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CORB LUND (Things That Can't Be Undone) •••½

C’è più di una sensazione che porta al passato ascoltando Corb Lund con i fedeli The Hurtin’ Albertans, nel modo in cui infila tra le melodie di Things That Can’t Be Undone un mix di americana, soul, country e rock anni ’60 e ’70, dove la realtà si lacera e poi si ricompone solo apparentemente nell’iniziale Weight of the Gun, e specie nella storia sulla vita militare di Sadr City, nel brutto sogno di Washed-Up Rock Star Factory Blues e in Alt Berliner Blues.
Tutte lasciano spazio a vuoti, s...
Nr° Letture : 132
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EDWARD DAVID ANDERSON (Lower Alabama: The Loxley Sessions) •••½

Secondo disco solista per il vocalist della rock band dei Backyard Tire Fire, Edward David Anderson si ritira nella rurale Alabama a trascorrere l’inverno, scrive e incide canzoni, il violino e la pedal steel come tavolozza per disegnare i mondi di Lower Alabama: The Loxley Sessions, un nuovo modo per ripensare l’alt. country come espressione di una poetica pronta ad abbracciare l’iniziale Firefly.
È come essere su una highway desolata con i pensieri che vengono a galla di continuo, la chitarra di Will Kimb...
Nr° Letture : 127
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JASON BOLAND AND THE STRAGGLERS (Squelch) •••½

Otto album non pesano poi tanto a Jason Boland And The Stragglers capaci di mostrare in Squelch tutta la loro duttilità intorno all’alt. country, la capacità di farsi mezzo per mettersi al servizio di linee di tendenza già esistenti nel loro passato.
Nuove/vecchie strade tutte animate dal violino e pedal steel (la new entry Cody Angel) e ancora percorribili (Break, Heartland Bypass e Holy Relic Sale), e sommandosi danno vita a uno spazio che si impara a (ri)conoscere.
Alcuni punti di vista priv...
Nr° Letture : 121
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WESTON SMITH (Whiskey Wood & Wire) ••••

Weston Smith torna in Mississippi dove è nato per incidere Whiskey Wood & Wire, nel tempo sospeso dell’alt. country, con scie di luce folk-rock, come onde, nel quale subito ci assestiamo in Grampa Was A Redneck, un attimo prima che il ritmo delle steel guitars e della musica acceleri, per poi tornare calmo.
Tra battito rallentato e battito accelerato, siamo già dentro i due mondi di Whiskey Wood & Wire: un tempo oggettivo, dettato da una cadenza naturale tra Texas e il Sud degli States con un tempo interiore ...
Nr° Letture : 193
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PEEWEE MOORE (American Outlaw) ••••

Peewee Moore per incidere American Outlaw se n’è tornato nei luoghi d'infanzia, tra le Appalachian Mountains, dove l'immaginario del countryman coincide puntualmente con la realtà dolente, malinconica, delle cose della vita.
Ha suonato con Billy Joe Shaver, Dwight Yoakam, Shooter Jennings, anima da fuorilegge che si rispecchia nel suono di American Outlaw, un country elettrico, che frizzante come Breaker e Georgia On A Fast Train, o legato alla pedal steel, malinconica di Underground Queen e I...
Nr° Letture : 187
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BEAUMONTS (Hey Y'all It's The Beaumonts) •••½

Divertenti e irriverenti, gran figli di buona donna i The Beaumonts, il quintetto di Lubbock, amaro, spietato, scorretto e sottilmente esilarante con la loro subdola critica alla contemporaneità, mascherata da discussione sul sesso, droghe e alcol.
Invitante l’approccio Tex-Mex nell’iniziale San Antonio dove Troy Wayne Delco scambia la città texana per il paradiso, ma non è il Paradiso.
If You Take Drugs (You're Gonna' Die) complessificata dalle deliziose implicazioni tra mandolino e armonica, parte da un ...
Nr° Letture : 184
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MADISONS (No One's Ever Gonna Know Your Name) •••½

Seppur di Austin, Tx, i Madisons rivolgono lo sguardo altrove alla ricerca di punti di riferimento, e provano a definirsi in maniera originale, ovvero in base a ciò che è il loro approccio all'alt. country.
So Long West Texas avvolge l’ascoltatore, la melodia e la voce del frontman Dominic Solis ricordano i Turnpike Troubadours, il paragone regge sull’equilibrio che formano violino, una dolce timbrica rock, quella tromba che si affaccia nel finale, ma i Madisons usano il tutto come rampa di lancio in uno sp...
Nr° Letture : 188
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CHRIS STAPLETON (Traveller) ••••

Traveller. Il movimento, una questione di viaggio, di transito in superficie per il songwriter Chris Stapleton, da Nashville, un passato come vocalist per la bluegrass band dei The SteelDrivers, ancora disponibile a 'pedinare' il country, decide di fermarsi, prendere fiato e calcolarne il prezzo.
Traveller ne aggiorna il passato con accorgimenti formali destinati a prolungarne l'effetto, all'interno di questa parentesi Chris Stapleton spinge su una gran voce e alla luce naturale di un songwriting esposto al sapore...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 377
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WHITEY MORGAN AND THE 78'S (Sonic Ranch) ••••

L’honky tonker Whitey Morgan e la band The 78’s scelgono El Paso, TX per il nuovo disco Sonic Ranch, in uno studio di registrazione particolare, enorme come lo spazio che lo circonda su 3.000 acri nel mezzo del nulla.
I hate the studio, but I didn’t hate this studio. I didn’t feel like I was in this studio because I could leave and walk out the studio and be forty feet to my front door and it’s just me”.
Whitey Morgan scrive solo 4 delle 10 canzoni di Sonic Ranch, il resto sono covers (ma ribaltate co...
Nr° Letture : 269
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WILLIAM ELLIOTT WHITMORE (Radium Death) ••••

William Elliott Whitmore non si allontana dal Sud degli Stati Uniti, resta in fattoria, lo spirito e i messaggi emozionali, scuri e pieni di tristezza costruiti intorno al banjo restano immutati ma è il bilanciamento con il rock che in Radium Death cresce di livello:
I purposefully went into it wanting to make a little bit of a departure, sonically, using an electric guitar a little bit more and adding more instrumentation, more full-band type stuff”.
I suoni di Healing to Do sembrano provenire da ...
Nr° Letture : 219
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DWIGHT YOAKAM (Second Hand Heart) •••½

Dwight Yoakam ritorna alla Warner Bros e vien naturale pensare alle Guitars&Cadillacs di 30 anni addietro, come a chiudere un cerchio che invece il celebre countryman stringe intorno a Second Hand Heart, 8 nuovi brani nella più genuina accezione di musica che accompagna il vivere e due ri-arrangiamenti (arrivano dal film dei fratelli Coen O Brother, Where Art Thou).
Alla soglia dei 60 anni, Dwight Yoakam ha ancora lo slancio di un ragazzo: “It was like coming down the backside of Coldwater Canyon with no b...
Nr° Letture : 220
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HOMEMADE WINE (The Road To House Mountain) ••••

Soffia un vento impetuoso, arriva da Knoxville, Tennessee, imposta il tono e immerge The Road to House Mountain in una realtà brulicante, dove le chitarre sono come lastre fotografiche che riportano impressioni dal mondo 'in negativo' da tradurre nel bianco e nero positivo, leggibile nella pagina scritta di The Road to House Mountain, attraverso un unico esercizio di ‘calligrafia’.
Gli Homemade Wine si muovono nelle stanze di The Road to House Mountain (terzo disco in 5 anni) compatti (dei veri e propri 'blocchi'), sim...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 533
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CODY JINKS (Adobe Sessions) ••••

Al quarto disco il songwriter di Ft. Worth riesce a fare del proprio passato un influente archivio, e senza chiuderlo nella propria memoria, lo supera con Adobe Sessions.
Cody Jinks è il Texas country, punto.
La solida What Else Is New rivela una costruzione estremamente calibrata, leggibile non solo nella chiusura circolare della steel guitar, alla rurale prospettiva della vita di un Countryman, Cody Jinks indica un'altra strada, propone un'alternativa, rinchiude Adobe Sessions dentro una scrittura, uno sti...
Nr° Letture : 483
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ROBERT EARL KEEN (Happy Prisoner. The Bluegrass Sessions) •••½

Il passato contamina il presente e lo assorbe in un unico tempo, Happy Prisoner: The Bluegrass Session è l’incontro di Robert Earl Keen con il bluegrass: “I was working on ‘happy prisoners’, and thinking, ‘I want something that is unique and sounds original.’ But at the same time, I wanted something that reflected how I feel about bluegrass. I love it, so I feel like I'm necessarily a happy prisoner of bluegrass.”
Ma è vero anche l'inverso. La splendida rilettura di un classico come Hot Corn, Cold Corn m...
Nr° Letture : 293
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WHITEY MORGAN (Grandpa's Guitar) ••••

Un disco acustico dedicato a nonno William, scomparso nel 2007, a quel nastro trovato in una scatola polverosa colma di ricordi e canzoni incise in solitudine e nei ritagli di tempo.
Un insieme che riflette in tutte le sue sfaccettature l'embrione da cui ha avuto origine l’honky tonker Whitey Morgan prima dell’avventura con i 78’s (“I picked a couple that he loved and some that have always kept me company in many dark, lonely, motel rooms across this country”).
Ne esce una collezione di ballate cantate col cuore, ...
Nr° Letture : 334
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O BARDO E O BANJO (Homepath) •••½

Wagner Creoruska Jr suona il banjo nelle strade di São Paulo, Brasile, e scopre che l’old time music piace.
Mette insieme una band con il violinista Antonio de Souza, la chiama O Bardo e o Banjo e dopo due Ep (Synergy, 2013 e Lakeside del 2014) arriva l’esordio di Homepath.
Radici Folk e uno spiritato Bluegrass si spargono da Lakeside, instabile, ribollente, quasi in rivolta contro lo scenario di casa, a dare valenza catartica al passato e lanciando il futuro in una direzione sicuramente più consapevole tra ...
Nr° Letture : 336
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JACK GRELLE (Steering Me Away) •••½

Classic country & honky-tonks sulle strade d’America, le fermate solo verso ristori per camionisti e barrooms, lì Jack Grelle parcheggia l’amato furgoncino protagonista dell’iniziale Four Doors, il brano che apre Steering Me Away.
(“I write three kinds of songs — road songs, love songs and heartache songs. ‘Four Doors’ kinda turned out to be all three”), risucchia insieme a (She Thinks I'm) Cheatin' un vortice bucolico che non sconfessa le tradizioni di violino e pedal steel, ma lo sguardo liric...
Nr° Letture : 291
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RAY SCOTT (Ray Scott) ••••

L’armonica trasuda pesantezza, la consistenza della sferzante Cookin' è tutta nell’attrito causato dalla pressione di un mondo inospitale, Nashville, che sembra voler rifiutare, perché intrusivo e inattuale, il mondo del countryman Ray Scott: “I understand that sometimes the business has a place for what I do and sometimes it doesn’t. But what I do has kept me alive out there in the world because it is different enough that people get passionate about it. They stick with it. I don’t sound like everybody else, and I ...
Nr° Letture : 334
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PHILLIP FOX BAND (Heartland) •••½

Country sudista frequentato con lucida consapevolezza dalla Phillip Fox Band e sempre riposizionato nel debutto di Heartland, con pervicacia all'apparenza un po' desueta nella solida You Are The Girl, ma anche il lavoro svolto relativamente ai fondali del radiofonico in Writin A New Damn Book e dalla pedal steel di Lovin You (Never Felt Like Work), contribuisce a rafforzare quanto Heartland afferma sul lato del Country che intende solcare.
Le sfumature della stratocaster e dell’armonica in Been ...
Nr° Letture : 354
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DENVER (Rowdy Love) ••••

I bei tempi andati, anche le donne durano poco, la solitudine sfocata dall’alcol, la folgorante Lonely, Lonesome & Alone, gioca su un rarefatto registro country, la malinconia apparentemente scorrevole in realtà oggettivizzata e notturna, con un ruolo preminente e suggestivo dell’armonica ad introdurre il quintetto di Portland dei Denver.
Omaggiano il country in Rowdy Love, tra la miseria e il piccante humor di Carry On e A Way Out, scorre il lato B di un cowboy, quello di bevute solitarie nel (...
Nr° Letture : 392
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JEREMY PINNELL (OH/KY) ••••

Dal Kentucky gli ultimi 4 anni insieme con la Honky Tonk band dei 55’s hanno indirizzato Jeremy Pinnell verso un viaggio nell’old-school Country. OH/KY è un racconto autobiografico che attraversa le ultime due decadi, un modo di parlare del vuoto che sottende alla vita, ma dietro OH/KY c’è un pieno di parole e di movimenti nella pedal steel di Cameron Cochran, fedele al suono della tradizione Country.
Lo canta in The Way Country Sounds prima di lasciare fluire la malinconia agreste nel primo acuto,
Nr° Letture : 463
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MATT HILLYER (If These Old Bones Could Talk) •••½

Matt Hillyer leader della country band di Dallas degli Eleven Hundred Springs debutta come solista “My Grandmother always pushing me to do it”, spiega Hillyer. “She loved Eleven Hundred Springs, but she really wanted me to make something with my name on it. When these songs started to come out in my writing, I really wanted to make this happen.” In If These Old Bones Could Talk si delinea del sano country texano, il risultato di un’amalgama di insegnamenti tradizionali da ‘classic honky tonker’ i...
Nr° Letture : 467
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STURGILL SIMPSON (Metamodern Sounds In Country Music) ••••

Fisica, Religione, Filosofia e Country, all’82enne nonno Dood Fraley introdurre Turtles All the Way Down, luogo della rottura degli equilibri, un'arena in cui i contrasti non si fronteggiano per appianarsi, ma collidono per rafforzarsi vicendevolmente. Al songwriter del Kentucky Sturgill Simpson piace molto leggere, utilizza lo sfondo largo del libro ‘The Spirit Molecule’ del dottor Rick Strassman, come una tela bianca per fissare in primo piano Gesù, mitologia, Bibbia e droghe quando canta “Marijuana, LSD...
DISCO DEL MESE
Nr° Letture : 735
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ADAM ECKERSLEY BAND (The First Album) ••••

Il debutto al Tamworth Country Music Festival dello scorso anno e poi in tour con i The Mavericks, ma al contrario della band di Raul Malo il country degli australiani Adam Eckersley Band spinge su un terreno atipico, amano saggiare itinerari di ricerca e di modi di messa in scena non propri consoni alle corde del country made in Nashville. Non restano ancorati alle dinamiche di un sound di genere violini e cuori tormentati, Adam Eckersley in The First Album compone un bel gioco di cornici melodiche in cui il rock ...
Nr° Letture : 565
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NATURAL CHILD (Dancin' With Wolves) •••½

Il trio di Nashville dopo 3 dischi cambia la prospettiva sul rock “[We were listening to] big bands with a lot of members that would play for like an hour and a half in the ’70s,” spiega il bassista Wes Traylor. “We wanted a live show like that” ma soprattutto sul country, quello legato alla strada e ispirato a fuorilegge senza fissa dimora. I Natural Child diventano un quintetto, la pedal steel di Luke Schneider si affianca alle tastiere di Benny Divine ed entra tra Out in the County e Don't The Time ...
Nr° Letture : 456
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FM359 (Truth, Love and Liberty) •••½

FM359 è l’abbreviazione di Farm to Market Road 359, highway Texana dove risiede l’esordio del vocalist e del chitarrista dei Street Dogs (punk rock band del Massachusetts) Mike McColgan e Johnny Rioux. La strada e la sua espressività si modellano in Truth, Love and Liberty, lavoro giovanilistico e gasato, parte in quarta a mischiare radici folk, country e bluegrass, tiene per non più di mezz’ora, parte per la tangente tra le vertigini irlandesi di Some Folks (più ostica di Sons of Liberty No.1,...
Nr° Letture : 537
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JIM LAUDERDALE (Black Roses) ••••

Black Roses, 23esimo disco, terzo nell’ultimo anno. Parole e musica che non possono che correre dietro a Jim Lauderdale, ansanti, alla frammentazione della messinscena: in prima fila a promuovere l’Americana Music Association, in tour con Buddy Miller con il quale divide il microfono anche alla radio Sirius XM ed è in cantiere un nuovo disco, fino a Black Roses.
Insieme a Robert Hunter (“Robert and I”, dice Lauderdale. “Started writing when I was getting ready to do m...
Nr° Letture : 558
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JASON SAVORY (Nowhere Road) •••½

Semaforo verde dalla Stillbrook Records per continuare a esistere nel tempo della musica. E lui, Jason Savory, prende la palla al balzo con Nowhere Road, nuovi brani e qualche rinfrescata del passato ad esprimere il bisogno di dire, di verificare, di alzare la testa, di mostrarsi con sincerità ed onestà. Alla base di Nowhere Road ancora una volta una invidiabile capacità di mischiare le radici texane, Away e Before the Rooster Crowed riescono a conciliare sonorità country e l’immagine della provin...
Nr° Letture : 553
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POWDER MILL (Land Of The Free) ••••

Rock ‘n’ roll viscerale su un bel tappeto country, come due fasi dell’esistenza dei Powder Mill, come obiettivo e catarsi per Jesse Charles Hammock II e il Missouri, leggere attentamente l’una per assumere compiutamente l’altra. Allo Zebra Ranch di Jim Dickinson e prodotto da Cody Dickinson, Land Of The Free non esita a introdurre e accomulare prospettive armoniche sempre diverse, dall’honky tonk di Letters From Jail si muovono le schegge atemporali della chitarra di Jeff Chapman, intercambiabili co...
Nr° Letture : 654
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ERIC BRACE & PETER COOPER (The Comeback Album) •••½

Tre anni in giro per USA ed Europa ma Eric Brace & Peter Cooper non perdono il valore oggettivo della country music, ne accarezzano quelle corde intrise di dolore e desolazione che hanno bisogno di essere pizzicate. The Comeback Album si muove tra la prigione di Johnson City e gli affari pochi chiari di cittadine popolate da vittime e carnefici con una super squadra (spicca il countryman Marty Stuart, Fats Kaplin e la steel guitar di Lloyd Green) non ci troviamo di fronte ad un confetto rosa...
Nr° Letture : 707
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JACKSON DELANEY (Jackson Delaney) ••••

Un passato burrascoso, poco edificante per Jackson Delaney dopo una carriera ‘sfuggita di mano’ nel Baseball a Southington, Ohio (colpa della spalla) “Just considering that’s all I had done for my entire life, that was brutal”, spiega Delaney. “I was mad and sad and went through some depression. Finally, I just got to a point where I was like either I’m going to stay miserable or I’m going to pick it up and get on with it”. Tutto cambia a Cleveland, sul primo palco, sale con la chitarra tra le mani, proiezione...
Nr° Letture : 697
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BLACK LILLIES (Runaway Freeway Blues) ••••

La strada come luogo della fuga dalla civiltà e dunque dell’apertura su un mondo diverso, il chitarrista Cruz Contreras la solca nel 2007, in giro con Robinella and the Ccstringband: il matrimonio (doppio) finisce e la band si scioglie, ma si resta sulla strada, questa volta al comando di un bestione a 18 ruote. Quei viaggi sulle strade del Tennessee riempiono il nuovo progetto The Black Lillies.
La strada detta la linea melodica in Runaway Freeway Blues, di come il viaggio trasformi le cose, la psiche ...
Nr° Letture : 669
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JASON BOLAND AND THE STRAGGLERS (Dark & Dirty Mile) ••••

Dark & Dirty Mile non si allontana dal percorso avviato da Pearl Snaps, la storia della provincia fermenta le sue inquietudini anche sotto la supervisione di Shooter Jennings, Jason Boland And The Stragglers mettono a punto un mix dinamico di honky tonks marcato Texas, non solo amoroso, lascia presagire un ‘lato oscuro’ ma stavolta segue i confini di una società sofferente. È sufficiente il passo morbido del violino di Nick Worley in Dark & Dirty Mile per iniziare a varcarli e mutare radicalmente ...
Nr° Letture : 612
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BEAUMONTS (Where Do You Want It?) •••½

L’ironia è l’emento più libero per i The Beaumonts, “I sing bad because I need a drink” racconta il vocalist e chitarrista Troy Wayne Delco e attacca con la spumosa I Like Drinkin'. È il meno gravato da compiti ausiliari, particolarmente duttile per la trasmissione di umori, stati d’animo ed emozioni in Where Do You Want It?
Secondo disco per la country band di Lubbock, honky tonk, chitarre e un mix irriverente di sesso (I Like Women, da cospargere con la saggezza di strofe come ‘I like smart ...
Nr° Letture : 776
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CHRIS WALL (El Western Motel) •••½

A 12 anni da Just Another Place, Chris Wall decide di lavorare su livelli di comunicazione diversi, si adagia nel perimetro dell’acustico, non sembra voler lasciare spazio alcuno tra lap steel e lo spessore della sagoma del cowboy che vive in El Western Motel. La definizione di un mondo, un microsmo di piccole storie che Chris Wall inizia a descrivere in Six Shiny Strings, la vita di un musicista attraverso alti e bassi, ma i sogni non sono solo per i sognatori all’El Western Motel.
Un disc...
Nr° Letture : 877
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BRUCE ROBISON AND KELLY WILLIS (Cheater's Game) •••½

Un tempo per i piccoli da crescere (5 anni), un tempo per la musica. Kelly Willis e il marito Bruce Robison di nuovo insieme in Cheater's Game, un disco di corpi e soprattutto sentimenti che trattiene il respiro mentre ne esplora il fondo, alla ricerca di un luogo dove adagiarsi.
Un atmosfera calda e intima quella di Cheater's Game –la title track- la prima delle 7 nuove canzoni scritte da Bruce Robison, il resto sono cover, Bruce Robison & Kelly Willis attraversano quegli anni co...
Nr° Letture : 853
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CODY JINKS (30) ••••

I grew up with country music, with some rock ’n’ roll mixed in, and I came back to it”, il country come dice Cody Jinks (ex frontman degli Unchecked Aggression, thrash-metal band di Fort Worth, Tx), è stato lo snodo tra il 2003 e il 2005 per tornare al primo amore, in quel ‘tra’ ha (ri)attivato lo sfoglio dello spazio e del tempo del country, dove la musica di Waylon Jennings è diventata una curvatura gravitazionale e il dono di una voce baritonale, lo strumento di rivelazione fisica dell’anima del fuoril...
Nr° Letture : 890
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RODNEY HAYDEN (Atascosa Sand) ••••

La Palomino Records, la famiglia, il territorio texano, restano il cemento catalizzatore nella musica di Rodney Hayden. Continua a lavorare sull’iperbole dei cowboys, gonfia il country e la pedal steel nell’avvio di Vegas e proprio sul decorso di questi due flussi –contigui e a tratti coincidenti- procede senza esitazioni Atascosa Sand.
Staziona con grazia nell’elettrico con la convincente One Good Year, la figurazione forte e strutturata della melodia segue la composizione dello sfondo di It's Good...
Nr° Letture : 849
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BUDDY MILLER & JIM LAUDERDALE (Buddy and Jim) •••½

Un disco centripeto, la storia di Buddy Miller e Jim Lauderdale ruota attorno alle singole storie, i brani ruotono sulle loro voci e tutte insieme ruotano in Buddy and Jim in una sorta di sistema solare. Il duo di amici/songwriters lo controlla molto bene (“I think the sound is great”, dice Miller. “The sound of two male voices is a tough sound. It’s not sweet. It’s tough. But I think maybe some of the songs guys don’t wanna sing, because it’s a lot of love songs. Two guys singing a love song is a litt...
Nr° Letture : 782
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JESSE DAYTON (Jesse Sings Kinky) •••½

Cosa dire della vita di Richard S. Friedman (‘Kinky’ Friedman) cantautore (il periodo d'oro negli anni ’70) scrittore di gialli, umorista, combattivo giornalista e ‘fratello comunista’ alle soglie del potere intravista nella stagnazione del politico e di giudice mancato.
Un personaggio, insomma, da affrontare con la giusta disponibilità intellettuale e Jesse Dayton lo ha preso di ‘parola’ lo scorso anno con Becoming Kinky: The World According To Kinky Friedman, era uno degli ‘attori’: “A few months ...
Nr° Letture : 829
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TREY RUSHING & 277 SOUTH (Lay Down & Die) ••••

Nella piccola cittadina di Sonora, Tx, il giro ventennale sull’highway 277 South per l’honky-tonker Trey Rushing è servito per forare le falde discontinue del country, quelle decantate e fatte maturare entro il contenitore cristallino della tradizione di George Strait e Hank Williams, messe in circolazione entro le strutture espositive della slide guitar, costruite secondo la logica musicale del rock, e infine, armonizzate con la simmetria drammaturgica e la rappresentazione spirituale del Signore.
È tutto nelle ch...
Nr° Letture : 792
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BILLY DON BURNS (Nights When I’m Sober (Portrait of a Honky Tonk Singer)) ••••

Canzoni di vita schiette e meravigliosamente sincere, tracce di una lunga carriera vissuta tra le gioie e i dolori della country music. Non esiste un dentro e un fuori per Billy Don Burns, ma solo l’alveo pietroso della dignità di un cantastorie che ha vissuto sulla propria pelle periodi bui, droghe comprese, sulla strada a contatto con la peggiore feccia del mercato discografico ma coerentemente con la sua musica ha sempre trovato la forza di restare a galla, le canzoni di Hank Williams gli insegnavano come perseverare e non...
Nr° Letture : 898
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DWIGHT YOAKAM (3 Pears) ••••

In una decade il Dwight Yoakam attore ha cercato di muovere dall’interno la passività del cinema senza dimenticare il glorioso passato da countryman e con vari tentativi nella speranza di volgere l’irreversibile divergenza del Western verso un qualche significato.
Una cosa è certa, il Dwight Yoakam cantante ha avuto modo di ritrovare la cadenza lirica del cowboy, nella residua ma resistente wilderness Americana quella romanticamente ‘arretrata’ e legata ai problemi del presente: “I think it expressed the thought ...
Nr° Letture : 835
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CORB LUND (Cabin Fever) ••••

Uno sporco e polveroso ritratto di un America tra bibbie e pistole. Outlaws, law-men e cowboys che sognano ad occhi aperti un futuro diverso. Come nel vecchio Far West. Come nel nuovo disco di Corb Lund. Il cowboy canadese (all’età di 11 anni il primo rodeo) lungo il percorso stratificato e pulviscolare di Cabin Fever (la ‘special edition’, dove ripropone gli 11 brani in versione elettro-acustica: “The electric one’s done live, but the acoustic one’s even more live,” spiega Lund. “We were all sitting right bes...
Nr° Letture : 489
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BOB WAYNE (Till The Wheels Fall Off) •••½

Till the Wheels Fall Off basta decisamente a se stessa. Non è certo la sola a basculare fra il sacro e il profano, tra il country che si ibrida col western dei fuorilegge, il profondo percorso introspettivo dell’esordio di Outlaw Carnie sembra sparito perché troppo refrattario, nel lungo periodo, alle immissioni del quotidiano, resiste solo lo spirito irriverente, polemico e ‘forte’ dell'amico Hank III (“Whether I was selling t-shirts for Zeke or guitar teching for Hank III, I’ve always known I wanted to be o...
Nr° Letture : 834
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IMMIGRANT UNION (Immigrant Union) •••½

Gli Immigrant Union atterrano a Portland e il sestetto australiano viene accolto da qualcosa di parzialmente estraneo: “The vibe of the city was one of the biggest reasons for flying over there,” dice il vocalist Brent DeBoer. “One of the biggest influences was this bar that was just a block away from the studio that had this amazing free jukebox. It was full of ‘70s country music. At the time I was hearing a lot of these new country bands that were making these recordings that were too antiquely. We wanted to d...
Nr° Letture : 791
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STEEL WHEELS (Lay Down, Lay Low) •••½

Tra la Virginia, Michigan e l’Illinois tutti si auguravano dopo Red Wing (3°disco, del 2010) che i The Steel Wheels trovassero maggiori tesori tra la Appalachians music, magari setacciando anche il serbatoio dell’Americana e senza finire sfasati rispetto ad una trama tipicamente bluegrass. Ebbene nel percorso elastico di Lay Down, Lay Low si scopre nel continuo rimbalzo tra mandolino, banjo, violino di Trent Wangler, Jay Lapp e Eric Brubaker, lo stretto rapporto tra l’uomo e la natura, ma stavolta si esalta anch...
Nr° Letture : 1002
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RODNEY HAYDEN (Live From The Phoenix Saloon) ••••

Una domenica al Phoenix Saloon di New Braunfels per il primo live di Rodney Hayden? Risposta banale, bellissima serata. 18 brani a ripercorrere tutti e 6 i dischi del songwriter nato nella piccola cittadina di Pleasanton vicino a San Antonio, famose, riconoscibili senza nemmeno richiamare la funzione titillare della memoria prima di tuffarsi nell’intenso vortice acustico diviso con David Beck e la voce di Drew Kennedy.
Parentesi calde (Living The Good Life e 12 Ounce World) e accorate (Waltz With Me...
Nr° Letture : 1015
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LYLE LOVETT (Release Me) •••½

11 album in 30 anni alla Curb Records. È arrivato il giorno dell’addio per Lyle Lovett. Release Me non è il suo testamento, le 12 cover e solo 2 nuove tracce fanno pensare ad un passo scritto in quel lontano 1980, ad un obbligo contrattuale prima di cambiare aria. La scelta dei brani (anni ’30 ai ’50, il focalizzarsi su oscuri folksinger) delineano uno humor del songwriter texano che forse riserba rancore ma è dotato di una propria leggerezza, la voce si carica dell’essenza o sottrazione di peso come una qualità da pe...
Nr° Letture : 1033
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LONGEST DAY OF THE YEAR (Turn Into The Ground) •••½

Tra le montagne del Colorado si muove un manipolo di briganti in cerca di una guida country spirituale e della ‘whiskey music’, i The Longest Day of the Year trovano del terreno fertile per un lucente ‘outlaw country’ un misto di ‘dust-devil’s worth of honky-tonk rockabilly’ (come piace apostrofarla al chitarrista t.Mule - Sean Lamborne).
Ma Turn into the Ground più di tutto, sposa l’ideologia dell’alt.country, infinito focolare di una provincia americana dove poggiare un amorevole alone nostalgico nella splendida ...
Nr° Letture : 1012
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ELEVEN HUNDRED SPRINGS (Midway) •••½

Midway e la vecchia scuola country. Sentimenti e pensieri che (r)esistono nello spazio da quel lontano 1998, 9 album con parentesi interessanti nella slide tuonante di This Crazy Life, Midway invece è un campo di forze a n dimensioni nel classico e tradizionale 'old country' ma la Eleven Hundred Springs è ancora in grado di sprigionare attraverso la florescenza di violini e lap steel codici inequivocabili di uno spaccato dell’America rurale e dell’American roots music. What Do You Know a Hard ...
Nr° Letture : 970
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BROKEN SPOKE (The Broken Spoke) •••½

Cuore dell’Alt. country, malinconico e nostalgico, sbarca dal Colorado in Texas e trova legittimità alle arditezze dell’esordio del 2010, Before There Were Easy Riders, i The Broken Spoke –come il celebre locale di Austin- tra ballate ‘old time country’, Dio, la chiesa Cattolica e le sue contraddizioni (“I write most of our lyrics, and growing up I was in this southern Baptist community for most of my life,” dice il vocalist/chitarrista Thomas Skora. “I spend a lot more time at the Ancient Mariner than I do ...
Nr° Letture : 1025
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MARK W. LENNON (Home of the Wheel) •••½

Una lunga transizione dai tempi scuri della grande despressione, ripercorrendo il Sud degli Stati Uniti, pensando alla famiglia, al periodo dell’infanzia prima di arrivare nella moderna e conflittuale vita di Los Angeles, giro lungo per il songwriter Mark W. Lennon, dall’Ep del 2009 sembrava delinearsi un vagare a vuoto neppure troppo mascherato da buoni propositi, ed invece arriva la sorpresa di Home of The Wheel.
La scuola della West Coast, il produttore-multi/strumentista Marvin Etzioni dei Lone Justice hanno aiu...
Nr° Letture : 1236
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LONESOME CITY TRAVELERS (Lonesome City Travelers) ••••

I fratelli Metts dopo aver attraversato mezza America trovano per strada un’altra coppia di fratelli (i Martin, batteria e basso) e iniziano a pigiare a tavoletta il pedale dell’alternative country in direzione della Florida dove i Lonesome City Travelers hanno assemblato il disco d’esordio. Non lasciatevi sviare dall’avvio nostalgico di Goodbye San Francisco, quando il banjo comincia a dare sfoggio e a rispolverare classici fraseggi agresti, Lonesome City Travelers si impenna: ecco la trascinante The Rive...
Nr° Letture : 1023
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JASON BOLAND & THE STRAGGLERS (Rancho Alto) ••••

Continua a credere nella vera country music, continua a vederne i confini tra passato e presente, abitato da violini, steel guitars, alcohol, donne, demoni e disperazione, le verità di Jason Boland and the Stragglers sono contenute in quei bordi e Rancho Alto vi appartiene ancor più delle storie da ex-alcolista che avevano contraddistinto il precedente Comal County Blue (“We’re not really trying to emulate pop music, so it keeps getting in some ways almost more acoustic. But I would think within the songs, t...
Nr° Letture : 1200
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ROBERT EARL KEEN (Ready For Confetti) •••½

16°esimo album con molte novità: la Lost Highway, il ritorno alla produzione di Lloyd Maines (garanzia del precedente The Rose Hotel, 2009) il classico sfondo dell’Americana che tende a sfumare e stesso dicasi delle isolate colline di Scriptorium scelte da sempre per scrivere di musica: “I always said that I never write on the road because it’s too sterile and I’m too tired,” dice Keen. “Well, last year I just decided that we were going to throw that rule away and write on the road”.
Le tradizioni saltan...
Nr° Letture : 1073
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RODNEY HAYDEN (Rodney Hayden) ••••

Nelle terre bruciate del Texas è tempo di Cowboy songs, Rodney Hayden libera i ricordi e firma al sesto disco un’ispirata rivisitazione di un’epoca e di un’immaginario storico/filmico a cui è sempre stato legato, musicalmente, nel corso degli anni e che hanno reso mitico il Far West. 9 i brani scelti da Rodney Hayden, voce e chitarra, con il solo David Beck a fargli da spalla -ma alla fine è come se avesse un’intera band (suona mandolino, dobro, percussioni, chitarra e basso), l’impostazione è scarna, coerente ai bran...
Nr° Letture : 1018
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DERYL DODD (Random As I Am) •••

Honky tonk, boots, donne, whiskey e la slide di Steve Rhian. Schema semplice e pulito nella spedita e godibilissima Baby Where's My Bottle, il singolo apripista del nuovo disco di Deryl Dodd (“I have been blessed to make music for this long. I never had a plan, still don’t. But, I hope it’s made a difference and done something good for somebody. That’s the whole reason I started doing it”) peccato che il countryman texano scivoli troppo velocemente su questo paesaggio agreste per indugiare e sistemarsi in quel la...
Nr° Letture : 945
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WILLIAM ELLIOTT WHITMORE (Field Songs) •••½

La fattoria di famiglia, 160 acri lungo le rive del fiume Mississippi. Vita semplice, ideale per chi è perennemente in fuga. Davanti all’abbraccio della natura non si può che rallentare: protegge, conforta e riscalda come la meravigliosa voce di William Elliott Whitmore. Field Songs è ancora un disco di protesta, quella politica risale al tempo di Bush e aveva infiammato l'ottimo Animals in The Dark -2009-, paragonato giustamente allo Springsteen graffiante di The River, soprattutto per il modo con cui il ‘B...
Nr° Letture : 520
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NICK 13 (Nick 13) •••½

Chitarrista della punk band dei Tiger Army, Nick 13 – numero scelto in ricordo del primo gruppo, Influence 13- è sempre rimasto legato a vecchi amori quali l’hillbilly music e l’honky tonk anni ’40, ’50 e ’60, lasciati maturare col tempo, quel tanto per riscoprirli alla soglia del primo disco solista. Il passo dalla sua California a Nashville è breve, ma la prima cosa che risalta sin dalla splendida ballad di Nashville Winter è la capacità di non far percepire gli evidenti scarti tra il passato e il presen...
Nr° Letture : 955
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2004-2016  ©  Rino Iacovella