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| Archivio Completo - Cerca Recensioni |
BROKEN SPOKE (The Broken Spoke) •••½ |
Cuore dell’Alt. country, malinconico e nostalgico, sbarca dal Colorado in Texas e trova legittimità alle arditezze dell’esordio del 2010, Before There Were Easy Riders, i The Broken Spoke –come il celebre locale di Austin- tra ballate ‘old time country’, Dio, la chiesa Cattolica e le ... |
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LENNON Mark W. (Home of the Wheel) •••½ |
Una lunga transizione dai tempi scuri della grande despressione, ripercorrendo il Sud degli Stati Uniti, pensando alla famiglia, al periodo dell’infanzia prima di arrivare nella moderna e conflittuale vita di Los Angeles, giro lungo per il songwriter Mark W. Lennon, dall’Ep del 2009 sembrava... |
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LONESOME CITY TRAVELERS (Lonesome City Travelers) •••• |
I fratelli Metts dopo aver attraversato mezza America trovano per strada un’altra coppia di fratelli (i Martin, batteria e basso) e iniziano a pigiare a tavoletta il pedale dell’alternative country in direzione della Florida dove i Lonesome City Travelers hanno assemblato il disco d’esordi... |
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JASON BOLAND & The STRAGGLERS (Rancho Alto) •••• |
Continua a credere nella vera country music, continua a vederne i confini tra passato e presente, abitato da violini, steel guitars, alcohol, donne, demoni e disperazione, le verità di Jason Boland and the Stragglers sono contenute in quei bordi e Rancho Alto vi appartiene ancor più d... |
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KEEN Robert Earl (Ready For Confetti) •••½ |
16°esimo album con molte novità: la Lost Highway, il ritorno alla produzione di Lloyd Maines (garanzia del precedente The Rose Hotel, 2009) il classico sfondo dell’Americana che tende a sfumare e stesso dicasi delle isolate colline di Scriptorium scelte da sempre per scrivere di musica:... |
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HAYDEN Rodney (Rodney Hayden) •••• |
Nelle terre bruciate del Texas è tempo di Cowboy songs, Rodney Hayden libera i ricordi e firma al sesto disco un’ispirata rivisitazione di un’epoca e di un’immaginario storico/filmico a cui è sempre stato legato, musicalmente, nel corso degli anni e che hanno reso mitico il Far West. 9 i bra... |
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DODD Deryl (Random As I Am) ••• |
Honky tonk, boots, donne, whiskey e la slide di Steve Rhian. Schema semplice e pulito nella spedita e godibilissima Baby Where's My Bottle, il singolo apripista del nuovo disco di Deryl Dodd (“I have been blessed to make music for this long. I never had a plan, still don’t. But, I ho... |
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6 DAY BENDER (E’Ville Fuzz) •••• |
Se felice era stata la scelta della band della Virginia, nell'omonimo disco d'esordio, di puntare su Luke Nutting e il suo inseparabile banjo capace di conquistare il proprio spazio installandosi nel luoghi e nel cuore del country e dell’american roots, altrettanto indovinata la decisione dei 6 ... |
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NICK 13 (Nick 13) •••½ |
Chitarrista della punk band dei Tiger Army, Nick 13 – numero scelto in ricordo del primo gruppo, Influence 13- è sempre rimasto legato a vecchi amori quali l’hillbilly music e l’honky tonk anni ’40, ’50 e ’60, lasciati maturare col tempo, quel tanto per riscoprirli alla soglia de... |
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AGAVE POSSE BAND (All That Matters) •••• |
Fattorie e boots, honky tonk e texas story, in poche parole ‘country way of life’. L’Agave –al singer-songwriter Chad Beedy piace parecchio la tequila- Posse Band incarna alla perfezione quell’idea di leggerezza della materia ‘country’ con quelle infiltrazione accidentali nel ro... |
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MARTIN Clint (Last of a Dying Breed) ••• |
Il countryman Clint Martin al secondo disco cambia leggermente la focale con la quale ha sempre guardato al country classico, come lui stesso precisa: “’Proven’ was more of a traditional country effort. It had more clean fiddle and twangy telecaster guitars, whereas ‘Last of a Dying Breed... |
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MILLER Buddy (The Majestic Silver Strings) ••• |
Che squadra! Il musicista, produttore e songwriter Buddy Miller insieme a tre acclamati chitarristi – il jazzista Bill Frisell, Marc Ribot dalla parte del rock e la steel di Greg Leisz –i Majestic Silver Strings come celebra il titolo del nuovo album di Buddy Mill... |
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ELEVEN HUNDRED SPRINGS (Eight The Hard Way) •••½ |
Il quintetto di Dallas torna al country e al sound delle praterie, le parentesi di roots & whiskey contenute in This Crazy Life restano superficie pura in Eight The Hard Way, che è cosa ben diversa dall’essere appena abbozzate. Nel senso che il vocalist Matt Hillyer sceglie di lavora... |
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DAYTON Jesse (One For The Dance Halls) •••½ |
Sebbene lontano da uno studio di registrazione, Hey Nashvegas risale al 2004 e con un album di cover nel 2006, Jesse Dayton ha continuato a fare musica (partecipazioni a dischi di amici, soundtracks e duetti come nel caso di Brennen Leigh) e soprattutto ad esibirsi al mitico Broken... |
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WATSON Aaron (The Road & The Rodeo) •••½ |
Aaron Watson continua a spostare il peso e il sapore del texas country sul versante indipendente al contrario di molti suoi colleghi piegati alle richieste del mercato figlio di Nashville, da 10 anni mischia honky tonk, violini e ficcanti telecaster senza rischiare di accartocciare i suoi di... |
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MOLENES (Good Times Comin’) •••½ |
This Car is Big, l’album d’esordio della band di Boston dei The Molenes -composto perlopiù da demos, risultava ancora grezzo alla ricerca di un compromesso tra alt.country, roots, hillbilly e rock ‘n’ roll, solo accennato nel successivo Songs of Sin and Redemption (come anche ... |
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WHITEY MORGAN and The 78's (Whitey Morgan and the 78’s) •••• |
Whitey Morgan sceglie di aprire il nuovo disco con la cover di Bad News, scelta non casuale come quella di lasciarla consumare dalla telecaster, ed intriga oggi come nel 1960 quando la cantava Johnny Cash. La steel si accoda alle tradizioni del country nel rispolverare la lugub... |
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STUART Marty (Ghost Train. The Studio B Sessions) •••½ |
16°esimo album per Marty Stuart registrato al prestigioso Studio B di Nashville (Elvis Presley, Waylon Jennings tra le tante illustri presenze) dove si vive e respira -negli intermezzi aperti dal pentagramma musicale della storia- la cultura e le tradizioni della country music, quella ancora... |
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COOPER Peter (The Lloyd Green Album) •••½ |
La collaborazione con la pedal steel del maestro Lloyd Green è la scelta del cantautore, giornalista, produttore e professore Peter Cooper, un terzo disco inizialmente registrato solo voce e chitarra poi Lloyd ne ha scalfito e grattata la pelle con la magia della steel e la malinconia... |
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JOHNSON Jamey (The Guitar Song) •••• |
Dopo il successo di vendite di The Lonesome Song, il songwriter Jamey Johnson ritorna con un progetto ambizioso: 25 canzoni per un disco country! Altro che operazione commerciale ed equivoca, qualitativamente rilevante perché non è certo rivolta a recuperare consensi che a Nasville di ... |
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EARLE Justin Townes (Harlem River Blues) •••½ |
Justin Townes Earle in rotta verso la New York di chi si sporca ancora le mani, quella proletaria, quella del ponte e della galleria, non certa quella spocchiosa dell’Upper East Side, anche se Harlem River Blues sembra scritto prima che cambiasse città, viaggio iniziato dal Tennessee, ... |
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BIRMINGHAM Jarrod (Jesus & Johnny Cash) •••• |
Sono passati 4 anni da No Apologies, Jarrod Birmingham si ripresenta nel segno di Jesus & Johnny Cash, un quinto disco ricco di buone intenzioni e al fondo veritiero perché non risente degli impacci che spesso caratterizzano i dischi di vuole restare agganciato alla tradizi... |
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HAYDEN Rodney (Tavern Of Poets) •••• |
Si è allontanato dalle dancehalls dove ha trascorso dieci anni a costruirsi una reputazione da honky tonker, ha deciso di cercare l’America, quella della libertà vana e assoluta delle highways lungo i sentieri del Texas e con solo la compagnia della chitarra si è spinto fino in Europa dove il bagag... |
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LOST IMMIGRANTS (Pasaporte) •••½ |
James Dunning non è mai stato fedele alle etichette –country, americana, rock-, così mobili e sfuggenti, compromessi sempre un po’ paradossali fra il ritorno dell’identico e l’ingresso del nuovo, al terzo disco (dopo un succoso live) i Lost Immigrants tra sbalzi politici e sociali in giro per ... |
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SAVORY Jason (Live) •••½ |
“Well, hello Stillwater. How are you? Good to be here.” Jason Savory si presenta proprio dalla cittadina dell’Oklahoma dove è iniziata la sua carriera di musicista, sul palco della Tumbleweed Dance Hall, ed a Live tocca far rivedere la sua storia, o meglio, di ripercorrerla. Fa... |
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LAUDERDALE Jim (Patchwork River) •••½ |
Jim Lauderdale sembra rigenerato, ha pubblicato il sesto disco in solo quattro anni, Patchwork River è stato scritto ancora in compagnia di Robert Hunter (Grateful Dead, il precedente è Headed for the Hills del 2004), e la mano dell’amico si avverte, lo ha aiutato a converg... |
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JASON BOLAND & The STRAGGLERS (High In The Rockies, A Live Album) •••• |
Registrato nell’arco di quattro consecutive date tra il Colorado (al The Aggie Theatre di Fort Collins, al ghiaccio del MusicFest di Steamboat fino a Denver) e il Wyoming del Cowboy Saloon di Laramie, Jason Boland & the Stragglers hanno deciso appositamente di allontanarsi da casa (e d’altro... |
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WHALE SHOW (Caught Between The Highway Blues) •••½ |
Band di Baltimora innamorata dell’alternative country, del rock chitarristico quanto il suono dell’armonica sempre sulle labbra di Uncle Dave Huber fin da There Will Be Blood, e di certo a sentir parlare della metafisicità della guerra, di soldati, agonia e morte –tra l’origine e la ragio... |
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ROMANTICA (Control Alt Country Delete) •••½ |
10 canzoni scritte e registrate Lunedì 23 marzo 2009 ad Austin, Tx. La band di Minneapolis dei Romantica come da tradizione (una di quelle che amo rispettare anche io) ogni anno vola fino in Texas per un paio di settimane da trascorrere al South by Southwest. Non solo rivedere amic... |
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WILLIAMS Zane (The Right Place) •••½ |
Il countryman Zane Williams dopo una parentesi lunga quasi dieci anni in quel di Nashville (dove oltre a laurearsi ha trovato moglie e ha inciso un disco) si è avvicinato alla sua Abilene per incidere il nuovo disco, The Right Place, un disco -prodotto da Radney Foster- che assume i... |
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ELLIOT RANDALL & The Deadmen (Caffeine & Gasoline) •••½ |
Sarà anche abituato ai cieli di San Francisco, ma Elliot Randall è cresciuto in Carolina ed ama la vita di campagna anche perché come aggiunge lui stesso: “My dad was a Country songwriter, so I guess it’s in my blood”, allora non stupirà la scelta al secondo disco -sempre indipendent... |
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JOE SWANK & The Zen Pirates (Hank Williams Died for my Sins) •••½ |
Hank Williams e l’alternative country da una taverna avvolta dall’oscurità ma illuminata dai santini del country, seduto nella penombra c’è Joe Swank col suo cd scritto, prodotto e registrato con una decina di anni di ritardo -sia verso il movimento alternative, sia verso la sua band dei T... |
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