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FM359 (Truth, Love and Liberty) •••½
FM359 è l’abbreviazione di Farm to Market Road 359, highway Texana dove risiede l’esordio del vocalist e del chitarrista dei Street Dogs (punk rock band del Massachusetts) Mike McColgan e Johnny Rioux. La strada e la sua espressività si modellano in Truth, Love and Liberty, lavoro giovanilistico e gasato, parte in quarta a mischiare radici folk, country e bluegrass, tiene per non più di mezz’ora, parte per la tangente tra le vertigini irlandesi di Some Folks (più ostica di Sons of Liberty No.1, d...
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JIM LAUDERDALE (Black Roses) ••••
Black Roses, 23esimo disco, terzo nell’ultimo anno. Parole e musica che non possono che correre dietro a Jim Lauderdale, ansanti, alla frammentazione della messinscena: in prima fila a promuovere l’Americana Music Association, in tour con Buddy Miller con il quale divide il microfono anche alla radio Sirius XM ed è in cantiere un nuovo disco, fino a Black Roses. Insieme a Robert Hunter (“Robert and I”, dice Lauderdale. “Started writing when I was getting ready to do my fi...
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JASON SAVORY (Nowhere Road) •••½
Semaforo verde dalla Stillbrook Records per continuare a esistere nel tempo della musica. E lui, Jason Savory, prende la palla al balzo con Nowhere Road, nuovi brani e qualche rinfrescata del passato ad esprimere il bisogno di dire, di verificare, di alzare la testa, di mostrarsi con sincerità ed onestà. Alla base di Nowhere Road ancora una volta una invidiabile capacità di mischiare le radici texane, Away e Before the Rooster Crowed riescono a conciliare sonorità country e l’immagine della provinci...
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POWDER MILL (Land Of The Free) ••••
Rock ‘n’ roll viscerale su un bel tappeto country, come due fasi dell’esistenza dei Powder Mill, come obiettivo e catarsi per Jesse Charles Hammock II e il Missouri, leggere attentamente l’una per assumere compiutamente l’altra. Allo Zebra Ranch di Jim Dickinson e prodotto da Cody Dickinson, Land Of The Free non esita a introdurre e accomulare prospettive armoniche sempre diverse, dall’honky tonk di Letters From Jail si muovono le schegge atemporali della chitarra di Jeff Chapman, intercambiabili con ...
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ERIC BRACE & PETER COOPER (The Comeback Album) •••½
Tre anni in giro per USA ed Europa ma Eric Brace & Peter Cooper non perdono il valore oggettivo della country music, ne accarezzano quelle corde intrise di dolore e desolazione che hanno bisogno di essere pizzicate. The Comeback Album si muove tra la prigione di Johnson City e gli affari pochi chiari di cittadine popolate da vittime e carnefici con una super squadra (spicca il countryman Marty Stuart, Fats Kaplin e la steel guitar di Lloyd Green) non ci troviamo di fronte ad un confetto rosa d...
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JACKSON DELANEY (Jackson Delaney) ••••
Un passato burrascoso, poco edificante per Jackson Delaney dopo una carriera ‘sfuggita di mano’ nel Baseball a Southington, Ohio (colpa della spalla) “Just considering that’s all I had done for my entire life, that was brutal”, spiega Delaney. “I was mad and sad and went through some depression. Finally, I just got to a point where I was like either I’m going to stay miserable or I’m going to pick it up and get on with it”. Tutto cambia a Cleveland, sul primo palco, sale con la chitarra tra le mani, proiezione d...
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BLACK LILLIES (Runaway Freeway Blues) ••••
La strada come luogo della fuga dalla civiltà e dunque dell’apertura su un mondo diverso, il chitarrista Cruz Contreras la solca nel 2007, in giro con Robinella and the Ccstringband: il matrimonio (doppio) finisce e la band si scioglie, ma si resta sulla strada, questa volta al comando di un bestione a 18 ruote. Quei viaggi sulle strade del Tennessee riempiono il nuovo progetto The Black Lillies. La strada detta la linea melodica in Runaway Freeway Blues, di come il viaggio trasformi le cose, la psiche e la...
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JASON BOLAND AND THE STRAGGLERS (Dark & Dirty Mile) ••••
Dark & Dirty Mile non si allontana dal percorso avviato da Pearl Snaps, la storia della provincia fermenta le sue inquietudini anche sotto la supervisione di Shooter Jennings, Jason Boland And The Stragglers mettono a punto un mix dinamico di honky tonks marcato Texas, non solo amoroso, lascia presagire un ‘lato oscuro’ ma stavolta segue i confini di una società sofferente. È sufficiente il passo morbido del violino di Nick Worley in Dark & Dirty Mile per iniziare a varcarli e mutare radicalmente un...
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BEAUMONTS (Where Do You Want It?) •••½
L’ironia è l’emento più libero per i The Beaumonts, “I sing bad because I need a drink” racconta il vocalist e chitarrista Troy Wayne Delco e attacca con la spumosa I Like Drinkin'. È il meno gravato da compiti ausiliari, particolarmente duttile per la trasmissione di umori, stati d’animo ed emozioni in Where Do You Want It? Secondo disco per la country band di Lubbock, honky tonk, chitarre e un mix irriverente di sesso (I Like Women, da cospargere con la saggezza di strofe come ‘I like smart wome...
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CHRIS WALL (El Western Motel) •••½
A 12 anni da Just Another Place, Chris Wall decide di lavorare su livelli di comunicazione diversi, si adagia nel perimetro dell’acustico, non sembra voler lasciare spazio alcuno tra lap steel e lo spessore della sagoma del cowboy che vive in El Western Motel. La definizione di un mondo, un microsmo di piccole storie che Chris Wall inizia a descrivere in Six Shiny Strings, la vita di un musicista attraverso alti e bassi, ma i sogni non sono solo per i sognatori all’El Western Motel. Un disco di...
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BRUCE ROBISON AND KELLY WILLIS (Cheater's Game) •••½
Un tempo per i piccoli da crescere (5 anni), un tempo per la musica. Kelly Willis e il marito Bruce Robison di nuovo insieme in Cheater's Game, un disco di corpi e soprattutto sentimenti che trattiene il respiro mentre ne esplora il fondo, alla ricerca di un luogo dove adagiarsi. Un atmosfera calda e intima quella di Cheater's Game –la title track- la prima delle 7 nuove canzoni scritte da Bruce Robison, il resto sono cover, Bruce Robison & Kelly Willis attraversano quegli anni con un...
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CODY JINKS (30) ••••
I grew up with country music, with some rock ’n’ roll mixed in, and I came back to it”, il country come dice Cody Jinks (ex frontman degli Unchecked Aggression, thrash-metal band di Fort Worth, Tx), è stato lo snodo tra il 2003 e il 2005 per tornare al primo amore, in quel ‘tra’ ha (ri)attivato lo sfoglio dello spazio e del tempo del country, dove la musica di Waylon Jennings è diventata una curvatura gravitazionale e il dono di una voce baritonale, lo strumento di rivelazione fisica dell’anima del fuorileg...
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RODNEY HAYDEN (Atascosa Sand) ••••
La Palomino Records, la famiglia, il territorio texano, restano il cemento catalizzatore nella musica di Rodney Hayden. Continua a lavorare sull’iperbole dei cowboys, gonfia il country e la pedal steel nell’avvio di Vegas e proprio sul decorso di questi due flussi –contigui e a tratti coincidenti- procede senza esitazioni Atascosa Sand. Staziona con grazia nell’elettrico con la convincente One Good Year, la figurazione forte e strutturata della melodia segue la composizione dello sfondo di It's Good to ...
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BUDDY MILLER & JIM LAUDERDALE (Buddy and Jim) •••½
Un disco centripeto, la storia di Buddy Miller e Jim Lauderdale ruota attorno alle singole storie, i brani ruotono sulle loro voci e tutte insieme ruotano in Buddy and Jim in una sorta di sistema solare. Il duo di amici/songwriters lo controlla molto bene (“I think the sound is great”, dice Miller. “The sound of two male voices is a tough sound. It’s not sweet. It’s tough. But I think maybe some of the songs guys don’t wanna sing, because it’s a lot of love songs. Two guys singing a love song is a little...
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JESSE DAYTON (Jesse Sings Kinky) •••½
Cosa dire della vita di Richard S. Friedman (‘Kinky’ Friedman) cantautore (il periodo d'oro negli anni ’70) scrittore di gialli, umorista, combattivo giornalista e ‘fratello comunista’ alle soglie del potere intravista nella stagnazione del politico e di giudice mancato. Un personaggio, insomma, da affrontare con la giusta disponibilità intellettuale e Jesse Dayton lo ha preso di ‘parola’ lo scorso anno con Becoming Kinky: The World According To Kinky Friedman, era uno degli ‘attori’: “A few months back...
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TREY RUSHING & 277 SOUTH (Lay Down & Die) ••••
Nella piccola cittadina di Sonora, Tx, il giro ventennale sull’highway 277 South per l’honky-tonker Trey Rushing è servito per forare le falde discontinue del country, quelle decantate e fatte maturare entro il contenitore cristallino della tradizione di George Strait e Hank Williams, messe in circolazione entro le strutture espositive della slide guitar, costruite secondo la logica musicale del rock, e infine, armonizzate con la simmetria drammaturgica e la rappresentazione spirituale del Signore. È tutto nelle chitar...
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BILLY DON BURNS (Nights When I’m Sober (Portrait of a Honky Tonk Singer)) ••••
Canzoni di vita schiette e meravigliosamente sincere, tracce di una lunga carriera vissuta tra le gioie e i dolori della country music. Non esiste un dentro e un fuori per Billy Don Burns, ma solo l’alveo pietroso della dignità di un cantastorie che ha vissuto sulla propria pelle periodi bui, droghe comprese, sulla strada a contatto con la peggiore feccia del mercato discografico ma coerentemente con la sua musica ha sempre trovato la forza di restare a galla, le canzoni di Hank Williams gli insegnavano come perseverare e non h...
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DWIGHT YOAKAM (3 Pears) ••••
In una decade il Dwight Yoakam attore ha cercato di muovere dall’interno la passività del cinema senza dimenticare il glorioso passato da countryman e con vari tentativi nella speranza di volgere l’irreversibile divergenza del Western verso un qualche significato. Una cosa è certa, il Dwight Yoakam cantante ha avuto modo di ritrovare la cadenza lirica del cowboy, nella residua ma resistente wilderness Americana quella romanticamente ‘arretrata’ e legata ai problemi del presente: “I think it expressed the thought that...
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BOB WAYNE (Till The Wheels Fall Off) •••½
Till the Wheels Fall Off basta decisamente a se stessa. Non è certo la sola a basculare fra il sacro e il profano, tra il country che si ibrida col western dei fuorilegge, il profondo percorso introspettivo dell’esordio di Outlaw Carnie sembra sparito perché troppo refrattario, nel lungo periodo, alle immissioni del quotidiano, resiste solo lo spirito irriverente, polemico e ‘forte’ dell'amico Hank III (“Whether I was selling t-shirts for Zeke or guitar teching for Hank III, I’ve always known I wanted to be on ...
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IMMIGRANT UNION (Immigrant Union) •••½
Gli Immigrant Union atterrano a Portland e il sestetto australiano viene accolto da qualcosa di parzialmente estraneo: “The vibe of the city was one of the biggest reasons for flying over there,” dice il vocalist Brent DeBoer. “One of the biggest influences was this bar that was just a block away from the studio that had this amazing free jukebox. It was full of ‘70s country music. At the time I was hearing a lot of these new country bands that were making these recordings that were too antiquely. We wanted to do ...
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STEEL WHEELS (Lay Down, Lay Low) •••½
Tra la Virginia, Michigan e l’Illinois tutti si auguravano dopo Red Wing (3°disco, del 2010) che i The Steel Wheels trovassero maggiori tesori tra la Appalachians music, magari setacciando anche il serbatoio dell’Americana e senza finire sfasati rispetto ad una trama tipicamente bluegrass. Ebbene nel percorso elastico di Lay Down, Lay Low si scopre nel continuo rimbalzo tra mandolino, banjo, violino di Trent Wangler, Jay Lapp e Eric Brubaker, lo stretto rapporto tra l’uomo e la natura, ma stavolta si esalta anche ...
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RODNEY HAYDEN (Live From The Phoenix Saloon) ••••
Una domenica al Phoenix Saloon di New Braunfels per il primo live di Rodney Hayden? Risposta banale, bellissima serata. 18 brani a ripercorrere tutti e 6 i dischi del songwriter nato nella piccola cittadina di Pleasanton vicino a San Antonio, famose, riconoscibili senza nemmeno richiamare la funzione titillare della memoria prima di tuffarsi nell’intenso vortice acustico diviso con David Beck e la voce di Drew Kennedy. Parentesi calde (Living The Good Life e 12 Ounce World) e accorate (Waltz With Me...
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LYLE LOVETT (Release Me) •••½
11 album in 30 anni alla Curb Records. È arrivato il giorno dell’addio per Lyle Lovett. Release Me non è il suo testamento, le 12 cover e solo 2 nuove tracce fanno pensare ad un passo scritto in quel lontano 1980, ad un obbligo contrattuale prima di cambiare aria. La scelta dei brani (anni ’30 ai ’50, il focalizzarsi su oscuri folksinger) delineano uno humor del songwriter texano che forse riserba rancore ma è dotato di una propria leggerezza, la voce si carica dell’essenza o sottrazione di peso come una qualità da pers...
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LONGEST DAY OF THE YEAR (Turn Into The Ground) •••½
Tra le montagne del Colorado si muove un manipolo di briganti in cerca di una guida country spirituale e della ‘whiskey music’, i The Longest Day of the Year trovano del terreno fertile per un lucente ‘outlaw country’ un misto di ‘dust-devil’s worth of honky-tonk rockabilly’ (come piace apostrofarla al chitarrista t.Mule - Sean Lamborne). Ma Turn into the Ground più di tutto, sposa l’ideologia dell’alt.country, infinito focolare di una provincia americana dove poggiare un amorevole alone nostalgico nella splendida aper...
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ELEVEN HUNDRED SPRINGS (Midway) •••½
Midway e la vecchia scuola country. Sentimenti e pensieri che (r)esistono nello spazio da quel lontano 1998, 9 album con parentesi interessanti nella slide tuonante di This Crazy Life, Midway invece è un campo di forze a n dimensioni nel classico e tradizionale 'old country' ma la Eleven Hundred Springs è ancora in grado di sprigionare attraverso la florescenza di violini e lap steel codici inequivocabili di uno spaccato dell’America rurale e dell’American roots music. What Do You Know a Hard Wo...
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BROKEN SPOKE (The Broken Spoke) •••½
Cuore dell’Alt. country, malinconico e nostalgico, sbarca dal Colorado in Texas e trova legittimità alle arditezze dell’esordio del 2010, Before There Were Easy Riders, i The Broken Spoke –come il celebre locale di Austin- tra ballate ‘old time country’, Dio, la chiesa Cattolica e le sue contraddizioni (“I write most of our lyrics, and growing up I was in this southern Baptist community for most of my life,” dice il vocalist/chitarrista Thomas Skora. “I spend a lot more time at the Ancient Mariner than I do in...
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MARK W. LENNON (Home of the Wheel) •••½
Una lunga transizione dai tempi scuri della grande despressione, ripercorrendo il Sud degli Stati Uniti, pensando alla famiglia, al periodo dell’infanzia prima di arrivare nella moderna e conflittuale vita di Los Angeles, giro lungo per il songwriter Mark W. Lennon, dall’Ep del 2009 sembrava delinearsi un vagare a vuoto neppure troppo mascherato da buoni propositi, ed invece arriva la sorpresa di Home of The Wheel. La scuola della West Coast, il produttore-multi/strumentista Marvin Etzioni dei Lone Justice hanno aiutato...
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LONESOME CITY TRAVELERS (Lonesome City Travelers) ••••
I fratelli Metts dopo aver attraversato mezza America trovano per strada un’altra coppia di fratelli (i Martin, batteria e basso) e iniziano a pigiare a tavoletta il pedale dell’alternative country in direzione della Florida dove i Lonesome City Travelers hanno assemblato il disco d’esordio. Non lasciatevi sviare dall’avvio nostalgico di Goodbye San Francisco, quando il banjo comincia a dare sfoggio e a rispolverare classici fraseggi agresti, Lonesome City Travelers si impenna: ecco la trascinante The River<...
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JASON BOLAND & THE STRAGGLERS (Rancho Alto) ••••
Continua a credere nella vera country music, continua a vederne i confini tra passato e presente, abitato da violini, steel guitars, alcohol, donne, demoni e disperazione, le verità di Jason Boland and the Stragglers sono contenute in quei bordi e Rancho Alto vi appartiene ancor più delle storie da ex-alcolista che avevano contraddistinto il precedente Comal County Blue (“We’re not really trying to emulate pop music, so it keeps getting in some ways almost more acoustic. But I would think within the songs, the...
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ROBERT EARL KEEN (Ready For Confetti) •••½
16°esimo album con molte novità: la Lost Highway, il ritorno alla produzione di Lloyd Maines (garanzia del precedente The Rose Hotel, 2009) il classico sfondo dell’Americana che tende a sfumare e stesso dicasi delle isolate colline di Scriptorium scelte da sempre per scrivere di musica: “I always said that I never write on the road because it’s too sterile and I’m too tired,” dice Keen. “Well, last year I just decided that we were going to throw that rule away and write on the road”. Le tradizioni saltano, m...
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RODNEY HAYDEN (Rodney Hayden) ••••
Nelle terre bruciate del Texas è tempo di Cowboy songs, Rodney Hayden libera i ricordi e firma al sesto disco un’ispirata rivisitazione di un’epoca e di un’immaginario storico/filmico a cui è sempre stato legato, musicalmente, nel corso degli anni e che hanno reso mitico il Far West. 9 i brani scelti da Rodney Hayden, voce e chitarra, con il solo David Beck a fargli da spalla -ma alla fine è come se avesse un’intera band (suona mandolino, dobro, percussioni, chitarra e basso), l’impostazione è scarna, coerente ai brani ...
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DERYL DODD (Random As I Am) •••
Honky tonk, boots, donne, whiskey e la slide di Steve Rhian. Schema semplice e pulito nella spedita e godibilissima Baby Where's My Bottle, il singolo apripista del nuovo disco di Deryl Dodd (“I have been blessed to make music for this long. I never had a plan, still don’t. But, I hope it’s made a difference and done something good for somebody. That’s the whole reason I started doing it”) peccato che il countryman texano scivoli troppo velocemente su questo paesaggio agreste per indugiare e sistemarsi in quel lato...
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NICK 13 (Nick 13) •••½
Chitarrista della punk band dei Tiger Army, Nick 13 – numero scelto in ricordo del primo gruppo, Influence 13- è sempre rimasto legato a vecchi amori quali l’hillbilly music e l’honky tonk anni ’40, ’50 e ’60, lasciati maturare col tempo, quel tanto per riscoprirli alla soglia del primo disco solista. Il passo dalla sua California a Nashville è breve, ma la prima cosa che risalta sin dalla splendida ballad di Nashville Winter è la capacità di non far percepire gli evidenti scarti tra il passato e il presente...
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6 DAY BENDER (E’Ville Fuzz) ••••
Se felice era stata la scelta della band della Virginia, nell'omonimo disco d'esordio, di puntare su Luke Nutting e il suo inseparabile banjo capace di conquistare il proprio spazio installandosi nel luoghi e nel cuore del country e dell’american roots, altrettanto indovinata la decisione dei 6 Day Bender di lasciare le montagne, confinare in soffitta la ricca strumentazione acustica -ma sempre a portata di mano-, e ripiegare sul rock classico. Con E’Ville Fuzz i ragazzi di Charlottesville cercano di ripristinare l’equ...
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AGAVE POSSE BAND (All That Matters) ••••
Fattorie e boots, honky tonk e texas story, in poche parole ‘country way of life’. L’Agave –al singer-songwriter Chad Beedy piace parecchio la tequila- Posse Band incarna alla perfezione quell’idea di leggerezza della materia ‘country’ con quelle infiltrazione accidentali nel roots texano, 10 corposi percorsi incuneati negli intervalli della vita agreste, tracce mobili di racconti del vento e della terra della stella Solitaria che parlano di una vita di piccole cose ma brulicante di chitarre, violini e whiskey, co...
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CLINT MARTIN (Last of a Dying Breed) •••
Il countryman Clint Martin al secondo disco cambia leggermente la focale con la quale ha sempre guardato al country classico, come lui stesso precisa: “’Proven’ was more of a traditional country effort. It had more clean fiddle and twangy telecaster guitars, whereas ‘Last of a Dying Breed’ has a little more of a rock edge to it. It still has instruments like fiddle and steel guitar, but it also has more overdriven guitar tones”. In Last of a Dying Breed, non si nega il percorso incamerato con Proven, nelle...
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BUDDY MILLER (The Majestic Silver Strings) •••
Che squadra! Il musicista, produttore e songwriter Buddy Miller insieme a tre acclamati chitarristi – il jazzista Bill Frisell, Marc Ribot dalla parte del rock e la steel di Greg Leisz –i Majestic Silver Strings come celebra il titolo del nuovo album di Buddy Miller: “We had been talking, just casually, about maybe making a record together sometime. It just kind of occurred to me when I was working with Marc on another record: Why don’t we all do this together and do it now? Well, ‘now’ turned ou...
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ELEVEN HUNDRED SPRINGS (Eight The Hard Way) •••½
Il quintetto di Dallas torna al country e al sound delle praterie, le parentesi di roots & whiskey contenute in This Crazy Life restano superficie pura in Eight The Hard Way, che è cosa ben diversa dall’essere appena abbozzate. Nel senso che il vocalist Matt Hillyer sceglie di lavorare sulla superficie dei sentimenti, dei personaggi da barroom, delle connessioni tra cuori in fiamme, senza andare nelle profondità del roots con armonie più dolci, ma gli Eleven Hundred Springs restano vincolati alle tradizioni degl...
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JESSE DAYTON (One For The Dance Halls) •••½
Sebbene lontano da uno studio di registrazione, Hey Nashvegas risale al 2004 e con un album di cover nel 2006, Jesse Dayton ha continuato a fare musica (partecipazioni a dischi di amici, soundtracks e duetti come nel caso di Brennen Leigh) e soprattutto ad esibirsi al mitico Broken Spoke: “People in Austin have a connoisseurship for country music the way New Yorkers have a connoisseurship for theater and musicals. And so after playing the Broken Spoke, I was like, we need to do something that’s got that dance ...
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CODY JINKS (Less Wise) ••••
Songwriter al terzo disco, produzione indipendente come i due precedenti –li trovate sul suo sito, scaricabili gratuitamente e ne vale la pena!-, Cody Jinks con una voce ferma e profonda canta della vita che vive quotidianamente, non ha un approccio semplice del tipo ‘Music for those who wear boots and drink whiskey’, perchè come dimostra Less Wise, lo stile di Cody Jinks varca i confini di questa dimensione del country, non c’è solo euforia da dance hall, Cody Jinks la mette in discussione, facendola traba...
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AARON WATSON (The Road & The Rodeo) •••½
Aaron Watson continua a spostare il peso e il sapore del texas country sul versante indipendente al contrario di molti suoi colleghi piegati alle richieste del mercato figlio di Nashville, da 10 anni mischia honky tonk, violini e ficcanti telecaster senza rischiare di accartocciare i suoi dischi e ridurli ad un incarto dalla poca sostanza. The Road & The Rodeo segue lo spirito di questo countryman ruspante, si dà da fare sulla strada e nei rodei con mosse e balzi tra romanticherie strappacuori e sano country-rock che co...
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MOLENES (Good Times Comin’) •••½
This Car is Big, l’album d’esordio della band di Boston dei The Molenes -composto perlopiù da demos, risultava ancora grezzo alla ricerca di un compromesso tra alt.country, roots, hillbilly e rock ‘n’ roll, solo accennato nel successivo Songs of Sin and Redemption (come anche il vocalist e songwriter Dave Hunter ribadisce: “The first cd’s I've written for knowing who we were and how we play together"). Good Times Comin’ pare scandito da un incedere più sgraziato e meno prevedibile, anche se certi c...
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WHITEY MORGAN AND THE 78'S (Whitey Morgan and the 78’s) ••••
Whitey Morgan sceglie di aprire il nuovo disco con la cover di Bad News, scelta non casuale come quella di lasciarla consumare dalla telecaster, ed intriga oggi come nel 1960 quando la cantava Johnny Cash. La steel si accoda alle tradizioni del country nel rispolverare la lugubre ballata di un uomo in viaggio “I’m bad news everywhere i go” che lascia solo problemi e cuori infranti sul proprio sentiero. Quella accesa da Whitey Morgan and The 78’s (un disco “for hard workers and hard drinkers—or pe...
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MARTY STUART (Ghost Train. The Studio B Sessions) •••½
16°esimo album per Marty Stuart registrato al prestigioso Studio B di Nashville (Elvis Presley, Waylon Jennings tra le tante illustri presenze) dove si vive e respira -negli intermezzi aperti dal pentagramma musicale della storia- la cultura e le tradizioni della country music, quella ancora capace di scuotere a ritmo di mandolini e steel guitars. "What inspires me now, is traditional country music," dice Stuart. "It's the music I most cherish, the culture in which I was raised. I found traditional country music to b...
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PETER COOPER (The Lloyd Green Album) •••½
La collaborazione con la pedal steel del maestro Lloyd Green è la scelta del cantautore, giornalista, produttore e professore Peter Cooper, un terzo disco inizialmente registrato solo voce e chitarra poi Lloyd ne ha scalfito e grattata la pelle con la magia della steel e la malinconia di un country puro, nostalgico, è salito in superficie come le aperture melodiche del narratore Peter Cooper, in grado di far risaltare tutto ciò che nella vita resta nel profondo. 12 le ballate voce e lap steel di The Lloyd Green Album...
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JAMEY JOHNSON (The Guitar Song) ••••
Dopo il successo di vendite di The Lonesome Song, il songwriter Jamey Johnson ritorna con un progetto ambizioso: 25 canzoni per un disco country! Altro che operazione commerciale ed equivoca, qualitativamente rilevante perché non è certo rivolta a recuperare consensi che a Nasville di sicuro non possono più sfuggirgli, The Guitar Song è un doppio disco che rappresenta il Country nelle sue ampie sfaccettature, dall’adulterio all’alcolismo, dalla fede nel Signore all’amore della famiglia, al lavoro dalla parte delle...
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JUSTIN TOWNES EARLE (Harlem River Blues) •••½
Justin Townes Earle in rotta verso la New York di chi si sporca ancora le mani, quella proletaria, quella del ponte e della galleria, non certa quella spocchiosa dell’Upper East Side, anche se Harlem River Blues sembra scritto prima che cambiasse città, viaggio iniziato dal Tennessee, costeggiando le rive del Mississippi a sentire la soave e limpida bellezza della title-track, l’alt. country lo lascia per strada man mano che la ‘grande mela’ si avvicina, come il folk, il jazz, il rock e la roots music -quella si che c’è ...
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JARROD BIRMINGHAM (Jesus & Johnny Cash) ••••
Sono passati 4 anni da No Apologies, Jarrod Birmingham si ripresenta nel segno di Jesus & Johnny Cash, un quinto disco ricco di buone intenzioni e al fondo veritiero perché non risente degli impacci che spesso caratterizzano i dischi di vuole restare agganciato alla tradizione e al tempo stesso superarla con slanci di cuore e chitarre: “It's by far the best I've ever done. It's more mature. There's no mad songs, I'm not flipping anyone off. It's a regular life CD" precisa Jarrod, aggiungendo, "With ...
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POWDER MILL (Money Marbles and Chalk) •••½
La band del Missouri dei Powder Mill non si è mai posta il problema di un’appartenenza geografica, contano il pensiero, le storie, l’outlaw country e lo spirito sudista, una miscela che con naturalezza ritroviamo anche in Money Marbles and Chalk, anzi ne accentuano il vigore con quel legame oscuro e poco consolatorio dell’invisibilità da periferia, dove la musica agisce contro quella concezione formattata e unidimensionale del mondo. Un disco quindi grintoso, storie di rock n’ roll raccontate da Jesse Charles Hammock II m...
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RODNEY HAYDEN (Tavern Of Poets) ••••
Si è allontanato dalle dancehalls dove ha trascorso dieci anni a costruirsi una reputazione da honky tonker, ha deciso di cercare l’America, quella della libertà vana e assoluta delle highways lungo i sentieri del Texas e con solo la compagnia della chitarra si è spinto fino in Europa dove il bagaglio delle esperienze si è andato riempiendo con la profondità dei costumi e delle mentalità delle persone e dei luoghi che andava visitando. Il risultato di tanto girovagare ha un nome, Tavern of Poets: “Anyone can benefit from a ...
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LOST IMMIGRANTS (Pasaporte) •••½
James Dunning non è mai stato fedele alle etichette –country, americana, rock-, così mobili e sfuggenti, compromessi sempre un po’ paradossali fra il ritorno dell’identico e l’ingresso del nuovo, al terzo disco (dopo un succoso live) i Lost Immigrants tra sbalzi politici e sociali in giro per il mondo, si tengono però stretti la classica scuola Texana: “Pasaporte is a map of best case scenarios of expression that is seldom accomplished in album form anymore”. Mettono le cose in chiaro invitandoci a cantare nell’apertura d...
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JIM LAUDERDALE (Patchwork River) •••½
Jim Lauderdale sembra rigenerato, ha pubblicato il sesto disco in solo quattro anni, Patchwork River è stato scritto ancora in compagnia di Robert Hunter (Grateful Dead, il precedente è Headed for the Hills del 2004), e la mano dell’amico si avverte, lo ha aiutato a convergere le traiettorie bluegrass degli ultimi interessanti dischi verso l’anima chitarristica del rock n’ roll, e nel bilanciamento il duo è riuscito a infilarci qualche gradita sorpresa direttamente da Memphis, con una malinconica sezione fiat...
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JASON SAVORY (Live) •••½
Well, hello Stillwater. How are you? Good to be here.” Jason Savory si presenta proprio dalla cittadina dell’Oklahoma dove è iniziata la sua carriera di musicista, sul palco della Tumbleweed Dance Hall, ed a Live tocca far rivedere la sua storia, o meglio, di ripercorrerla. Facendo nostri la sua memoria, la sua identità delle origini country fino al mischiarsi con la musica Red Dirt, scelta non così difficile da gestire, e pare invero azzeccata l’idea di iniziare Live ripescando la radiosa Don't You Think Thi...
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JASON BOLAND & THE STRAGGLERS (High In The Rockies, A Live Album) ••••
Registrato nell’arco di quattro consecutive date tra il Colorado (al The Aggie Theatre di Fort Collins, al ghiaccio del MusicFest di Steamboat fino a Denver) e il Wyoming del Cowboy Saloon di Laramie, Jason Boland & the Stragglers hanno deciso appositamente di allontanarsi da casa (e d’altronde 200.000 dischi li hanno venduti lontano dal Lone Star State): “It’s away from home, a little bit different weather-wise (and the) geography. But where can you have all your core fans that far away from home and in a different setting...
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ROMANTICA (Control Alt Country Delete) •••½
10 canzoni scritte e registrate Lunedì 23 marzo 2009 ad Austin, Tx. La band di Minneapolis dei Romantica come da tradizione (una di quelle che amo rispettare anche io) ogni anno vola fino in Texas per un paio di settimane da trascorrere al South by Southwest. Non solo rivedere amici e suonare nei vari luoghi soleggiati a contatto con il calore del pubblico, ma tra birra gratis lottando per starsene sobri, una mattina sono passati per uno studio di registrazione per incidere un brano per un amico chitarrista, ma varie...
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WHALESHOW (Caught Between The Highway Blues) •••½
Band di Baltimora innamorata dell’alternative country, del rock chitarristico quanto il suono dell’armonica sempre sulle labbra di Uncle Dave Huber fin da There Will Be Blood, e di certo a sentir parlare della metafisicità della guerra, di soldati, agonia e morte –tra l’origine e la ragione dei colpi inferti preferiscono descrivere il sangue sulla loro pelle- il menù bellicoso dei Whale Show (più di una traccia) condisce la loro musica insieme ad altre ‘pietanze appetitose’ senza limitarsi (restando sempre in tema cu...
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ZANE WILLIAMS (The Right Place) •••½
Il countryman Zane Williams dopo una parentesi lunga quasi dieci anni in quel di Nashville (dove oltre a laurearsi ha trovato moglie e ha inciso un disco) si è avvicinato alla sua Abilene per incidere il nuovo disco, The Right Place, un disco -prodotto da Radney Foster- che assume i toni idillici di un ritorno alla vastità del paesaggio naturale che lo ha visto crescere e che lo riaccoglie nella sua serenità impertubabile. Una fortuna dato che il ragazzo vuol diventare uno di quei songwriter che nelle dancehall si tro...
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ELLIOT RANDALL & THE DEADMEN (Caffeine & Gasoline) •••½
Sarà anche abituato ai cieli di San Francisco, ma Elliot Randall è cresciuto in Carolina ed ama la vita di campagna anche perché come aggiunge lui stesso: “My dad was a Country songwriter, so I guess it’s in my blood”, allora non stupirà la scelta al secondo disco -sempre indipendente- (Take The Fall, l’esordio del 2007) di addentrarsi maggiormente nell’alt.country a cui anche i The Deadman si sono ambientati in fretta facilitati dalla supervisione alla produzione di David Simon-Baker che ha lavorato tra ...
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JOE SWANK & THE ZEN PIRATES (Hank Williams Died for my Sins) •••½
Hank Williams e l’alternative country da una taverna avvolta dall’oscurità ma illuminata dai santini del country, seduto nella penombra c’è Joe Swank col suo cd scritto, prodotto e registrato con una decina di anni di ritardo -sia verso il movimento alternative, sia verso la sua band dei The Zen Pirates (tre giri a vuoto datati 2001, 2004 e 2006)- Hank Williams Died for my Sins. La storia di questo canadese che lavora attualmente per la Bloodshot Records come promotore e tour press, rigira da un ventennio intorno ...
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ELEVEN HUNDRED SPRINGS (This Crazy Life) •••½
Impossibile programmare il destino a sentire gli honky tonkers Eleven Hundred Springs, la morale immersa nel country figlio di Hank Williams e Waylon Jennings di This Crazy Life è dopotutto semplice: ogni ossessione del controllo totale è destinata a sbriciolarsi nel momento che si scontra con la casualità del caotico quotidiano. Messaggio di questo sesto disco -prodotto da Lloyd Maines- che ripesca il suono più tradizionale di periodi come A Straighter Line del lontano 2001 riuscendo però a dosare qualche piccol...
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