BRENT COBB (Shine On Rainy Day) ••••

Brent Cobb è della Georgia, ne parla parecchio in Shine On Rainy Day con un pizzico di humor ma non si sorride affatto, sembrano conversazioni dal portico di casa tratte da un libro che illustra diversi aspetti dell’America di oggi, dalla povertà, a vecchi sognatori, ma i libri, pur necessari... non parlano da soli, lo diceva Kilibanski, allora ci pensa Brent Cobb.
Americana & folk e intriganti rimandi country, il candore della voce di Brent Cobb entra nella rispettabile società, mai così perfetta, davanti a un bicchie...
Nr° Letture : 161
DISCO DEL MESE
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MATTHEW LANE (Ranch Road 479) ••••

Nato in Oklahoma, dal padre meccanico con il country nel cuore, Matthew Lane lo ricordava in quel di Nashville mentre scriveva canzoni per vivere.
Vita dura, quindi, ma è servita per formare una band col fratello e vecchi amici, i The Dirt Drifters, honky-tonk e country classico, ma tutto è cambiato in Texas, la famiglia, una fattoria, e in un istante la musica è tornata a riempiere un mondo che sembrava non avere più spazio da riservarle.
Le steel guitars e l’armonica si appropriano di Ranch Road 479: le abita...
Nr° Letture : 95
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JACK GRELLE (Got Dressed Up To Be Let Down) ••••

Jack Grelle vivifica attorno alla fissità del country tradizionale, ma dandole spessore e parola attraverso un passaggio dimensionale tra honky tonk, riflessi bucolici vecchio stampo anni ’70 e passaggi folk-rock pronti a donare ai tempi agresti di Got Dressed Up to Be Let Down immagini profonde a sentire Heart's for Mine.
Il songwriter di St. Louis non ci prende di sorpresa nella tenerezza del ricordo della nonna, il calore, la grazia in Birthday Cards spalmato nella ballata struggente di Set on M...
Nr° Letture : 93
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DEAD SOUTH (Illusion & Doubt) •••½

L’etichetta ‘Bluegrass band’ ai canadesi dei The Dead South è sempre più calzante perchè gli elementi rock questa volta scompaiono quasi del tutto, al folk toccano le dissolvenze, e mai insistite, ma sono come un fermo immagine improvvisi che interrompono il respiro affannato del banjo, anche solo per un paio di minuti, i ralenti fanno bene a Illusion & Doubt e i Death South sono così ispirati da regalarci una piacevole parentesi agreste.
Nate Hilts (vocalist e chitarrista) compone piccoli specchi bluegrass che ne form...
Nr° Letture : 75
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DWIGHT YOAKAM (Swimmin' Pools, Movie Stars...) •••½

Un disco bluegrass nessuno se lo aspettava da Dwight Yoakam, nel trentesimo anniversario di Guitars, Cadillacs, Etc. Etc, rivisita un ricchissimo catalogo e Swimmin' Pools, Movie Stars dimostra di essere scrigno vitale e influente di nuove visioni sul country a favore di orecchi più o meno attenti.
Con una ‘signora’ band (il chitarrista Bryan Sutton, violino a Stuart Duncan, banjo a Scott Vestal, il mandolino ad Adam Steffey e il bassista Barry Bales) si parte a ripercorrere a ritroso l’esistenza di Dwight Yo...
Nr° Letture : 89
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JACK INGRAM (Midnight Motel) •••½

Jack Ingram è uscito dalle sabbie mobili in cui era sprofondato con album dozzinali, il lungo silenzio è servito, Midnight Motel non è un disco perfetto, fa un po’ fatica qua e là, ma anche se rallenta troppo, quando indugia nella malinconia introspettiva di ricordi di infanzia riesce poi però a trovare momenti in cui si fa assoluto lo stile cantautorale texano, e basta. Fugando ogni eventuale perplessità.
Parla dell’amore l’iniziale Old Motel, con un vecchio hotel che lo rappresenta, Jack Ingram preferisce un...
Nr° Letture : 88
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DALLAS MOORE (Live At The Bullitt County Jail) •••½

Dallas Moore in una prigione, l’ultimo cantante a varcarla è stato Johnny Cash nel 1967-68 per registrare Live At Folsom Prison e c’è una sottile congiunzione a quel disco tramite Bill Halverson: assistente di studio allora, e produttore adesso.
L’atmosfera è acustica alla Bullitt County Jail in Shepherdsville, nel Kentucky, alle due chitarre (l’altra è di Chuck Morpurgo AKA Lucky Chucky) corrisponde uno specifico atto di fruizione che le 'attiva', le mette in funzione d'uso nei 45 minuti di Live At The Bul...
Nr° Letture : 77
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PHINEUS REB & CODY KOUBA (Stages: Phineus Rebs Awakening) •••½

Sono texani, non lasciatevi forviare dal nome, la band dei Phineus Reb è di Houston e il suono è vario e corposo, banjo, violini, armonica fino allo stridere delle chitarre per un mix intrigante, sono insieme dal 2014 ma il vocalist, strumentista e songwriter Cody Kouba è un honky tonker conosciuto in Texas dal 2000.
I vortici elettro-acustici di Wayward Soul e quelli che si mischiano al banjo che apre Let It Be e I Want You to Stay, sono pronti a restituire quell'aura sombre texana di provincia, os...
Nr° Letture : 88
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JESSE DAYTON (The Revealer) •••½

Resta viva l’influenza della country-punkers band dei Supersuckers anche al sesto disco solista di Jesse Dayton, The Revealer è punteggiato dalle sfumature della telecaster, con apparizioni che ricorrono come note messe a margine e decise, prima o poi, a saltare al centro della scena e a fare da linee guida fin da una soave Daddy Was a Badass.
Lo humor per il texano è sempre in prima fila in un disco eclettico e ben riuscito, si passa da spiritati rockabilly (Holy Ghost Rock n' Roller) e accesi rock ‘n ...
Nr° Letture : 74
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BRYTON STOLL (Finger On The Trigger) •••

Il ventenne Bryton Stoll, studente del Kansas, ama il country come il fratello Nic che suona la batteria, al disco d’esordio Finger on the Trigger percorre una vecchia strada fatta di country e rock, quindi un po' sconnessa, per niente comoda, ed è un bene soprattutto perchè il ragazzino non riempie i testi solo di whiskey e storie di camionisti.
Finger On The Trigger ha sia fosche parentesi tra banjo e le chitarre, che la sommessa cadenza del violino, ma si tratta di una musica pulsante, rombante sottotraccia, oscura...
Nr° Letture : 68
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CODY JINKS (I'm Not The Devil) ••••

Non è il gold west(ern) delle origini, terra di mandriani, banditi, bari, ma anche di ragazze civettuole, con questa serie di ballate nel cuore del country-rock texano è come passare attraverso una terra arida, priva di luce, ma conducono tra redenzione e amore in una terra di mezzo, un orizzonte a cui un ‘fuorilegge’ come Cody Jinks non cessa mai di tendere, è il filtro, il principio organizzatore che dà forma a I'm Not the Devil, un disco ( e una memoria ) di tutti, e insieme intimamente personale.
Il Texas singer-s...
Nr° Letture : 276
DISCO DEL MESE
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JIMMY STEWART (Poor Rambler) ••••

Un caro amico del country man Chris Stapleton, hanno scritto insieme Might As Well Get Stoned sull’acclamato (splendido!) esordio Traveller, che spiega: “He always wore a cowboy hat. I was like, ‘Man, I just can't wear cowboy hats.’ He said, ‘That's just because you haven't found the right hat’”, e infatti sulla copertina di Poor Rambler, con lo Stetson in bella vista, Jimmy Stewart ci fa capire che lui è un altro cowboy di cui potersi fidare.
Rispolvera il successo di un Ep dello scorso anno e ...
Nr° Letture : 225
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PONY BRADSHAW (Bad Teeth) ••••

I Pony Bradshaw e l'arte di piegare, intrecciare, legare tessere di un virile honky tonk.
La band della Georgia lo ‘pettina’ con le chitarre, il giunco che cresce nelle paludi del Mississippi sopravvissute alle bonifiche del tempo, come tra le nebbie di una foresta oscura, sciorinano gli echi sontuosi della malinconia che entra da 10 By 10.
Costante e vincente risulta l'alternanza tra l’aria bucolica che si respira in My Old Lady e No Chains con le spregiudicate soluzioni di White Snake Moan, chit...
Nr° Letture : 228
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BJ BARHAM (Rockingham) ••••

Da 10 anni scrive canzoni per la band degli American Aquarium, “… but on a recent trip to Europe (era a Parigi la notte del 13 Novembre 2015, durante gli attentati terroristici di matrice islamica fondamentalista, n.d.C.), I wrote a batch of songs that didn’t feel like full band songs. They felt extremely intimate. A batch of songs about home. My childhood home of Reidsville”.
Rockingham è il pregevole debutto solista del vocalist BJ Barham, 8 ballate elettro-acustiche e la sensazione di un grande dé...
Nr° Letture : 189
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OL' HICKORY (Scarecrow) ••••

"Songs about workin' and drinkin' and workin' on drinkin'. More fun than a South Broadway Saturday night...or whatever", parla Scooter James voce e chitarra dei Pinhead Circus, Love Me Destroyer, Tin Horn Prayer e adesso anche degli Ol' Hickory, energica band di Denver che fa il verso a Brent Best (Slobberbone), e in Scarecrow cambia a ogni nuovo passaggio, e cambia in conseguenza di quel florido passato e solo per questo guadagna pertanto in piena godibilità e smagata simpatia.
Garage Rock con infiltrazioni buco...
Nr° Letture : 174
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OLD HEAVY HANDS (Old Heavy Hands) ••••

Al centro di Greensboro, North Carolina, c’è un negozio di tatuaggi Legacy Irons Tattoo, il centro vitale di un trio di musicisti, Larry Wayne, David Self e Nate Hall, che precisa: “It’s our life. You sit around tattoo shops listening to music constantly all day long.”
Sono gli Old Heavy Hands, nel loro disco di debutto suonano dobro e pedal steel e le mischiano a un genuino songwriting che ha la forza e la capacità di addensare lo spazio del country al tempo dell’americana: ballate decise ma che non hanno fretta, gli O...
Nr° Letture : 201
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BOO RAY (Sea of Lights) •••½

Destinazione Los Angeles, una band di special guests (come Steve Ferrone batterista per Tom Petty) e un paio di giorni per incidere un disco per honky tonker e camionisti, come piace definirlo a Boo Ray.
Sea Of Lights ha un taglio ‘fuorilegge’ e corre spedito, si diverte il singer/songwriter del North Carolina a giocare con la continuità temporale di un chitarrista che ha girovagato parecchio tra Nashville e il Texas, il movimento della telecaster fluido nella spumeggiante Redneck Rock & Roll che sfrutta lo spaz...
Nr° Letture : 178
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TRAVIS HARRIS And The WEST COAST TURNAROUNDS (The Truth And Other Lies) ••••

Verace country dal Kentucky, un solido background nel bluegrass nella vita di Travis Harris, un rapporto di rispettosa distanza tra chitarra e banjo che aprono al secondo disco The Truth And Other Lies ulteriori prospettive all’interessante esordio di Honky Tonks & High Water.
La vita quotidiana brucia il country dell’iniziale Moonshiners Last Ride, Travis Harris And The West Coast Turnarounds la usano come una lente, un raggio di luce, una superficie che la riceve e la traduce in aree chiare e scure, c...
Nr° Letture : 292
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DOGHOUSE FLOWERS (Cold Comfort) •••½

Il vocalist/songwriter Justin Reuther se ne va a spasso per l’area di Milwaukee in cerca di una nuova spazialità melodica che solo il country sa plasmare, una visuale tra l’honky-tonk anni ’60 che puntualmente rivela un rovescio intrigrante negli scarti del rock.
Cold Comfort conferma le belle notizie dell’esordio Chasing the Sun, stavolta si tratta di elementi ben presenti nell’alt. Country e caratterizzanti la volontà dei Doghouse Flowers di una maggiore apertura allo sfondo bucolico delle steel guitars, prese...
Nr° Letture : 276
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HANDSOME AND THE HUMBLES (Have Mercy) •••½

La genuina aria agreste del banjo e le radici del Tennessee rock aprono Hard Times, in un orizzonte che non si comprende, che appare caotico, difficile, e che lo sguardo del songwriter Josh Smith deve rischiarare: “The darker stuff, I've always related pretty well,” aggiunge. “Music, movies - the ones I like are always sadder or darker.
Un tema ridondante per la band di Knoxville degli Handsome and the Humbles, ma interessante in Have Mercy, a cogliere il clima di estremo vuoto nel quale tutte ...
Nr° Letture : 308
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DALLAS MOORE (Dark Horse Rider) ••••

Dallas Moore è un ‘American Outlaw’, è un personaggio mitopoietico: nei suoi dischi (ben 9, è da 20 anni sulla breccia) convergono l'irrudicibilità dell'eroe solitario ed errante del western, l'anelito libertario e anticonformista del road-movie degli anni Sessanta-Settanta alla Waylon Jennings & David Allan Coe, il mito nostalgico e struggente dell'artista consumato dalla musica e dalla vita e il fatalismo della 'seconda occasione' che si insegue per trovare una possibile redenzione.
Dark Horse Rider è dedicato all’a...
Nr° Letture : 392
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MIDNIGHT COUNTY (Southbound) ••••

Intrigrante relazione fra i corpi della pedal steel guitar e del banjo nello spazio del country/rock per la band di Dallas dei Midnight County, un incessante e continuo processo in cui si accumula e poi si leva, si smussa, si 'distilla' ogni minimo particolare e viene curato e precisato dal frontman e chitarrista Justin Russell.
Southbound prova a dire quel che basta a mettere l'acquolina in bocca con Round' Here e By My Side, deliziosi germogli dei Midnight County che pazientemente dissodano il terren...
Nr° Letture : 370
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BILL CHAMBERS (Cold Trail) ••••

Il multi-strumentista Bill Chambers è cresciuto in una cittadina Australiana, ma lo spirito è sempre stato legato all’American country, folk e blues :“I grew up listening to the Hillbilly music my mum and dad played when i was a kid. I discovered early Rock’ n’ Roll and Johnny Cash. In recent times I’ve been particularly influenced by the Texas Singer/Songwriters”.
Gli impulsi texani partecipano attivamente in Cold Trail, primo album negli ultimi 4 anni anche se c’è un live/dvd nel mezzo, si intrecciano supe...
Nr° Letture : 401
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PONDEROSA ACES (Honky Tonkin’ My Life Away) ••••

Deformando e allungando il più possibile le dimensioni concesse ad un nostalgico alt. Country, i Ponderosa Aces dal Sud della California si muovono sulla scia malinconica, sommessa, obliqua, giocata dalle chitarre di Alex Griggs e del vocalist Mike Maddux, un disco gradualmente travolgente, irradia Judgement Day e Night of a Couple of Heartaches e si proietta in un'atmosfera rarefatta lungo Song 46, aprendo spazi sterminati.
Un debutto, Honky Tonkin’ My Life Away, che incorpora 4 brani dell’ <...
Nr° Letture : 374
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CLARK PATERSON (The Final Tradition) •••½

Tante le traiettorie delle ‘Dead Songs’ di Clark Paterson, da una sommaria mappa nell’ Alt. Country che parte da This Dog's Gonna Hunt e Smash My Bones, vanno a intersecarsi con tutte le altre di The Final Tradition, le sostiene, le rilancia, in un dedalo di linee che chiude su se stesso con storie che racconta in prima persona.
Le narra su uno sfondo di un mondo che sembra fatto di acqua e di pioggia, in cui l'uomo si perde, sprofonda, regredisce, e vibra forte la steel guitar di Paul Niehaus in ...
Nr° Letture : 382
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CORB LUND (Things That Can't Be Undone) •••½

C’è più di una sensazione che porta al passato ascoltando Corb Lund con i fedeli The Hurtin’ Albertans, nel modo in cui infila tra le melodie di Things That Can’t Be Undone un mix di americana, soul, country e rock anni ’60 e ’70, dove la realtà si lacera e poi si ricompone solo apparentemente nell’iniziale Weight of the Gun, e specie nella storia sulla vita militare di Sadr City, nel brutto sogno di Washed-Up Rock Star Factory Blues e in Alt Berliner Blues.
Tutte lasciano spazio a vuoti, s...
Nr° Letture : 491
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EDWARD DAVID ANDERSON (Lower Alabama: The Loxley Sessions) •••½

Secondo disco solista per il vocalist della rock band dei Backyard Tire Fire, Edward David Anderson si ritira nella rurale Alabama a trascorrere l’inverno, scrive e incide canzoni, il violino e la pedal steel come tavolozza per disegnare i mondi di Lower Alabama: The Loxley Sessions, un nuovo modo per ripensare l’alt. country come espressione di una poetica pronta ad abbracciare l’iniziale Firefly.
È come essere su una highway desolata con i pensieri che vengono a galla di continuo, la chitarra di Will Kimb...
Nr° Letture : 480
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JASON BOLAND AND THE STRAGGLERS (Squelch) •••½

Otto album non pesano poi tanto a Jason Boland And The Stragglers capaci di mostrare in Squelch tutta la loro duttilità intorno all’alt. country, la capacità di farsi mezzo per mettersi al servizio di linee di tendenza già esistenti nel loro passato.
Nuove/vecchie strade tutte animate dal violino e pedal steel (la new entry Cody Angel) e ancora percorribili (Break, Heartland Bypass e Holy Relic Sale), e sommandosi danno vita a uno spazio che si impara a (ri)conoscere.
Alcuni punti di vista priv...
Nr° Letture : 460
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WESTON SMITH (Whiskey Wood & Wire) ••••

Weston Smith torna in Mississippi dove è nato per incidere Whiskey Wood & Wire, nel tempo sospeso dell’alt. country, con scie di luce folk-rock, come onde, nel quale subito ci assestiamo in Grampa Was A Redneck, un attimo prima che il ritmo delle steel guitars e della musica acceleri, per poi tornare calmo.
Tra battito rallentato e battito accelerato, siamo già dentro i due mondi di Whiskey Wood & Wire: un tempo oggettivo, dettato da una cadenza naturale tra Texas e il Sud degli States con un tempo interiore ...
Nr° Letture : 482
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PEEWEE MOORE (American Outlaw) ••••

Peewee Moore per incidere American Outlaw se n’è tornato nei luoghi d'infanzia, tra le Appalachian Mountains, dove l'immaginario del countryman coincide puntualmente con la realtà dolente, malinconica, delle cose della vita.
Ha suonato con Billy Joe Shaver, Dwight Yoakam, Shooter Jennings, anima da fuorilegge che si rispecchia nel suono di American Outlaw, un country elettrico, che frizzante come Breaker e Georgia On A Fast Train, o legato alla pedal steel, malinconica di Underground Queen e I...
Nr° Letture : 470
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BEAUMONTS (Hey Y'all It's The Beaumonts) •••½

Divertenti e irriverenti, gran figli di buona donna i The Beaumonts, il quintetto di Lubbock, amaro, spietato, scorretto e sottilmente esilarante con la loro subdola critica alla contemporaneità, mascherata da discussione sul sesso, droghe e alcol.
Invitante l’approccio Tex-Mex nell’iniziale San Antonio dove Troy Wayne Delco scambia la città texana per il paradiso, ma non è il Paradiso.
If You Take Drugs (You're Gonna' Die) complessificata dalle deliziose implicazioni tra mandolino e armonica, parte da un ...
Nr° Letture : 444
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MADISONS (No One's Ever Gonna Know Your Name) •••½

Seppur di Austin, Tx, i Madisons rivolgono lo sguardo altrove alla ricerca di punti di riferimento, e provano a definirsi in maniera originale, ovvero in base a ciò che è il loro approccio all'alt. country.
So Long West Texas avvolge l’ascoltatore, la melodia e la voce del frontman Dominic Solis ricordano i Turnpike Troubadours, il paragone regge sull’equilibrio che formano violino, una dolce timbrica rock, quella tromba che si affaccia nel finale, ma i Madisons usano il tutto come rampa di lancio in uno sp...
Nr° Letture : 465
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CHRIS STAPLETON (Traveller) ••••

Traveller. Il movimento, una questione di viaggio, di transito in superficie per il songwriter Chris Stapleton, da Nashville, un passato come vocalist per la bluegrass band dei The SteelDrivers, ancora disponibile a 'pedinare' il country, decide di fermarsi, prendere fiato e calcolarne il prezzo.
Traveller ne aggiorna il passato con accorgimenti formali destinati a prolungarne l'effetto, all'interno di questa parentesi Chris Stapleton spinge su una gran voce e alla luce naturale di un songwriting esposto al sapore...
Nr° Letture : 763
DISCO DEL MESE
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WHITEY MORGAN AND THE 78'S (Sonic Ranch) ••••

L’honky tonker Whitey Morgan e la band The 78’s scelgono El Paso, TX per il nuovo disco Sonic Ranch, in uno studio di registrazione particolare, enorme come lo spazio che lo circonda su 3.000 acri nel mezzo del nulla.
I hate the studio, but I didn’t hate this studio. I didn’t feel like I was in this studio because I could leave and walk out the studio and be forty feet to my front door and it’s just me”.
Whitey Morgan scrive solo 4 delle 10 canzoni di Sonic Ranch, il resto sono covers (ma ribaltate co...
Nr° Letture : 506
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WILLIAM ELLIOTT WHITMORE (Radium Death) ••••

William Elliott Whitmore non si allontana dal Sud degli Stati Uniti, resta in fattoria, lo spirito e i messaggi emozionali, scuri e pieni di tristezza costruiti intorno al banjo restano immutati ma è il bilanciamento con il rock che in Radium Death cresce di livello:
I purposefully went into it wanting to make a little bit of a departure, sonically, using an electric guitar a little bit more and adding more instrumentation, more full-band type stuff”.
I suoni di Healing to Do sembrano provenire da ...
Nr° Letture : 479
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DWIGHT YOAKAM (Second Hand Heart) •••½

Dwight Yoakam ritorna alla Warner Bros e vien naturale pensare alle Guitars&Cadillacs di 30 anni addietro, come a chiudere un cerchio che invece il celebre countryman stringe intorno a Second Hand Heart, 8 nuovi brani nella più genuina accezione di musica che accompagna il vivere e due ri-arrangiamenti (arrivano dal film dei fratelli Coen O Brother, Where Art Thou).
Alla soglia dei 60 anni, Dwight Yoakam ha ancora lo slancio di un ragazzo: “It was like coming down the backside of Coldwater Canyon with no b...
Nr° Letture : 455
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HOMEMADE WINE (The Road To House Mountain) ••••

Soffia un vento impetuoso, arriva da Knoxville, Tennessee, imposta il tono e immerge The Road to House Mountain in una realtà brulicante, dove le chitarre sono come lastre fotografiche che riportano impressioni dal mondo 'in negativo' da tradurre nel bianco e nero positivo, leggibile nella pagina scritta di The Road to House Mountain, attraverso un unico esercizio di ‘calligrafia’.
Gli Homemade Wine si muovono nelle stanze di The Road to House Mountain (terzo disco in 5 anni) compatti (dei veri e propri 'blocchi'), sim...
Nr° Letture : 918
DISCO DEL MESE
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CODY JINKS (Adobe Sessions) ••••

Al quarto disco il songwriter di Ft. Worth riesce a fare del proprio passato un influente archivio, e senza chiuderlo nella propria memoria, lo supera con Adobe Sessions.
Cody Jinks è il Texas country, punto.
La solida What Else Is New rivela una costruzione estremamente calibrata, leggibile non solo nella chiusura circolare della steel guitar, alla rurale prospettiva della vita di un Countryman, Cody Jinks indica un'altra strada, propone un'alternativa, rinchiude Adobe Sessions dentro una scrittura, uno sti...
Nr° Letture : 913
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ROBERT EARL KEEN (Happy Prisoner. The Bluegrass Sessions) •••½

Il passato contamina il presente e lo assorbe in un unico tempo, Happy Prisoner: The Bluegrass Session è l’incontro di Robert Earl Keen con il bluegrass: “I was working on ‘happy prisoners’, and thinking, ‘I want something that is unique and sounds original.’ But at the same time, I wanted something that reflected how I feel about bluegrass. I love it, so I feel like I'm necessarily a happy prisoner of bluegrass.”
Ma è vero anche l'inverso. La splendida rilettura di un classico come Hot Corn, Cold Corn m...
Nr° Letture : 552
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WHITEY MORGAN (Grandpa's Guitar) ••••

Un disco acustico dedicato a nonno William, scomparso nel 2007, a quel nastro trovato in una scatola polverosa colma di ricordi e canzoni incise in solitudine e nei ritagli di tempo.
Un insieme che riflette in tutte le sue sfaccettature l'embrione da cui ha avuto origine l’honky tonker Whitey Morgan prima dell’avventura con i 78’s (“I picked a couple that he loved and some that have always kept me company in many dark, lonely, motel rooms across this country”).
Ne esce una collezione di ballate cantate col cuore, ...
Nr° Letture : 582
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O BARDO E O BANJO (Homepath) •••½

Wagner Creoruska Jr suona il banjo nelle strade di São Paulo, Brasile, e scopre che l’old time music piace.
Mette insieme una band con il violinista Antonio de Souza, la chiama O Bardo e o Banjo e dopo due Ep (Synergy, 2013 e Lakeside del 2014) arriva l’esordio di Homepath.
Radici Folk e uno spiritato Bluegrass si spargono da Lakeside, instabile, ribollente, quasi in rivolta contro lo scenario di casa, a dare valenza catartica al passato e lanciando il futuro in una direzione sicuramente più consapevole tra ...
Nr° Letture : 595
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JACK GRELLE (Steering Me Away) •••½

Classic country & honky-tonks sulle strade d’America, le fermate solo verso ristori per camionisti e barrooms, lì Jack Grelle parcheggia l’amato furgoncino protagonista dell’iniziale Four Doors, il brano che apre Steering Me Away.
(“I write three kinds of songs — road songs, love songs and heartache songs. ‘Four Doors’ kinda turned out to be all three”), risucchia insieme a (She Thinks I'm) Cheatin' un vortice bucolico che non sconfessa le tradizioni di violino e pedal steel, ma lo sguardo liric...
Nr° Letture : 579
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RAY SCOTT (Ray Scott) ••••

L’armonica trasuda pesantezza, la consistenza della sferzante Cookin' è tutta nell’attrito causato dalla pressione di un mondo inospitale, Nashville, che sembra voler rifiutare, perché intrusivo e inattuale, il mondo del countryman Ray Scott: “I understand that sometimes the business has a place for what I do and sometimes it doesn’t. But what I do has kept me alive out there in the world because it is different enough that people get passionate about it. They stick with it. I don’t sound like everybody else, and I ...
Nr° Letture : 556
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PHILLIP FOX BAND (Heartland) •••½

Country sudista frequentato con lucida consapevolezza dalla Phillip Fox Band e sempre riposizionato nel debutto di Heartland, con pervicacia all'apparenza un po' desueta nella solida You Are The Girl, ma anche il lavoro svolto relativamente ai fondali del radiofonico in Writin A New Damn Book e dalla pedal steel di Lovin You (Never Felt Like Work), contribuisce a rafforzare quanto Heartland afferma sul lato del Country che intende solcare.
Le sfumature della stratocaster e dell’armonica in Been ...
Nr° Letture : 610
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DENVER (Rowdy Love) ••••

I bei tempi andati, anche le donne durano poco, la solitudine sfocata dall’alcol, la folgorante Lonely, Lonesome & Alone, gioca su un rarefatto registro country, la malinconia apparentemente scorrevole in realtà oggettivizzata e notturna, con un ruolo preminente e suggestivo dell’armonica ad introdurre il quintetto di Portland dei Denver.
Omaggiano il country in Rowdy Love, tra la miseria e il piccante humor di Carry On e A Way Out, scorre il lato B di un cowboy, quello di bevute solitarie nel (...
Nr° Letture : 630
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JEREMY PINNELL (OH/KY) ••••

Dal Kentucky gli ultimi 4 anni insieme con la Honky Tonk band dei 55’s hanno indirizzato Jeremy Pinnell verso un viaggio nell’old-school Country. OH/KY è un racconto autobiografico che attraversa le ultime due decadi, un modo di parlare del vuoto che sottende alla vita, ma dietro OH/KY c’è un pieno di parole e di movimenti nella pedal steel di Cameron Cochran, fedele al suono della tradizione Country.
Lo canta in The Way Country Sounds prima di lasciare fluire la malinconia agreste nel primo acuto,
Nr° Letture : 708
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MATT HILLYER (If These Old Bones Could Talk) •••½

Matt Hillyer leader della country band di Dallas degli Eleven Hundred Springs debutta come solista “My Grandmother always pushing me to do it”, spiega Hillyer. “She loved Eleven Hundred Springs, but she really wanted me to make something with my name on it. When these songs started to come out in my writing, I really wanted to make this happen.” In If These Old Bones Could Talk si delinea del sano country texano, il risultato di un’amalgama di insegnamenti tradizionali da ‘classic honky tonker’ i...
Nr° Letture : 722
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STURGILL SIMPSON (Metamodern Sounds In Country Music) ••••

Fisica, Religione, Filosofia e Country, all’82enne nonno Dood Fraley introdurre Turtles All the Way Down, luogo della rottura degli equilibri, un'arena in cui i contrasti non si fronteggiano per appianarsi, ma collidono per rafforzarsi vicendevolmente. Al songwriter del Kentucky Sturgill Simpson piace molto leggere, utilizza lo sfondo largo del libro ‘The Spirit Molecule’ del dottor Rick Strassman, come una tela bianca per fissare in primo piano Gesù, mitologia, Bibbia e droghe quando canta “Marijuana, LSD...
Nr° Letture : 994
DISCO DEL MESE
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ADAM ECKERSLEY BAND (The First Album) ••••

Il debutto al Tamworth Country Music Festival dello scorso anno e poi in tour con i The Mavericks, ma al contrario della band di Raul Malo il country degli australiani Adam Eckersley Band spinge su un terreno atipico, amano saggiare itinerari di ricerca e di modi di messa in scena non propri consoni alle corde del country made in Nashville. Non restano ancorati alle dinamiche di un sound di genere violini e cuori tormentati, Adam Eckersley in The First Album compone un bel gioco di cornici melodiche in cui il rock ...
Nr° Letture : 979
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NATURAL CHILD (Dancin' With Wolves) •••½

Il trio di Nashville dopo 3 dischi cambia la prospettiva sul rock “[We were listening to] big bands with a lot of members that would play for like an hour and a half in the ’70s,” spiega il bassista Wes Traylor. “We wanted a live show like that” ma soprattutto sul country, quello legato alla strada e ispirato a fuorilegge senza fissa dimora. I Natural Child diventano un quintetto, la pedal steel di Luke Schneider si affianca alle tastiere di Benny Divine ed entra tra Out in the County e Don't The Time ...
Nr° Letture : 672
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FM359 (Truth, Love and Liberty) •••½

FM359 è l’abbreviazione di Farm to Market Road 359, highway Texana dove risiede l’esordio del vocalist e del chitarrista dei Street Dogs (punk rock band del Massachusetts) Mike McColgan e Johnny Rioux. La strada e la sua espressività si modellano in Truth, Love and Liberty, lavoro giovanilistico e gasato, parte in quarta a mischiare radici folk, country e bluegrass, tiene per non più di mezz’ora, parte per la tangente tra le vertigini irlandesi di Some Folks (più ostica di Sons of Liberty No.1,...
Nr° Letture : 737
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JIM LAUDERDALE (Black Roses) ••••

Black Roses, 23esimo disco, terzo nell’ultimo anno. Parole e musica che non possono che correre dietro a Jim Lauderdale, ansanti, alla frammentazione della messinscena: in prima fila a promuovere l’Americana Music Association, in tour con Buddy Miller con il quale divide il microfono anche alla radio Sirius XM ed è in cantiere un nuovo disco, fino a Black Roses.
Insieme a Robert Hunter (“Robert and I”, dice Lauderdale. “Started writing when I was getting ready to do m...
Nr° Letture : 822
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JASON SAVORY (Nowhere Road) •••½

Semaforo verde dalla Stillbrook Records per continuare a esistere nel tempo della musica. E lui, Jason Savory, prende la palla al balzo con Nowhere Road, nuovi brani e qualche rinfrescata del passato ad esprimere il bisogno di dire, di verificare, di alzare la testa, di mostrarsi con sincerità ed onestà. Alla base di Nowhere Road ancora una volta una invidiabile capacità di mischiare le radici texane, Away e Before the Rooster Crowed riescono a conciliare sonorità country e l’immagine della provin...
Nr° Letture : 783
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POWDER MILL (Land Of The Free) ••••

Rock ‘n’ roll viscerale su un bel tappeto country, come due fasi dell’esistenza dei Powder Mill, come obiettivo e catarsi per Jesse Charles Hammock II e il Missouri, leggere attentamente l’una per assumere compiutamente l’altra. Allo Zebra Ranch di Jim Dickinson e prodotto da Cody Dickinson, Land Of The Free non esita a introdurre e accomulare prospettive armoniche sempre diverse, dall’honky tonk di Letters From Jail si muovono le schegge atemporali della chitarra di Jeff Chapman, intercambiabili co...
Nr° Letture : 841
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ERIC BRACE & PETER COOPER (The Comeback Album) •••½

Tre anni in giro per USA ed Europa ma Eric Brace & Peter Cooper non perdono il valore oggettivo della country music, ne accarezzano quelle corde intrise di dolore e desolazione che hanno bisogno di essere pizzicate. The Comeback Album si muove tra la prigione di Johnson City e gli affari pochi chiari di cittadine popolate da vittime e carnefici con una super squadra (spicca il countryman Marty Stuart, Fats Kaplin e la steel guitar di Lloyd Green) non ci troviamo di fronte ad un confetto rosa...
Nr° Letture : 947
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JACKSON DELANEY (Jackson Delaney) ••••

Un passato burrascoso, poco edificante per Jackson Delaney dopo una carriera ‘sfuggita di mano’ nel Baseball a Southington, Ohio (colpa della spalla) “Just considering that’s all I had done for my entire life, that was brutal”, spiega Delaney. “I was mad and sad and went through some depression. Finally, I just got to a point where I was like either I’m going to stay miserable or I’m going to pick it up and get on with it”. Tutto cambia a Cleveland, sul primo palco, sale con la chitarra tra le mani, proiezione...
Nr° Letture : 963
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BLACK LILLIES (Runaway Freeway Blues) ••••

La strada come luogo della fuga dalla civiltà e dunque dell’apertura su un mondo diverso, il chitarrista Cruz Contreras la solca nel 2007, in giro con Robinella and the Ccstringband: il matrimonio (doppio) finisce e la band si scioglie, ma si resta sulla strada, questa volta al comando di un bestione a 18 ruote. Quei viaggi sulle strade del Tennessee riempiono il nuovo progetto The Black Lillies.
La strada detta la linea melodica in Runaway Freeway Blues, di come il viaggio trasformi le cose, la psiche ...
Nr° Letture : 897
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JASON BOLAND AND THE STRAGGLERS (Dark & Dirty Mile) ••••

Dark & Dirty Mile non si allontana dal percorso avviato da Pearl Snaps, la storia della provincia fermenta le sue inquietudini anche sotto la supervisione di Shooter Jennings, Jason Boland And The Stragglers mettono a punto un mix dinamico di honky tonks marcato Texas, non solo amoroso, lascia presagire un ‘lato oscuro’ ma stavolta segue i confini di una società sofferente. È sufficiente il passo morbido del violino di Nick Worley in Dark & Dirty Mile per iniziare a varcarli e mutare radicalmente ...
Nr° Letture : 860
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DALLAS MOORE BAND (Blessed Be The Bad Ones) ••••

La direzione del country di Dallas Moore espressa nel live di Hank To Thank (2011) sebbene in linea con Nashville, resta duro e puro quanto quello di Blessed Be The Bad Ones è duro e impuro. Corteggiano entrambi il demone tracotante che vive libero nel mito del West, ma il 4° disco della Dallas Moore Band è pieno delle vite lunghe e delle immagini del fuorilegge, del loro tempo non umano, del loro peso variabile, del loro spessore calcolabile solo dalla telecaster, dei confini del country mai chiaramente...
Nr° Letture : 808
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BEAUMONTS (Where Do You Want It?) •••½

L’ironia è l’emento più libero per i The Beaumonts, “I sing bad because I need a drink” racconta il vocalist e chitarrista Troy Wayne Delco e attacca con la spumosa I Like Drinkin'. È il meno gravato da compiti ausiliari, particolarmente duttile per la trasmissione di umori, stati d’animo ed emozioni in Where Do You Want It?
Secondo disco per la country band di Lubbock, honky tonk, chitarre e un mix irriverente di sesso (I Like Women, da cospargere con la saggezza di strofe come ‘I like smart ...
Nr° Letture : 1055
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