INDIGENOUS (Gray Skies) ••••

Mato Nanji e la sua chitarra sono pronti a invadere spazi sconfinati, di solito concessi all’itinerante Experience Hendrix Tour dal 2002, contrassegnato da quel tratto inquieto, ‘demoniaco’ se inteso come incontro col Dio ‘Jimy’, pertanto non elimina la dote umana, ma la potenzia.
Il songwriter, chitarrista e voce degli Indigenous intinge il pennello della Fender Stratocaster nell’astuccio dei colori del blues-rock, lo passa sul foglio di Gray Skies e traccia la linea di fondo del quarto disco degli Indigenous:...
Nr° Letture : 39
DISCO DEL MESE
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JANE LEE HOOKER (Spiritus) ••••

Il quintetto Jane Lee Hooker risplende come le luci della loro città, New York, che brillano nella notte come simulacri fasulli delle stelle.
Lì tra gli spazi claustrofobici della metropoli, il fascino femminile non è dolce come il miele, ma pungente come un fresco e giallo limone di Sicilia, Spiritus morde come l’ottimo debutto di No B!, l’ugola di Dana ‘Danger’ Athens è sempre infuocata come le chitarre di Tracy Hightop e Tina ‘T-Bone’ Gorin, c’è tanto rock ‘n roll & blues sognato e vissuto con passione, pi...
Nr° Letture : 37
DISCO DEL MESE
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OTIS (Eyes Of The Sun) ••••

Suono sudista, potente, non cambia la posizione degli Otis, sempre più dentro il Classic rock e fuori dal Kentucky per lasciare osservare l’astratta accattivante morfologia delle loro chitarre.
Secondo disco, una stretta relazione con il chitarrista degli ZZ Top Billy F. Gibbons che non passa di certo inosservata, Eyes Of The Sun costruisce piccoli congegni elettrici sempre più intriganti, sempre più trasparenti per permettere di vederne all’opera i tentacoli e misurarne la lunghezza, l’ardire, la foga che sale da C...
Nr° Letture : 39
DISCO DEL MESE
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BUFFALO KILLERS (Alive And Well In Ohio) ••••

Produzione indipendente, Alive and Well in Ohio vuole essere libero di esprimersi in un linguaggio risolutamente classico contro il vocabolario culturale del ventunesimo secolo, dai telefoni portatili all’ansia del successo che è tipica dell’etica neo-capitalista.
I Buffalo Killers la combattono con un classic rock denso e psychedelico, la band di Cincinnati dei fratelli cantautori Zachary ed Andrew Gabbard trae ispirazione da anni di cambiamenti e imbastisce un complesso mosaico sonoro che vela e disvela un tessuto...
Nr° Letture : 30
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TEN YEARS AFTER (A Sting In The Tale) ••••

Un anniversario importante da festeggiare per i Ten Years After, 50 anni di carriera, il modo migliore per farlo è un nuovo disco, A Sting In The Tale.
Non ci sono più parte dei ragazzi che nel 1967 formarono la storica rock band (Chick Churchill, Ric Lee, Alvin Lee & Leo Lyons) ma i primi due nel 2014 decidono di riaprire le danze con il nuovo bassista Colin Hodgkinson e soprattutto il vocalist e songwriter Marcus Bonfanti, e l’energia che ne viene fuori è più che incoraggiante, un bel concentrato di rock e di m...
Nr° Letture : 34
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BAND OF HEYSEK (Shovel & Mattock) ••••

Voce e carisma a Jan Švihálek a cui piace molto sperimentare, dalle ceneri di un progetto rap-blues la folgorazione di un terzetto rock/blues, la Band Of Heysek, e tutto è finalmente, per una quarantina di minuti, più riconoscibile e abitabile.
Shovel & Mattock è il positivo esordio della band Ceca, batte un cuore bluesy targato USA, dalle tinte rock intense e chitarristiche, l’armonica nei brani iniziali mette in rilievo la vena più corrosiva e brillante della Band of Heysek, cadenze classiche riproposte con impenna...
Nr° Letture : 25
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DEVIL AND THE ALMIGHTY BLUES (II) ••••

Secondo disco dei norvegesi The Devil And The Almighty Blues, il quintetto di Oslo aveva davvero impressionato nell’esordio omonimo del 2015 e II è sempre a quel crocevia temporale che non si può che continuare ad amare, tra gli anni ’60 e ’70, da dove il rock si è espanso e il Blues ha aperto nuove diramazione nel tradizionale sound col delta mississippi: melodia lenta, classica, melodica e improvvisamente parte un dirompente rock psychedelico.
I The Devil And The Almighty Blues sono una live band, dentro la bolgia i...
Nr° Letture : 26
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UNCLE SAL (You Ain't No Bluesman) ••••

Il rock sudista spagnolo degli Uncle Sal gode di buona salute, dopo l’ottimo esordio di Little Cabin Music, un paio di intense giornate a ricordare come l’America non è poi così lontana, una tendenza indubbiamente massimalista che parte da quella spiritata armonica che solca l’iniziale Red's Lounge Boogie e investe una molteplicità di aspetti del rock, alcuni accennati, ma le ballate sono dei classici pronte a infiammarsi (Hard Life, Little Wolf e Precious One), altri più approfonditi.
You Ain'...
Nr° Letture : 18
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WISER TIME (Within) •••½

A Carmen Sclafani dal New Jersey piace il Classic Rock e inizia da subito a lavorare con impegno nel 2002 formando la band dei Wiser Time riuscendo a trovare una sua avventurosa identità sfornando 4 dischi molto interessanti.
Dopo un lungo silenzio tornano a fare musica con Within, un suono non certo granitico, ma lo sguardo sul rock è sempre tagliente, sicuro, le chitarre sanno ancora distorcersi seppur a velocità moderata nell’iniziale freschezza di Alive e in I Like It That Way, Within sa farsi voler...
Nr° Letture : 25
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RADIO MOSCOW (New Beginnings) •••½

Il terzetto di San Diego continua a sviscerare un rock cattivo e psychedelico macchiato dal blues, in New Beginnings non ci sono molto novità, la certezza è Parker Griggs che furoreggia alla chitarra ‘Hendrixiana’ e potrebbe bastare (dipende dai gusti) per acquistare il nuovo cd.
I Radio Moscow mostrano le note architetture di luce e di ombre sul rock delimitate dalle chitarre mai dome in un mondo totalmente artificiale, onirico, l’immagine di New Beginnings è un’impronta di luce anni ’60 e ’70 ben definita, l’uso de...
Nr° Letture : 29
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BLITZEN TRAPPER (Wild and Reckless) •••½

Tra alti e bassi la band di Portland resta fedele a un suono tra americana e rock anni ’60, i Blitzen Trapper con Wild and Reckless sprigionano una verve fedele più ai primi dischi tra Wild Mountain Nation e Furr, ed un bene.
La penna di Eric Earley resta focalizzata su storie di una realtà che sa essere dolce è amara nell’arco della stessa giornata, tra coppie di ragazzi, droga, fughe conciliatorie con la legge che non prova a capire, ma quando mai è accaduto, un nono disco che mostra intriganti prospettive nel roc...
Nr° Letture : 29
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ANDREW ROBERT EUSTACE (Stories) •••½

Andrew Robert Eustace arriva da Glasgow, Scozia, era un bassista ma voleva altro, non un semplice lavoro, ed è capitato sulla strada del Blues a scrivere canzoni e suonare la chitarra.
Nell’esordio di Stories macina kilometri lungo il Mississippi con una tenebrosa cadenza tra Delta & Swamp music e un bel vocione che imperversa da Can't Wait To See That, finestre acustiche e affilate incursioni elettriche a dare l’effetto di una seduzione in atto: ed è così, un incessante sollecitazione che va a incontrare l’...
Nr° Letture : 27
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GWYN ASHTON (Solo Elektro) •••½

L’anglo-australiano chitarrista Gwyn Ashton si ritaglia uno spazio tutto personale, ‘one-man-band’ sempre a caccia di blues&rock ma solo con una chitarra adocchiando sperimentazioni psychedeliche.
È questo il nocciolo di Solo Elektro, disco spontaneo, registrato live, distorsioni continue da una camera di un hotel nella Repubblica Ceca, Metaphysical Journey che apre e chiude il disco, danno l’idea di come Gwyn Ashton sia uscito dalla sua comfort zone autoriale per nuovi orizzonti espressivi, si appella a una s...
Nr° Letture : 25
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RUFUS BLACK (Rise Up) •••½

Disco di debutto per i Rufus Black, band versatile, misto di covers e brani originali che spaziano tra blues, soul/funk, rock dove abitano anche due chitarre molto calde.
Sono Inglesi, la voce di Gavin Conder è corposa, scalda Rise Up il più possibile, con classica, matura suddivisione di spazi, tempi e ritmi con le chitarre in una scintillante matrice rock in Make A Move, ma allo stesso tempo il sax e i ritmi soul accalappiano l’ascolto di It's Your Thing, anche perché le chitarre non demordono e trova...
Nr° Letture : 24
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LILLY HIATT (Trinity Lane) •••½

La figlia di papà John spicca il volo, al terzo disco, Lilly Hiatt sembra aver trovato il percorso giusto tra psych-rock, rimandi agresti, alcohol e cuori spezzati.
C’è molto di più in Trinity Lane (indirizzo di East Nashville dove ha scritto l’album), disco che le appartiene di più rispetto al passato, riflette un periodo di crescita molto difficile, verso la 'sobrietà', ripercorso per trovare la giusta energia che s’intravede nell’iniziale All Kinds of People per poi aprirsi nelle ruvide The Night David Bo...
Nr° Letture : 27
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LEE BAINS III & The GLORY FIRES (Youth Detention) ••••

Dall’Alabama indignazione e rabbia punk mischiata a lunghe digressioni chitarristiche di puro rock ‘n roll, in una manciata di canzoni (ben 17) Youth Detention punta dritto contro il male della nostra Società, delle Istituzioni pseudo Culturali, contro le disparità sociali, l’emarginazione delle classi meno abbienti, per la tolleranza e contro il razzismo, altro che starsene in silenzio, il Mondo in Youth Detention sembra una muraglia assurda, un budello intricato, infinito e spaventoso, uno spiazzo di terra riarsa intorno...
Nr° Letture : 156
DISCO DEL MESE
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GRAVELROAD (Capitol Hill Country Blues) ••••

Mississippi delta blues spiritato e chitarristico, la band di Seattle dei GravelRoad al sesto disco presenta un forte contrasto tra la forza immanente di una natura ancora ‘primitiva’ del blues e di chi la abita, vi si muove come in uno scenario congeniale per l’intero Capitol Hill Country Blues.
Le due facce della stessa medaglia sono Capitol Hill Country Blues e Come and Gone, l’accumulo dentro ai fluidi vortici alle chitarre di malsani residui bluesy da sublimare con una ballata nervosa sullo sfondo ...
Nr° Letture : 149
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Barefoot in the Head) ••••

Lo scatenato e prolifico frontman dei The Black Crowes nel giro di 2 anni col progetto Chris Robinson Brotherhood ha sfornato un disco e un Ep, un doppio disco dal vivo (Betty’s Blends, Vol. 3) e quest’ultimo Barefoot in the Head.
Come non voler bene all’istinto hippie di Chris Robinson, altro disco sicuramente importante anche se leggermente sbilenco ma capace di produrre una sorta di fascinazione, la necessità di ascoltarlo alla ricerca di ciò che ne fa, e Behold the Seer apre degnamente 45 mi...
Nr° Letture : 149
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FIVE HORSE JOHNSON (Jake Leg Boogie) ••••

Five Horse Johnson è un quintetto americano con 7 dischi sul groppone e 2 decadi di esperienza, tornato all’ovile il batterista Tim Gahagan, Brad Coffin alla chitarra rintuzza un blues/rock rozzo e con un senso dello humor particolare, tenuto a bada, ma anche nutrito, oliato, dalla potente voce di Eric Oblander, prendendosene cura tra apparizioni e sparizioni improvvise.
Con i Five Horse Johnson ci si immerge fino al punto di non ritorno, come nelle sabbie mobili, portando con Jake Leg Boogie, nel gorgo, l’intera disc...
Nr° Letture : 121
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GARY EISENBRAUN (Sink or Swim 1) •••½

Ha scritto più di 100 canzoni nell’ultimo anno, per adesso concentrate su 2 dischi da 1 ora e 15 minuti l’uno, lo strumentale -ma molto interessante- Aquifer dove la base è la Stratocaster e quest’ultimo Sink or Swim 1, Gary Eisenbraun è come un fiume in piena e mancano ancora 2 dischi a completare l’opera.
La lingua conosciuta da Gary Eisenbraun è una sola, e la usa per parlarci di come la vita scorra e muti proprio nella stessa direzione nella quale scorre il tempo del rock e verso cui la chitarra la spinge, ...
Nr° Letture : 105
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WEIGHT (Keep Turning) •••½

Che sia per paura di percorrere terreni troppo avanguardistici, ma gli austriaci The Weight pensano bene di adagiarsi sui gusti, sulla dialettica chitarristica anni ‘70 e sulle reiterazioni del vecchio approccio del rock, e ne vien fuori un disco come Keep Turning, altro che ibrido impersonale di vuotezza interpretativa!
La passione del vocalist Tobias Jussel e tra le chitarre di Michael Boebel viene fuori da Maybe e Keep Turning, spigliata anche se nostalgica per come getta uno sguardo sul rock e sul m...
Nr° Letture : 110
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PRISTINE (Ninja) •••½

Me li ricordo a Roma ad aprire lo show dei Blues Pills, stesso impeto nella vocalist Heidi Solheim, stesse chitarre taglienti con Espen Elverum Jakobsen, difficile restare immuni a questa corrente nordica così impetuosa, i norvegesi Pristine hanno la stessa capacità di vivere e comunicare il paesaggio e il territorio coperto da un fosco blues-rock di matrice anni ’70.
You Are the One apre Ninja, quarto disco, con la reiterazione obbligata delle ‘falde di passato’ rock quanto mai necessario, altro che ...
Nr° Letture : 144
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BANDITOS (Visionland) •••½

Il sestetto dei Banditos (tra l’Alabama e Nashville) non cambia il percorso del debutto omonimo del 2015, rock/country/soul sudista e sfondi psichedelici anni 60’/70’ e piazza con Visionland tra intrinseche connessioni socio-politiche, di milioni di dollari sperperati per fantomatiche oasi ricreative e sotto la supervisione di Israel Nash, una serie di scomposte, sovrapposte, ma avvolgenti melodie che si contorcono tra la chitarra del vocalist Corey Parsons e il banjo di Stephen Pierce senza dimenticare la vo...
Nr° Letture : 146
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COUSIN CURTISS (Remember Me When) •••½

La scena è scarna in Remember Me When, armonica e chitarre ma la timbrica tra folk e swamp blues è accattivante e coinvolgente, Cousin Curtiss (aka Curtiss O’Rorke Stedman) è un bluesman con tre dischi alle spalle, ha girato parecchio in Michigan e lì si è fatto le ossa, e come mostra il crescendo di What I Am, è in arrivo un treno che attraversa con angolazioni e vettorialità differenti lo spazio del blues.
Un paesaggio sempre mutevole, con l’armonica nella tenebrosa Sunset Throwdown che divampa in <...
Nr° Letture : 106
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LEFT LANE CRUISER (Claw Machine Wizard) ••••

I Left Lane Cruiser non si danno pace, dopo un EP diviso con i 20 Watt Tombstone e una compilation di ‘out-takes’ e vecchi brani rimasterizzati, il vocalist Freddie J IV torna a pensare a un semplice duo con il solo batterista Pete Dio e senza smussare una ‘vis creativa’ così debordante, riescono anzi a fare di essa un’alleata efficace ancora una volta.
Un solidissimo groove tra garage rock e delta blues, il suono si espande in Claw Machine Wizard, frammentario ed ellittico come nella natura dei Left Lane Cru...
Nr° Letture : 316
DISCO DEL MESE
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NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS (Prayer for Peace) ••••

A parte il testa/coda in Prayer for Peace, dopo 4 anni di silenzio ecco l’ottavo disco dei fratelli Dickinson (Luther (chitarra/voce) e Cody (percussioni, piano e tutto il resto…)) altro bel viaggio tra Nord e Sud del Mississippi, da lì non vogliono schiodarsi i North Mississippi Allstars, ma le melodie non sono così schematiche.
La linea che segue la slide guitar nei brani iniziali è decisamente impervia e stopposa (Need to be Free e Run Red Rooster) ma non è una sola, al di qua e al di là del delta b...
Nr° Letture : 308
DISCO DEL MESE
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HEATH GREEN And The MAKESHIFTERS (S.T.) ••••

Un vento impetuoso dall’Alabama accompagna il quartetto di Heath Green And The Makeshifters, guarda un piccolo mondo capovolto con un coriaceo Blues e con i demoni del rock ‘n roll da esorcizzare.
S.T. è un disco da ascoltare, non ci vuole molto per saperne cogliere le mosse e le piegature tra la voce veemente di Heath Green e la chitarra molto calda di Jody Nelson (lasciate lavorate le indiavolate Out to the City e Secret Sisters e ve ne accorgerete), a fermarne il cuore pulsante da ansia e angoscia ele...
Nr° Letture : 290
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EJ MATHEWS (King of the Barnyard) ••••

‘From the backwoods of East Texas’, ne va orgoglioso il bluesman EJ Mathews, trasferitosi da Atlanta nei dintorni di Dallas, in una piccola città agricola, per lui cresciuto a country e blues era il passo ideale a un suono che ha poi poggiato su uno sfondo che copre la Lousiana e il Mississippi.
Indiscusso talento (ascoltate Welcome to the Backwoods del 2015), torna con King of the Barnyard, disco prodotto insieme a Janky (il progetto di Scott Lindsey, chitarrista anche dei The 1969s), dove EJ Mathews gigi...
Nr° Letture : 301
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GOV'T MULE (Revolution Come... Revolution Go) ••••

Registrato a Austin, Tx, nel periodo della scellerata elezione del Presidente Trump, Revolution Come… Revolution Go parla ovviamente di politica e della società Americana attraverso beffarde metafore di vita e puntando il dito contro quello che proprio non va giù a Warren Haynes e i Gov’t Mule, e ce ne sono di motivi.
Per condire il tutto, il classico mix di blues e jam rock ben amalgamato tra le 18 canzoni della versione Deluxe, graffiano Stone Cold Rage e Drawn That Way piene di inventive chitarr...
Nr° Letture : 300
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LIGHTNIN MALCOLM (Outlaw Justice) ••••

Outlaw Justice si parcellizza in una struttura a matrioska che incastona il Blues dentro il rurale delta del Mississippi, li scompone su piani narrativi semplici e diretti, e come sempre, molto legati alla chitarra elettrica che occupa costantemente la scena, senza tuttavia invaderla.
Sa miscelarne i punti di vista Lightnin Malcolm in Country Store e la radiosa Ain't No Place, melodie guizzanti come Big Rock e ballate tra elettrico (Man Who Ruled) e l’acustico con l’armonica (Nuclear Fa...
Nr° Letture : 289
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BLACKFOOT GYPSIES (To the Top) ••••

Rock 'n' roll anni ’60 da Nashville, To The Top funziona perché ha la giusta distanza, di spazi, di attimi sospesi da colmare con la memoria, l’azione dei The Blackfoot Gypsies è catartica, come l’emozione offerta dall’iniziale I'm so Blue, con una sprizzante effervescenza dove sfogano la consapevolezza che il tempo fugge, ma al tempo stesso sono pronti a liberare la gioia di approfittare del tempo che verrà.
Altro che luogo per nostalgici, Zack Murphy e Matthew Paige capeggiano un quartetto scatenato (ci s...
Nr° Letture : 280
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DAN BAIRD AND HOMEMADE SIN (Rollercoaster) ••••

Instancabile Dan Baird.
Dopo il progetto solista di SoLow ecco a ruota Rollercoaster con gli Homemade Sin, e naturalmente la parola è la stessa: rock ‘n roll!
Disco solido, Shake it til it's Sore e Knocked Out Cold raccontano subito la realtà di Rollercoaster che si annuncia in modo obliquo sul rock, insieme alla scrittura, le carte di identità di Dan Baird che rivanga dal passato su un terreno di storie dissodato a fondo, riaperto a nuova vita in Roll on Chattahoochee, tanto da ba...
Nr° Letture : 276
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THOMAS WYNN AND THE BELIEVERS (Wade Waist Deep) ••••

Prosegue il percorso del sestetto della Florida dentro un fiammante rock d’altri tempi, si snoda anche in Wade Waist Deep, terzo disco, in cui le chitarre rincorrono uno spazio classico del rock ma dai bordi smussabili, insomma un disco aperto a domande e contraddizioni.
Thomas Wynn And The Believers piazzano melodie accattivanti, capaci di catturarti senza preavviso, momenti pieni di una pace che sembra sempre provvisoria e fughe laceranti alle chitarre, e il miracolo di ipnotizzare, stavolta, Thomas Wynn non lo segue...
Nr° Letture : 307
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CACHEMIRA (Jungla) ••••

Jungla è un un viaggio come esperienza tra blues, rock e psychedelia.
Un esperienza destinata non tanto a una maggiore conoscenza quanto a una perdita di sé, e perdersi nell’Overture è facile tra la chitarra di Gaston Laine, voce di questo trio spagnolo, di Barcellona, i Cachemira.
Da Sail Away il ritmo si impenna, sullo sfondo la natura del rock, madre e matrigna di Jungla, assorbe e rilascia energia con un respiro che ha la misura del tifone tra gli 8 minuti di Ancient Goddess e i 6 di ...
Nr° Letture : 292
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ENDLESS BOOGIE (Vibe Killer) •••½

Gli Endless Boogie per un viaggio psichedelico pulsante e chitarristico, negli 8 minuti iniziali di High Drag, Hard Doin' mentre la chitarra distorce il suono sembra di attraversare lande di spazi infiniti dove, anche se non sembra, tutto può accadere, e in Vibe Killer accade parecchio.
Suoni stratificati (non si scende sotto i 6 minuti), sinuosa Whilom, ruvida Vibe Killer, hanno evidentemente la funzione di ribadire l’idea della porosità che caratterizza il confine tra il presente e il passato ...
Nr° Letture : 205
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HILLS (Alive at Roadburn) •••½

La band svedese degli Hills al terzo disco continua a trascinare l’ascoltatore nel ventre opaco e disperante della psichedelia.
Alive at Roadburn ha 4 tracce, media 13 minuti, delle lunghissime jam chitarristiche dalla cadenza introspettiva anni ’70, si miscelano in un magico equilibrio forzando gli argini del rock che impediscono ad Alive at Roadburn di tracimare da uno dei due versanti.
Accade in National Drone, quello che può sembrare un pericoloso gioco di spinte centrifughe delle chitarre e delle percussi...
Nr° Letture : 189
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JERRY LEGER (Nonsense And Heartache) •••½

Nonsense And Heartache, disco doppio, 18 brani, elettrico da una parte, con rock ‘n roll, tinte bluesy, chitarre distorte e da lasciare libere nel folgorante avvio di Coat on the Rack e dall’altra, l’acustica attitudine folk nel riflessivo uso della lap steel, del pianoforte e del violino.
Il canadese Jerry Leger ne coglie le diverse sfumature, svela in anticipo le timbriche rock anni ’60/’70 insistendo sui dettagli in Forged Check, She's the Best Writer You've Never Heard Of e Baby's Got a Rar...
Nr° Letture : 183
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ROBIN TROWER (Time And Emotion) •••½

72 anni e non sentirli, Robin Trower la stanchezza del vivere non la conosce, specialmente quella che chiude ogni via d’uscita.
La combatte col suono della chitarra elettrica, dal lontano 1967, anno del primo disco coi Procol Harum, e continua a celebrare il blues con Time and Emotion, capace di forzare un’emozione sospendendola nell’attimo in The Land of Plenty, con un stilizzato ipnotico movimento in What Was I Really Worth to You.
Amate il suono distorto della chitarra? Robin Trower è quello che ci ...
Nr° Letture : 308
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WATERMELON SLIM (Golden Boy) ••••

Voce, armonica e slide guitar, il ribelle e poeta Watermelon Slim (alias William P. Homans) con un passato che racconta la sua vita (Vietnam, anni da camionista e l’attivismo politico), è un proletario libero col blues nel sangue, lontano è il 1973 quando incise Merry Airbrakes, ma aveva tanto altro da fare quindi per chiamarlo musicista, bisognò aspettare i primi del 2000, quando realizzò ben due dischi.
Marchiato dal delta del Mississippi, Watermelon Slim impregna Golden Boy con un mix intrigante tra ballate f...
Nr° Letture : 194
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HALF DEAF CLATCH (Forever Forward) •••½

Il paesaggio di Forever Forward è poco inglese, Half Deaf Clatch guarda sempre al rurale Sud americano, scurissime atmosfere bluesy e parentesi agresti acustiche come in You Can't Delete The Devil, eh sì, il Diavolo resta nelle vicinanze, inevitabile, come le ballate di Half Deaf Clatch.
Ti catturano, c’è dentro di loro una specie di soglia o distanza concreta, materiale, che distingue chiaramente lo sguardo di Forever Forward da ciò che viene guardato da Half Deaf Clatch.
Separandoli e, al tempo stesso, ind...
Nr° Letture : 279
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TEXAS FLOOD (OverWorked And UnderPaid) •••½

Trio gallese, i Texas Flood fanno bene a starsene lontani dal ciarpame sonoro Londinese.
OverWorked And UnderPaid è un disco onesto, una lieve scossa tellurica dalle timbriche rock sudiste, perfette per le arene estive.
Si inizia col piede giusto con Roses, ha senso del tempo del rock ma al tempo stesso fa in modo che sia presente con tutto il suo peso in Treading Water e con la salutare spinta di Gambling Man a diventare il perno attorno al quale si coagula un passato del rock che non vuol sap...
Nr° Letture : 186
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DAVE HUNT (100 Horses) •••½

Guitar blues-rock e non solo, le chitarre fumano passione, c'è l’armonica che arriva dal profondo mississippi delta blues, bastano ad accendere il motore in Across the U.S.A e si parte col viaggio di 100 Horses (degno seguito di Whiskey & Demons).
Al terzo disco il ‘one-man-band’ Dave Hunt (batteria, basso, chitarra, voce e armonica) attraversa diversi sfondi degli USA, un mondo quello di 100 Horses spalmato su uno spazio scenico intrigante, disseminato di nascondigli bluesy acustici, ma di peso, come per 10...
Nr° Letture : 172
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ARBOURETUM (Song Of The Rose) •••½

David Heumann chitarrista e figura portante del progetto Arbouretum, apre la strada di Song Of The Rose (quattro lunghi anni da Coming Out Of The Fog) attraverso la dura scorza della psichedelia per coglierne i significati più segreti: una conoscenza tanto più bruciante quanto più segnata dall’imprevedibilità nelle fosche tinte dell’Americana al Folk, scelta ancora in grado di aprire nuove strade alla band di Baltimora.
Tra riferimenti mitologico, taoista/filosofici, Call Upon the Fire e Comanche Moon
Nr° Letture : 173
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BALKUN BROTHERS (Devil On TV) •••

Il duo dei Balkun Brothers si cala in uno spazio fin troppo chiuso, fatto di tunnel chitarristici avvolti in una dimensione di psychedelia forse utili a descrivere e rimarcare la condizione di ‘noi reietti’, comunque sia, prosperano in Devil On TV e si fondano sull'amplificazione e la deformazione di un arcigno blues/rock, tratti particolari e distintivi si avvertono sin da Don't Be Afraid e New Rocket.
Le chitarre sono come cinghiate di un'anima finalmente rappresa nel corpo di Devil On TV, coagulata i...
Nr° Letture : 185
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JOCELYN & CHRIS ARNDT (Go) •••

Va di corsa la coppia di blues-rockers Jocelyn & Chris Arndt, l’Ep nel 2016 e il primo disco, Edges, poi un live i primi del 2017 intitolato 30,000 Miles a rendere l’idea dell’asfalto percorso a suonare negli USA, e ora Go.
Con loro due, parole e musica non restano chiuse a lungo, tendono a superare i larghi spazi del tempo del rock e l’accoppiata funziona (la voce potente di Jocelyn e l’arcigna chitarra di Chris) per il modo in cui scandagliano Go partendo con l’amichevole partecipazione di Danny Louis dei Gov’t M...
Nr° Letture : 172
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DELTA MOON (Cabbagetown) ••••

Minimalismo musicale senza confini spaziali, temporali, apparentemente immobile, costantemente uguale a se stesso, eppure in moto continuo, vivo e pulsante: Cabbagetown è circoscritto fra cadute e inabissamenti nella realtà del Mississippi.
Dalla strumentale Cabbagetown shuffle, l’armonica lascia spazio alla slide guitar che (ri)sorge come un diavoletto dalla sua scatola tra le mani di Mark Johnson in una mirabile gestione dello spazio-tempo in The Day Before Tomorrow, per continuare a oscillare come per un ef...
Nr° Letture : 354
DISCO DEL MESE
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SCOTT H. BIRAM (The Bad Testament) ••••

Il viaggio di Scott H. Biram nel blues è sempre contraddistinto da peccato e redenzione, il conflitto tra il Cristo e il whiskey resta predominante anche in questa nuova disamina della condizione umana in The Bad Testament.
Americana scurissima, echi dal Mississippi, ad Austin, Texas, c’è sempre questo ‘The Dirty Old One Man Band’ in grado di legare i sentimenti al tempo.
Quello di Set Me Free e di ballate che entrano sottopelle come Red Wine, in The Bad Testament come nella vita, a volte c’è un ritmo...
Nr° Letture : 337
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ORANGO (The Mules of Nana) ••••

Dalla Norvegia, un trio che sguazza nel classic rock e il riverbero metallico di The Mules of Nana è materico, i suoni assumono un rilievo quasi fisico e divampano da Heartland, profondi vortici alla chitarra come un luogo sinistro e misterioso che, come una droga, entra in circolo brano dopo brano.
Gli Orango nascono ad Oslo nel 1999, tre voci e chitarre abbracciano The Honeymoon Song e la conclusiva Ghost Riders, uno sguardo al passato sembra sia l’unico strumento per affrontare compiutamente ...
Nr° Letture : 270
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GARY CLARK Jr. (Live North America 2016) ••••

Secondo disco dal vivo per Gary Clark Jr., altra massa eteroclita che ‘fa mucchio’ in Live North America 2016, deborda, si sparpaglia nell’aria e apre traiettorie interstiziali, tra l’una e l’altra, sul talento texano.
Dopo averlo visto incendiare il piccolo palco al Levi’s Outpost lo scorso Marzo in Texas, al South by Southwest Music Festival 2017, difficile tralasciare questo Live North America 2016 (basato per lo più su The Story of Sonny Boy Slim del 2015) per il modo con cui rientrano in circolo quelle l...
Nr° Letture : 267
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KENT EUGENE GOOLSBY (Temper of the Times) ••••

Nella periferia di Nashville i bar sono più fumosi di quanto si potrebbe immaginare, e crescono singer/songwriter di belle speranze come Kent Eugene Goolsby.
Suono dalla parte degli anni ’70 per introspezione e ricerca di semplici e dirette melodie legate alla chitarra distorta di Steve Daly, presenza fissa a pedinare Temper of The Times tra le sue intense ‘rock ballads’, belle ma dure nei temi che affronta (l’amore, la coppia, la famiglia, la guerra interiore, l’imprevisto, il mondo “altro”): The Great Confesso...
Nr° Letture : 194
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TESKEY BROTHERS (Half Mile Harvest) ••••

Sorpresa da Melbourne, Australia, la band The Teskey Brothers ama il soul e il blues, luoghi, oggetti della memoria di Sam (chitarra) e Josh (una gran voce, seconda chitarra e armonica) sono sempre elementi da sfocare e poi vengono messi a fuoco in Half Mile Harvest, un disco che è di per sé un atlante: un atlante delle avventure umane, lungo i solchi del tempo e dello spazio anni ’60.
Crying Shame, Hard Feeling e I Love A Woman contribuiscono a creare l’eco di quel decennio, difficile resistere...
Nr° Letture : 193
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DUSTIN PITTSLEY BAND (Dustin Pittsley Band) ••••

Per sondare i limiti e le possibilità della percezione del rock c’è la band di Dustin Pittsley da Tulsa, Oklahoma.
Dustin Pittsley Band potrebbe definirsi un’eco profondo di classic rock, muffa per ragazzini foruncolosi, ma non per chi guarda all’altra parte del mondo e il ‘rumore’ anni ’70 che si allarga da Can't Find Nothin' e Satellite riproduce con un’eco potente e tangibile, il fascino di un suono melodico e avvolgente che la Dustin Pittsley Band poi riesce a calare in un’atmosfera sporca e cupa – specchio...
Nr° Letture : 192
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KENDRA GALE BAND (Kicking & Screaming) ••••

Blues rock, la condizione privilegiata dalla Kendra Gale Band non trascolora in Kicking & Screaming.
Si conoscevano le forme di ripresa sentimentale e le dichiarazioni appassionate, più che altro funzionali agli accordi delle chitarre, ma Hold Me Close e Blame fanno intendere che il nuovo disco parte sempre da un movimento dal basso nel rock, e il poggiare saldamente su quello ‘spirito’ collettivo è la forza della Kendra Gale Band.
Poco riconducibile a formule fisse nell’indovinato doppio passo di P...
Nr° Letture : 185
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DAN BAIRD (So Low) ••••

Lontano dagli Homemade Sin il prodotto non cambia per Dan Baird: rock ‘n roll!
In So Low non sbanda praticamente mai, mantenendosi tanto più coerente quanto più indugia in dettagli, deviazioni, ellissi che tornano anche ai The Georgia Satellites (la prima band), Cemetery Train è ancora e sempre rock e l’immaginario di So Low rappresenta tutto il suo mondo, talvolta in maniera travolgente e più evidente (Showtime, Say Goodbye, Get Watcha Get), si sviluppa attorno alla musica di Lay...
Nr° Letture : 191
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SONS OF REVOLUTION (Sons of Revolution) ••••

In Sons Of Revolution ci si entra per passeggiare lungo i sentieri del classic rock e vediamo come va.
Senza pregiudizi. Con la disponibilità di ascoltatori non mal predisposti al confronto con echi 60s e 70s, un approccio necessario per il disco d’esordio della band abruzzese del vocalist Paolo Ceritano e della nervosa chitarra di Mario Alessiani.
Da I Feel Like Crying si accende un prisma colorato che scompone e ricompone la luce oscura del gioco di seduzione di Sons Of Revolution, ascoltate la premessa che sussul...
Nr° Letture : 174
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TINY LEGS TIM (Melodium Rag) ••••

Tiny Legs Tim è cresciuto in campagna, il Belgio sa essere un luogo tranquillo e rispecchia il percorso acustico del quarto disco, Melodium Rag.
Sguardo sempre al Delta del Mississippi, con Steven Troch all’armonica si parte per una profonda escursione tra il passato e il presente, il loro scontro / dissolvenza / reciproco assorbimento, contribuiscono a ridefinire continuamente l’affascinante Melodium Rag che pompa sangue al lavoro di Tiny Legs Tim sul blues.
Si muove tra Religions Serve The Devil Well e Ha...
Nr° Letture : 181
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STILL FOOLS (Still Fools) ••••

Canadesi, un quintetto che basa sul rock ‘n’ roll spinta e scuotimento per il disco d’esordio Still Fools.
Le prime pulsioni di Lord Of Light ribollono lentamente, ma mordono e deflagrano tra la voce del chitarrista Geordie Wilson ma come accenna il fischiettare di Higher Into The Fire, una luce gelida, bloccata in rimandi epici di frontiera, attraversa Still Fools.
Frontiere da abbattere ma senza vedere limiti da stabilire con la preziosa armonica di Dylan McRae e la chitarra di Mike Webster.
The Silver...
Nr° Letture : 181
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RYAN ADAMS (Prisoner) •••½

Il peggio sembra essere passato (e non parlo del disco di covers alla pop singer Taylor Swift) ma del divorzio dall’attrice Mandy Moore.
Un periodo difficile che ha pilotato Ryan Adams avanti e indietro nel suo passato, fino a quando è riuscito a vedere oltre a quel muro, a non farsi ingabbiare dalla materia dei ricordi.
Lo scatto in avanti di Prisoner (quindicesimo album in studio) sembra attaccarsi al periodo di Heartbreaker (annata 2000) ma a parte tutto, è un disco che si insinua sottopelle, tra la sferz...
Nr° Letture : 198
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STOLEN RHODES (Bend With the Wind) •••½

Rock sudista da Philadelphia, di ieri e di oggi, Bend With The Wind ha la voglia di fermare per sé e per gli Stolen Rhodes l'essenza di un sound che continua nonostante tutto a 'infiammare'.
Fendenti alla pigrizia dell’ascoltatore si sprigionano da Sunshine Prophet e Good Time Charlie, un quartetto dove comanda il vocalist Matt Pillion e la chitarra di Kevin Cunningham e sebbene una patina di rimembranze dal sapore nostalgico prendano sempre più il sopravvento su Bend With The Wind, i brani scorrono pi...
Nr° Letture : 238
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RICH HOPKINS AND LUMINARIOS (My Way or the Highway) •••½

Nel 16cesimo disco di Rich Hopkins la presenza della compagna Lisa Novak (insieme dal 2006, ha collaborato con i Luminarios in 5 dischi) mai come in passato, ha influenzato con le sue origini texane My Way or the Highway.
L’auto su cui viaggia Rich Hopkins e ancora pregna di rock ‘n roll, ma c’è di più, lontano dalle arterie gigantesche e strade a scorrimento ultraveloce, dai centri commerciali e piazzali circondati da immensi parcheggi, My Way or the Highway sceglie di costeggiare zone desertiche, la ...
Nr° Letture : 208
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