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Discografie

Aggiornato a FEBBRAIO 2012
 

Fred EAGLESMITH
6 Volts ••••
 

The DIRTY STREETS
Movements ••••
 

Lo speciale 2011 da Austin, Tx

Si torna in campagna, la strada spoglia di 6 Volts -19°esimo disco- non è solo metafora esistenziale e culturale, kerouackiana e di confine, ma il modo per Fred Eaglesmith di riappropriarsi del suono e legarsi alla storia, quel primo transistor introdotto nel 1954 (lo stesso anno del rock ‘n ‘ roll), da dove prende vita questa registrazione live, un’unica traccia su nastro che raggiunge insieme una leggerezza e un’intensità che sorprendono favorevolmente in un songwriter che nel recente passato ha spesso usato la mano pesante sulle sperimentazioni (Tinderbox del 2008 e il deludente Cha Cha Cha del 2010)...
Il rock anni ’70 veicola i sentimenti di questi ragazzi di Memphis, Movements è ancor più fuori fuoco e fuori tempo dell’esordio di Portrait of A Man del 2009, Movements è il loro ‘urlo’, non solo del vocalist Justin Toland, non duplicano il tempo passato ma lo sospendono, lo frantumano e lo gelano i The Dirty Streets. Movements è la strada più breve per raggiungere due punti temporali, non è proprio una linea retta come nell’iniziale Title-track, ma è obliqua, piena di scarti e deviazioni come anticipa la splendida Cloud of Strange, ed è la più adatta per riassaporare un’energia quasi dimenticata. Un rutilante...

Credits

Shawn Nelson La svolta per San Juan Street si trasforma in rivelazione per il chitarrista e songwriter di Austin, apertura di occhi –e di orecchi- per Shawn Nelson nel passaggio ai tempi dilatati del tex-mex e del rock. Irrompono nel quarto disco -prodotto da Joel Guzman- allo stesso modo della forza dei paesaggi che dominano ampie colline ondulate, di nuvole che mosse dal vento caldo, accendono e spengono il sole e le strade come San Juan Street. Tutto pane per i denti di coloro che sanno arrivare...
San Juan Street

 

 

 

A.V.
This One’s For Him: A Tribute to Guy Clark ••••
 

29 MULES
29 Mules ••••
 
Mike Ethan Messick Mike Ethan Messick sin dal convincente debutto del 2007, Bootlegger’s Turn, ha trovato il modo di rimaneggiare il classico suono roots texano scavando nella tradizione del folk, rielaborandolo e ristrutturandone un canone in una forma in cui gli ingranaggi del rock e dall’americana combaciassero, alterandone i tempi con brani affetti dalla giusta aritmia. Quello che accade anche al secondo disco, The Only Easy Day Was Yesterday (il ragazzo è riflessivo, 4 anni per ritornare in studio...
The Only Easy Day Was Yesterday

 

 

Di solito resto alla larga dai tributi celebrativi dove la musica è solo un contorno, dove tutto è raggelato e un po’ leccato, un ibrido di note che lascia un senso di incompiutezza che rappresenta il limite maggiore e più evidente di questo genere di dischi, ma per il 70esimo compleanno di Guy Clark le cose sono andate in maniera diversa. Prima cosa che salta all’occhio è l’impressionante schiera di amici e colleghi che hanno...
All’incrocio tra la 29 Palms e la Mule Team Road ritroviamo Casey Cannon e la chitarra di Xavier Gonzalez pronti a farci fare un altro giro nella periferia Californiana. Le regole per i Muli continuano a contare poco, il suono resta rozzo e genuino, una roccaforte invalicabile, aldilà del fossato e dei ponti levatoi Hollywoodiani si apre uno sconfinato paesaggio rurale pensato per filtrare e cacciare l’assediante piattume...
Waylon Speed Il quartetto Waylon Speed arriva da Burlington, Vermont (il nome arriva dal figlio del vocalist, “Chad Hammaker, son's name is Waylon. When he got older, he really got into racing, and wanted his name to be speed. We put the two together, and called it a day. How cool would it be to be five years old and have a band named after you? We think it is a perfect fit.”) corre veloce come una palla sferica levigata e aggressiva al tempo stesso, tra un fiero rock macchiato dal country...
HorseShoes & Hand Grenades

 

 

 

Casey CAINAN
Wrong Turns ••••
 

CRAZYWATER
Crazywater ••••
 
Ted Russell Kamp Ted Russell Kamp ha un merito che va al di là dell’indiscussa qualità di Get Back to The Land, esso consiste precisamente nell’aver spinto ancora più a fondo la ricerca avviata nei progetti dello scorso anno pubblicati sotto il nome California Country Soul Vol. 1&2: Rockers e Ballads (due compilation in cui combina successi degli album precedenti, cover, nuove canzoni e una parte romantica, focalizzata su un classico songwriting e nuovi arrangiamenti), cioè quella di non accontentarsi...
Get Back To The Land

 

 

Una vita nel circo tra leoni, tigri, cammelli ed elefanti, in giro per gli States per circa 20 anni, poi ha deciso di cambiare mestiere ("The circus was good to me for many years, but I feel I have done with it all I can") il Casey Canan musicista non assedia immediatamente i ricordi ma cerca di insidiarsi amorosamente nell’immagine della provincia texana a cui è passato accanto per tutta l’infanzia, chitarra e...
Finestre, porte e altre aperture sul texas rock divengono telai reali per l’esordio del quartetto dei Crazywater, insieme dal 2007 dalla piccola realtà di una cittadina mineraria vicino Fort Worth dove la musica non va incorniciata come eccezionalità quotidiana. Il vocalist e chitarrista Jeff Zuelsdof ha talento nel costruire melodie diseccate e polverose, lui la chiama ‘Electric Americana’ e da $1000.00 e...
Drew Kennedy L’immagine di Fresh Water In The Salton Sea scorre su una strada trafficata texana, un buon motivo per andare oltre e cercare altrove, una deviazione in 221 pagine che accompagnato l’uscita del 5° disco di Drew Kennedy. Un romanzo che parte da dove ci aveva lasciato An Audio Guide to Cross Country Travel e sulle orme di Jack Kerouac racconta in prima persona la storia del 29enne songwriter Daniel Murphy e le avventure –divertenti e tristi- di un viaggio, di un songwriter...
Fresh Water In The Salton Sea

 

 

 

WOODEN WAND & The Briarwood Virgins
Briarwood ••••
 

The BROKEN SPOKE
The Broken Spoke •••½
 
Jackson Taylor & The Sinners Non cambia Jackson Taylor, continua a solcare strade di periferia e a sollevare polvere, con chitarre e storie di banditi texani. Anche Let The Bad Times Roll incarna una sincerità e una genuinità di fondo che è tutt’uno con l’interiorizzazione dei temi propria della vita del fuorilegge, e mai come questa volta trova il modo di contrastarne il preziosismo o 'l’intellettualismo' dello stile riabbracciando -come sua abitudine- classici hit di illustri colleghi ma trovando il pretesto per parlare d’altro...
Let The Bad Times Roll

 

 

In Alabama si scopre l’altra faccia di James Jackson Toth, invitato dal songwriter Duquette Johnston a seguire percorsi diversi da quelli soliti con i The Vanishing Voice, individua nella collaborazione con i Gum Creek Killers un punto di svolta, da un grande labirinto senza fili d’Arianna, denso di frattaglie sonore piuttosto indigeste, trova i Briarwood Virgins e seppur difficilmente entreranno nel normale...
Cuore dell’Alt. country, malinconico e nostalgico, sbarca dal Colorado in Texas e trova legittimità alle arditezze dell’esordio del 2010, Before There Were Easy Riders, i The Broken Spoke –come il celebre locale di Austin- tra ballate ‘old time country’, Dio, la chiesa Cattolica e le sue contraddizioni (“I write most of our lyrics, and growing up I was in this southern Baptist community for most of my life,” dice il vocalist...
Lonesome City Travelers I fratelli Metts dopo aver attraversato mezza America trovano per strada un’altra coppia di fratelli (i Martin, batteria e basso) e iniziano a pigiare a tavoletta il pedale dell’alternative country in direzione della Florida dove i Lonesome City Travelers hanno assemblato il disco d’esordio. Non lasciatevi sviare dall’avvio nostalgico di Goodbye San Francisco, quando il banjo comincia a dare sfoggio e a rispolverare classici fraseggi agresti, Lonesome City Travelers si impenna: ecco la trascinante...
Lonesome City Travelers

 

 

 

Mark W. LENNON
Home of the Wheel •••½
 

Darrell SCOTT
Long Ride Home •••½
 
Hayes Carll Nell’acronimo militare del titolo, ‘Kiss My Ass Guys, You’re on Your Own’ e dallo humor che sciorina sin dalla deliziosa title-track sulle reclute dell’Afghanistan (dannose sui campi di battaglia, ma pane prelibato per le sperimentazioni mediche), c’è tutto lo spirito del nuovo disco di Hayes Carll, KMAG YOYO (& Other American Stories). Il burlesco assorbe la vita, la decora e la rilancia, allo stesso modo della discografia del songwriter texano che anche stavolta trova spazio tra le...
KMAG YOYO (& Other American Stories)

 

 

Una lunga transizione dai tempi scuri della grande despressione, ripercorrendo il Sud degli Stati Uniti, pensando alla famiglia, al periodo dell’infanzia prima di arrivare nella moderna e conflittuale vita di Los Angeles, giro lungo per il songwriter Mark W. Lennon, dall’Ep del 2009 sembrava delinearsi un vagare a vuoto neppure troppo mascherato da buoni propositi, ed invece arriva la sorpresa di Home...
Il songwriter del Kentucky ha ampiamente dimostrato nei precedenti 6 dischi non solo di avere un mondo poetico, ma di saperlo esprimere attraverso altrettanto definite scelte, per Long Ride Home il sentiero della country music lungo 2 cd, 16 canzoni necessarie a ripercorrere il periodo dell’adolescenza, riproporre alcuni brani scritti nel lontano 1975 e co-scritti con il padre Wayne (“So Long Ride...
Dave Stamey Un vero cowboy poi diventato songwriter, Dave Stamey -8 dischi, numerose altre collaborazioni, 3 volte Songwriter dell’anno dalla Western Music Association- continua a raccontare di piccoli ranch in cui sono in gioco, forse, cose molto più piccole che quasi non si vedono sparse tra le vaste praterie Americane, ma di colpo diventano interessanti quando Dave Stamey inizia a raccontarle -insieme al fedele chitarrista Dorian Michael- perché aprono delle dimensioni del West che si rischiava...
Twelve Mile Road

 

 

 

Neal CASAL
Sweeten The Distance •••½
 

BRIAN COY & The Remaining Few
Pieces •••½
 
The Only Sons “It is time to decide what you will be; it is time to define yourself. Choose and move ahead accordingly”, ebbene il tanto celebrato cambiamento nelle parole dei The Only Sons trova in American Stranger nuovi congegni melodici quasi perfetti e una certa stravaganza antiromantica al country che aveva segnato i dischi precedenti (2008, Young Lungs e nel 2009, Steel Hearts), perché non è solo più musica per divertimento, si inizia a mettere sullo stesso piano chitarre...
American Stranger

 

 

Dipenderà dai Cardinals e da Ryan Adams, nel tempo trascorso tra 3 dischi come Easy Tiger, Follow the Lights e Cardinology se Neal Casal ha deciso di ripercorrere la nostalgia elettrica degli esordi, Sweeten The Distance -il decimo solo album-, dimostra che la vena artistica non si è dolorosamente inaridita, il cambio da New York al Sud della California a lavorare a diversi progetti (con gli Hazy...
Texas rock da un’ex marine che ha scelto la chitarra e un ardore elementare, essenziale e primario per alimentare il disco d’esordio, Pieces, “I think its a strong mix of everything. Heavily influenced by country, but it also has blues, southern rock and soul. Our live shows definitely rock hard” dice un Brian Coy che non pone barriere e sta al di qua dell’astuzia commerciale (non sempre consapelvomente, a volte di...

Aaron Williams And The Hoodoo Più profondo del convincente It Ain't Easy del 2008, alla ricerca di un blues evocativo, classico e spirituale da affiancare al suono lugubre del Delta Mississippi, Aaron Williams & The Hoodoo rifiutano le regole e i percorsi facili, preferiscono continuare a seguire vie traverse, anomale che portino a valorizzare barlumi di pensiero e di emozioni a cui girano attorno lavorando sui ritagli della cigar box slide, pronta a buttar tutto per aria. La band del Midwest (recente vincitore del MAMAs'...
10:49

 

 

 

MISSISSIPPI GABE CARTER
Until They Drag Me Down ••••
 

Mark PETERSEN
Sidewalk Rain ••••
 
Lucinda Williams Sin dal capolavoro di Car Wheels on an Gravel Road del 1998, Lucinda Williams ha dimostrato di avere una non comune capacità nel traghettarsi tra stili diversi -country, il rock e il blues- in compagnia di temi forti come l’alienazione, l’introspezione, l’amore e la vita di tutti i giorni, da un disco all’altro tra gli alti e bassi della felicità, ma arrivando a quota 10, con Blessed, ha aggiunto qualcosa: “It’s more difficult for me to step outside of myself and write about other people...
Blessed

 

 

Nato in Indiana, cresciuto nel rurale Michigan da una famiglia di musicisti (il padre Carter è un pianista blues, lo zio Richardson ha suonato con Aretha Franklin e Miles Davis) con genitori separati, dai quali invece di un cane si è beccato una chitarra come amico fedele e, assolutamente da non da trascurare, Jack Owens come colonna sonora. Infatti a scuotergli la vita è stato proprio lui, un documentario...
Il ritmo della pioggia per il musicista di Vancouver brilla allo stesso modo delle declinazioni irregolari del blues, oscure e poco confortevoli ma non per Mark Petersen (“After twenty years, I feel way more comfortable and slippery, coming through this record. It’s more natural for me”), se da una parte si fa testimone di una società annichilita nei rapporti di potere e persa nell’impossibilità di stabilire...
Tom Petty And The Heartbreakers Lp a tiratura limitata (5.000 copie) di un concerto dello scorso anno prima dell’uscita dell’ottimo Mojo, ma la cattiva notizia è un’altra, Kiss My Amps (Live) contiene solo 7 brani! Tom Petty And The Heartbreakers (ri)toccano alcuni dei momenti più affascinanti dello loro gloriosa carriera, (ri)creano atmosfere sonore da vivere soprattutto per coloro che non hanno mai avuto la fortuna di ascoltarli in giro per il mondo, racconti blues della metà del 2010 con l’aggiunta di Sweet William...
Kiss My Amps (Live)

 

 

 

BLUE SHADDY
Across The Road ••••
 

MICROWAVE DAVE & The Nukes
Last Time I Saw You •••½
 
Blindside Blues Band Mike Onesko e la seconda parte delle Smokehouse Sessions: senza remore, con tutto l’eccesso che serve, con tutta la voglia di abbandonare distanze e senso della misura del tempo, il power trio della Blindside Blues Band si affida ancora una volta ad un rock-blues roboante, sporco e jam dipendente. Mike Onesko realizza un disco fiammeggiante, cover dipendente sin dall’Evil degli Howlin’ Wolf (ma c’è anche l’infuocata Ain’t Superstitious) ma con un’impronta indelebile...
Smokehouse Sessions. Volume Two

 

 

Quinto disco per la band australiana Blue Shaddy, una famiglia di musicisti (il singer/songwriter e chitarrista Jim McClelland, la moglie Sandra e il fratello Belly all’armonica) a cui piace isolarsi in campagna per trovare quel leggero spostamento di prospettive tra il roots (nel senso spirituale, non da tipico cowboy 'spaccamontagne' che tratta le chitarre come cavalli -e viceversa) e un blues...
Il trio Microwave Dave & The Nukes è al settimo disco, 20 anni tra gli USA e l’Europa ma il ruggente vocalist Microwave Gallaher -nato a Chicago, ma cresciuto in Texas- ci ha abituati a calorose oscillazioni nel rock e nel blues, a condurci con quella voce rasposa che sovente cede il passo a precise riflessioni ‘d’autore’ alcolico/religioso e scambi filosofici brillanti e chitarristici come nell’avvio di Drinkin' Wine...
The Union Il vocalist Pete Shoulder è uno dei più celebrati artisti Britannici (dopo Eric Clapton, ovviamente) vincitore a Memphis del W.C. Handy Blues Foundation Award, chitarrista coi fiocchi (bravo anche al mandolino e pedal steel) insieme all’altro chitarrista Luke Morley, si sono affacciati sulla ribalta americana dopo l’esordio omonimo dello scorso anno. Siren's Song rafforza ancor più le distanze con l’Europa (la versione Deluxe regala un bonus disc con 3 brani inediti, versioni acustiche e live...
Siren's Song

 

 

 

ERIC & The BLUES BAND
Eric & The Blues Band •••½
 

DIRTY DAVE OSTI
Burning Down The Dirtshack •••½
 
Jeff Norwood Suona da una ventina di anni, dal 2004 assiduo frequentatore di blues festival ma per l’esordio del 2009 ha scelto la campagna isolata della South Carolina poi omaggiata nel titolo, Awendaw, un disco acustico nel tradizionale mississippi delta. A distanza di due anni, Jeff Norwood conserva quella dignità da folksinger ma si va a situare con Push Pilin’ in un terreno mediano, sempre frequentato dal blues ma come aggiunge Jeff: 'Push pilin' is what you call when you go out there late at...
Push Pilin’

 

 

Prime apparizioni allo Shediac Blues Festival nel 2008, Eric & The Blues Band si divide tra blues e un rock classico, il vocalist Nick Cormier si riserva di utilizzarli a proprio piacimento, il disco non possiede quindi il dono di una continuità stilistica ma ha tuttavia dalla sua brani con la giusta carica emotiva, nell’armonica bluesy che apre Get Me My Sweater e si tiene l’alone in Take Me Home prima di passare al...
Granitico anche il secondo disco del power trio capitanato dal californiano Dave Osti, Burning Down The Dirtshack si salda perfettamente a Voodoo Guitar, ne costituisce quasi un’appendice, concreto e sempre più incline alle illusioni del blues/rock, una furia ma con delle zone morte nelle quali la chitarra lavora incessantemente. Stacchi netti, folgoranti, riffs che arrivano diretti...
 
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