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TOBACCO JUICE (Tobacco Juice) ••••
‘Low down dirty blues and rock and roll band’. Thats how we've been describedTobacco Juice è materia in movimento, sfuggente e inafferrabile, come un sordo e diffuso senso di disagio, quasi un velo cupo, attraverso il quale i Tobacco Juice iniziano a descriversi. Bar Women Blues e dal Connecticut partono paralleli con il classic rock e correlati si sprecano, eppure quello che emerge è l'aspetto e la manipolazione funzionale che appiccicano alle chitarre, le torsioni elettrificate alle steel guitars non...
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INDIGENOUS (Time Is Coming) ••••
Dopo l’annuale presenza all’Experience Hendrix Tour (insieme ad altri virtuosi della chitarra, Kenny Wayne Shepherd, David Hidalgo & Cesar Rosas, Eric Gales), il decimo album per l’indiano cresciuto nella Yankton Sioux Reservation in South Dakota, non si limita a seguire un potente blues rock, in Time Is Coming le dita di Mato Nanji non respirano mai, tendono ad intrecciarsi con gli Indigenous (Derek Post, altra chitarra e Charles Sanders, batteria e tastiere) lungo 12 delle 13 canzoni scritte insieme...
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TURCHI (Can't Bury Your Past) ••••
Il frontman/chitarrista Reed Turchi concentra l’azione sempre tra il Mississippi e gli ambienti chiusi surriscaldati alla slide&cigar box guitar, ma in Can't Bury Your Past si aprono porte verso nuovi ambienti, tra gli scuri peregrinaggi alle corde di Take Me Back Home, Burning in Your Eyes e (We Could Still Be) Each Other's Alibi si infilano il sax di Art Edmaiston e le tastiere di Anthony Farrell dei JJ Grey and Mofro (“We've been pushing to get it a little swampier and murkier and groovier...
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BLACKBERRY SMOKE (Leave a Scar: Live in North Carolina) ••••
Mentre pensano al nuovo disco, i Blackberry Smoke donano ai fans il primo disco dal vivo, 22 brani e un DVD decisamente più ricco di Live At The Georgia Theatre del 2012 con immagini bonus della band tra le mura di casa, nel ‘making of’ di Yesterday’s Wine registrata con George Jones e Jamey Johnson. “The initial idea was to make a live album, which our fans have been asking about for a long time”, dice il vocalist Charlie Starr. “We also decided to film the show, as well, and see how it turned ou...
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HUNTER & The DIRTY JACKS (Single Barrel) ••••
Hollywood, dove si vive una vita isterica, tra lavoro (che praticamente non si vede), automobile, telefono, ma c'è sempre il sole a Sunset Boulevard e scotta come il quintetto del frontman e multi-strumentista Hunter Ackerman. Hunter & The Dirty Jacks pedinano il rock ‘n roll senza farne uno schema fisso, semplicemente seguendo la scia tracciata dalle chitarre, il disincanto di Rock & Roll Soul conquista come l’armonica di Jubilee, “We put a lot of time and effort into everything”, spiega il chitarrista Jo...
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DEAK HARP (Clarksdale Breakdown) •••½
L’armonicista che guidava un piccolo furgone portando in giro la James Cotton blues band e ogni tanto ne apriva gli spettacoli, è diventato un bluesman di razza. Deak Harp è legato al Mississippi e alla stratocaster sempre accompagnata dall’armonica, un viaggio da Clarksdale, Mississippi dove vive e ha aperto un negozio, il Deak's Mississippi Saxophones & Blues Emporium. Sin dalla torbida Mad Dog 2020 egli crea, con il suo agire all’armonica, la sua posizione nel mondo di Clarksdale Breakdown dove si privil...
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RICH ROBINSON (The Ceaseless Sight) •••½
Terzo disco per Rich Robinson, alla ricerca di strade alternative come il fratello Chris (di qualità il progetto psichedelico/anni settanta coi Brotherhood), ma restando in linea con i The Black Crowes. Sfoglia il libro del rock and roll e canta di amore e felicità, The Ceaseless Sight si muove sul concetto astratto del rock, una mappa riproducibile all’infinito e per questo sempre con una nuova leggibilità. Lo dimostra I Know You, coagula nell’acustico di One Road Hill e Down the Road
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SWEETKISS MOMMA (A Reckoning Is Coming) •••½
Da Washington i SweetKiss Momma scendono a Nashville a rispolverare il classic rock, Ken Coomer (Wilco) produce e fa da garante “They are genuine... they write from their big ol’ hearts, without apologizing to anyone.” Al secondo disco, sono attenti a quei pochi dettagli, le chitarre di Aaron Arnold e del vocalist Jeff Hamel sbattono con veemenza in primo piano A Reckoning Is Coming, e restituiscono nell’accoppiata iniziale Fix My Hair e Reckoning Is Coming, l'attenzione per i rapporti sociali visti ...
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MOUNT CARMEL (Get Pure) ••••
I Mount Carmel ci trasportano di peso negli anni Settanta, con le chitarre costruiscono dialoghi fitti e brillanti, le incastrano su cose e persone in traiettorie ereditate da Real Women, ma allo stesso tempo aprono a nuove improvvise fessure, le lasciano filtrare tra lo spirito del classic rock e il decor raffigurato nella cover. Si crea uno scambio proficuo, in cui il primo diviene sempre più un modello operante e sempre meno uno specchio passivo in Get Pure, capace di essere etico e politico, magico e avvincen...
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DELTA GENERATORS (Get On The Horse) ••••
Terzo disco per i Delta Generators, tempo di allargare i confini del blues, tra segni e accenni dal Mississippi e lampi di visione del rock, ecco che nell’in/stabilità dolce/nervosa delle chitarre sempre intente a sbilanciarsi, l’instancabile linea della voce di Craig Rawding separa campo e fuoricampo di Get on the Horse con interessanti buchi ‘funky soul’. Sfuggono alle intriganti geometrie della cigar box guitar di Charlie O’Neal nell’avvio di Whole Lotta Whiskey, con l’alcol per un vecchio amico che torna alla...
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RAY BONNEVILLE (Easy Gone) ••••
Ray Bonneville ha i piedi ben appoggiati sulla terra e gli occhi non guardano al di sopra delle nuvole ma si rivolgono senza esitazione ad altezza d’uomo, all’esistenza delle persone che devono fare i conti con i limiti e gli ostacoli quotidiani alla loro realizzazione, costi quel che costi: “I like the criminals and the lost people,” spiega. “That’s why I love Flannery O’Connor and those kind of writers. ’Cause I’m lost myself.” Nelle dieci canzoni di Easy Gone i segni del malessere economico si fanno...
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RUSSELL MORRIS (Van Diemen's Land) ••••
Più di un anno di ricerche per Van Diemen’s Land, la storia dal 1800 alla seconda guerra mondiale per continuare a studiare le tradizioni americane “They have a proud tradition of folk songs passing their history down through the generations,” dice Russell Morris, “and while there are some amazing songwriters celebrating modern Australia, I wanted to create something that connected people today with the characters that shaped them.” Uno sguardo al passato, il vento degli anni e del rock come spinta per ...
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BLACK PISTOL FIRE (Hush or Howl) ••••
Il duo canadese dei Black Pistol Fire tra le luci e ombre del rock, legame/conflitto di Hush or Howl, non in termini di una banale opposizione quanto piuttosto di una modulazione tra la matrice classica e sudista e le contaminazioni texane dove sono nati, ad Austin nel 2009. La luce rarefatta del classic rock di Alabama Coldcock è un bel biglietto da visita, i Black Pistol Fire si muovono in Dimestore Heartthrob e Baby Ruthless aggredendo il reale con la rabbiosa velocità dei movimenti alle percussio...
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KELLY RICHEY BAND (Live At the Blue Wisp) ••••
Nata nel 1962, la ‘ragazzina’ del Kentucky torna ad incidere un disco dal vivo, sul palco di casa, al Blue Wisp di Cincinnati. Il ‘power trio’ della Kelly Richey Band torna a presentare la materia opaca di un blues/rock da frantumare nella centrifuga auto-dissolutiva delle chitarre messa in moto a partire da Fast Drivin’ Mama, uno dei 9 brani dall’ultimo disco Sweet Spirit, disco intenso, granitico, come piacerebbe ai suoi idoli, Jimi Hendrix e Stevie Ray Vaughan, con la particolarità al mixaggio dj Tobe Donohue c...
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Phosphorescent Harvest) •••½
Lontano dai The Black Crowes che il prossimo anno celebreranno – lo si spera- il 25° anniversario del gruppo dall’incisione dell’album Shake your Money Maker, con il terzo disco Chris Robinson Brotherhood apre uno spiraglio alle voci di un periodo di stallo dovuta alla morte del padre lo scorso autunno. C’è spazio per nuove traiettorie psichedeliche in Phosphorescent Harvest, la band (Neal Casal alle chitarre, Adam MacDougall alle tastiere, Mark Dutton al basso e George Sluppick alla batteria) espande l’amore p...
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LUTHER DICKINSON (Rock 'n Roll Blues) •••½
Il chitarrista e vocalist dei North Mississippi Allstars resta in linea con i due album solisti precedenti e anche per Rock ‘n Roll Blues il fondale è flessuoso “Acoustic music is easy and honest”, dice Luther Dickinson. “That’s what I like. I don’t enjoy the laboring over music in the studio. The interesting thing was that with ‘Rock ‘n Roll Blues’, I tried recording these songs electrically. But it just didn’t work.” Il paesaggio attorno a Vandalize si modifica velocemente, la struttura ...
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WOLFMOTHER (New Crown) •••
Nessuno se lo aspettava dagli australiani Wolfmother dopo il deludente Cosmic Egg, ma conoscendo la testa calda del vocalist e chitarrista Andrew Stockdale, non c’è poi tanto da sorprendersi se il trio è passato indenne ad un anno tempestoso. Quello che resta è che senza appoggio della casa discografica trovano la forza e la ‘novità’ di puntare sul rock classico anni settanta, New Crown è imbevuto come una spugna del suo tempo passato, impegna i Wolfmother fin dalla carica di How Many Times e appare in En...
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SCOTT H. BIRAM (Nothin' But Blood) ••••
Spirituale, al nono disco Scott H. Biram crea un universo duplice per Nothin’ But Blood. Atmosfere acustiche rarefatte e misteriose nelle quali l’oscurità poggia sulle contraddizioni tra vita e morte, inglobano forme e corpi emozionali tra il puro e l’impuro, il bene e il male continuano ad essere due facce della stessa medaglia, la realtà, dando vita alla creazione di nuove sagome, di fantasmi inquietanti e significanti pronti a materializzarsi nei microcosmi conosciuti del Mississippi delta blues. Per comporla si può d...
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DRIVE BY TRUCKERS (English Oceans) ••••
Trattare e inquadrare temi e problemi più legati al “sociale” e al quotidiano hanno aiutato Patterson Hood ad abitare orizzonti molto più “reali” e meno fittizi di quanto si potesse credere, sarà che il chitarrista Mike Cooley ne ha scritte 6 di canzoni, ma il 12cesimo disco torna a galleggiare nella memoria del rock sudista tanto cara ai Drive by Truckers come qualcosa fondamentalmente che incombe costantemente sullo sfondo di English Oceans e che lo abbraccia fino ad ingoiarlo. Illumina Shit Shots C...
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GLORIOUS BASTARDS (Animal) ••••
Classic Rock per l’esordio dei The Glorious Bastards, non lo lasciano mai fuori campo in Animal, si accende di nuovo la danza di anni passati, Samuel Miller, vocalist e chitarrista, crea tra la Title-track e Scissors un curioso sovrapporsi di stili, un bel cortocircuito in Better Off, fra un presente fortemente incerto e soffocante e un passato ricco di modelli esemplari, immutabili, legati al rock &roll. I The Glorious Bastards escono di campo, ci rientrano, ne escono di nuovo, ma convinco...
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HALF DEAF CLATCH (A Road Less Travelled) ••••
Half Deaf Clatch (ovvero Andrew McLatchie) è un one-man-band, produce, suona e registra il tutto in casa. Si affaccia sul profondo delta del Mississippi, e quello che vede non è affatto piacevole. In una densissima quarantina di minuti, nella tutt’altro che invidiabile impresa di bruciare, brano dopo brano, tutte le stazioni successive del conformismo, le rovescia come si rovescia un guanto, per guardare i tempi difficili in cui viviamo, li racconta con la splendida Hard Times Just Got Harder. C’è una luce fioca al...
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CW AYON (Setting Son) ••••
Nato da un’idea della casa discografica, la Solitary Records, di registrare 3-4 brani da includere in una compilation con altri one-man-bands, CW Ayon (Cooper Ayon) ne ha registrate ben 12 con l’armonica al collo, le percussioni divise con le gambe, la slide guitar, il delta blues e tanti cuori spezzati da raccontare. Si affina nella forma del dolore, meno sfilacciato perché definito da una sola relazione, quella al femminile, mantiene intatte quelle pulsioni emotive per l’intero Setting Son, gli scarti ellittici all...
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DAMON FOWLER (Sounds Of Home) ••••
Terzo disco solista lontano dai Southern Hospitality, Damon Fowler si affida al bluesman Tab Benoit (“Sometimes there’s something that happens when you go into a room and start making music,” dice Fowler. “We found that magic with Tab. He gets it that if you overwork the things you’re doing, you lose the organicness of it”) e con una magistrale incursione della Les Paul guitar in un universo bluesy tra tradizione, Mississippi e battiti di cuore del Sud. Damon Fowler li ritaglia e li esplora s...
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CATHOUSE PROPHETS (Southern Fried & Sanctified) ••••
Scott Maddux proprietario di un negozio di Harley-Davidson nel Tennessee, non è un semplice uomo d’affari, ama le moto ma anche la strada e l’avventura, quella iniziata allo The Shed, locale per centauri e amanti del rock ‘n roll. Sotto la pella dei The Cathouse Prophets si intravede il muscolo sudista e la radice country dei Lynyrd Skynyrd, l’attaccatura e l’innesto di Southern Fried & Sanctified si intravede da Night Like This e Baby Back a mettere in risalto un sound energico, coinvolgente, dur...
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MOLLY GENE ONE WHOAMAN BAND (Live) ••••
L'ho conosciuta ad Austin, Tx, e mi ha rubato il cuore. Boots per spingere sulle percussioni, slide guitar e armonica tra le labbra, Molly Dyer è una a one-woman-band del Missouri “I was born in a town called Warrensburg, and I grew up on a farm about ten miles north from there. I've spent a lot of time in the Florida Keys, where I hope to move after completing my degree in Interior Design because I would like to design Hospitals. Hospitals suck and are unpleasant”. Molly Gene One Whoaman Band mette in discussione...
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DELTA MOON (Turn Around When Possible Live Volume 2) ••••
Seconda parte dello spettacolo registrato in Germania dai Delta Moon, l’esibizione di Turn Around When Possible Live Volume 2 è dello scorso anno al Meisenfrei Blues Club di Brema, si differenzia dal Vol.1 (datato 2012) solo per la scelta delle covers in quanto la discografia e il lavoro del vocalist Tom Gray alla slide guitar resta lo stesso, pura delizia per le orecchie e tanto talento. Emerge immediatamente dal magma fluido che contiene Midnight Train e Black Coffee, aderisce ai sentimenti ...
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DAVID GRISSOM (How it Feels to Fly) •••½
Al quarto disco David Grissom prova con leggerezza a scivolare attraverso le superfici ruvide del rock con la pesantezza dei tempi lunghi delle chitarre, in How It Feels To Fly (8 brani registrati in studio e 4 dal vivo dallo scorso Aprile al celebre Saxon Pub di Austin) c’è aria di cambiamento: “At the end of the day, I tried to strike a balance between not making a record for just guitar players, yet having plenty of guitar on there,” spiega Grissom. “I still believe the parts have to serve the song, always...
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KEN WILL MORTON (Slow Burn) •••½
Dopo il contradditorio Contenders, il rocker della Georgia consapevolmente capovolge, girando letteralmente a gambe per aria quel canovaccio melodico e nel corso di un paio d’anni (cosa molto insolita): “Two albums ahead of Slow Burn in the writing process, is looking forward to the infusion of new energy into a set of songs he’s not necessarily in the emotional mindset for anymore”. Slow Burn afferra il corpo di un fantasma, il rock, lasciandosi andare, perdendosi dentro il flusso delle chitarre di Ken Will M...
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BUDDY FLETT (Rough Edges) •••½
Un viaggio che sembrava di sola andata, un mese in coma per un’infezione al cervello, la lunga riabilitazione in ospedale, diventano le chiavi di volta del secondo disco Rough Edges, registrato dal vivo in varie locations ma senza abbandonare la Louisiana. Insieme al fedele compagno David Egan, il delta blues inizia a prendere respiro in Train, le emozioni si mischiano alla slide guitar, formulano la loro nuova possibilità, un modo di modificare l’asse prospettico su cui considerare eventi recenti da ossificare attravers...
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TALMUD BEACH (Talmud Beach) •••½
I Talmud Beach sono finlandesi, ad Helsinki vivono Petri Alanko e Aleksi Lukander, ragazzi particolari, il riferimento storico al ‘Talmud’ non aggiunge -al contrario di quanto possa sembrare- la radicalità differenziale e l’autonomia di pensiero di uno dei più importanti libri del popolo ebraico, non si traducono banalmente in un intervento esibito e fastidioso sul copione di Talmud Beach, lo spettacolo, giustamente, è sul blues, e il Mississippi è autosufficiente, dà ragionevolmente conto dei mali del mondo inte...
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GRAVELROAD (The Bloody Scalp Of Burt Merlin) ••••
L’illusionistica marcia stagnante della band del bluesman T-Model Ford (purtroppo scomparso lo scorso anno a Greenville, Mississippi) si attacca agli spigoli di The Bloody Scalp of Burt Merlin e la copertina, un paesaggio liquido e mentale, si addossa pezzi di ricordi, li tampinano le ipnotiche slide guitars di Jon Kirby Newman e del vocalist Stefan Zillioux. Li ingigantiscono in primissimo piano ai lati di un fondo buio targato Mississippi che a Seattle i GravelRoad per mezzo di una piccola e indipendente ca...
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DAN BAIRD AND HOMEMADE SIN (Circus Life) ••••
Lunga vita al rock 'n' roll. Dopo un lungo silenzio, l’esordio nel 2008, Dan Baird and Homemade Sin ovvero il cuore dei Georgia Satellites e il chitarrista Warner Hodges (dei Jason and The Scorchers) riportano a galla i furori, il disagio, ma anche la dolcezza del rock. Circus Life trova una collocazione ideale nell’epoca forse più vitale e felicemente irragionevole della ribellione giovanile degli anni Settanta, la spumeggiante Fall Apart On Me avvia un complesso gioco con l’Amore, di sentime...
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BRYCE JANEY (Burning Flame) ••••
Blues/rock che sgretola, in maniera così netta sotto una serena classicità, prima insieme al padre BillyLee, sulla superficie di Get Down With The Blues e poi a fianco del nono disco di studio, Burning Flame. Il mondo di Bryce Janey inizia con il terzo disco dei The Janeys sfondando i limiti del già acquisito e del già conosciuto (un paio di strumentali, all’inizio e alla fine di Get Down With The Blues, con Beginnings e Third Stone From the Sun di Jimmy Hendrix, e altre covers -...
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STEEPWATER BAND (Live & Humble) ••••
Corrono veloci le chitarre di Jeff Massey e Eric Saylors sulla striscia d’asfalto di un coriaceo blues-rock, rumorosa come un gigantesco tir che sfreccia verso il Double Door di Chicago, IL. Appuntamento per la The Steepwater Band (“We wanted to try and capture what our live show is like in a small club” dice Massey) Live & Humble è disciolto, o verrebbe da dire, sparso, perso, espanso, negli ultimi due album di studio Grace and Melody e Clava, con qualche chicca (Dance Me a Number da Revel...
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DIRTY DAVE OSTI (Shakedown On Salvation Street) ••••
Per tutti coloro che il Guitar Rock è una religione, ecco il terzo disco di Dirty Dave Osti. L’orecchio viene qui allegramente destituito della propria normale funzione uditiva, perché in Reach For The Sky e l’arcigna We Got The Right To Roll ogni cosa è nero-trasparente, le lunghe jam alla chitarra ristagnano sulle diverse facce di Shakedown On Salvation Street, si accumulano alla rinfusa nelle pause di Ocean Girl, strisciano ovunque in Cold World e Pull The Trigger (On Your Love), ina...
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MICHAEL LEE FIRKINS (Yep) ••••
Il chitarrista del Nebraska Michael Lee Firkins dopo 6 dischi strumentali oltrepassa la prassi del genere, senza eluderne però i codici fondanti della slide guitar e postulandone nuovi, incrocia blues e rock con leggeri aromi country. Lungo silenzio, l’ultimo disco nel 2009, quel Black Light Sonatas dove tutto è cambiato “a little bit of old and something new. It’s the project that … elevated me to the next level in my life”. Yep non scherza, più di 1 ora di chitarre, atmosfere sulfuree destinate a dissol...
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HARD WORKING AMERICANS (Hard Working Americans) ••••
Todd Snider solca le onde del passato e solleva una bella scia spumosa col progetto degli Hard Working Americans (partecipano il chitarrista Neal Casal, le tastiere a Chad Staehly e la batteria a Duane Trucks) e spiega: “I wanted to find a name that would poke fun at the people who think that the phrase 'hard working Americans' applies to them and only them”. In un disco di sole covers i rimandi, talvolta fugaci, talvolta ermetici, alla coesione difficilmente reggono per 13 canzoni e 55 minuti, ma il rock ri...
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DEAD SHRIMP (Dead Shrimp) •••½
Da un brano di Robert Johnson (Dead Shrimp Blues) l’esordio di un terzetto romano innamorato del Delta Mississippi. Dal novembre 2010, dall'incontro tra Alessio Magliocchetti Lombi e Sergio De Felice (chiude Gianluca Giannasso alla batteria), in tre sole giornate e registrato in presa diretta, l’impeto acustico di Dead Shrimp parte con Woman e sulla continua tensione delle steel guitars si spinge verso un oltre che non è mai raggiunto, proprio perché il Mississippi, è per definizione, oltre. Con Devil In My Head...
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CRIMSON HOUSE BLUES (Red Shack Rock) •••½
Red Shack Rock si dipana attraverso i tempi dilatati del blues ma per i sudafricani della Crimson House Blues c’è spazio per un sottile gioco di strappi melodici, si destreggia con efficacia su diversi livelli, Riaan Smit indurisce la voce e spara via note come pallottole di metallo pesante in Calling To The Wild e poi le fa scontrare con l’armonica e il banjo in Magic Potion, The Jam e la deliziosa Don't Ask Why, “Red Shack Rock is a special baby, it is our first album that we wrote with...
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SEAN PINCHIN (Rust Bucket) •••½
Sean Pinchin conosce la materia del blues, ben sminuzzata e attentamente macinata con un po’ di fanghiglia del Mississippi restituisce musica che stuzzica solo come il blues a volte sa fare. I movimenti alla corde della slide guitar si configurano in Rust Bucket a spirale, concentrici e disorientanti in Broke Down Automobile (“I’ve got an old guitar pickup duct-taped to the top of the National,” aggiunge Pinchin. “You’ve got this really gritty sound; my guitar is from 1934.”) Emma-Lee la spalla voc...
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NANDHA BLUES (Black Strawberry Mama) •••½
Max Arrigo, voce e chitarra, è di Torino, diversi progetti alle spalle durati il tempo di un disco, chissà, magari adesso in Valle D’Aosta il trio italiano dei Nandha Blues metterà le radici in quella che è una terra di bluesmen. I riferimenti ci sono tutti, blues e rock in giro sulla foce del delta Mississippi, Nandha's Slave Blues e Still On My Feet non li evitano e non li nascondono, ma li ostentano, e così facendo, li rendono liquidi, si muovono sulla superficie di Black Strawberry Mama mentre si dibat...
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DAMNED AND DIRTY (Sell Your Soul) •••½
Scheggie di vero dal delta del Mississippi dentro il moto acustico del duo olandese dei The Damned and Dirty, Kevin de Harde –voce e armonica- costruisce un altro disco in semioscurità e ai frammenti della slide guitar di Micha Sprenger il compito di velare e rivelare il nuovo gioco di Sell Your Soul. Simile all’esordio, ma con un definitivo approdo al cuore del blues del Sud e la poca luce presente nell’avvio di Out of Sight è in realtà quasi sempre un effetto ‘controluce’ tra le ballate 12 Gau...
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COTTON BELLY'S (This Day) •••
Un esordio dai due volti per i Cotton Belly's, tra elettrico ed acustico, blues e rock n roll anni ’70, le jam sessions chitarra e armonica che colorano l’iniziale Greatness This Day si legano a forme melodiche note ma son capaci di produrne delle nuove, i Cotton Belly's non si coccolano del ricordo ideale di quelle passate e provano a spezzarne il ritmo cercando con la pedal steel nuovi territori dove mescolare blues e radici del Sud degli States. Tra la melmosa bellezza di Nothing, passa liscia Uncle ...
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LEFT LANE CRUISER (Rock Them Back To Hell!) ••••
La band dell’Indiana lascia la porta aperta al brusco impulso e alle suggestioni che può dare il Mississippi, la chitarra di Joe Evans (Freddy J IV) è irrequieta, ubriaca, instabile, l’immagine dei Left Lane Cruiser sul blues è sempre fuori fuoco, tagliata dalle percussioni di Brenn Beck, sgranata nell’avvio di Zombie Blocked dall’armonica dell’ospite Kevin Jackson fino all’offuscamento in Electrify, densa e greve come il delizioso scambio centrale tra acustico ed elettrico. Il tutto si riversa nel...
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HUSKY BURNETTE (Tales from East End Blvd.) ••••
I genitori erano cantanti rockabilly, ma gli zii appartenevano a livelli espressivi e tonalità differenti “I was heavily into 70's rock and hard rock growing up. I've always been one to seek out new music and a huge fan of all genres of music so once I started going backwards to see where it all came from I found the blues. It started with Chuck Berry and went from there”. Brian “Husky” Burnette cambia sensibilmente coordinate, imponendosi una svolta e una ricontestualizzazione atmosferica da Chattanooga, TN, al delta...
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TODD WOLFE BAND (Miles To Go) ••••
Gli anni passano veloci, i ricordi alla Sheryl Crow band restano casuali, privi di filo. E forse anche banali, simili alle emozioni a buon mercato della musica più risaputa, Todd Wolfe è all’ottavo disco, leader di un ‘power trio’ blues rock in grado di fuggire in continuazione dal cono dei successi precedenti, l’iniziale Nuthin’ But You con quel mix di rock-soul&blues lo attesta. Miles To Go si connota come un disco che spinge immancabilmente in avanti la musica della Todd Wolfe Band, ‘scrivono su cart...
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NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS (World Boogie Is Coming) ••••
Da una fragile traccia del defunto padre "World Boogie is Coming", i fratelli Cody e Luther Dickinson decidono di ripartire con una messa in scena pulsante e sensuale, il trio North Mississippi Allstars è capace di alimentare in modo come automatico, un sistema di allusioni al blues ricco e suggestivo, tra funky e delta mississippi. L’armonica di JR che introduce Goat Meat dimostra una ricerca di rinnovamento a chi li dava per arenati, la versione di un brano tradizionale come Rollin 'n Tumblin lo pa...
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TONY JOE WHITE (Hoodoo) ••••
Hoodoo fa pensare alle ‘huis clos’ di Jean Paul Sartre e a certe atmosfere di Vercors. Non è un tuffo nel male assoluto e assurdo, senza spiegazioni razionali e senza soluzioni consolatorie, ma l’atmosfera del nuovo disco di Tony Joe White è inquietante. Da ben diciassette brani ha scelto le nove canzoni che compongono Hoodoo, registrate in presa diretta in una chiesa del Tennessee “Our studio is an old antebellum house,” dice Tony Joe White. “I hear it was used early in the C...
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ERIC JERARDI BAND (Everybody's Waiting) ••••
Al settimo disco, la profezia di Eric Jerardi si avvera “Will be my Year!”, a contare è l’idea di movimento, lo spazio percorso in un perimetro circoscritto di un arcigno blues/rock, Everybody’s Waiting non è per il trio (con Jon Arnold al basso e Joe Prescott alla batteria) un semplice rimasticare temi già sentiti nei lavori precedenti, non è così, usa più o meno gli stessi ingredienti ma lo sguardo della Eric Jerardi Band sul blues è sostanzialmente ridotto, compresso in un egregio lavoro alle chitarre ...
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MONKEYJUNK (All Frequencies) •••½
Sono partiti da una citazione del celebre bluesman Son HouseI'm talkin' 'bout the blues. I ain't talkin' about monkey junk” e si sono calati da Ottawa, Canada, nel notturno e claustrofobico swamp rock del Sud che affonda nel Delta Mississippi, una bella virata dalle influenze classiche del blues del disco precedente To Behold (2011) vincitore dei Grammy Canadesi, lo Juno Award come Blues Album dell’anno. Immagini blues sporche e senza ‘sole’ prendono per mano You Make A Mess, disegnate dalla deliziosa armo...
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LARMAN CLAMOR (Alligator Heart) •••½
Un giro nel cuore del Mississippi, in un micromondo chiuso nell’inerzia e ripetibilità si apre un buco, la bayou di Alligator Heart spinge verso la terra di nessuno con atmosfere swamp&bucoliche. Al terzo disco l’organo viene accantonato per lasciare al banjo maggiore spazio e il tedesco singer-songwriters Alexander von Wieding, innamorato del Delta Blues, trova la ricetta giusta: “Well Hamburg, so not that far South, in fact further North than me! Yet you wouldn’t know it. My geography is not great, but I am not sur...
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BIG JIM ADAM (Cajun Moon) •••½
In una piccola cittadina del Kansas, la musica di Lightnin' Hopkins divideva la giornata di Big Jim Adam, trascorsa in una chiesa battista a cantare il gospel insieme a 4 fratelli, tutto grazie ad una vicina di casa che lo ha avvicinato alla tradizione del blues “I think she thought I was trying to peep on her, but then I explained that I was just listening to her music. Well she laughed and gave me a Lightning Hopkins album and sent me on my way. From then I was hooked, and while the other kids were listening to the Be...
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MORELAND & ARBUCKLE (7 Cities) ••••
Ho conosciuto i samurai con Rashomon, la Monument Valley con il respiro di Ford, ho visto i contadini lombardi con gli occhiali di Olmi e i ‘conquistadores’ con Moreland & Arbuckle… Tra una linea e l’altra di questi ricordi, c’è una scelta che con sicurezza si accampa in primo piano, giace sotto quell’elmetto poggiato sulla terra del Kansas dove l'invasore spagnolo Coronado andò in cerca dell’oro, un’odissea in 7 Cities raccontata nella ruvida opening-track di Quivira. ...
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DIRTY STREETS (Blades Of Grass) ••••
Il trio di Memphis dei Dirty Streets staziona ancora tra gli anni 60/70, Blades Of Grass -terzo disco e nuova etichetta, Alive Records (casa di Lee Bains e dei Radio Moscow) ha una bellezza diversa da quella ricercata nei primi due dischi, si gioca sullo squilibrio delle percussioni, sull’asimmetria dei vocalizzi di Justin Toland e il montaggio controtempo della chitarra che mantiene sempre il campo lungo nell’avvio prelibato di Stay Thirsty, e non si preoccupa di modellarle ‘sulla bella armonia’ nella stopposa ...
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VOO DAVIS (Vicious Things) ••••
One For The Habit, One For The Road, a ruota libera, Voo Davis passa e ripassa sopra lo stesso tema, cancella e rifà con la slide guitar e l’armonica, una visualità indipendente sul Mississippi che si rivela senza remore, senza bisogno di altre spiegazioni. La forza di Vicious Things come una ragnatela di ragnatele, estesa e compatta per quanto eterogenei siano i suoi fili. Una struttura spaziale e temporale sul delta blues, soggettiva e oggettiva, le cui maglie fitte e intricate rendono possibile unificare ciò che ...
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PATRICK SWEANY (Close To The Floor) ••••
Cresciuto in Ohio, talento chitarristico immerso nel soul e nel delta blues, iconografia dell’esordio Close to the Floor. Sgranature e raffreddamenti, un effetto di rimbalzo tra giorni bui, il ricordo del bluesman Robert Johnson, amori perduti, soldi, religione e redenzione, dove la chitarra non è la palla né il muro, ma il modo in cui modifica il movimento di un blues che ci parla, ad un tempo, della sorgente del Mississippi. Emette la luce e le benedette Working For You e It's Spiritual la riflettono, il...
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MARCUS BONFANTI (Shake The Walls) •••½
Shake The Walls è irto di scatti, dissonanze e tentazioni ‘concrete’ del blues/rock, domina un clima sonoro corrusco, fosco anche tra l’armonica della muscolare Alley Cat, espressioni di una vita trascorsa sulla strada per il britannico Marcus Bonfanti descritta con affetto in Cheap Whisky e Stone Me Sober, dove c’è tutta la voglia di (ri)assaporare i turbamenti del gioco della vita con lo stesso afflato dell’adolescenza, unito, però, alla sicurezza che deriva loro dall’età e dall’apprezzamento de...
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JASON ISBELL (Southeastern) •••½
I fantasmi alcolici dei Drive by Truckers sono definitivamente scomparsi, Jason Isbell ha trovato nella violinista Amanda Shires l’immagine ideale dell’amore e quel piccolo spazio dove mutare senza cambiare pelle. Accade anche a Southeastern, senza i the 400 Unit alle spalle ("Well, it was time to do something different," dice Isbell. "A lot of people who I have a lot of respect for their ability to write songs, they wind up making the same record over and over. That's frustrating to me, a...
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DIRTY YORK (Feed The Fiction) •••½
Dirty York e la vecchia scuola del rock, il sestetto australiano resta intrappolato in questo labirinto nostalgico ma a dire il vero, senza mai cercare di fuggire. La fiamma del classic rock anni’70 arde in Feed The Fiction, aiuta i Dirty York a sentirsi in perenne movimento, a spingerli come dei lemming, dal bisogno di continuare ad andare verso il passato, Be Home And Alive e Speechless nel segno comune di una lotta, di una sottrazione alla routine banale di un’armonia ordinata e tracciata su binar...
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ROSS NEILSEN BAND (Resurrection) •••½
Dal Mississippi condotto al colore pulviscolare del blues dal singer/songwriter Anders Osborne a registrare senza i The Sufferin' Bastards (c’è solo il batterista Karl Gans) Resurrection, frutto del tremolio delle grana delle chitarre alla ricerca di essere tutt’uno con l’aria della Louisiana. La Ross Neilsen Band si muove nel blues rock, un’esondazione del vecchio stile anni ’60 e ’70 in un macroterritorio che si espande per progressioni melodiche da When My Trouble's Gone e che fonda la propria riconoscibi...
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