DELTA MOON (Cabbagetown) ••••

Minimalismo musicale senza confini spaziali, temporali, apparentemente immobile, costantemente uguale a se stesso, eppure in moto continuo, vivo e pulsante: Cabbagetown è circoscritto fra cadute e inabissamenti nella realtà del Mississippi.
Dalla strumentale Cabbagetown shuffle, l’armonica lascia spazio alla slide guitar che (ri)sorge come un diavoletto dalla sua scatola tra le mani di Mark Johnson in una mirabile gestione dello spazio-tempo in The Day Before Tomorrow, per continuare a oscillare come per un ef...
Nr° Letture : 70
DISCO DEL MESE
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SCOTT H. BIRAM (The Bad Testament) ••••

Il viaggio di Scott H. Biram nel blues è sempre contraddistinto da peccato e redenzione, il conflitto tra il Cristo e il whiskey resta predominante anche in questa nuova disamina della condizione umana in The Bad Testament.
Americana scurissima, echi dal Mississippi, ad Austin, Texas, c’è sempre questo ‘The Dirty Old One Man Band’ in grado di legare i sentimenti al tempo.
Quello di Set Me Free e di ballate che entrano sottopelle come Red Wine, in The Bad Testament come nella vita, a volte c’è un ritmo...
Nr° Letture : 54
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ORANGO (The Mules of Nana) ••••

Dalla Norvegia, un trio che sguazza nel classic rock e il riverbero metallico di The Mules of Nana è materico, i suoni assumono un rilievo quasi fisico e divampano da Heartland, profondi vortici alla chitarra come un luogo sinistro e misterioso che, come una droga, entra in circolo brano dopo brano.
Gli Orango nascono ad Oslo nel 1999, tre voci e chitarre abbracciano The Honeymoon Song e la conclusiva Ghost Riders, uno sguardo al passato sembra sia l’unico strumento per affrontare compiutamente ...
Nr° Letture : 70
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GARY CLARK Jr. (Live North America 2016) ••••

Secondo disco dal vivo per Gary Clark Jr., altra massa eteroclita che ‘fa mucchio’ in Live North America 2016, deborda, si sparpaglia nell’aria e apre traiettorie interstiziali, tra l’una e l’altra, sul talento texano.
Dopo averlo visto incendiare il piccolo palco al Levi’s Outpost lo scorso Marzo in Texas, al South by Southwest Music Festival 2017, difficile tralasciare questo Live North America 2016 (basato per lo più su The Story of Sonny Boy Slim del 2015) per il modo con cui rientrano in circolo quelle l...
Nr° Letture : 62
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KENT EUGENE GOOLSBY (Temper of the Times) ••••

Nella periferia di Nashville i bar sono più fumosi di quanto si potrebbe immaginare, e crescono singer/songwriter di belle speranze come Kent Eugene Goolsby.
Suono dalla parte degli anni ’70 per introspezione e ricerca di semplici e dirette melodie legate alla chitarra distorta di Steve Daly, presenza fissa a pedinare Temper of The Times tra le sue intense ‘rock ballads’, belle ma dure nei temi che affronta (l’amore, la coppia, la famiglia, la guerra interiore, l’imprevisto, il mondo “altro”): The Great Confesso...
Nr° Letture : 52
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TESKEY BROTHERS (Half Mile Harvest) ••••

Sorpresa da Melbourne, Australia, la band The Teskey Brothers ama il soul e il blues, luoghi, oggetti della memoria di Sam (chitarra) e Josh (una gran voce, seconda chitarra e armonica) sono sempre elementi da sfocare e poi vengono messi a fuoco in Half Mile Harvest, un disco che è di per sé un atlante: un atlante delle avventure umane, lungo i solchi del tempo e dello spazio anni ’60.
Crying Shame, Hard Feeling e I Love A Woman contribuiscono a creare l’eco di quel decennio, difficile resistere...
Nr° Letture : 46
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DUSTIN PITTSLEY BAND (Dustin Pittsley Band) ••••

Per sondare i limiti e le possibilità della percezione del rock c’è la band di Dustin Pittsley da Tulsa, Oklahoma.
Dustin Pittsley Band potrebbe definirsi un’eco profondo di classic rock, muffa per ragazzini foruncolosi, ma non per chi guarda all’altra parte del mondo e il ‘rumore’ anni ’70 che si allarga da Can't Find Nothin' e Satellite riproduce con un’eco potente e tangibile, il fascino di un suono melodico e avvolgente che la Dustin Pittsley Band poi riesce a calare in un’atmosfera sporca e cupa – specchio...
Nr° Letture : 43
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KENDRA GALE BAND (Kicking & Screaming) ••••

Blues rock, la condizione privilegiata dalla Kendra Gale Band non trascolora in Kicking & Screaming.
Si conoscevano le forme di ripresa sentimentale e le dichiarazioni appassionate, più che altro funzionali agli accordi delle chitarre, ma Hold Me Close e Blame fanno intendere che il nuovo disco parte sempre da un movimento dal basso nel rock, e il poggiare saldamente su quello ‘spirito’ collettivo è la forza della Kendra Gale Band.
Poco riconducibile a formule fisse nell’indovinato doppio passo di P...
Nr° Letture : 43
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DAN BAIRD (So Low) ••••

Lontano dagli Homemade Sin il prodotto non cambia per Dan Baird: rock ‘n roll!
In So Low non sbanda praticamente mai, mantenendosi tanto più coerente quanto più indugia in dettagli, deviazioni, ellissi che tornano anche ai The Georgia Satellites (la prima band), Cemetery Train è ancora e sempre rock e l’immaginario di So Low rappresenta tutto il suo mondo, talvolta in maniera travolgente e più evidente (Showtime, Say Goodbye, Get Watcha Get), si sviluppa attorno alla musica di Lay...
Nr° Letture : 47
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SONS OF REVOLUTION (Sons of Revolution) ••••

In Sons Of Revolution ci si entra per passeggiare lungo i sentieri del classic rock e vediamo come va.
Senza pregiudizi. Con la disponibilità di ascoltatori non mal predisposti al confronto con echi 60s e 70s, un approccio necessario per il disco d’esordio della band abruzzese del vocalist Paolo Ceritano e della nervosa chitarra di Mario Alessiani.
Da I Feel Like Crying si accende un prisma colorato che scompone e ricompone la luce oscura del gioco di seduzione di Sons Of Revolution, ascoltate la premessa che sussul...
Nr° Letture : 39
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TINY LEGS TIM (Melodium Rag) ••••

Tiny Legs Tim è cresciuto in campagna, il Belgio sa essere un luogo tranquillo e rispecchia il percorso acustico del quarto disco, Melodium Rag.
Sguardo sempre al Delta del Mississippi, con Steven Troch all’armonica si parte per una profonda escursione tra il passato e il presente, il loro scontro / dissolvenza / reciproco assorbimento, contribuiscono a ridefinire continuamente l’affascinante Melodium Rag che pompa sangue al lavoro di Tiny Legs Tim sul blues.
Si muove tra Religions Serve The Devil Well e Ha...
Nr° Letture : 38
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STILL FOOLS (Still Fools) ••••

Canadesi, un quintetto che basa sul rock ‘n’ roll spinta e scuotimento per il disco d’esordio Still Fools.
Le prime pulsioni di Lord Of Light ribollono lentamente, ma mordono e deflagrano tra la voce del chitarrista Geordie Wilson ma come accenna il fischiettare di Higher Into The Fire, una luce gelida, bloccata in rimandi epici di frontiera, attraversa Still Fools.
Frontiere da abbattere ma senza vedere limiti da stabilire con la preziosa armonica di Dylan McRae e la chitarra di Mike Webster.
The Silver...
Nr° Letture : 36
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RYAN ADAMS (Prisoner) •••½

Il peggio sembra essere passato (e non parlo del disco di covers alla pop singer Taylor Swift) ma del divorzio dall’attrice Mandy Moore.
Un periodo difficile che ha pilotato Ryan Adams avanti e indietro nel suo passato, fino a quando è riuscito a vedere oltre a quel muro, a non farsi ingabbiare dalla materia dei ricordi.
Lo scatto in avanti di Prisoner (quindicesimo album in studio) sembra attaccarsi al periodo di Heartbreaker (annata 2000) ma a parte tutto, è un disco che si insinua sottopelle, tra la sferz...
Nr° Letture : 45
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STOLEN RHODES (Bend With the Wind) •••½

Rock sudista da Philadelphia, di ieri e di oggi, Bend With The Wind ha la voglia di fermare per sé e per gli Stolen Rhodes l'essenza di un sound che continua nonostante tutto a 'infiammare'.
Fendenti alla pigrizia dell’ascoltatore si sprigionano da Sunshine Prophet e Good Time Charlie, un quartetto dove comanda il vocalist Matt Pillion e la chitarra di Kevin Cunningham e sebbene una patina di rimembranze dal sapore nostalgico prendano sempre più il sopravvento su Bend With The Wind, i brani scorrono pi...
Nr° Letture : 71
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RICH HOPKINS AND LUMINARIOS (My Way or the Highway) •••½

Nel 16cesimo disco di Rich Hopkins la presenza della compagna Lisa Novak (insieme dal 2006, ha collaborato con i Luminarios in 5 dischi) mai come in passato, ha influenzato con le sue origini texane My Way or the Highway.
L’auto su cui viaggia Rich Hopkins e ancora pregna di rock ‘n roll, ma c’è di più, lontano dalle arterie gigantesche e strade a scorrimento ultraveloce, dai centri commerciali e piazzali circondati da immensi parcheggi, My Way or the Highway sceglie di costeggiare zone desertiche, la ...
Nr° Letture : 57
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ERIC GALES (Middle Of The Road) •••½

Middle of the Road, titolo come metafora di vita per il nuovo disco di Eric Gales, espressione di una personalità ricca e variegata tutta da scoprire e di fili bluesy che si annodano tra storie e tra bivi da prendere o non prendere, a tesserli c’è la sua chitarra in Carry Yourself, e quella di un altro gran talento come Gary Clark Jr che lo affianca in Boogie Man.
Blues e soul si mischiano, Been So Long e Help Yourself, la moglie ai cori in I've Been Deceived e Repetition
Nr° Letture : 47
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CHUCK PROPHET (Bobby Fuller Died For Your Sins) •••½

Coi The Mission Express ha incendiato il week end pre-South by Southwest 2017 ad Austin, Texas, una sorpresa come Bobby Fuller Died For Your Sins, Chuck Prophet prende spunto da una morte misteriosa, il rocker Bobby Fuller trovato senza vita a 23 anni nella sua macchina a Los Angeles nel 1966, e tra romanzo e realtà da film noir, infila la Stratocaster che libera dalla Title track e Your Skin, in una visione fiammeggiante, anarchica, di accecante luccicanza rock in Alex Nieto e In The Mau...
Nr° Letture : 50
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TOM BAKER AND THE SNAKES (Lookout Tower) •••½

Puro Rock ‘n roll dal Massachusetts, un disco leggero e potente, come una calda brezza che permette la fuga dalle rotture di scatole quotidiane e fa saltare il sistema a circuito chiuso che vi vede coinvolti.
Tom Baker and the Snakes manipola forme e materie del rock, avvolgenti come Gotta Find Her, esibizione viscerale da Sabato sera in Run It Out ma sanno farsi apprezzare nel voler sondare le differenti declinazioni del rock e brani come Make It Hurt e High n' Tight scivolano piacevolmente.
Nr° Letture : 48
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GLENN KAISER (Long Way From My Home) •••

25 anni di scorribande, una trentina di dischi, dal 1999 a capo di un trio che mastica un arcigno blues rock, ebbene Glenn Kaiser trova il modo di sorprendere nel momento che ha deciso di costruirsi una cigar box guitar per spingersi dalla parte del delta blues.
Long Way From My Home è puro distillato dal Mississippi che inizia a cristallizzarsi da Leavin' Blues grazie a una scrittura che mette a fuoco il nucleo principale del blues, lasciando sempre aperta la porta a possibili ‘detours’, alquanto spinosi e ac...
Nr° Letture : 50
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STEVE SEASICK (Keepin' the Horse Between Me and the Ground) ••••

Un doppio album per Steve Seasick dilatabile verso i confini del riflesso esistenziale se consideriamo anche la nuova biografia, più o meno diretta e riducibile al punto zero del diario intimo, Keepin’ the Horse Between Me And The Ground non può che inoltrarsi su un doppio percorso, mississippi blues/rock e americana/folk music.
Il primo disco contiene il nuovo materiale, una scrittura sempre molto ben calibrata con alle spalle tutta una serie di azioni, di impulsi, di slanci melodici che diventano autonomi sin dall...
Nr° Letture : 285
DISCO DEL MESE
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ALEJANDRO ESCOVEDO (Burn Something Beautiful) ••••

Disco di carattere quello di Alejandro Escovedo, il texano in Burn Something Beautiful brucia rock, una realtà che si fa leggere istante per istante, con puntuale e trasparente chiarezza, le chitarre stridule di Horizontal dicono che il rock non è passione sotto vuoto, Burn Something Beautiful lavora su questo principio e corre spedito.
È un corpo di transito continuo, Heartbeat Smile e la deliziosa Shave the Cat, solitamente si forma sulle cose ‘vecchie’, ma il classic rock è un indizio che r...
Nr° Letture : 266
DISCO DEL MESE
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BLACK MOUNTAIN PROPHET (Tales From The South) ••••

Il frontman Jarrod England (lo ricordate nei Rufus Huff?) basta ad assicurarci di come sia in grado di esplorare le prerogative di tutte le sorgenti di luce del rock, la cui luminosità può essere diffusa, schermata, fatta rimbalzare dalle chitarre, divenendo inevitabilmente fonte preziosa di ombre anni ‘70 in Tales From The South, secondo disco dei Black Mountain Prophet registrato agli Studios di Nashville con la supervisione di Brodie Hutcheson (dei Gov't Mule).
Arrivano dal Kentucky, un quartetto inscritto n...
Nr° Letture : 235
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DRIVE BY TRUCKERS (American Band) ••••

Vita reale e politica, temi che i Drive By Truckers non smettono di seguire puntando le chitarre subito dietro le spalle dell’iniziale Ramon Casiano, a distorcere un brano con un’assunzione di prospettiva del potere, filtrata nel tempo, con le pistole e un quindicenne ispanico al confine messicano attraverso cui, il corpo di American Band inizia a respirare.
Pochi fronzoli iniziali evidenziano il punto di Patterson Hood nelle brusche Darkened Flags e Surrender Under Protest, le bandiere confed...
Nr° Letture : 217
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REVEREND KM WILLIAMS (The Real Deal Blues) ••••

Periodo intenso per il Reverend Km Williams, a descriverlo ci pensa un breve documentario registrato nell’area del Deep Ellum di Dallas.
A raccontare la sua storia, la Cleopatra Records con The Real Deal Blues in 14 minuti, dalle sue origini, la cigar box e le altre chitarre e cosa importante, il piacere di essere un musicista (per un ascolto completo, recuperare il live cd uscito a Settembre, We All Sing The Blues Live In Deep Ellum, dedicato al dipartimento di Polizia di Dallas dopo la tragedia del luglio 2016,...
Nr° Letture : 223
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RAMROD (First Fall) ••••

Rock sudista dalle nostre parti è difficile trovarlo in giro, eppure Martina Picaro (la bella e brava vocalist) e il fratello Marco alla chitarra, hanno trovato il modo di “abitarlo” quell’amore formando il quintetto dei Ramrod.
In esso esistono, in esso si riconoscono, in esso orientano il debutto First Fall mentre il mondo fuori, con le sue regole e le sue stramberie, scorre, ecco un sano disco di energico rock e chitarre dai rimandi anni ’70 pronto a coinvolgere fin dalla sferzata di Reality e poi… e poi t...
Nr° Letture : 434
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HUNDRED SEVENTY SPLIT (Tracks) ••••

Tracks è rutilante, al trio degli Hundred Seventy Split va tutto liscio, un corposo blues/rock impermeabile come l’asfalto che macinano serata dopo serata, e da It's Coming Back Around e The Game traspare che la superficie di Tracks è bella ruvida e aspra.
Brani che scivolano piacevolmente e slittano sotto lo sguardo della chitarra di Joe Gooch, quel che basta per proiettarle verso la lontananza, verso l’orizzonte del rock, I Grew up on Muddy Waters dà l’idea che la forma pensata dagli Hundred ...
Nr° Letture : 223
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DATURA4 (Hairy Mountain) ••••

L’accattivante esordio di Demon Blues aveva impressionato per le memorie blues/psichedeliche anni ’70 ricercate dalla band australiana dei Datura4, ebbene il duo formato da Dom Mariani e Greg Hitchcock con Hairy Mountain dimostra che hanno le idee chiare.
La vita dei Datura4 scorre, certamente, ma non cambia, Fools Gold Rush riapre il percorso dell’esordio, come il caldo, afoso, appiccicoso, fastidioso, ti rimane addosso, invasiva e gocciolante psichedelia on the road anni Settanta (Trolls...
Nr° Letture : 208
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SMOKEY FINGERS (Promised Land) ••••

La ‘Terra Promessa’ alla ricerca dei sogni del vocalist Gianluca “Luke” Paterniti e del chitarrista Diego “Blef” Dragoni non è mai stata così vicina, a cinque anni dall’esordio la band italiana degli Smokey Fingers piazza un lavoro maturo, graffiante, il southern rock sborda i perimetri esterni del passato e raggiunge un fuori campo in Promised Land, incredibilmente visibile.
Immagini dagli Stati Uniti, di un viaggio con lo zaino in spalla alla ricerca di un altrove e Black Madame mostra subito che Promised L...
Nr° Letture : 191
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JIMMY DUCK HOLMES (It Is What It Is) ••••

Nella tradizione del Mississippi blues il legendario Jimmy “Duck” Holmes torna a registrare al Blue Front Café di Bentonia, a casa dei suoi genitori, lì è nato quello che poi è diventato un luogo di ispirazione per tanti bluesmen, e in una stanza è nato It Is What It Is, un disco ipnotico, lento, senza sbavature, tra acustico e leggere impronte elettriche.
Sesto disco, primo con l’etichetta Blue Front Records, le storie di It Is What It Is si dilungano in una quotidianità scandita da ritmi e caratteri capovolti, Jimm...
Nr° Letture : 197
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DAVY KNOWLES (Three Miles From Avalon) ••••

Lo spirito è molto anni ’60, rock, chitarre potenti e costantemente in primo piano in Three Miles from Avalon, ma Davy Knowles vive a Chicago dove si mastica blues quindi lo carica sulla fender telecaster e porta ispirazione sin dalla spedita Ain't Much Of Nothin', ingredienti ben dosati anche negli intriganti cambi di ritmo tra What You're Made Of e Falling Apart, dove i flussi blues/rock sono senza inizio e senza fine, come una giostra sulla quale Davy Knowles salta e scende a piacimento.
Ener...
Nr° Letture : 172
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ABSOLUTION (Blues Power) •••½

Sorprendentemente efficace il modo in cui il trio britannico degli Absolution (al terzo disco) rispetta le divagazioni blues/rock del chitarrista e vocalist Joe Fawcett, dove il passato intercetta spesso il presente e non vengono scalfite neanche in Blues Power, dai pochi dubbi sin da Fear e la tosta It's Alright con lunghe progressioni alle corde della chitarra di cui la figura del rock si dimostra fulcro su cui ruota l'universo degli Absolution.
Lo rendono torreggiante e statuario, Let It Go
Nr° Letture : 220
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JOANNE SHAW TAYLOR (Wild) •••½

Joanne Shaw Taylor lascia la Roof Records, aveva bisogno di sentirsi libera tanto che lo spazio che si è creata nella British Blues Explosion di Joe Bonamassa ha portato i suoi frutti a sentire Wild.
Quinto disco che si libera con qualche innocente e indovinata ridondanza soul, e si alleggerisce in favore di una maggiore essenzialità nel blues e quel gusto per il rock che resta centrale, mai marginale e difficile da arginare fin dalla solida Dyin' To Know, giochi alle corde tornano e tornano in Ready To Rol...
Nr° Letture : 171
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TIMO GROSS (Heavy Soul) •••½

Heavy Soul, il titolo spiega bene il lavoro di Timo Gross, i protagonisti sono la musica e la vita, la musica che diventa vita e la vita che si fa musica.
Il blues/rock del songwriter tedesco sono come veicoli pieni di senso e significato utili a riempire la scomodità del silenzio, li ripete, bisogna andarseli a cervare in Gallis Pole, One Way Ticket e Spanish Boots, ma per il resto tra The Desert, Get Up e Caribou River i giochi alla chitarra elettrica e acustica (gran lavoro...
Nr° Letture : 181
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BIG JIM BROWN & The SPEEDKINGS (After All, It's Been Forever) •••½

L’impatto emotivo di After All, It’s Been Forever si focalizza sui ‘primi piani’ della chitarra e adottando uno spettro ridotto di cromatismi, a favore di un suono fluido e sottovoce nel rock, si diffondono da How Long come una macchia di vino su una tovaglia bianca, ed è un piacere trovarsi sulla traiettoria quando il suono prende ritmo in Ghosts.
L’idea di Big Jim Brown & The SpeedKings è di non lasciarselo alle spalle, poche limitazioni, si salpa verso melodie avvolgenti, per lo più ballate elettric...
Nr° Letture : 179
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MONKEYJUNK (Time To Roll) •••½

Quinto disco per la band canadese dei MonkeyJunk, il trio continua a masticare un blues/rock pronto a deformarsi ma non ci sono balbettamenti, l’armonica che spinge in avvio Best Kept Secret è come sempre contagiosa e 'contamina' Time To Roll, ma c’è anche un basso che trova spazio nel sound del vocalist Steve Marriner.
Per il resto, il pregevole lavoro alla chitarra di Tony D assicura ai MonkeyJunk ricchi e improvvisi salti temporali nel blues/rock, tagli ipnotici nella ballata di Blue Lights Go Down, ma...
Nr° Letture : 206
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OWEN CAMPBELL (Breathing Bullets) •••½

Tappa a Memphis per il nuovo album di Owen Campbell, luogo che richiede un contesto musicale, la prospettiva di una storia, e perfino di una preistoria, il passato del songwriter australiano lo aiuta, talento e bei dischi e anche la scelta del produttore, Devon Allman della famiglia degli Allman Brothers.
Dal rock al blues e un pizzico di soul, Breathing Bullets parte col piede giusto, un sound avvolgente, aggressivo quanto basta, le chitarre acustiche aprono anche On My Knees, Struggletown e Howl...
Nr° Letture : 194
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JUNGLE CITY (Jungle City III) •••½

Non si sforzeranno molto a intitolare i loro dischi, ma per il resto la Psychedelic rock/blues band Australiana getta benzina sul fuoco per 46 minuti!
Un trio potente quello dei fratelli Wilson (Brenton, voce e chitarra e alla batteria Luke, al basso Kaileb Rothwell), Jungle City III prende l’ascoltatore per la collottola e lo trascina in un vortice di indomabili chitarre da Stoney Love e All I Need e tra le scurissime percussioni di I Won't Bother e Sexwitch, tagliando e selezionando il rock in...
Nr° Letture : 164
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QUIREBOYS (Twisted Love) •••½

Inaspettato ritorno al rock ‘n roll dei The Quireboys, la band britannica al decimo disco fa un bel salto all’indietro e lasciano da parte titubanze e suoni artefatti, adesso c’è solo passione e desiderio, la fascinazione di Twisted Love, del resto, sta nell’andare a cercare i rimandi nelle pieghe del rock, da quel 1990 anno del loro debutto con vista sugli AC/DC, un po’ come andarseli a cercare negli angoli del loro passato o, meglio ancora, nelle stanze nascoste del loro successo.
Le chitarre di Paul Guerin e di...
Nr° Letture : 201
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ZZ TOP (Live - Greatest Hits From Around The World) ••••

Un live dei ZZ Top? Merce rarissima se scartiamo i bootlegs.
L’idea è quella di una raccolta dei loro successi in giro per il mondo (concerti registrati tra il 2008 e il 2014) Live - Greatest Hits from Around the World credo avrà un seguito, gli estratti si fermano al 1995 ed escludono La Futura inciso nel 2012, chissà, ma il catalogo della banda texana è talmente ricco che poco importa.
Il succoso giro mondiale parte da New York con Got Me Under Pressure e la gibson di Billy F Gibbons, il basso di Du...
Nr° Letture : 179
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DR. ALBERT FLIPOUT’S ONE CAN BAND (Don’t You Call My Name) •••½

La storia del greco Mickey Pantelous è stramba, chitarrista ai primi anni ’90, un discreto successo coi The Drunk Trunk Blues Trio fino a creare il Dr. Albert Flipout, un personaggio di finzione, nel 2006, in grado di possedere il suo piede quando suona come ‘one man band’, anzi come ‘one CAN band’… insomma tralasciando le sue problematiche mentali, resta la musica.
Don’t You Call My Name è un immersione nel rock e nel blues del delta mississippi, da Hanging From The Ceiling a Jump With The F...
Nr° Letture : 196
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BLACKBERRY SMOKE (Like an Arrow) •••

Aspettando che il rock sudista sia raccolto e travasato in un recipiente adeguato, i Blackberry Smoke e il vocalist Charlie Starr continuano a confezionare dischi di rock-country altalenanti, e anche in Like an Arrow creano una spirale di indizi interessanti ma c’è un ma..
Un disco nutrito e controverso, ricco di spunti e di diversità, Waiting for the Thunder, What Comes Naturally e Let it Burn edificano un mondo solido e bucolico cesellato con pochi dettagli ma orecchiabili, per poi renderlo visi...
Nr° Letture : 230
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MORELAND & ARBUCKLE (Promised Land Or Bust) ••••

Moreland & Arbuckle si pongono alle origini ideali e reali del Mississippi Delta & Country blues, se non in avanti e indietro, in uno spazio difficile da definirlo, limitarlo, ridurlo a un campo delimitabile entro confini certi e mappabili, e anche con la nuova etichetta discografica, Alligator Records, resta la stessa dinamica ‘posizionale’ delle chitarre e dell’armonica, offrendosi come sorgente germinitiva ma anche come prolungamento a ritroso di una discografia dove Promised Land or Bust è perfettamente bilanci...
Nr° Letture : 330
DISCO DEL MESE
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BIG SWAMP (Heavy Load) ••••

I fuori fuoco della slide guitar iniziano con Walking Blues, il luogo in cui le pulsioni dei Big Swamp si scatenano senza freni e mediazioni, mostrano l’impeto del background del chitarrista Dennis Krastinat, per poi focalizzarsi sull’armonica del vocalist Jan Strobel a rendere nitido e visibile i confini del Mississippi Delta blues, lo spazio circostante a Heavy Load delinea il quartetto della Bassa Sassonia, Germania.
Lungo le sponde del Mississippi c’è poco colore, solo un bianco e nero che sembra modellare ...
Nr° Letture : 259
DISCO DEL MESE
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TONY JOE WHITE (Rain Crow) ••••

Rain Crow è come una scala che permette a Tony Joe White di salire sul piano delle immagini dal profondo Mississippi, dove swamp music & delta blues sono figure sbiadite del loro corrispondente ideale.
Atmosfere scure, torbide per il 73enne Tony Joe White, una ventina di album sulle spalle, Rain Crow lo ha registrato nel suo studio (e prodotto col figlio), una voce profonda, baritonale, la chitarra stride e la usa come un vetro a prismi quadrati che deforma e liquefa le intriganti Hoochie Woman e The Bad Wi...
Nr° Letture : 252
DISCO DEL MESE
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Anyway You Love, We Know How You Feel) ••••

Chris Robinson Brotherhood sorprende ancora per il modo di immobilizzare una visione del rock molto personale, la comprime entro specifici margini spaziali e temporali anni ‘70 con tutto quello che gira intorno alla psichedelia.
Anyway You Love, We Know How You Feel ruota intorno a quel nucleo originario con forza sempre più centrifuga, sfruttando un arco dinamico che al quarto disco, tende all’infinito, l’armonica che solca i 7 minuti di Narcissus Soaking Wet si spinge tra sintonizzatori e chitarre elettriche, ...
Nr° Letture : 276
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HARD WORKING AMERICANS (Rest In Chaos) ••••

Nati per caso dall’idea di Todd Snider, il super gruppo Hard Working Americans dopo un album di covers utile a destrutturare in tasselli un passato comune, tornano con del materiale nuovo di zecca e fanno sul serio con Rest In Chaos.
Canzoni lanciate sopra e sotto il livello del rock, legate dall’introspezione le due ballate iniziali Opening Statement e It Runs Together, passate di mano in mano tra le chitarre di Neal Casal e Jesse Aycock a restituire quel movimento incessante che entra prepotentem...
Nr° Letture : 237
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RICK GIBSON BAND (Junkyard Son) ••••

L’altopiano d’Ozark nel Missouri è il baricentro di Rick Gibson, lì è nato, lì ha preso vita anche la musica, da Ozark Anthology (album del 2014) alle storie della gente che vivono le Ozarks di Junkyard Son, entrambi conditi sapientemente con un arcigno blues rock.
Rick Gibson scansa le trappole del facile e compassionevole sentimentalismo grazie a una pudica, severa sobrietà, apre Cabin Fever, uno sguardo cupo, che non lascia spazio all'ottimismo, ed è al contempo coerentemente vincolato a una raggiant...
Nr° Letture : 231
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HALF DEAF CLATCH (Simple Songs For These Complicated Times) ••••

Altro giro a breve distanza da Life & Death of AJ Rail (2015) nel rurale Mississippi, il percorso di Simple Songs For These Complicated Times è progressivo e non rettilineo, e conosce tappe intermedie per arrivare dove il delta blues si fonde ai tratti bucolici della slide guitar e del banjo : “Originally I envisaged this release as 'The Apocalypse Blues EP,'”, spiega Half Deaf Clatch. “Featuring the title song and three other tracks all thematically related to each other. It has grown into a full lengt...
Nr° Letture : 197
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RADIO MOSCOW (Live In California) ••••

Un disco dal vivo della band di San Diego? È come una bellissima creatura selvatica e pulsante che ti rapisce non appena compare sulla scena.
La svolta dei Radio Moscow è del 2014, quando il solista e chitarrista Parker Griggs crea un potente trio con il bassista Anthony Meier e il batterista Paul Marrone, Live in California, registrato a Los Angeles al The Satellite club nel Dicembre 2015, è un doppio Lp ruvido e chitarristico, disco delle passioni, del lato oscuro della musica, solido vocabolario di uno psychedeli...
Nr° Letture : 215
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ROBERT JON & The WRECK (Good Life Pie) ••••

Il transito nel classic rock regala ancora suggestioni di un altro mondo, dove le immagini di Robert Jon Burrison e Kristopher Butcher alle chitarre sono pronte a rompere l'adagio di Good Life Pie a spronarlo con una presa di coscienza dal sapore antico.
Robert Jon & The Wreck non ritornano ai fasti del folgorante debutto Glory Bound, ma sono ancora pronti a fare rock ‘n roll, genuino, come se tutto si fosse riavvolto o addirittura capovolto, Rollin', la Title track e Good Lovin' sono montate...
Nr° Letture : 204
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BLACK PISTOL FIRE (Don't Wake the Riot) ••••

Il duo dei Black Pistol Fire anche in Texas, si sono trasferiti ad Austin (“It’s great place to be if you want to be surrounded by all of that. And yeah, the clubs and the venues are top notch. We are completely in love with Austin, Texas"), inseguono un viscerale blues-rock dall’anima sudista, non rifugge dal loro passato che ha il sopravvento su Don’t Wake the Riot, ma senza soffocarlo.
Acida la chitarra in Hard Luck e cambia lo sfondo in Bad Blood, muovendosi nel perimetro della sezione ritmi...
Nr° Letture : 219
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PAUL REDDICK (Ride The One) ••••

Paul Reddick in 25 anni ha fotografato e misurato poeticamente il corso del tempo del blues, l’armonica e le chitarre che accolgono Shadows è il modo migliore per introdurre Ride The One, un disco pregno di amore, morte e voglia di riscatto con un ospite alla chitarra come Steve Marriner (dei MonkeyJunk) insieme per attraversare le frontiere del blues, elettrico, ruvido e invitante come Celebrate e It Goes With You, Paul Reddick è pronto a ri-giocare la propria identità proiettandola in un...
Nr° Letture : 211
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LIGHTNIN' MALCOLM (Foot Soldier) ••••

Chitarra, batteria e il Mississippi. Non lo spaventa il ‘1 man band’ al bluesman Lightnin’ Malcolm, è un occasione per aprire nuovi forzieri di idee e il delta blues viene giusto depositato su Foot Soldier, e vi resta e ristagna.
Il ripetitivo e ficcante lavorio alle corde della chitarra che solca Done Wrong e Tree, questa continuità dilatata e rallentata, portata al limite, è la forza di Lightnin’ Malcolm, di pari passo con i lenti movimenti di fuori fuoco nel blues in cui tutto diventa distinguibile, ...
Nr° Letture : 189
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BLUES PILLS (Lady in Gold) •••½

Mistico e scuro come piace ai Blues Pills, “Lady in Gold is a character symbolizing death”, spiega la vocalist Elin Larsson, secondo disco non all’altezza dell’esplosivo esordio, ma era difficile tenerne il passo, ma bisogna aggiungere che il combo svedese-franco-americano presenta un disco solido, senza guizzi, vero, ma accattivante.
La voce esplosiva della Larsson è sempre la protagonista di un rock anni ’70 che entra prepotente nella spirituale Lady in Gold, salvezza, il messia, anime che vacillano, i...
Nr° Letture : 199
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BROTHER SUN SISTER MOON (Liberty) •••½

C’è spiritualità, ma non siamo dalla parte del San Francesco D’Assisi del film di Zeffirelli annata 1972 (Fratello sole, sorella luna), Liberty Dave Lambert e Donna Dahl, a.k.a. Brother Sun Sister Moon, ci spingono lungo il Mississippi, nella nuova casa ad ascoltare l’ambigua bellezza di Bentonia Blues, scolpite a tutto tondo nel blues, con sagome ritagliate nella tradizione (Ain't Got No Money e St Paul Woman), ma con il loro carattere, perché Liberty (e la stessa Title track) possiede un...
Nr° Letture : 206
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TWO TIMER (The Big Ass Beer To Go) •••½

Armonica blues sporco e ridondante, la cortina del buio per mostrare l'invisibile che si cela dentro l'oscurità, idee alla foce del Mississippi, quasi, perché sono Polacchi, ma dal 2008 quando sono nati i Two Timer, con un Ep e il debutto omonimo del 2014, il volo in America era nell’aria, pronti a conquistare i blues festivals intorno a Memphis e The Big Ass Beer To Go conferma che la strada percorsa ha prodotto frutti interessanti.
Dicevamo dell’armonica, entra in gioco da Hank e non smette mai di affiancare ...
Nr° Letture : 220
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CORNFEDS (The Cornfeds) •••½

Blues elettro-acustico con radici nel Delta Mississippi e un grande amore per gli anni '30 e '40, il quartetto dei The Cornfeds dopo aver fatto maturare l’Ep Road Rash utile nel chiarore scandinavo, sono danesi, tornano a mescolare classici e brani originali.
The Cornfeds ha un bel mix di chitarre acide e una strumentazione acustica molto variegata pronte ad avvolgere It's Your Time To Feel Bad e I Wouldn't Last A Day, non ignorano la tradizione e senza andare alla ricerca di una scorciatoia più comoda e se...
Nr° Letture : 175
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BLINDSIDE BLUES BAND (Journey To The Stars) •••½

Suono chitarristico, vecchia scuola, Blues rock anni ’70 acido e indomabile, occorre ammetterlo, Mike Onesko (voce e chitarra) non ha perso nulla della sua struggente ruvidezza!
Journey To The Stars trabocca in vere e proprie convulsioni chitarristiche (new entry, lo accompagna un nuovo chitarrista, il danese Martin J. Andersen), e si travasano da Rock N' Roll Is My Life, sguscianti e nocive come Smokehouse Row, il 12cesimo disco della Blindside Blues Band è un alternanza di cupi e claustrofobici viaggi...
Nr° Letture : 263
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JIMBO MATHUS (Band of Storms) •••½

Jimbo Mathus corre, 3 album in due anni.
Band of Storms rappresenta l’eclettico stile sudista di Jimbo lungo il Delta del Mississippi, dall'irrequieto e malinconico, al rurale e robusto, 25 minuti in un EP dove ce n’è di spazio tra rock, blues e R&B, “I’m 48, but I’m still a punk rocker”, dice Jimbo e con Gringo Man dispiega infuocati impasti del sassofinista Jim Spake e della tromba di Stu Cole secondo le fervide regole di un sano rock ‘n roll.
Can't Get Much Higher affonda nel blues di New Or...
Nr° Letture : 166
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QUAKER CITY NIGHT HAWKS (El Astronauta) •••½

El Astronauta e una bluesy slide-guitar pronta a trasportarci attraverso una terra di “iron nightmares, and fevered dreams.”
Siamo nel Texas di Anderson e Matsler (voci e chitarre), è pregno di storie sudiste e variazioni del classic rock, l’ipnotica bellezza di Good Evening e la solida Liberty Bell 7 sono interessanti sospensioni nel mondo dei Quaker City Night Hawks (nome che arriva da un libro di Mark Twain).
Pronti a sperimentare nello spazio ‘chiuso’ tra il cielo e le porte dell'America, tr...
Nr° Letture : 216
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