai confini del Texas e del Mississippi.
Comincia tutto lì, nel 2013 con Jimbo che accompagna al banjo e mandolino ...
Nr° Letture : 284
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LAYLA ZOE (Breaking Free) ••••

Non lasciatevi ingannare dall'estetica visiva del decimo disco della canadese Layla Zoe perchè divora, recuperando e rielaborando in modo volutamente sporco e rabbioso, il blues in Breaking Free: 1 ora e 10 minuti di marche luminiscenti, con i loro tratti accesi che i ruvidi 6 minuti di Backstage Queen portano subito a galla.
"There's everything in Breaking Free, from blues ballads, to blues-rock, to psychedelic rock", un disco ben più complesso e insinuante nell'intrigo delle tastiere e dei suoni purament...
Nr° Letture : 243
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STEVE HILL (Solo Recordings Volume 3) •••½

One-man band, il virtuoso della chitarra Steve Hill ha iniziato a suonarla con le sole percussioni affidate al piede nel Volume 1, poi ha modificato la scena, ha aggiunto il basso nel Volume 2 e adesso compare anche l’armonica e maracas nel Solo Recordings Volume 3, ma il risultato è lo stesso: un mix coinvolgente di blues/rock, dolci ballate e covers.
I built the studio, I set up the mics, played everything and mixed it myself”, spiega Hill. “I don’t do overdubs; it’s old school”, espone l...
Nr° Letture : 264
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