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Aggiornato a FEBBRAIO 2012 |
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Fred EAGLESMITH
6 Volts •••• |
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The DIRTY STREETS
Movements •••• |
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Si torna in campagna, la strada spoglia di 6 Volts -19°esimo disco- non è solo metafora esistenziale e culturale, kerouackiana e di confine, ma il modo per Fred Eaglesmith di riappropriarsi del suono e legarsi alla storia, quel primo transistor introdotto nel 1954 (lo stesso anno del rock ‘n ‘ roll), da dove prende vita questa registrazione live, un’unica traccia su nastro che raggiunge insieme una leggerezza e un’intensità che sorprendono favorevolmente in un songwriter che nel recente passato ha spesso usato la mano pesante sulle sperimentazioni (Tinderbox del 2008 e il deludente Cha Cha Cha del 2010)... |
Il rock anni ’70 veicola i sentimenti di questi ragazzi di Memphis, Movements è ancor più fuori fuoco e fuori tempo dell’esordio di Portrait of A Man del 2009, Movements è il loro ‘urlo’, non solo del vocalist Justin Toland, non duplicano il tempo passato ma lo sospendono, lo frantumano e lo gelano i The Dirty Streets. Movements è la strada più breve per raggiungere due punti temporali, non è proprio una linea retta come nell’iniziale Title-track, ma è obliqua, piena di scarti e deviazioni come anticipa la splendida Cloud of Strange, ed è la più adatta per riassaporare un’energia quasi dimenticata. Un rutilante... |
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Shawn Nelson 
San Juan Street
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A.V.
This One’s For Him: A Tribute to Guy Clark •••• |
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29 MULES
29 Mules •••• |
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Mike Ethan Messick 
The Only Easy Day Was Yesterday
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Di solito resto alla larga dai tributi celebrativi dove la musica è solo un contorno, dove tutto è raggelato e un po’ leccato, un ibrido di note che lascia un senso di incompiutezza che rappresenta il limite maggiore e più evidente di questo genere di dischi, ma per il 70esimo compleanno di Guy Clark le cose sono andate in maniera diversa. Prima cosa che salta all’occhio è l’impressionante schiera di amici e colleghi che hanno... |
All’incrocio tra la 29 Palms e la Mule Team Road ritroviamo Casey Cannon e la chitarra di Xavier Gonzalez pronti a farci fare un altro giro nella periferia Californiana. Le regole per i Muli continuano a contare poco, il suono resta rozzo e genuino, una roccaforte invalicabile, aldilà del fossato e dei ponti levatoi Hollywoodiani si apre uno sconfinato paesaggio rurale pensato per filtrare e cacciare l’assediante piattume... |
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Waylon Speed 
HorseShoes & Hand Grenades
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Casey CAINAN
Wrong Turns •••• |
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CRAZYWATER
Crazywater •••• |
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Ted Russell Kamp 
Get Back To The Land
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Una vita nel circo tra leoni, tigri, cammelli ed elefanti, in giro per gli States per circa 20 anni, poi ha deciso di cambiare mestiere ("The circus was good to me for many years, but I feel I have done with it all I can") il Casey Canan musicista non assedia immediatamente i ricordi ma cerca di insidiarsi amorosamente nell’immagine della provincia texana a cui è passato accanto per tutta l’infanzia, chitarra e... |
Finestre, porte e altre aperture sul texas rock divengono telai reali per l’esordio del quartetto dei Crazywater, insieme dal 2007 dalla piccola realtà di una cittadina mineraria vicino Fort Worth dove la musica non va incorniciata come eccezionalità quotidiana. Il vocalist e chitarrista Jeff Zuelsdof ha talento nel costruire melodie diseccate e polverose, lui la chiama ‘Electric Americana’ e da $1000.00 e... |
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Drew Kennedy 
Fresh Water In The Salton Sea
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WOODEN WAND & The Briarwood Virgins
Briarwood •••• |
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The BROKEN SPOKE
The Broken Spoke •••½ |
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Jackson Taylor & The Sinners 
Let The Bad Times Roll
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In Alabama si scopre l’altra faccia di James Jackson Toth, invitato dal songwriter Duquette Johnston a seguire percorsi diversi da quelli soliti con i The Vanishing Voice, individua nella collaborazione con i Gum Creek Killers un punto di svolta, da un grande labirinto senza fili d’Arianna, denso di frattaglie sonore piuttosto indigeste, trova i Briarwood Virgins e seppur difficilmente entreranno nel normale... |
Cuore dell’Alt. country, malinconico e nostalgico, sbarca dal Colorado in Texas e trova legittimità alle arditezze dell’esordio del 2010, Before There Were Easy Riders, i The Broken Spoke –come il celebre locale di Austin- tra ballate ‘old time country’, Dio, la chiesa Cattolica e le sue contraddizioni (“I write most of our lyrics, and growing up I was in this southern Baptist community for most of my life,” dice il vocalist... |
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Lonesome City Travelers 
Lonesome City Travelers
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Mark W. LENNON
Home of the Wheel •••½ |
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Darrell SCOTT
Long Ride Home •••½ |
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Hayes Carll 
KMAG YOYO (& Other American Stories)
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Una lunga transizione dai tempi scuri della grande despressione, ripercorrendo il Sud degli Stati Uniti, pensando alla famiglia, al periodo dell’infanzia prima di arrivare nella moderna e conflittuale vita di Los Angeles, giro lungo per il songwriter Mark W. Lennon, dall’Ep del 2009 sembrava delinearsi un vagare a vuoto neppure troppo mascherato da buoni propositi, ed invece arriva la sorpresa di Home... |
Il songwriter del Kentucky ha ampiamente dimostrato nei precedenti 6 dischi non solo di avere un mondo poetico, ma di saperlo esprimere attraverso altrettanto definite scelte, per Long Ride Home il sentiero della country music lungo 2 cd, 16 canzoni necessarie a ripercorrere il periodo dell’adolescenza, riproporre alcuni brani scritti nel lontano 1975 e co-scritti con il padre Wayne (“So Long Ride... |
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Dave Stamey 
Twelve Mile Road
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Neal CASAL
Sweeten The Distance •••½ |
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BRIAN COY & The Remaining Few
Pieces •••½ |
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The Only Sons 
American Stranger
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Dipenderà dai Cardinals e da Ryan Adams, nel tempo trascorso tra 3 dischi come Easy Tiger, Follow the Lights e Cardinology se Neal Casal ha deciso di ripercorrere la nostalgia elettrica degli esordi, Sweeten The Distance -il decimo solo album-, dimostra che la vena artistica non si è dolorosamente inaridita, il cambio da New York al Sud della California a lavorare a diversi progetti (con gli Hazy... |
Texas rock da un’ex marine che ha scelto la chitarra e un ardore elementare, essenziale e primario per alimentare il disco d’esordio, Pieces, “I think its a strong mix of everything. Heavily influenced by country, but it also has blues, southern rock and soul. Our live shows definitely rock hard” dice un Brian Coy che non pone barriere e sta al di qua dell’astuzia commerciale (non sempre consapelvomente, a volte di... |
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Aaron Williams And The Hoodoo 
10:49
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MISSISSIPPI GABE CARTER
Until They Drag Me Down •••• |
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Mark PETERSEN
Sidewalk Rain •••• |
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Lucinda Williams 
Blessed
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Nato in Indiana, cresciuto nel rurale Michigan da una famiglia di musicisti (il padre Carter è un pianista blues, lo zio Richardson ha suonato con Aretha Franklin e Miles Davis) con genitori separati, dai quali invece di un cane si è beccato una chitarra come amico fedele e, assolutamente da non da trascurare, Jack Owens come colonna sonora. Infatti a scuotergli la vita è stato proprio lui, un documentario... |
Il ritmo della pioggia per il musicista di Vancouver brilla allo stesso modo delle declinazioni irregolari del blues, oscure e poco confortevoli ma non per Mark Petersen (“After twenty years, I feel way more comfortable and slippery, coming through this record. It’s more natural for me”), se da una parte si fa testimone di una società annichilita nei rapporti di potere e persa nell’impossibilità di stabilire... |
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Tom Petty And The Heartbreakers 
Kiss My Amps (Live)
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BLUE SHADDY
Across The Road •••• |
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MICROWAVE DAVE & The Nukes
Last Time I Saw You •••½ |
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Blindside Blues Band 
Smokehouse Sessions. Volume Two
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Quinto disco per la band australiana Blue Shaddy, una famiglia di musicisti (il singer/songwriter e chitarrista Jim McClelland, la moglie Sandra e il fratello Belly all’armonica) a cui piace isolarsi in campagna per trovare quel leggero spostamento di prospettive tra il roots (nel senso spirituale, non da tipico cowboy 'spaccamontagne' che tratta le chitarre come cavalli -e viceversa) e un blues... |
Il trio Microwave Dave & The Nukes è al settimo disco, 20 anni tra gli USA e l’Europa ma il ruggente vocalist Microwave Gallaher -nato a Chicago, ma cresciuto in Texas- ci ha abituati a calorose oscillazioni nel rock e nel blues, a condurci con quella voce rasposa che sovente cede il passo a precise riflessioni ‘d’autore’ alcolico/religioso e scambi filosofici brillanti e chitarristici come nell’avvio di Drinkin' Wine... |
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The Union 
Siren's Song
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ERIC & The BLUES BAND
Eric & The Blues Band •••½ |
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DIRTY DAVE OSTI
Burning Down The Dirtshack •••½ |
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Jeff Norwood 
Push Pilin’
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Prime apparizioni allo Shediac Blues Festival nel 2008, Eric & The Blues Band si divide tra blues e un rock classico, il vocalist Nick Cormier si riserva di utilizzarli a proprio piacimento, il disco non possiede quindi il dono di una continuità stilistica ma ha tuttavia dalla sua brani con la giusta carica emotiva, nell’armonica bluesy che apre Get Me My Sweater e si tiene l’alone in Take Me Home prima di passare al... |
Granitico anche il secondo disco del power trio capitanato dal californiano Dave Osti, Burning Down The Dirtshack si salda perfettamente a Voodoo Guitar, ne costituisce quasi un’appendice, concreto e sempre più incline alle illusioni del blues/rock, una furia ma con delle zone morte nelle quali la chitarra lavora incessantemente. Stacchi netti, folgoranti, riffs che arrivano diretti... |
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