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SCOTT H. BIRAM (Nothin' But Blood) ••••
Spirituale, al nono disco Scott H. Biram crea un universo duplice per Nothin’ But Blood. Atmosfere acustiche rarefatte e misteriose nelle quali l’oscurità poggia sulle contraddizioni tra vita e morte, inglobano forme e corpi emozionali tra il puro e l’impuro, il bene e il male continuano ad essere due facce della stessa medaglia, la realtà, dando vita alla creazione di nuove sagome, di fantasmi inquietanti e significanti pronti a materializzarsi nei microcosmi conosciuti del Mississippi delta blues. Per comporla si può d...
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DRIVE BY TRUCKERS (English Oceans) ••••
Trattare e inquadrare temi e problemi più legati al “sociale” e al quotidiano hanno aiutato Patterson Hood ad abitare orizzonti molto più “reali” e meno fittizi di quanto si potesse credere, sarà che il chitarrista Mike Cooley ne ha scritte 6 di canzoni, ma il 12cesimo disco torna a galleggiare nella memoria del rock sudista tanto cara ai Drive by Truckers come qualcosa fondamentalmente che incombe costantemente sullo sfondo di English Oceans e che lo abbraccia fino ad ingoiarlo. Illumina Shit Shots C...
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GLORIOUS BASTARDS (Animal) ••••
Classic Rock per l’esordio dei The Glorious Bastards, non lo lasciano mai fuori campo in Animal, si accende di nuovo la danza di anni passati, Samuel Miller, vocalist e chitarrista, crea tra la Title-track e Scissors un curioso sovrapporsi di stili, un bel cortocircuito in Better Off, fra un presente fortemente incerto e soffocante e un passato ricco di modelli esemplari, immutabili, legati al rock &roll. I The Glorious Bastards escono di campo, ci rientrano, ne escono di nuovo, ma convinco...
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HALF DEAF CLATCH (A Road Less Travelled) ••••
Half Deaf Clatch (ovvero Andrew McLatchie) è un one-man-band, produce, suona e registra il tutto in casa. Si affaccia sul profondo delta del Mississippi, e quello che vede non è affatto piacevole. In una densissima quarantina di minuti, nella tutt’altro che invidiabile impresa di bruciare, brano dopo brano, tutte le stazioni successive del conformismo, le rovescia come si rovescia un guanto, per guardare i tempi difficili in cui viviamo, li racconta con la splendida Hard Times Just Got Harder. C’è una luce fioca al...
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CW AYON (Setting Son) ••••
Nato da un’idea della casa discografica, la Solitary Records, di registrare 3-4 brani da includere in una compilation con altri one-man-bands, CW Ayon (Cooper Ayon) ne ha registrate ben 12 con l’armonica al collo, le percussioni divise con le gambe, la slide guitar, il delta blues e tanti cuori spezzati da raccontare. Si affina nella forma del dolore, meno sfilacciato perché definito da una sola relazione, quella al femminile, mantiene intatte quelle pulsioni emotive per l’intero Setting Son, gli scarti ellittici all...
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DAMON FOWLER (Sounds Of Home) ••••
Terzo disco solista lontano dai Southern Hospitality, Damon Fowler si affida al bluesman Tab Benoit (“Sometimes there’s something that happens when you go into a room and start making music,” dice Fowler. “We found that magic with Tab. He gets it that if you overwork the things you’re doing, you lose the organicness of it”) e con una magistrale incursione della Les Paul guitar in un universo bluesy tra tradizione, Mississippi e battiti di cuore del Sud. Damon Fowler li ritaglia e li esplora s...
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CATHOUSE PROPHETS (Southern Fried & Sanctified) ••••
Scott Maddux proprietario di un negozio di Harley-Davidson nel Tennessee, non è un semplice uomo d’affari, ama le moto ma anche la strada e l’avventura, quella iniziata allo The Shed, locale per centauri e amanti del rock ‘n roll. Sotto la pella dei The Cathouse Prophets si intravede il muscolo sudista e la radice country dei Lynyrd Skynyrd, l’attaccatura e l’innesto di Southern Fried & Sanctified si intravede da Night Like This e Baby Back a mettere in risalto un sound energico, coinvolgente, dur...
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MOLLY GENE ONE WHOAMAN BAND (Live) ••••
L'ho conosciuta ad Austin, Tx, e mi ha rubato il cuore. Boots per spingere sulle percussioni, slide guitar e armonica tra le labbra, Molly Dyer è una a one-woman-band del Missouri “I was born in a town called Warrensburg, and I grew up on a farm about ten miles north from there. I've spent a lot of time in the Florida Keys, where I hope to move after completing my degree in Interior Design because I would like to design Hospitals. Hospitals suck and are unpleasant”. Molly Gene One Whoaman Band mette in discussione...
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DELTA MOON (Turn Around When Possible Live Volume 2) ••••
Seconda parte dello spettacolo registrato in Germania dai Delta Moon, l’esibizione di Turn Around When Possible Live Volume 2 è dello scorso anno al Meisenfrei Blues Club di Brema, si differenzia dal Vol.1 (datato 2012) solo per la scelta delle covers in quanto la discografia e il lavoro del vocalist Tom Gray alla slide guitar resta lo stesso, pura delizia per le orecchie e tanto talento. Emerge immediatamente dal magma fluido che contiene Midnight Train e Black Coffee, aderisce ai sentimenti ...
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DAVID GRISSOM (How it Feels to Fly) •••½
Al quarto disco David Grissom prova con leggerezza a scivolare attraverso le superfici ruvide del rock con la pesantezza dei tempi lunghi delle chitarre, in How It Feels To Fly (8 brani registrati in studio e 4 dal vivo dallo scorso Aprile al celebre Saxon Pub di Austin) c’è aria di cambiamento: “At the end of the day, I tried to strike a balance between not making a record for just guitar players, yet having plenty of guitar on there,” spiega Grissom. “I still believe the parts have to serve the song, always...
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KEN WILL MORTON (Slow Burn) •••½
Dopo il contradditorio Contenders, il rocker della Georgia consapevolmente capovolge, girando letteralmente a gambe per aria quel canovaccio melodico e nel corso di un paio d’anni (cosa molto insolita): “Two albums ahead of Slow Burn in the writing process, is looking forward to the infusion of new energy into a set of songs he’s not necessarily in the emotional mindset for anymore”. Slow Burn afferra il corpo di un fantasma, il rock, lasciandosi andare, perdendosi dentro il flusso delle chitarre di Ken Will M...
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BUDDY FLETT (Rough Edges) •••½
Un viaggio che sembrava di sola andata, un mese in coma per un’infezione al cervello, la lunga riabilitazione in ospedale, diventano le chiavi di volta del secondo disco Rough Edges, registrato dal vivo in varie locations ma senza abbandonare la Louisiana. Insieme al fedele compagno David Egan, il delta blues inizia a prendere respiro in Train, le emozioni si mischiano alla slide guitar, formulano la loro nuova possibilità, un modo di modificare l’asse prospettico su cui considerare eventi recenti da ossificare attravers...
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TALMUD BEACH (Talmud Beach) •••½
I Talmud Beach sono finlandesi, ad Helsinki vivono Petri Alanko e Aleksi Lukander, ragazzi particolari, il riferimento storico al ‘Talmud’ non aggiunge -al contrario di quanto possa sembrare- la radicalità differenziale e l’autonomia di pensiero di uno dei più importanti libri del popolo ebraico, non si traducono banalmente in un intervento esibito e fastidioso sul copione di Talmud Beach, lo spettacolo, giustamente, è sul blues, e il Mississippi è autosufficiente, dà ragionevolmente conto dei mali del mondo inte...
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GRAVELROAD (The Bloody Scalp Of Burt Merlin) ••••
L’illusionistica marcia stagnante della band del bluesman T-Model Ford (purtroppo scomparso lo scorso anno a Greenville, Mississippi) si attacca agli spigoli di The Bloody Scalp of Burt Merlin e la copertina, un paesaggio liquido e mentale, si addossa pezzi di ricordi, li tampinano le ipnotiche slide guitars di Jon Kirby Newman e del vocalist Stefan Zillioux. Li ingigantiscono in primissimo piano ai lati di un fondo buio targato Mississippi che a Seattle i GravelRoad per mezzo di una piccola e indipendente ca...
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DAN BAIRD AND HOMEMADE SIN (Circus Life) ••••
Lunga vita al rock 'n' roll. Dopo un lungo silenzio, l’esordio nel 2008, Dan Baird and Homemade Sin ovvero il cuore dei Georgia Satellites e il chitarrista Warner Hodges (dei Jason and The Scorchers) riportano a galla i furori, il disagio, ma anche la dolcezza del rock. Circus Life trova una collocazione ideale nell’epoca forse più vitale e felicemente irragionevole della ribellione giovanile degli anni Settanta, la spumeggiante Fall Apart On Me avvia un complesso gioco con l’Amore, di sentime...
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BRYCE JANEY (Burning Flame) ••••
Blues/rock che sgretola, in maniera così netta sotto una serena classicità, prima insieme al padre BillyLee, sulla superficie di Get Down With The Blues e poi a fianco del nono disco di studio, Burning Flame. Il mondo di Bryce Janey inizia con il terzo disco dei The Janeys sfondando i limiti del già acquisito e del già conosciuto (un paio di strumentali, all’inizio e alla fine di Get Down With The Blues, con Beginnings e Third Stone From the Sun di Jimmy Hendrix, e altre covers -...
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STEEPWATER BAND (Live & Humble) ••••
Corrono veloci le chitarre di Jeff Massey e Eric Saylors sulla striscia d’asfalto di un coriaceo blues-rock, rumorosa come un gigantesco tir che sfreccia verso il Double Door di Chicago, IL. Appuntamento per la The Steepwater Band (“We wanted to try and capture what our live show is like in a small club” dice Massey) Live & Humble è disciolto, o verrebbe da dire, sparso, perso, espanso, negli ultimi due album di studio Grace and Melody e Clava, con qualche chicca (Dance Me a Number da Revel...
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DIRTY DAVE OSTI (Shakedown On Salvation Street) ••••
Per tutti coloro che il Guitar Rock è una religione, ecco il terzo disco di Dirty Dave Osti. L’orecchio viene qui allegramente destituito della propria normale funzione uditiva, perché in Reach For The Sky e l’arcigna We Got The Right To Roll ogni cosa è nero-trasparente, le lunghe jam alla chitarra ristagnano sulle diverse facce di Shakedown On Salvation Street, si accumulano alla rinfusa nelle pause di Ocean Girl, strisciano ovunque in Cold World e Pull The Trigger (On Your Love), ina...
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MICHAEL LEE FIRKINS (Yep) ••••
Il chitarrista del Nebraska Michael Lee Firkins dopo 6 dischi strumentali oltrepassa la prassi del genere, senza eluderne però i codici fondanti della slide guitar e postulandone nuovi, incrocia blues e rock con leggeri aromi country. Lungo silenzio, l’ultimo disco nel 2009, quel Black Light Sonatas dove tutto è cambiato “a little bit of old and something new. It’s the project that … elevated me to the next level in my life”. Yep non scherza, più di 1 ora di chitarre, atmosfere sulfuree destinate a dissol...
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HARD WORKING AMERICANS (Hard Working Americans) ••••
Todd Snider solca le onde del passato e solleva una bella scia spumosa col progetto degli Hard Working Americans (partecipano il chitarrista Neal Casal, le tastiere a Chad Staehly e la batteria a Duane Trucks) e spiega: “I wanted to find a name that would poke fun at the people who think that the phrase 'hard working Americans' applies to them and only them”. In un disco di sole covers i rimandi, talvolta fugaci, talvolta ermetici, alla coesione difficilmente reggono per 13 canzoni e 55 minuti, ma il rock ri...
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DEAD SHRIMP (Dead Shrimp) •••½
Da un brano di Robert Johnson (Dead Shrimp Blues) l’esordio di un terzetto romano innamorato del Delta Mississippi. Dal novembre 2010, dall'incontro tra Alessio Magliocchetti Lombi e Sergio De Felice (chiude Gianluca Giannasso alla batteria), in tre sole giornate e registrato in presa diretta, l’impeto acustico di Dead Shrimp parte con Woman e sulla continua tensione delle steel guitars si spinge verso un oltre che non è mai raggiunto, proprio perché il Mississippi, è per definizione, oltre. Con Devil In My Head...
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CRIMSON HOUSE BLUES (Red Shack Rock) •••½
Red Shack Rock si dipana attraverso i tempi dilatati del blues ma per i sudafricani della Crimson House Blues c’è spazio per un sottile gioco di strappi melodici, si destreggia con efficacia su diversi livelli, Riaan Smit indurisce la voce e spara via note come pallottole di metallo pesante in Calling To The Wild e poi le fa scontrare con l’armonica e il banjo in Magic Potion, The Jam e la deliziosa Don't Ask Why, “Red Shack Rock is a special baby, it is our first album that we wrote with...
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SEAN PINCHIN (Rust Bucket) •••½
Sean Pinchin conosce la materia del blues, ben sminuzzata e attentamente macinata con un po’ di fanghiglia del Mississippi restituisce musica che stuzzica solo come il blues a volte sa fare. I movimenti alla corde della slide guitar si configurano in Rust Bucket a spirale, concentrici e disorientanti in Broke Down Automobile (“I’ve got an old guitar pickup duct-taped to the top of the National,” aggiunge Pinchin. “You’ve got this really gritty sound; my guitar is from 1934.”) Emma-Lee la spalla voc...
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NANDHA BLUES (Black Strawberry Mama) •••½
Max Arrigo, voce e chitarra, è di Torino, diversi progetti alle spalle durati il tempo di un disco, chissà, magari adesso in Valle D’Aosta il trio italiano dei Nandha Blues metterà le radici in quella che è una terra di bluesmen. I riferimenti ci sono tutti, blues e rock in giro sulla foce del delta Mississippi, Nandha's Slave Blues e Still On My Feet non li evitano e non li nascondono, ma li ostentano, e così facendo, li rendono liquidi, si muovono sulla superficie di Black Strawberry Mama mentre si dibat...
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DAMNED AND DIRTY (Sell Your Soul) •••½
Scheggie di vero dal delta del Mississippi dentro il moto acustico del duo olandese dei The Damned and Dirty, Kevin de Harde –voce e armonica- costruisce un altro disco in semioscurità e ai frammenti della slide guitar di Micha Sprenger il compito di velare e rivelare il nuovo gioco di Sell Your Soul. Simile all’esordio, ma con un definitivo approdo al cuore del blues del Sud e la poca luce presente nell’avvio di Out of Sight è in realtà quasi sempre un effetto ‘controluce’ tra le ballate 12 Gau...
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COTTON BELLY'S (This Day) •••
Un esordio dai due volti per i Cotton Belly's, tra elettrico ed acustico, blues e rock n roll anni ’70, le jam sessions chitarra e armonica che colorano l’iniziale Greatness This Day si legano a forme melodiche note ma son capaci di produrne delle nuove, i Cotton Belly's non si coccolano del ricordo ideale di quelle passate e provano a spezzarne il ritmo cercando con la pedal steel nuovi territori dove mescolare blues e radici del Sud degli States. Tra la melmosa bellezza di Nothing, passa liscia Uncle ...
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LEFT LANE CRUISER (Rock Them Back To Hell!) ••••
La band dell’Indiana lascia la porta aperta al brusco impulso e alle suggestioni che può dare il Mississippi, la chitarra di Joe Evans (Freddy J IV) è irrequieta, ubriaca, instabile, l’immagine dei Left Lane Cruiser sul blues è sempre fuori fuoco, tagliata dalle percussioni di Brenn Beck, sgranata nell’avvio di Zombie Blocked dall’armonica dell’ospite Kevin Jackson fino all’offuscamento in Electrify, densa e greve come il delizioso scambio centrale tra acustico ed elettrico. Il tutto si riversa nel...
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HUSKY BURNETTE (Tales from East End Blvd.) ••••
I genitori erano cantanti rockabilly, ma gli zii appartenevano a livelli espressivi e tonalità differenti “I was heavily into 70's rock and hard rock growing up. I've always been one to seek out new music and a huge fan of all genres of music so once I started going backwards to see where it all came from I found the blues. It started with Chuck Berry and went from there”. Brian “Husky” Burnette cambia sensibilmente coordinate, imponendosi una svolta e una ricontestualizzazione atmosferica da Chattanooga, TN, al delta...
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TODD WOLFE BAND (Miles To Go) ••••
Gli anni passano veloci, i ricordi alla Sheryl Crow band restano casuali, privi di filo. E forse anche banali, simili alle emozioni a buon mercato della musica più risaputa, Todd Wolfe è all’ottavo disco, leader di un ‘power trio’ blues rock in grado di fuggire in continuazione dal cono dei successi precedenti, l’iniziale Nuthin’ But You con quel mix di rock-soul&blues lo attesta. Miles To Go si connota come un disco che spinge immancabilmente in avanti la musica della Todd Wolfe Band, ‘scrivono su cart...
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NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS (World Boogie Is Coming) ••••
Da una fragile traccia del defunto padre "World Boogie is Coming", i fratelli Cody e Luther Dickinson decidono di ripartire con una messa in scena pulsante e sensuale, il trio North Mississippi Allstars è capace di alimentare in modo come automatico, un sistema di allusioni al blues ricco e suggestivo, tra funky e delta mississippi. L’armonica di JR che introduce Goat Meat dimostra una ricerca di rinnovamento a chi li dava per arenati, la versione di un brano tradizionale come Rollin 'n Tumblin lo pa...
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TONY JOE WHITE (Hoodoo) ••••
Hoodoo fa pensare alle ‘huis clos’ di Jean Paul Sartre e a certe atmosfere di Vercors. Non è un tuffo nel male assoluto e assurdo, senza spiegazioni razionali e senza soluzioni consolatorie, ma l’atmosfera del nuovo disco di Tony Joe White è inquietante. Da ben diciassette brani ha scelto le nove canzoni che compongono Hoodoo, registrate in presa diretta in una chiesa del Tennessee “Our studio is an old antebellum house,” dice Tony Joe White. “I hear it was used early in the C...
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ERIC JERARDI BAND (Everybody's Waiting) ••••
Al settimo disco, la profezia di Eric Jerardi si avvera “Will be my Year!”, a contare è l’idea di movimento, lo spazio percorso in un perimetro circoscritto di un arcigno blues/rock, Everybody’s Waiting non è per il trio (con Jon Arnold al basso e Joe Prescott alla batteria) un semplice rimasticare temi già sentiti nei lavori precedenti, non è così, usa più o meno gli stessi ingredienti ma lo sguardo della Eric Jerardi Band sul blues è sostanzialmente ridotto, compresso in un egregio lavoro alle chitarre ...
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MONKEYJUNK (All Frequencies) •••½
Sono partiti da una citazione del celebre bluesman Son HouseI'm talkin' 'bout the blues. I ain't talkin' about monkey junk” e si sono calati da Ottawa, Canada, nel notturno e claustrofobico swamp rock del Sud che affonda nel Delta Mississippi, una bella virata dalle influenze classiche del blues del disco precedente To Behold (2011) vincitore dei Grammy Canadesi, lo Juno Award come Blues Album dell’anno. Immagini blues sporche e senza ‘sole’ prendono per mano You Make A Mess, disegnate dalla deliziosa armo...
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LARMAN CLAMOR (Alligator Heart) •••½
Un giro nel cuore del Mississippi, in un micromondo chiuso nell’inerzia e ripetibilità si apre un buco, la bayou di Alligator Heart spinge verso la terra di nessuno con atmosfere swamp&bucoliche. Al terzo disco l’organo viene accantonato per lasciare al banjo maggiore spazio e il tedesco singer-songwriters Alexander von Wieding, innamorato del Delta Blues, trova la ricetta giusta: “Well Hamburg, so not that far South, in fact further North than me! Yet you wouldn’t know it. My geography is not great, but I am not sur...
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BIG JIM ADAM (Cajun Moon) •••½
In una piccola cittadina del Kansas, la musica di Lightnin' Hopkins divideva la giornata di Big Jim Adam, trascorsa in una chiesa battista a cantare il gospel insieme a 4 fratelli, tutto grazie ad una vicina di casa che lo ha avvicinato alla tradizione del blues “I think she thought I was trying to peep on her, but then I explained that I was just listening to her music. Well she laughed and gave me a Lightning Hopkins album and sent me on my way. From then I was hooked, and while the other kids were listening to the Be...
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MORELAND & ARBUCKLE (7 Cities) ••••
Ho conosciuto i samurai con Rashomon, la Monument Valley con il respiro di Ford, ho visto i contadini lombardi con gli occhiali di Olmi e i ‘conquistadores’ con Moreland & Arbuckle… Tra una linea e l’altra di questi ricordi, c’è una scelta che con sicurezza si accampa in primo piano, giace sotto quell’elmetto poggiato sulla terra del Kansas dove l'invasore spagnolo Coronado andò in cerca dell’oro, un’odissea in 7 Cities raccontata nella ruvida opening-track di Quivira. ...
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DIRTY STREETS (Blades Of Grass) ••••
Il trio di Memphis dei Dirty Streets staziona ancora tra gli anni 60/70, Blades Of Grass -terzo disco e nuova etichetta, Alive Records (casa di Lee Bains e dei Radio Moscow) ha una bellezza diversa da quella ricercata nei primi due dischi, si gioca sullo squilibrio delle percussioni, sull’asimmetria dei vocalizzi di Justin Toland e il montaggio controtempo della chitarra che mantiene sempre il campo lungo nell’avvio prelibato di Stay Thirsty, e non si preoccupa di modellarle ‘sulla bella armonia’ nella stopposa ...
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VOO DAVIS (Vicious Things) ••••
One For The Habit, One For The Road, a ruota libera, Voo Davis passa e ripassa sopra lo stesso tema, cancella e rifà con la slide guitar e l’armonica, una visualità indipendente sul Mississippi che si rivela senza remore, senza bisogno di altre spiegazioni. La forza di Vicious Things come una ragnatela di ragnatele, estesa e compatta per quanto eterogenei siano i suoi fili. Una struttura spaziale e temporale sul delta blues, soggettiva e oggettiva, le cui maglie fitte e intricate rendono possibile unificare ciò che ...
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PATRICK SWEANY (Close To The Floor) ••••
Cresciuto in Ohio, talento chitarristico immerso nel soul e nel delta blues, iconografia dell’esordio Close to the Floor. Sgranature e raffreddamenti, un effetto di rimbalzo tra giorni bui, il ricordo del bluesman Robert Johnson, amori perduti, soldi, religione e redenzione, dove la chitarra non è la palla né il muro, ma il modo in cui modifica il movimento di un blues che ci parla, ad un tempo, della sorgente del Mississippi. Emette la luce e le benedette Working For You e It's Spiritual la riflettono, il...
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MARCUS BONFANTI (Shake The Walls) •••½
Shake The Walls è irto di scatti, dissonanze e tentazioni ‘concrete’ del blues/rock, domina un clima sonoro corrusco, fosco anche tra l’armonica della muscolare Alley Cat, espressioni di una vita trascorsa sulla strada per il britannico Marcus Bonfanti descritta con affetto in Cheap Whisky e Stone Me Sober, dove c’è tutta la voglia di (ri)assaporare i turbamenti del gioco della vita con lo stesso afflato dell’adolescenza, unito, però, alla sicurezza che deriva loro dall’età e dall’apprezzamento de...
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JASON ISBELL (Southeastern) •••½
I fantasmi alcolici dei Drive by Truckers sono definitivamente scomparsi, Jason Isbell ha trovato nella violinista Amanda Shires l’immagine ideale dell’amore e quel piccolo spazio dove mutare senza cambiare pelle. Accade anche a Southeastern, senza i the 400 Unit alle spalle ("Well, it was time to do something different," dice Isbell. "A lot of people who I have a lot of respect for their ability to write songs, they wind up making the same record over and over. That's frustrating to me, a...
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DIRTY YORK (Feed The Fiction) •••½
Dirty York e la vecchia scuola del rock, il sestetto australiano resta intrappolato in questo labirinto nostalgico ma a dire il vero, senza mai cercare di fuggire. La fiamma del classic rock anni’70 arde in Feed The Fiction, aiuta i Dirty York a sentirsi in perenne movimento, a spingerli come dei lemming, dal bisogno di continuare ad andare verso il passato, Be Home And Alive e Speechless nel segno comune di una lotta, di una sottrazione alla routine banale di un’armonia ordinata e tracciata su binar...
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ROSS NEILSEN BAND (Resurrection) •••½
Dal Mississippi condotto al colore pulviscolare del blues dal singer/songwriter Anders Osborne a registrare senza i The Sufferin' Bastards (c’è solo il batterista Karl Gans) Resurrection, frutto del tremolio delle grana delle chitarre alla ricerca di essere tutt’uno con l’aria della Louisiana. La Ross Neilsen Band si muove nel blues rock, un’esondazione del vecchio stile anni ’60 e ’70 in un macroterritorio che si espande per progressioni melodiche da When My Trouble's Gone e che fonda la propria riconoscibi...
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FRANK BANG & THE SECRET STASH (Double Dare) •••½
5 anni a Buddy Guy e poi l’anima a Double Dare, la musica abbandona i ritmi di danza del blues classico e passa a delle sonorità cupe, enigmatiche, sotterranee (la Title-track a quelle di Lose Control e All's Well), Frank Bang & The Secret Stash sfiora al quinto disco lo status del ‘bel disco’ per le molteplici chiavi di lettura, prodigo di genuina ispirazione nel sinuoso mix tra rock, radici e delta blues. L’armonica e la slide guitar in Burnin' Up In The Wind per evitare insidisiosi co...
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TEN FOOT POLECATS (Undertow) ••••
Musica che dialoga con la materia del blues, la band di Boston la spoglia di ogni ornamento mentre si spinge nel profondo delta del mississippi, l’armonica ne ritrae la pesantezza e la grinzosità, la slide guitar ne legge la decadenza e il detoriamento. In questo senso l’inizio di Undertow è accecante, in Do That Thing la nettezza dei tratti alle corde di Jim Chilson si contrappone diametralmente allo sfocamento dell’armonica di Jay Scheffler, i Ten Foot Polecats attorno a questo semplice gioco relazionale disperdon...
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EAGLE EYE WILLIAMSON (Black Gold Vol.II) ••••
Seconda puntata della serie Black Gold, il texano Eagle Eye Williamson tanto amato (da pochi) quanto fondamentalmente sconosciuto (a molti) dopo (The Eagle) 2010, ora tocca a (The Serpent). Il One-man-band di Austin con una piccola batteria, la steel guitar e un microfono si muove nella prospettiva tanto cara al suo concittadino Scott H. Biram, blues sporco e notturno, voce raschiante, foce tra il delta del Mississippi e il rock che utilizza su ogni singolo brano per trascenderlo e giungere così a nu...
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MIKE ZITO & THE WHEEL (Gone to Texas) ••••
Texas saved my life. Sounds a bit dramatic, but absolutely true” la parola con la sua verità, autentica, schietta, veicola insieme alla chitarra il significato del nuovo disco di Mike Zito. “Historically, Texas has been the saving grace of many desperate men. In the early 1800s, men who had large debts or committed crimes would run off to Texas to hide from the colonies and their creditors. This was called ‘Gone to Texas.’ Many of these men found a new life in what would be Texas, returned for their families, paid the...
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INDIGENOUS (Vanishing Americans) ••••
La rock-blues band dei Nativi Americani resta con il solo Mato Nanji (esordio nel 1990, c’erano fratello e cugino) chitarrista eccelso, ha iniziato ad articolare la rete dei confini lungo i quali muoversi con gli Indigenous nel periodo florido dell’Experience Hendrix Tour, ebbene il tutto trova un senso se lo poniamo sotto tutt’altra latitudine, quella di Vanishing Americans. “I always want to approach each recording project in search of a different sound and voice than I’ve used before”, Mato Nanji h...
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I CAN LICK ANY SONOFABITCH IN THE HOUSE (Mayberry) ••••
La vita sociale negli Stati Uniti e nel mondo resta lo sfondo, il palcoscenico obbligato, degli I Can Lick Any Sonofabitch In The House (nome dalla biografia del pugile John L. Sullivan) orienta e produce Mayberry, nome fittizio di una delle tante cittadine d’America preso da uno show televisivo, perchè la televisione resta l’unico veicolo per dare una visione chiara del gap tra reale e finzione. Politica, armi, orgoglio americano e la fede, Mayberry ce le fa intendere raccontando un quotidiano instabile e s...
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WILL CALLERS (What Else is Left?) ••••
I Will Callers sono un duo (Jake Murphy -voce e chitarra- e Daniel Slaton -voce e batteria-) di Fort Worth, scandendo un ritmo ipnotico profumato di blues e sospeso nello stato emotivo di un paio di interessanti EP, sono arrivati alla corte del songwriter/produttore Ray Wylie Hubbard: “Cool as Buffalo Springfield, deep as Dylan, trashy as the Stones, smart like the Beatles, fight like the Eagles, and they're original”. Niente male l'accostamento! Il blues nell’esordio di What Else Is Left? scorre come l’eff...
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HOUNDMOUTH (From the Hills Below the City) ••••
Il refrain di On the Road è uno di quelli che rimangono sempre più in là della parola (dell’idea che ne stai facendo mentre Matt Myers e Katie Toupin cantano “I’m going down where nobody knows me”), in quel carico metaforico della strada si sviluppa l’esordio del quartetto degli Houndmouth. Rilasciano in Come On, Illinois e Ludlow forza e mistero del rock anni ‘70, non tappano le aperture di senso al contemporaneo, ma costringono From the Hills Below the City in direzioni obbligate. Con le tas...
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MAD SHADOW (Heavy Blues) ••••
Un bel giretto di 5 anni a distribuire affreschi sul classico e nostalgico rock anni ’70 e poi in studio a registrare il secondo disco, la band di Vancouver dei Mad Shadow resta vincolata alle spigolosità della chitarra di Daniel James e ai contrasti -tra luci e ombre- di un viscerale blues in scia con le geometrie tracciate dalla voce di Eril Olufson. Ricalcano gli stati d’animo più violenti tra Rocking Chair e la sinuosa tranquillità dei 6 minuti di Bad Man dove il blues vive soprattutto nei movimenti interni dell...
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LEROY POWELL AND THE MESSENGERS (Life and Death) •••½
Life and Death is my most ambitious record. I wanted to show how you can come from a place where JJ Cale and Metallica hang out together. I play the country and I do the hard rock stuff. Life and Death is really where it’s at. And maybe the weather. What else do people talk about?” L’ambizione di Life and Death segue una precisa progressione melodica, lineare al country quando decide di incamminarsi nel sentiero dell’Amore, Leroy Powell and the Messengers non possono che sfumarlo nella dolcezza e la sensu...
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STEVE SEASICK (Hubcap Music) ••••
Si accende il trattore e Hubcap Music parte fulmineo (“That’s right. It’s my 1965 John Deere tractor”, dice Steve Seasick. “It’s a big, six-cylinder diesel thing. I grew up farming and I’d like to do it some more. It’s an amazing feeling to plough. Making proper money playing music is pretty new for me. I have no other way to earn a living and it’s a little too late to do anything else”), dalla fattoria che si apre davanti a Hubcap Music si raggiunge in breve tempo il Mississippi. Corre parallela ad essa ...
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BROWN BOTTLE FEVER (Two Piece Prison) ••••
L’armonica di Zach Pemberton assomiglia a una poesia in rima, un’illuminazione improvvisa, una visione che pulsa insieme alle linee e le ombre in movimento di un coriaceo delta blues in un disegno nato nel 2008, a St. Louis, dietro/dentro le ripetizioni ossessive della cigar box guitar di Billy Skelton. Il duo dei Brown Bottle Fever crea sinuosi vortici di note e l'incollano a Town, No. 2 e 200 Dollars Ago, danno un senso di claustrofobia allo spettrale paesaggio dell’esordio di Two Piece ...
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DANIEL NORGREN (Buck) ••••
Ambizioso il nuovo progetto dello Svedese Daniel Norgren, si preoccupa di trovare una linea comune tra il passato e un suono sperimentale attraverso le origini del classic rock, dalla scoperta di un vecchio organo, un Foster, parte l’idea di riportarlo in ‘vita’ nell’atmosfera calda e suadente della campagna. C’è un mondo sonoro che come una voluta di fumo filtra attraverso le fessure che increspano quel vecchio strumento, un contrasto che si può trovare quando ci si tuffa in uno spazio dove frammenti di antico ...
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JIMMY DUCK HOLMES (All Night Long) ••••
Jimmy Duck Holmes e il Bentonia Blues, voce, chitarra, l’uso del falsetto e racconti cadenzati da un ritmo lento mentre si descrivono paesaggi deruti dove batte un cuore sulle sponde del delta blues. Note che giungono dal Blue Front Cafè aperto dai genitori nel 1947, lì son cresciuti 10 fratelli, un punto di ritrovo negli anni bui delle legge razziali per i lavoratori di cotone, non c’era la Coca-cola (vietata, solo per i bianchi), ma c’era il blues, tanto Mississippi Blues da Nehemiah 'Skip' James (1902-196...
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DEADSTRING BROTHERS (Cannery Row) ••••
Gli ultimi 2 anni a seguire il flusso della musica con il suo accumulo continuo di melodie da cui lasciarsi portare da Detroit verso Nashville, l’io narrante dei Deadstring Brothers che affiora ogni tanto, lavorando a vista, si può dire così, a rendere più vivo il girovagare di Kurt Marschke insieme al suo concittadino e amico JD Mack (dei Whitey Morgan & the 78’s) a suonare, ma con in mente un nuovo album e una super squadra (Brad Pemberton -Ryan Adams & the Cardinals- alla batteria, Mike Webb –Poco- organo...
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4ONTHEFLOOR (Spirit of Minneapolis) •••½
Lo ‘Spirito di Minneapolis’ è quello ribelle, dei pionieri d’America, il vocalist Gabriel Douglas tenta di ricondurlo con le buone o con le cattive verso un recinto, dove è il caso di dirlo, lo si possa ‘guardare a vista’ attraverso il grandangolo del rock & roll. Lo urla in King of the Jungle, lo scinde da tutto il resto (‘Too Much Music in the World’ canta nell’intro dolce di Enough), per mantenere il nuovo disco dei 4onthefloor selvatico, temperamentale. Spirit of Minneapolis è un vero ‘alv...
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ARKANSAS & THE RIVER BANDITS (Arkansas & The River Bandits) •••½
Mike Thomas, sul palco diventa ‘Arkansas’, un topos a rappresentare la magmatica composizione di una formula che da Little Rock, nel corso di dieci anni, lo ha condotto nella piovosa Seattle, dove con i the River Bandits ha inciso l’esordio omonimo nella semplice, ma stratificata, materia del rock. Con esperienza si muove su differenti mutazioni melodiche nell'avvio di Raw Dog, Carry My Load e Mama Always Said, le liriche graffiano come la chitarra di Mike Thomas, ma c’è spazio per comport...
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