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LUCINDA WILLIAMS (Down Where the Spirit Meets the Bone) ••••
Compassion, struggente ballata scritta intorno ad un poema del padre, nonché mentore, Miller Williams, è un brano circolare, il tempo è sospeso e il ritmo ipnotico-sognante: si parte da un luogo e vi si fa ritorno, un brano capace di misurare l’esatto grado di separazione tra l'anima dell'essere umano e l’opacità sfuggente della consapevolezza che Lucinda Williams va a descrivere nel doppio album Down Where the Spirit Meets the Bone. Da schizzo appena tracciato sulla carta della malinconia si passa ad un abbozz...
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MALVERDE BLUES EXPERIENCE (Malverde Blues Experience) ••••
La voce possente di Roberto Fernandez è come una vertigine che amplifica la tensione oppressiva della terra dove vive, il Mexico. Il Vocalist della Malverde Blues Experience, un nome che offre diverse interpretazioni ma al tempo stesso prossimità, cognizione di un mondo che è difficile da vivere tra immigrazione, contrabbando e banditi senza scrupolo, ‘Malverde’ il colore della marijuana, da dove arrivano le ‘blues experience’ o i rimandi ai Narcos di Sinaloa, quel che è certo è che Malverde Blues Experience contiene ...
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HANDSOME JACK (Do What Comes Naturally) ••••
Rock al confine temporale anni ’70, si allinea sulla sua direttrice come due opposti, e restano così a specchiarsi, inerti, paghi del riflesso reciproco nei 40 minuti di Do What Comes Naturally, il secondo disco dei newyorkesi Handsome Jack. La voce e la chitarra di Jamison Passuite avvolgono il lento incedere di Echoes, gli altri particolari si perdono, i mille distinguo sul rock sfumano, le splendide eccezioni compaiono in Do What Comes Naturally : “Everything was recorded live with Zach Gabbard (Buffalo Kille...
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JOHN MELLENCAMP (Plain Spoken) ••••
Plain Spoken procede per scorci, piccoli nuclei narrativi lungo la vita di John Mellencamp (“At my age, I'm not inspired by younger artists. My inspiration comes from Steinbeck, Hawthorne, Shakespeare, Tennessee Williams”) segmenti, angolazioni, per l’appunto capitoli autonomi ma suscettibili di combinazioni, inferenze, interazioni tra acustico ed elettrico, si susseguono, si avvicendano, si intrecciano immediatamente tra Troubled Man e Sometimes There's God. È un Mellencamp riflessivo, dà voce ...
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HALF DEAF CLATCH (The Blues Continuum) ••••
2 dischi nel giro di un paio di mesi per Half Deaf Clatch. Eat Sleep Stomp Repeat riprende l’intero EP Hard Times Make Me Harder e la Fruit Trade Session registrati entrambi agli inizi del 2013, invece The Blues Continuum era l’esame da superare dopo il successo dell’esordio. Si resta nel cuore del Delta Mississippi, lo sguardo di chi osserva l’oggi senz’alcun distacco, umilmente scevro da supponenze e intellettualismi, solita scarna strumentazione da one-man-band (percussioni al piede, lap steel & sl...
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GARY CLARK Jr. (Gary Clark Jr. Live) ••••
Per non distrarsi intorno a roba per la maggior parte di respiro quotidiano e di corte vedute, tocca al virtuoso texano Gary Clark Jr. il compito di farci notare che nel frattempo c’era chi stava lavorando con materiale e suoni capaci di volare più alto… e vola la chitarra in Gary Clark Jr. Live, un blues finalmente libero dagli ostici ammennicoli ricercati nel chiuso di uno studio di registrazione, libero di muoversi e di ritornare in continuazione come fantasmi nello splendido avvio di Catfish Blues e Next Do...
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TIMO GROSS (It's All About Love) ••••
Da quando ha deciso nel 2005 di dedicarsi alla carriera solista, Timo Gross non ha commesso nessun passo falso, 6 dischi che esistono e agiscono soltanto grazie al ‘tra’, allo spazio che si frappone tra un rock compatto e un coriaceo blues: spazio che deve essere manipolato e forzato, per difendere la postazione raggiunta e la versatilità di un talentuoso chitarrista come Timo Gross (la Stratocaster più famosa in Germania), ha preparato il terreno anche per It´s All About Love. Tutto tiene, nessun ‘colpo basso sentimenta...
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KENDRA GALE BAND (Carousel) ••••
Kendra Gale è una songwriter che lungo l’arco di un quinquennio si è aggirata a singhiozzo in cerca di sguardi e attenzioni, per una carriera solista per lo più con performance acustiche. Dovendo soccombere regolarmente all’invadenza di pesi massimi che riempiono ogni spazio disponibile, ha imbracciato la chitarra elettrica e quando ha conosciuto il batterista/bassista Warren Beatteay, le prospettive sono totalmente cambiate. Un duo, Kendra Gale Band, è diventato una rovente hard-rockin' blues band. Carousel, nel totale...
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MARKUS JAMES (Head For The Hills) ••••
Un viaggio alla scoperta del Mississippi iniziato con un amico musicista africano (con il quale ha trascorso un anno in Mali) e al ritorno tutto è cambiato: Slide guitar, cigar box, banjo, armonica insieme a 3 diversi batteristi nel cuore del Mississippi per registrare Head for the Hills. Markus James ama le percussioni e ama il blues, si è ritrovato a suonare sul portico della casa di uno di loro, a Luxahoma, insieme alla cigar box c’era il banjo, il paesaggio rurale ad affiancare il Mississippi. Un'impronta cromatica plumbea,...
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JOHN SOSEBEE BAND (Number 3) ••••
Dal profondo sud Americano arriva John Sosebee, un talento alla slide guitar, leader di un ‘power trio’ agile, sporco e diretto. Blues/rock dritto al bersaglio, tra I Been Workin' On You e Don’t Cry No More ci scodellano un campionario di suoni compulsivi che conservano, nelle loro fattezze e nelle loro movenze, qualcosa di urticante. Il campo di azione si allarga, ingloba i 7 minuti di un’arcigna Let Me, e quel fronte squillante di Don't Wanna Be With You e It's Been So Long sul quale campeggia la...
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MOTHER HIPS (Chronicle Man) •••½
Materiale registrato tra il 1994 e il 1997 che la band di San Francisco dei Mother Hips rispolvera in Chronicle Man. Balzo indietro nel tempo, anni ’60 e psichedelia, riletture del passato del rock aleggiano in Desert Song e forse è solo una questione di spazi, contesti, abitudini. Contro ogni problema di audiobesità che potrebbe rendere la digestione di Chronicle Man troppo frettolosa e approssimativa (quel tanto da annebbiare la mente, in special modo dopo la recente pubblicazione di una compilation con ben 4 dis...
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MOJO MAKERS (Devil's Hands ) •••½
Avevano sollevato discrete speranze all’esordio, delle quali non nego d’essermi nutrito anch’io, i danesi Mojo Makers senza passi falsi tornano a muoversi nel blues del Mississippi dalle forti tinte rock anni ’70, lo filtra il chitarrista e vocalist Kasper Osman nell’avvio di Come on Brother e finisce con ingombrare la scena di Devils Hands. Con una voce ardente che sembra arrivare dal passato, pronta a rubare il campo all’altro chitarrista Kristian Hoffmann, concentrato nelle legnose dinamiche alle corde di Man...
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STONE COYOTES (Rock Another Day) •••½
Una bella famigliola, Barbara Keith scrive e canta (ha anche un passato da sceneggiatore), il marito suona la batteria e il figlio alle chitarre. Sono al 13cesimo disco i The Stone Coyotes, da Los Angeles hanno cantato di boulevards visti dalla strada, sepolti dal ‘rumore’ del rock, per poi spostarsi nel Massachussets. Rock Another Day parla al presente ma suona come una band anni ‘90, fuori da ogni luce di mainstream, se ne disinteressano quasi totalmente, solide chitarre e The Fall Of Babylon contro le banalit...
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ABSOLUTION (Dusty Road) •••½
I britannici Absolution si muovono con idee chiare da un paio di anni (Issues nel 2012 e un live) con un piano adeguatamente preciso sulle direzioni da prendere anche al terzo disco Dusty Road, coltivare un arcigno Blues-Rock. Il power trio scatta in Blue Situation, i giri alle corde delle chitarre sono come un vento che continua a soffiare implacabile, Giving It Up e Dusty Road, pieno di partenze e ritorni tra blues e rock, quelli di un tempo circoscritto in un lento andare, magnetico in...
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TOM PETTY & THE HEARTBREAKERS (Hypnotic Eye) ••••
Tom Petty torna a spingere alle porte del rock e viene fatto filtrare in tutti i modi in Hypnotic Eye. Una strutturazione a incastri reiterati con lo spirito ribelle tardo anni ’70 dei dischi d’esordio e gli incroci, per così dire, multiangolari con il chitarrista Mike Campbell dal progetto Mudcrutch del 2008. Un ‘occhio’ rivolto al passato, alla classicità del rock, con l’altro, invece, ben aperto sul presente (e sul futuro), alla ricerca di forme e stili trovati nel blues dell’ottimo Mojo che tendono a una propr...
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JOHN HIATT (Terms of My Surrender) ••••
Nel taglio, nella fenditura di Terms of My Surrender l'intrusione in un universo intimamente personale da parte di John Hiatt, ne pretende il possesso mentre canta di angeli e demoni e riflette sull’amore, punteggiature letterarie continuamente sfocate e rimesse a fuoco dal rock, dall’armonica al blues, alle steel guitars liberate in abbaglianti ballate elettro-acustiche, come Long Time Comin', un modo per far capire come le persone possano scoprirsi, capirsi, trovarsi anche se non sono (socialmente) programmate p...
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BLUES PILLS (Blues Pills) ••••
Quartetto misto Franco-Americano baciato dalla voce della svedese Elin Larsson, poderosa, brucia come la luce del sole in Blues Pills pronta a riportare a galla i colori naturali di un vigoroso rock/blues &soul targato anni ‘60/‘70. Si allarga a macchia d’olio dalla cover disegnata dall’artista Marijke Koger-Dun (“It is a representation of the balance of life, as shown in all the symbolism of natural dualities such as darkness and light, sun and moon, life and death, etc. It shows how opposite forces are interconnected and c...
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BUFFALO KILLERS (Heavy Reverie) ••••
Sesto album per la band di Cincinnati dei Buffalo Killers, le influenze del classic-rock e psichedelia fanno da collante anche per Heavy Reverie ma il 2014 segna dei piccoli cambiamenti: una nuova etichetta discografica, Sun Pedal, e una ‘new entry’ al power trio dei fratelli Zachary (basso/voce) e Andy (chitarra/voce) Gabbard, ovvero la steel guitar di Sven Kahns. Le chitarre rispondono subito all’appello di Heavy Reverie, danno la forza, la spinta concreta all’iniziale Poisonberry Tide, il passo decisivo alla ...
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MELLY FRANCES & THE DISTILLED SPIRIT (The Album) ••••
L’influsso di Billie Holiday e Etta James rischiara la voce di Melly Frances ma i The Distilled Spirit sono abituati a forme di fruizione meno gerarchiche, più espanse, in apparenza opposte alle norme di un energico Soul&Blues. L’armonica e il violino che setacciano All I Seen e He Caught Gire delineano The Album come un disco a più piste, densissimo, ma ansiogeno dall'inizio alla fine: “Soul in the song is about what you as a person know / feel in yourself and having the courage to do what you ...
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ERIC CLAPTON & FRIENDS (The Breeze. An Appreciation of JJ Cale) •••½
Particolare la scelta di Eric Clapton di omaggiare ad un anno di distanza dalla morte, il chitarrista e songwriter dell’Oklahoma JJ Cale. Sceglie una squadra di ‘Friends’ di tutto rispetto (Mark Knopfler, John Mayer, Willie Nelson, Tom Petty, Derek Trucks e Don White) lascia, giustamente, da parte 2 grandi successi (After Midnight e Cocaine) incise negli anni Settanta e per dosare 14 dischi incisi in 40 anni, lascia spaziare le corde della chitarra tra lunghe pause e impennate, in un gioco c...
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JIMMY RAY TODD (Hellfire) •••½
Bluesman canadese, non si conosce molto di Jimmy Ray Todd solo che tende a infondere respiro volumetrico alla chitarra. Come una freccia del tempo di Hellfire, classica, senza niente di speciale, direi, nell’apertura di Long Way From Home ma poi Hellfire cambia prospettiva, l’intro acustico apre ad un disco vibrante, capace di sbandamenti improvvisi pronti a sconvolgere un dipanarsi prevedibile ma senza infamia e senza lode. Piace il giro alle corde della chitarra di Ain't No Fun, segue intriganti percorsi e...
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HILLSTOMP (Portland, Oregon) •••½
Portland, Oregon è il codice postale del duo degli Hillstomp ma si muovono lungo le sponde ridondanti del Mississippi. Un nuovo lavoro che sembrava destinato a prendere la direzione di un fosco e opprimente scambio tra la chitarra e voce di Henry Kammerer e le percussioni di John Johnson, la direzione delle distorsioni elettriche tra Santa Fe Line e Life I Want lo stazionano sul sottosuolo, e invece il banjo di Undertow entra ad amplificare la qualità perturbante del Mississippi con un riflessivo...
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DELTA BLUES GANG (American Mile) •••½
Dopo aver vinto un premio in patria, sono croati, i Delta Blues Gang puntano all’America e la scelta premia, con una performance che riflette un disegno coltivato a lungo nel blues dalle forti radici nel delta Mississippi arrivano in semifinale al 29th International Blues Challange a Memphis. La voce di Elizabeta Petric (aka Angel Lee) guida 8 segmenti di 'umore' monocordi del Sud ma intrisi di una blueness popolata dai passaggi repentini tra lap steel & slide guitar di Aleksandar Kajtez (aka Texas Alexander), sferzano l’imposta...
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TOBACCO JUICE (Tobacco Juice) ••••
‘Low down dirty blues and rock and roll band’. Thats how we've been describedTobacco Juice è materia in movimento, sfuggente e inafferrabile, come un sordo e diffuso senso di disagio, quasi un velo cupo, attraverso il quale i Tobacco Juice iniziano a descriversi. Bar Women Blues e dal Connecticut partono paralleli con il classic rock e correlati si sprecano, eppure quello che emerge è l'aspetto e la manipolazione funzionale che appiccicano alle chitarre, le torsioni elettrificate alle steel guitars non...
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INDIGENOUS (Time Is Coming) ••••
Dopo l’annuale presenza all’Experience Hendrix Tour (insieme ad altri virtuosi della chitarra, Kenny Wayne Shepherd, David Hidalgo & Cesar Rosas, Eric Gales), il decimo album per l’indiano cresciuto nella Yankton Sioux Reservation in South Dakota, non si limita a seguire un potente blues rock, in Time Is Coming le dita di Mato Nanji non respirano mai, tendono ad intrecciarsi con gli Indigenous (Derek Post, altra chitarra e Charles Sanders, batteria e tastiere) lungo 12 delle 13 canzoni scritte insieme...
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TURCHI (Can't Bury Your Past) ••••
Il frontman/chitarrista Reed Turchi concentra l’azione sempre tra il Mississippi e gli ambienti chiusi surriscaldati alla slide&cigar box guitar, ma in Can't Bury Your Past si aprono porte verso nuovi ambienti, tra gli scuri peregrinaggi alle corde di Take Me Back Home, Burning in Your Eyes e (We Could Still Be) Each Other's Alibi si infilano il sax di Art Edmaiston e le tastiere di Anthony Farrell dei JJ Grey and Mofro (“We've been pushing to get it a little swampier and murkier and groovier...
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BLACKBERRY SMOKE (Leave a Scar: Live in North Carolina) ••••
Mentre pensano al nuovo disco, i Blackberry Smoke donano ai fans il primo disco dal vivo, 22 brani e un DVD decisamente più ricco di Live At The Georgia Theatre del 2012 con immagini bonus della band tra le mura di casa, nel ‘making of’ di Yesterday’s Wine registrata con George Jones e Jamey Johnson. “The initial idea was to make a live album, which our fans have been asking about for a long time”, dice il vocalist Charlie Starr. “We also decided to film the show, as well, and see how it turned ou...
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HUNTER & The DIRTY JACKS (Single Barrel) ••••
Hollywood, dove si vive una vita isterica, tra lavoro (che praticamente non si vede), automobile, telefono, ma c'è sempre il sole a Sunset Boulevard e scotta come il quintetto del frontman e multi-strumentista Hunter Ackerman. Hunter & The Dirty Jacks pedinano il rock ‘n roll senza farne uno schema fisso, semplicemente seguendo la scia tracciata dalle chitarre, il disincanto di Rock & Roll Soul conquista come l’armonica di Jubilee, “We put a lot of time and effort into everything”, spiega il chitarrista Jo...
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DEAK HARP (Clarksdale Breakdown) •••½
L’armonicista che guidava un piccolo furgone portando in giro la James Cotton blues band e ogni tanto ne apriva gli spettacoli, è diventato un bluesman di razza. Deak Harp è legato al Mississippi e alla stratocaster sempre accompagnata dall’armonica, un viaggio da Clarksdale, Mississippi dove vive e ha aperto un negozio, il Deak's Mississippi Saxophones & Blues Emporium. Sin dalla torbida Mad Dog 2020 egli crea, con il suo agire all’armonica, la sua posizione nel mondo di Clarksdale Breakdown dove si privil...
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RICH ROBINSON (The Ceaseless Sight) •••½
Terzo disco per Rich Robinson, alla ricerca di strade alternative come il fratello Chris (di qualità il progetto psichedelico/anni settanta coi Brotherhood), ma restando in linea con i The Black Crowes. Sfoglia il libro del rock and roll e canta di amore e felicità, The Ceaseless Sight si muove sul concetto astratto del rock, una mappa riproducibile all’infinito e per questo sempre con una nuova leggibilità. Lo dimostra I Know You, coagula nell’acustico di One Road Hill e Down the Road
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SWEETKISS MOMMA (A Reckoning Is Coming) •••½
Da Washington i SweetKiss Momma scendono a Nashville a rispolverare il classic rock, Ken Coomer (Wilco) produce e fa da garante “They are genuine... they write from their big ol’ hearts, without apologizing to anyone.” Al secondo disco, sono attenti a quei pochi dettagli, le chitarre di Aaron Arnold e del vocalist Jeff Hamel sbattono con veemenza in primo piano A Reckoning Is Coming, e restituiscono nell’accoppiata iniziale Fix My Hair e Reckoning Is Coming, l'attenzione per i rapporti sociali visti ...
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MOUNT CARMEL (Get Pure) ••••
I Mount Carmel ci trasportano di peso negli anni Settanta, con le chitarre costruiscono dialoghi fitti e brillanti, le incastrano su cose e persone in traiettorie ereditate da Real Women, ma allo stesso tempo aprono a nuove improvvise fessure, le lasciano filtrare tra lo spirito del classic rock e il decor raffigurato nella cover. Si crea uno scambio proficuo, in cui il primo diviene sempre più un modello operante e sempre meno uno specchio passivo in Get Pure, capace di essere etico e politico, magico e avvincen...
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DELTA GENERATORS (Get On The Horse) ••••
Terzo disco per i Delta Generators, tempo di allargare i confini del blues, tra segni e accenni dal Mississippi e lampi di visione del rock, ecco che nell’in/stabilità dolce/nervosa delle chitarre sempre intente a sbilanciarsi, l’instancabile linea della voce di Craig Rawding separa campo e fuoricampo di Get on the Horse con interessanti buchi ‘funky soul’. Sfuggono alle intriganti geometrie della cigar box guitar di Charlie O’Neal nell’avvio di Whole Lotta Whiskey, con l’alcol per un vecchio amico che torna alla...
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RAY BONNEVILLE (Easy Gone) ••••
Ray Bonneville ha i piedi ben appoggiati sulla terra e gli occhi non guardano al di sopra delle nuvole ma si rivolgono senza esitazione ad altezza d’uomo, all’esistenza delle persone che devono fare i conti con i limiti e gli ostacoli quotidiani alla loro realizzazione, costi quel che costi: “I like the criminals and the lost people,” spiega. “That’s why I love Flannery O’Connor and those kind of writers. ’Cause I’m lost myself.” Nelle dieci canzoni di Easy Gone i segni del malessere economico si fanno...
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RUSSELL MORRIS (Van Diemen's Land) ••••
Più di un anno di ricerche per Van Diemen’s Land, la storia dal 1800 alla seconda guerra mondiale per continuare a studiare le tradizioni americane “They have a proud tradition of folk songs passing their history down through the generations,” dice Russell Morris, “and while there are some amazing songwriters celebrating modern Australia, I wanted to create something that connected people today with the characters that shaped them.” Uno sguardo al passato, il vento degli anni e del rock come spinta per ...
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BLACK PISTOL FIRE (Hush or Howl) ••••
Il duo canadese dei Black Pistol Fire tra le luci e ombre del rock, legame/conflitto di Hush or Howl, non in termini di una banale opposizione quanto piuttosto di una modulazione tra la matrice classica e sudista e le contaminazioni texane dove sono nati, ad Austin nel 2009. La luce rarefatta del classic rock di Alabama Coldcock è un bel biglietto da visita, i Black Pistol Fire si muovono in Dimestore Heartthrob e Baby Ruthless aggredendo il reale con la rabbiosa velocità dei movimenti alle percussio...
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KELLY RICHEY BAND (Live At the Blue Wisp) ••••
Nata nel 1962, la ‘ragazzina’ del Kentucky torna ad incidere un disco dal vivo, sul palco di casa, al Blue Wisp di Cincinnati. Il ‘power trio’ della Kelly Richey Band torna a presentare la materia opaca di un blues/rock da frantumare nella centrifuga auto-dissolutiva delle chitarre messa in moto a partire da Fast Drivin’ Mama, uno dei 9 brani dall’ultimo disco Sweet Spirit, disco intenso, granitico, come piacerebbe ai suoi idoli, Jimi Hendrix e Stevie Ray Vaughan, con la particolarità al mixaggio dj Tobe Donohue c...
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Phosphorescent Harvest) •••½
Lontano dai The Black Crowes che il prossimo anno celebreranno – lo si spera- il 25° anniversario del gruppo dall’incisione dell’album Shake your Money Maker, con il terzo disco Chris Robinson Brotherhood apre uno spiraglio alle voci di un periodo di stallo dovuta alla morte del padre lo scorso autunno. C’è spazio per nuove traiettorie psichedeliche in Phosphorescent Harvest, la band (Neal Casal alle chitarre, Adam MacDougall alle tastiere, Mark Dutton al basso e George Sluppick alla batteria) espande l’amore p...
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LUTHER DICKINSON (Rock 'n Roll Blues) •••½
Il chitarrista e vocalist dei North Mississippi Allstars resta in linea con i due album solisti precedenti e anche per Rock ‘n Roll Blues il fondale è flessuoso “Acoustic music is easy and honest”, dice Luther Dickinson. “That’s what I like. I don’t enjoy the laboring over music in the studio. The interesting thing was that with ‘Rock ‘n Roll Blues’, I tried recording these songs electrically. But it just didn’t work.” Il paesaggio attorno a Vandalize si modifica velocemente, la struttura ...
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WOLFMOTHER (New Crown) •••
Nessuno se lo aspettava dagli australiani Wolfmother dopo il deludente Cosmic Egg, ma conoscendo la testa calda del vocalist e chitarrista Andrew Stockdale, non c’è poi tanto da sorprendersi se il trio è passato indenne ad un anno tempestoso. Quello che resta è che senza appoggio della casa discografica trovano la forza e la ‘novità’ di puntare sul rock classico anni settanta, New Crown è imbevuto come una spugna del suo tempo passato, impegna i Wolfmother fin dalla carica di How Many Times e appare in En...
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SCOTT H. BIRAM (Nothin' But Blood) ••••
Spirituale, al nono disco Scott H. Biram crea un universo duplice per Nothin’ But Blood. Atmosfere acustiche rarefatte e misteriose nelle quali l’oscurità poggia sulle contraddizioni tra vita e morte, inglobano forme e corpi emozionali tra il puro e l’impuro, il bene e il male continuano ad essere due facce della stessa medaglia, la realtà, dando vita alla creazione di nuove sagome, di fantasmi inquietanti e significanti pronti a materializzarsi nei microcosmi conosciuti del Mississippi delta blues. Per comporla si può d...
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DRIVE BY TRUCKERS (English Oceans) ••••
Trattare e inquadrare temi e problemi più legati al “sociale” e al quotidiano hanno aiutato Patterson Hood ad abitare orizzonti molto più “reali” e meno fittizi di quanto si potesse credere, sarà che il chitarrista Mike Cooley ne ha scritte 6 di canzoni, ma il 12cesimo disco torna a galleggiare nella memoria del rock sudista tanto cara ai Drive by Truckers come qualcosa fondamentalmente che incombe costantemente sullo sfondo di English Oceans e che lo abbraccia fino ad ingoiarlo. Illumina Shit Shots C...
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GLORIOUS BASTARDS (Animal) ••••
Classic Rock per l’esordio dei The Glorious Bastards, non lo lasciano mai fuori campo in Animal, si accende di nuovo la danza di anni passati, Samuel Miller, vocalist e chitarrista, crea tra la Title-track e Scissors un curioso sovrapporsi di stili, un bel cortocircuito in Better Off, fra un presente fortemente incerto e soffocante e un passato ricco di modelli esemplari, immutabili, legati al rock &roll. I The Glorious Bastards escono di campo, ci rientrano, ne escono di nuovo, ma convinco...
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HALF DEAF CLATCH (A Road Less Travelled) ••••
Half Deaf Clatch (ovvero Andrew McLatchie) è un one-man-band, produce, suona e registra il tutto in casa. Si affaccia sul profondo delta del Mississippi, e quello che vede non è affatto piacevole. In una densissima quarantina di minuti, nella tutt’altro che invidiabile impresa di bruciare, brano dopo brano, tutte le stazioni successive del conformismo, le rovescia come si rovescia un guanto, per guardare i tempi difficili in cui viviamo, li racconta con la splendida Hard Times Just Got Harder. C’è una luce fioca al...
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CW AYON (Setting Son) ••••
Nato da un’idea della casa discografica, la Solitary Records, di registrare 3-4 brani da includere in una compilation con altri one-man-bands, CW Ayon (Cooper Ayon) ne ha registrate ben 12 con l’armonica al collo, le percussioni divise con le gambe, la slide guitar, il delta blues e tanti cuori spezzati da raccontare. Si affina nella forma del dolore, meno sfilacciato perché definito da una sola relazione, quella al femminile, mantiene intatte quelle pulsioni emotive per l’intero Setting Son, gli scarti ellittici all...
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DAMON FOWLER (Sounds Of Home) ••••
Terzo disco solista lontano dai Southern Hospitality, Damon Fowler si affida al bluesman Tab Benoit (“Sometimes there’s something that happens when you go into a room and start making music,” dice Fowler. “We found that magic with Tab. He gets it that if you overwork the things you’re doing, you lose the organicness of it”) e con una magistrale incursione della Les Paul guitar in un universo bluesy tra tradizione, Mississippi e battiti di cuore del Sud. Damon Fowler li ritaglia e li esplora s...
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CATHOUSE PROPHETS (Southern Fried & Sanctified) ••••
Scott Maddux proprietario di un negozio di Harley-Davidson nel Tennessee, non è un semplice uomo d’affari, ama le moto ma anche la strada e l’avventura, quella iniziata allo The Shed, locale per centauri e amanti del rock ‘n roll. Sotto la pella dei The Cathouse Prophets si intravede il muscolo sudista e la radice country dei Lynyrd Skynyrd, l’attaccatura e l’innesto di Southern Fried & Sanctified si intravede da Night Like This e Baby Back a mettere in risalto un sound energico, coinvolgente, dur...
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MOLLY GENE ONE WHOAMAN BAND (Live) ••••
L'ho conosciuta ad Austin, Tx, e mi ha rubato il cuore. Boots per spingere sulle percussioni, slide guitar e armonica tra le labbra, Molly Dyer è una a one-woman-band del Missouri “I was born in a town called Warrensburg, and I grew up on a farm about ten miles north from there. I've spent a lot of time in the Florida Keys, where I hope to move after completing my degree in Interior Design because I would like to design Hospitals. Hospitals suck and are unpleasant”. Molly Gene One Whoaman Band mette in discussione...
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DELTA MOON (Turn Around When Possible Live Volume 2) ••••
Seconda parte dello spettacolo registrato in Germania dai Delta Moon, l’esibizione di Turn Around When Possible Live Volume 2 è dello scorso anno al Meisenfrei Blues Club di Brema, si differenzia dal Vol.1 (datato 2012) solo per la scelta delle covers in quanto la discografia e il lavoro del vocalist Tom Gray alla slide guitar resta lo stesso, pura delizia per le orecchie e tanto talento. Emerge immediatamente dal magma fluido che contiene Midnight Train e Black Coffee, aderisce ai sentimenti ...
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DAVID GRISSOM (How it Feels to Fly) •••½
Al quarto disco David Grissom prova con leggerezza a scivolare attraverso le superfici ruvide del rock con la pesantezza dei tempi lunghi delle chitarre, in How It Feels To Fly (8 brani registrati in studio e 4 dal vivo dallo scorso Aprile al celebre Saxon Pub di Austin) c’è aria di cambiamento: “At the end of the day, I tried to strike a balance between not making a record for just guitar players, yet having plenty of guitar on there,” spiega Grissom. “I still believe the parts have to serve the song, always...
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KEN WILL MORTON (Slow Burn) •••½
Dopo il contradditorio Contenders, il rocker della Georgia consapevolmente capovolge, girando letteralmente a gambe per aria quel canovaccio melodico e nel corso di un paio d’anni (cosa molto insolita): “Two albums ahead of Slow Burn in the writing process, is looking forward to the infusion of new energy into a set of songs he’s not necessarily in the emotional mindset for anymore”. Slow Burn afferra il corpo di un fantasma, il rock, lasciandosi andare, perdendosi dentro il flusso delle chitarre di Ken Will M...
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BUDDY FLETT (Rough Edges) •••½
Un viaggio che sembrava di sola andata, un mese in coma per un’infezione al cervello, la lunga riabilitazione in ospedale, diventano le chiavi di volta del secondo disco Rough Edges, registrato dal vivo in varie locations ma senza abbandonare la Louisiana. Insieme al fedele compagno David Egan, il delta blues inizia a prendere respiro in Train, le emozioni si mischiano alla slide guitar, formulano la loro nuova possibilità, un modo di modificare l’asse prospettico su cui considerare eventi recenti da ossificare attravers...
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TALMUD BEACH (Talmud Beach) •••½
I Talmud Beach sono finlandesi, ad Helsinki vivono Petri Alanko e Aleksi Lukander, ragazzi particolari, il riferimento storico al ‘Talmud’ non aggiunge -al contrario di quanto possa sembrare- la radicalità differenziale e l’autonomia di pensiero di uno dei più importanti libri del popolo ebraico, non si traducono banalmente in un intervento esibito e fastidioso sul copione di Talmud Beach, lo spettacolo, giustamente, è sul blues, e il Mississippi è autosufficiente, dà ragionevolmente conto dei mali del mondo inte...
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GRAVELROAD (The Bloody Scalp Of Burt Merlin) ••••
L’illusionistica marcia stagnante della band del bluesman T-Model Ford (purtroppo scomparso lo scorso anno a Greenville, Mississippi) si attacca agli spigoli di The Bloody Scalp of Burt Merlin e la copertina, un paesaggio liquido e mentale, si addossa pezzi di ricordi, li tampinano le ipnotiche slide guitars di Jon Kirby Newman e del vocalist Stefan Zillioux. Li ingigantiscono in primissimo piano ai lati di un fondo buio targato Mississippi che a Seattle i GravelRoad per mezzo di una piccola e indipendente ca...
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DAN BAIRD AND HOMEMADE SIN (Circus Life) ••••
Lunga vita al rock 'n' roll. Dopo un lungo silenzio, l’esordio nel 2008, Dan Baird and Homemade Sin ovvero il cuore dei Georgia Satellites e il chitarrista Warner Hodges (dei Jason and The Scorchers) riportano a galla i furori, il disagio, ma anche la dolcezza del rock. Circus Life trova una collocazione ideale nell’epoca forse più vitale e felicemente irragionevole della ribellione giovanile degli anni Settanta, la spumeggiante Fall Apart On Me avvia un complesso gioco con l’Amore, di sentime...
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BRYCE JANEY (Burning Flame) ••••
Blues/rock che sgretola, in maniera così netta sotto una serena classicità, prima insieme al padre BillyLee, sulla superficie di Get Down With The Blues e poi a fianco del nono disco di studio, Burning Flame. Il mondo di Bryce Janey inizia con il terzo disco dei The Janeys sfondando i limiti del già acquisito e del già conosciuto (un paio di strumentali, all’inizio e alla fine di Get Down With The Blues, con Beginnings e Third Stone From the Sun di Jimmy Hendrix, e altre covers -...
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STEEPWATER BAND (Live & Humble) ••••
Corrono veloci le chitarre di Jeff Massey e Eric Saylors sulla striscia d’asfalto di un coriaceo blues-rock, rumorosa come un gigantesco tir che sfreccia verso il Double Door di Chicago, IL. Appuntamento per la The Steepwater Band (“We wanted to try and capture what our live show is like in a small club” dice Massey) Live & Humble è disciolto, o verrebbe da dire, sparso, perso, espanso, negli ultimi due album di studio Grace and Melody e Clava, con qualche chicca (Dance Me a Number da Revel...
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DIRTY DAVE OSTI (Shakedown On Salvation Street) ••••
Per tutti coloro che il Guitar Rock è una religione, ecco il terzo disco di Dirty Dave Osti. L’orecchio viene qui allegramente destituito della propria normale funzione uditiva, perché in Reach For The Sky e l’arcigna We Got The Right To Roll ogni cosa è nero-trasparente, le lunghe jam alla chitarra ristagnano sulle diverse facce di Shakedown On Salvation Street, si accumulano alla rinfusa nelle pause di Ocean Girl, strisciano ovunque in Cold World e Pull The Trigger (On Your Love), ina...
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MICHAEL LEE FIRKINS (Yep) ••••
Il chitarrista del Nebraska Michael Lee Firkins dopo 6 dischi strumentali oltrepassa la prassi del genere, senza eluderne però i codici fondanti della slide guitar e postulandone nuovi, incrocia blues e rock con leggeri aromi country. Lungo silenzio, l’ultimo disco nel 2009, quel Black Light Sonatas dove tutto è cambiato “a little bit of old and something new. It’s the project that … elevated me to the next level in my life”. Yep non scherza, più di 1 ora di chitarre, atmosfere sulfuree destinate a dissol...
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HARD WORKING AMERICANS (Hard Working Americans) ••••
Todd Snider solca le onde del passato e solleva una bella scia spumosa col progetto degli Hard Working Americans (partecipano il chitarrista Neal Casal, le tastiere a Chad Staehly e la batteria a Duane Trucks) e spiega: “I wanted to find a name that would poke fun at the people who think that the phrase 'hard working Americans' applies to them and only them”. In un disco di sole covers i rimandi, talvolta fugaci, talvolta ermetici, alla coesione difficilmente reggono per 13 canzoni e 55 minuti, ma il rock ri...
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