LEE BAINS III & The GLORY FIRES (Youth Detention) ••••

Dall’Alabama indignazione e rabbia punk mischiata a lunghe digressioni chitarristiche di puro rock ‘n roll, in una manciata di canzoni (ben 17) Youth Detention punta dritto contro il male della nostra Società, delle Istituzioni pseudo Culturali, contro le disparità sociali, l’emarginazione delle classi meno abbienti, per la tolleranza e contro il razzismo, altro che starsene in silenzio, il Mondo in Youth Detention sembra una muraglia assurda, un budello intricato, infinito e spaventoso, uno spiazzo di terra riarsa intorno...
Nr° Letture : 73
DISCO DEL MESE
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GRAVELROAD (Capitol Hill Country Blues) ••••

Mississippi delta blues spiritato e chitarristico, la band di Seattle dei GravelRoad al sesto disco presenta un forte contrasto tra la forza immanente di una natura ancora ‘primitiva’ del blues e di chi la abita, vi si muove come in uno scenario congeniale per l’intero Capitol Hill Country Blues.
Le due facce della stessa medaglia sono Capitol Hill Country Blues e Come and Gone, l’accumulo dentro ai fluidi vortici alle chitarre di malsani residui bluesy da sublimare con una ballata nervosa sullo sfondo ...
Nr° Letture : 62
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Barefoot in the Head) ••••

Lo scatenato e prolifico frontman dei The Black Crowes nel giro di 2 anni col progetto Chris Robinson Brotherhood ha sfornato un disco e un Ep, un doppio disco dal vivo (Betty’s Blends, Vol. 3) e quest’ultimo Barefoot in the Head.
Come non voler bene all’istinto hippie di Chris Robinson, altro disco sicuramente importante anche se leggermente sbilenco ma capace di produrre una sorta di fascinazione, la necessità di ascoltarlo alla ricerca di ciò che ne fa, e Behold the Seer apre degnamente 45 mi...
Nr° Letture : 59
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FIVE HORSE JOHNSON (Jake Leg Boogie) ••••

Five Horse Johnson è un quintetto americano con 7 dischi sul groppone e 2 decadi di esperienza, tornato all’ovile il batterista Tim Gahagan, Brad Coffin alla chitarra rintuzza un blues/rock rozzo e con un senso dello humor particolare, tenuto a bada, ma anche nutrito, oliato, dalla potente voce di Eric Oblander, prendendosene cura tra apparizioni e sparizioni improvvise.
Con i Five Horse Johnson ci si immerge fino al punto di non ritorno, come nelle sabbie mobili, portando con Jake Leg Boogie, nel gorgo, l’intera disc...
Nr° Letture : 55
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GARY EISENBRAUN (Sink or Swim 1) •••½

Ha scritto più di 100 canzoni nell’ultimo anno, per adesso concentrate su 2 dischi da 1 ora e 15 minuti l’uno, lo strumentale -ma molto interessante- Aquifer dove la base è la Stratocaster e quest’ultimo Sink or Swim 1, Gary Eisenbraun è come un fiume in piena e mancano ancora 2 dischi a completare l’opera.
La lingua conosciuta da Gary Eisenbraun è una sola, e la usa per parlarci di come la vita scorra e muti proprio nella stessa direzione nella quale scorre il tempo del rock e verso cui la chitarra la spinge, ...
Nr° Letture : 56
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WEIGHT (Keep Turning) •••½

Che sia per paura di percorrere terreni troppo avanguardistici, ma gli austriaci The Weight pensano bene di adagiarsi sui gusti, sulla dialettica chitarristica anni ‘70 e sulle reiterazioni del vecchio approccio del rock, e ne vien fuori un disco come Keep Turning, altro che ibrido impersonale di vuotezza interpretativa!
La passione del vocalist Tobias Jussel e tra le chitarre di Michael Boebel viene fuori da Maybe e Keep Turning, spigliata anche se nostalgica per come getta uno sguardo sul rock e sul m...
Nr° Letture : 56
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PRISTINE (Ninja) •••½

Me li ricordo a Roma ad aprire lo show dei Blues Pills, stesso impeto nella vocalist Heidi Solheim, stesse chitarre taglienti con Espen Elverum Jakobsen, difficile restare immuni a questa corrente nordica così impetuosa, i norvegesi Pristine hanno la stessa capacità di vivere e comunicare il paesaggio e il territorio coperto da un fosco blues-rock di matrice anni ’70.
You Are the One apre Ninja, quarto disco, con la reiterazione obbligata delle ‘falde di passato’ rock quanto mai necessario, altro che ...
Nr° Letture : 50
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BANDITOS (Visionland) •••½

Il sestetto dei Banditos (tra l’Alabama e Nashville) non cambia il percorso del debutto omonimo del 2015, rock/country/soul sudista e sfondi psichedelici anni 60’/70’ e piazza con Visionland tra intrinseche connessioni socio-politiche, di milioni di dollari sperperati per fantomatiche oasi ricreative e sotto la supervisione di Israel Nash, una serie di scomposte, sovrapposte, ma avvolgenti melodie che si contorcono tra la chitarra del vocalist Corey Parsons e il banjo di Stephen Pierce senza dimenticare la vo...
Nr° Letture : 63
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COUSIN CURTISS (Remember Me When) •••½

La scena è scarna in Remember Me When, armonica e chitarre ma la timbrica tra folk e swamp blues è accattivante e coinvolgente, Cousin Curtiss (aka Curtiss O’Rorke Stedman) è un bluesman con tre dischi alle spalle, ha girato parecchio in Michigan e lì si è fatto le ossa, e come mostra il crescendo di What I Am, è in arrivo un treno che attraversa con angolazioni e vettorialità differenti lo spazio del blues.
Un paesaggio sempre mutevole, con l’armonica nella tenebrosa Sunset Throwdown che divampa in <...
Nr° Letture : 52
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LEFT LANE CRUISER (Claw Machine Wizard) ••••

I Left Lane Cruiser non si danno pace, dopo un EP diviso con i 20 Watt Tombstone e una compilation di ‘out-takes’ e vecchi brani rimasterizzati, il vocalist Freddie J IV torna a pensare a un semplice duo con il solo batterista Pete Dio e senza smussare una ‘vis creativa’ così debordante, riescono anzi a fare di essa un’alleata efficace ancora una volta.
Un solidissimo groove tra garage rock e delta blues, il suono si espande in Claw Machine Wizard, frammentario ed ellittico come nella natura dei Left Lane Cru...
Nr° Letture : 296
DISCO DEL MESE
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NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS (Prayer for Peace) ••••

A parte il testa/coda in Prayer for Peace, dopo 4 anni di silenzio ecco l’ottavo disco dei fratelli Dickinson (Luther (chitarra/voce) e Cody (percussioni, piano e tutto il resto…)) altro bel viaggio tra Nord e Sud del Mississippi, da lì non vogliono schiodarsi i North Mississippi Allstars, ma le melodie non sono così schematiche.
La linea che segue la slide guitar nei brani iniziali è decisamente impervia e stopposa (Need to be Free e Run Red Rooster) ma non è una sola, al di qua e al di là del delta b...
Nr° Letture : 284
DISCO DEL MESE
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HEATH GREEN And The MAKESHIFTERS (S.T.) ••••

Un vento impetuoso dall’Alabama accompagna il quartetto di Heath Green And The Makeshifters, guarda un piccolo mondo capovolto con un coriaceo Blues e con i demoni del rock ‘n roll da esorcizzare.
S.T. è un disco da ascoltare, non ci vuole molto per saperne cogliere le mosse e le piegature tra la voce veemente di Heath Green e la chitarra molto calda di Jody Nelson (lasciate lavorate le indiavolate Out to the City e Secret Sisters e ve ne accorgerete), a fermarne il cuore pulsante da ansia e angoscia ele...
Nr° Letture : 274
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EJ MATHEWS (King of the Barnyard) ••••

‘From the backwoods of East Texas’, ne va orgoglioso il bluesman EJ Mathews, trasferitosi da Atlanta nei dintorni di Dallas, in una piccola città agricola, per lui cresciuto a country e blues era il passo ideale a un suono che ha poi poggiato su uno sfondo che copre la Lousiana e il Mississippi.
Indiscusso talento (ascoltate Welcome to the Backwoods del 2015), torna con King of the Barnyard, disco prodotto insieme a Janky (il progetto di Scott Lindsey, chitarrista anche dei The 1969s), dove EJ Mathews gigi...
Nr° Letture : 288
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GOV'T MULE (Revolution Come... Revolution Go) ••••

Registrato a Austin, Tx, nel periodo della scellerata elezione del Presidente Trump, Revolution Come… Revolution Go parla ovviamente di politica e della società Americana attraverso beffarde metafore di vita e puntando il dito contro quello che proprio non va giù a Warren Haynes e i Gov’t Mule, e ce ne sono di motivi.
Per condire il tutto, il classico mix di blues e jam rock ben amalgamato tra le 18 canzoni della versione Deluxe, graffiano Stone Cold Rage e Drawn That Way piene di inventive chitarr...
Nr° Letture : 277
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LIGHTNIN MALCOLM (Outlaw Justice) ••••

Outlaw Justice si parcellizza in una struttura a matrioska che incastona il Blues dentro il rurale delta del Mississippi, li scompone su piani narrativi semplici e diretti, e come sempre, molto legati alla chitarra elettrica che occupa costantemente la scena, senza tuttavia invaderla.
Sa miscelarne i punti di vista Lightnin Malcolm in Country Store e la radiosa Ain't No Place, melodie guizzanti come Big Rock e ballate tra elettrico (Man Who Ruled) e l’acustico con l’armonica (Nuclear Fa...
Nr° Letture : 275
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BLACKFOOT GYPSIES (To the Top) ••••

Rock 'n' roll anni ’60 da Nashville, To The Top funziona perché ha la giusta distanza, di spazi, di attimi sospesi da colmare con la memoria, l’azione dei The Blackfoot Gypsies è catartica, come l’emozione offerta dall’iniziale I'm so Blue, con una sprizzante effervescenza dove sfogano la consapevolezza che il tempo fugge, ma al tempo stesso sono pronti a liberare la gioia di approfittare del tempo che verrà.
Altro che luogo per nostalgici, Zack Murphy e Matthew Paige capeggiano un quartetto scatenato (ci s...
Nr° Letture : 265
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DAN BAIRD AND HOMEMADE SIN (Rollercoaster) ••••

Instancabile Dan Baird.
Dopo il progetto solista di SoLow ecco a ruota Rollercoaster con gli Homemade Sin, e naturalmente la parola è la stessa: rock ‘n roll!
Disco solido, Shake it til it's Sore e Knocked Out Cold raccontano subito la realtà di Rollercoaster che si annuncia in modo obliquo sul rock, insieme alla scrittura, le carte di identità di Dan Baird che rivanga dal passato su un terreno di storie dissodato a fondo, riaperto a nuova vita in Roll on Chattahoochee, tanto da ba...
Nr° Letture : 262
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THOMAS WYNN AND THE BELIEVERS (Wade Waist Deep) ••••

Prosegue il percorso del sestetto della Florida dentro un fiammante rock d’altri tempi, si snoda anche in Wade Waist Deep, terzo disco, in cui le chitarre rincorrono uno spazio classico del rock ma dai bordi smussabili, insomma un disco aperto a domande e contraddizioni.
Thomas Wynn And The Believers piazzano melodie accattivanti, capaci di catturarti senza preavviso, momenti pieni di una pace che sembra sempre provvisoria e fughe laceranti alle chitarre, e il miracolo di ipnotizzare, stavolta, Thomas Wynn non lo segue...
Nr° Letture : 284
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CACHEMIRA (Jungla) ••••

Jungla è un un viaggio come esperienza tra blues, rock e psychedelia.
Un esperienza destinata non tanto a una maggiore conoscenza quanto a una perdita di sé, e perdersi nell’Overture è facile tra la chitarra di Gaston Laine, voce di questo trio spagnolo, di Barcellona, i Cachemira.
Da Sail Away il ritmo si impenna, sullo sfondo la natura del rock, madre e matrigna di Jungla, assorbe e rilascia energia con un respiro che ha la misura del tifone tra gli 8 minuti di Ancient Goddess e i 6 di ...
Nr° Letture : 274
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ENDLESS BOOGIE (Vibe Killer) •••½

Gli Endless Boogie per un viaggio psichedelico pulsante e chitarristico, negli 8 minuti iniziali di High Drag, Hard Doin' mentre la chitarra distorce il suono sembra di attraversare lande di spazi infiniti dove, anche se non sembra, tutto può accadere, e in Vibe Killer accade parecchio.
Suoni stratificati (non si scende sotto i 6 minuti), sinuosa Whilom, ruvida Vibe Killer, hanno evidentemente la funzione di ribadire l’idea della porosità che caratterizza il confine tra il presente e il passato ...
Nr° Letture : 180
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HILLS (Alive at Roadburn) •••½

La band svedese degli Hills al terzo disco continua a trascinare l’ascoltatore nel ventre opaco e disperante della psichedelia.
Alive at Roadburn ha 4 tracce, media 13 minuti, delle lunghissime jam chitarristiche dalla cadenza introspettiva anni ’70, si miscelano in un magico equilibrio forzando gli argini del rock che impediscono ad Alive at Roadburn di tracimare da uno dei due versanti.
Accade in National Drone, quello che può sembrare un pericoloso gioco di spinte centrifughe delle chitarre e delle percussi...
Nr° Letture : 168
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JERRY LEGER (Nonsense And Heartache) •••½

Nonsense And Heartache, disco doppio, 18 brani, elettrico da una parte, con rock ‘n roll, tinte bluesy, chitarre distorte e da lasciare libere nel folgorante avvio di Coat on the Rack e dall’altra, l’acustica attitudine folk nel riflessivo uso della lap steel, del pianoforte e del violino.
Il canadese Jerry Leger ne coglie le diverse sfumature, svela in anticipo le timbriche rock anni ’60/’70 insistendo sui dettagli in Forged Check, She's the Best Writer You've Never Heard Of e Baby's Got a Rar...
Nr° Letture : 165
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ROBIN TROWER (Time And Emotion) •••½

72 anni e non sentirli, Robin Trower la stanchezza del vivere non la conosce, specialmente quella che chiude ogni via d’uscita.
La combatte col suono della chitarra elettrica, dal lontano 1967, anno del primo disco coi Procol Harum, e continua a celebrare il blues con Time and Emotion, capace di forzare un’emozione sospendendola nell’attimo in The Land of Plenty, con un stilizzato ipnotico movimento in What Was I Really Worth to You.
Amate il suono distorto della chitarra? Robin Trower è quello che ci ...
Nr° Letture : 274
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WATERMELON SLIM (Golden Boy) ••••

Voce, armonica e slide guitar, il ribelle e poeta Watermelon Slim (alias William P. Homans) con un passato che racconta la sua vita (Vietnam, anni da camionista e l’attivismo politico), è un proletario libero col blues nel sangue, lontano è il 1973 quando incise Merry Airbrakes, ma aveva tanto altro da fare quindi per chiamarlo musicista, bisognò aspettare i primi del 2000, quando realizzò ben due dischi.
Marchiato dal delta del Mississippi, Watermelon Slim impregna Golden Boy con un mix intrigante tra ballate f...
Nr° Letture : 175
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HALF DEAF CLATCH (Forever Forward) •••½

Il paesaggio di Forever Forward è poco inglese, Half Deaf Clatch guarda sempre al rurale Sud americano, scurissime atmosfere bluesy e parentesi agresti acustiche come in You Can't Delete The Devil, eh sì, il Diavolo resta nelle vicinanze, inevitabile, come le ballate di Half Deaf Clatch.
Ti catturano, c’è dentro di loro una specie di soglia o distanza concreta, materiale, che distingue chiaramente lo sguardo di Forever Forward da ciò che viene guardato da Half Deaf Clatch.
Separandoli e, al tempo stesso, ind...
Nr° Letture : 264
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TEXAS FLOOD (OverWorked And UnderPaid) •••½

Trio gallese, i Texas Flood fanno bene a starsene lontani dal ciarpame sonoro Londinese.
OverWorked And UnderPaid è un disco onesto, una lieve scossa tellurica dalle timbriche rock sudiste, perfette per le arene estive.
Si inizia col piede giusto con Roses, ha senso del tempo del rock ma al tempo stesso fa in modo che sia presente con tutto il suo peso in Treading Water e con la salutare spinta di Gambling Man a diventare il perno attorno al quale si coagula un passato del rock che non vuol sap...
Nr° Letture : 165
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DAVE HUNT (100 Horses) •••½

Guitar blues-rock e non solo, le chitarre fumano passione, c'è l’armonica che arriva dal profondo mississippi delta blues, bastano ad accendere il motore in Across the U.S.A e si parte col viaggio di 100 Horses (degno seguito di Whiskey & Demons).
Al terzo disco il ‘one-man-band’ Dave Hunt (batteria, basso, chitarra, voce e armonica) attraversa diversi sfondi degli USA, un mondo quello di 100 Horses spalmato su uno spazio scenico intrigante, disseminato di nascondigli bluesy acustici, ma di peso, come per 10...
Nr° Letture : 155
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ARBOURETUM (Song Of The Rose) •••½

David Heumann chitarrista e figura portante del progetto Arbouretum, apre la strada di Song Of The Rose (quattro lunghi anni da Coming Out Of The Fog) attraverso la dura scorza della psichedelia per coglierne i significati più segreti: una conoscenza tanto più bruciante quanto più segnata dall’imprevedibilità nelle fosche tinte dell’Americana al Folk, scelta ancora in grado di aprire nuove strade alla band di Baltimora.
Tra riferimenti mitologico, taoista/filosofici, Call Upon the Fire e Comanche Moon
Nr° Letture : 157
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BALKUN BROTHERS (Devil On TV) •••

Il duo dei Balkun Brothers si cala in uno spazio fin troppo chiuso, fatto di tunnel chitarristici avvolti in una dimensione di psychedelia forse utili a descrivere e rimarcare la condizione di ‘noi reietti’, comunque sia, prosperano in Devil On TV e si fondano sull'amplificazione e la deformazione di un arcigno blues/rock, tratti particolari e distintivi si avvertono sin da Don't Be Afraid e New Rocket.
Le chitarre sono come cinghiate di un'anima finalmente rappresa nel corpo di Devil On TV, coagulata i...
Nr° Letture : 168
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JOCELYN & CHRIS ARNDT (Go) •••

Va di corsa la coppia di blues-rockers Jocelyn & Chris Arndt, l’Ep nel 2016 e il primo disco, Edges, poi un live i primi del 2017 intitolato 30,000 Miles a rendere l’idea dell’asfalto percorso a suonare negli USA, e ora Go.
Con loro due, parole e musica non restano chiuse a lungo, tendono a superare i larghi spazi del tempo del rock e l’accoppiata funziona (la voce potente di Jocelyn e l’arcigna chitarra di Chris) per il modo in cui scandagliano Go partendo con l’amichevole partecipazione di Danny Louis dei Gov’t M...
Nr° Letture : 155
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DELTA MOON (Cabbagetown) ••••

Minimalismo musicale senza confini spaziali, temporali, apparentemente immobile, costantemente uguale a se stesso, eppure in moto continuo, vivo e pulsante: Cabbagetown è circoscritto fra cadute e inabissamenti nella realtà del Mississippi.
Dalla strumentale Cabbagetown shuffle, l’armonica lascia spazio alla slide guitar che (ri)sorge come un diavoletto dalla sua scatola tra le mani di Mark Johnson in una mirabile gestione dello spazio-tempo in The Day Before Tomorrow, per continuare a oscillare come per un ef...
Nr° Letture : 337
DISCO DEL MESE
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SCOTT H. BIRAM (The Bad Testament) ••••

Il viaggio di Scott H. Biram nel blues è sempre contraddistinto da peccato e redenzione, il conflitto tra il Cristo e il whiskey resta predominante anche in questa nuova disamina della condizione umana in The Bad Testament.
Americana scurissima, echi dal Mississippi, ad Austin, Texas, c’è sempre questo ‘The Dirty Old One Man Band’ in grado di legare i sentimenti al tempo.
Quello di Set Me Free e di ballate che entrano sottopelle come Red Wine, in The Bad Testament come nella vita, a volte c’è un ritmo...
Nr° Letture : 325
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ORANGO (The Mules of Nana) ••••

Dalla Norvegia, un trio che sguazza nel classic rock e il riverbero metallico di The Mules of Nana è materico, i suoni assumono un rilievo quasi fisico e divampano da Heartland, profondi vortici alla chitarra come un luogo sinistro e misterioso che, come una droga, entra in circolo brano dopo brano.
Gli Orango nascono ad Oslo nel 1999, tre voci e chitarre abbracciano The Honeymoon Song e la conclusiva Ghost Riders, uno sguardo al passato sembra sia l’unico strumento per affrontare compiutamente ...
Nr° Letture : 253
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GARY CLARK Jr. (Live North America 2016) ••••

Secondo disco dal vivo per Gary Clark Jr., altra massa eteroclita che ‘fa mucchio’ in Live North America 2016, deborda, si sparpaglia nell’aria e apre traiettorie interstiziali, tra l’una e l’altra, sul talento texano.
Dopo averlo visto incendiare il piccolo palco al Levi’s Outpost lo scorso Marzo in Texas, al South by Southwest Music Festival 2017, difficile tralasciare questo Live North America 2016 (basato per lo più su The Story of Sonny Boy Slim del 2015) per il modo con cui rientrano in circolo quelle l...
Nr° Letture : 248
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KENT EUGENE GOOLSBY (Temper of the Times) ••••

Nella periferia di Nashville i bar sono più fumosi di quanto si potrebbe immaginare, e crescono singer/songwriter di belle speranze come Kent Eugene Goolsby.
Suono dalla parte degli anni ’70 per introspezione e ricerca di semplici e dirette melodie legate alla chitarra distorta di Steve Daly, presenza fissa a pedinare Temper of The Times tra le sue intense ‘rock ballads’, belle ma dure nei temi che affronta (l’amore, la coppia, la famiglia, la guerra interiore, l’imprevisto, il mondo “altro”): The Great Confesso...
Nr° Letture : 180
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TESKEY BROTHERS (Half Mile Harvest) ••••

Sorpresa da Melbourne, Australia, la band The Teskey Brothers ama il soul e il blues, luoghi, oggetti della memoria di Sam (chitarra) e Josh (una gran voce, seconda chitarra e armonica) sono sempre elementi da sfocare e poi vengono messi a fuoco in Half Mile Harvest, un disco che è di per sé un atlante: un atlante delle avventure umane, lungo i solchi del tempo e dello spazio anni ’60.
Crying Shame, Hard Feeling e I Love A Woman contribuiscono a creare l’eco di quel decennio, difficile resistere...
Nr° Letture : 177
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DUSTIN PITTSLEY BAND (Dustin Pittsley Band) ••••

Per sondare i limiti e le possibilità della percezione del rock c’è la band di Dustin Pittsley da Tulsa, Oklahoma.
Dustin Pittsley Band potrebbe definirsi un’eco profondo di classic rock, muffa per ragazzini foruncolosi, ma non per chi guarda all’altra parte del mondo e il ‘rumore’ anni ’70 che si allarga da Can't Find Nothin' e Satellite riproduce con un’eco potente e tangibile, il fascino di un suono melodico e avvolgente che la Dustin Pittsley Band poi riesce a calare in un’atmosfera sporca e cupa – specchio...
Nr° Letture : 176
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KENDRA GALE BAND (Kicking & Screaming) ••••

Blues rock, la condizione privilegiata dalla Kendra Gale Band non trascolora in Kicking & Screaming.
Si conoscevano le forme di ripresa sentimentale e le dichiarazioni appassionate, più che altro funzionali agli accordi delle chitarre, ma Hold Me Close e Blame fanno intendere che il nuovo disco parte sempre da un movimento dal basso nel rock, e il poggiare saldamente su quello ‘spirito’ collettivo è la forza della Kendra Gale Band.
Poco riconducibile a formule fisse nell’indovinato doppio passo di P...
Nr° Letture : 169
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DAN BAIRD (So Low) ••••

Lontano dagli Homemade Sin il prodotto non cambia per Dan Baird: rock ‘n roll!
In So Low non sbanda praticamente mai, mantenendosi tanto più coerente quanto più indugia in dettagli, deviazioni, ellissi che tornano anche ai The Georgia Satellites (la prima band), Cemetery Train è ancora e sempre rock e l’immaginario di So Low rappresenta tutto il suo mondo, talvolta in maniera travolgente e più evidente (Showtime, Say Goodbye, Get Watcha Get), si sviluppa attorno alla musica di Lay...
Nr° Letture : 178
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SONS OF REVOLUTION (Sons of Revolution) ••••

In Sons Of Revolution ci si entra per passeggiare lungo i sentieri del classic rock e vediamo come va.
Senza pregiudizi. Con la disponibilità di ascoltatori non mal predisposti al confronto con echi 60s e 70s, un approccio necessario per il disco d’esordio della band abruzzese del vocalist Paolo Ceritano e della nervosa chitarra di Mario Alessiani.
Da I Feel Like Crying si accende un prisma colorato che scompone e ricompone la luce oscura del gioco di seduzione di Sons Of Revolution, ascoltate la premessa che sussul...
Nr° Letture : 165
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TINY LEGS TIM (Melodium Rag) ••••

Tiny Legs Tim è cresciuto in campagna, il Belgio sa essere un luogo tranquillo e rispecchia il percorso acustico del quarto disco, Melodium Rag.
Sguardo sempre al Delta del Mississippi, con Steven Troch all’armonica si parte per una profonda escursione tra il passato e il presente, il loro scontro / dissolvenza / reciproco assorbimento, contribuiscono a ridefinire continuamente l’affascinante Melodium Rag che pompa sangue al lavoro di Tiny Legs Tim sul blues.
Si muove tra Religions Serve The Devil Well e Ha...
Nr° Letture : 166
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STILL FOOLS (Still Fools) ••••

Canadesi, un quintetto che basa sul rock ‘n’ roll spinta e scuotimento per il disco d’esordio Still Fools.
Le prime pulsioni di Lord Of Light ribollono lentamente, ma mordono e deflagrano tra la voce del chitarrista Geordie Wilson ma come accenna il fischiettare di Higher Into The Fire, una luce gelida, bloccata in rimandi epici di frontiera, attraversa Still Fools.
Frontiere da abbattere ma senza vedere limiti da stabilire con la preziosa armonica di Dylan McRae e la chitarra di Mike Webster.
The Silver...
Nr° Letture : 168
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RYAN ADAMS (Prisoner) •••½

Il peggio sembra essere passato (e non parlo del disco di covers alla pop singer Taylor Swift) ma del divorzio dall’attrice Mandy Moore.
Un periodo difficile che ha pilotato Ryan Adams avanti e indietro nel suo passato, fino a quando è riuscito a vedere oltre a quel muro, a non farsi ingabbiare dalla materia dei ricordi.
Lo scatto in avanti di Prisoner (quindicesimo album in studio) sembra attaccarsi al periodo di Heartbreaker (annata 2000) ma a parte tutto, è un disco che si insinua sottopelle, tra la sferz...
Nr° Letture : 183
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STOLEN RHODES (Bend With the Wind) •••½

Rock sudista da Philadelphia, di ieri e di oggi, Bend With The Wind ha la voglia di fermare per sé e per gli Stolen Rhodes l'essenza di un sound che continua nonostante tutto a 'infiammare'.
Fendenti alla pigrizia dell’ascoltatore si sprigionano da Sunshine Prophet e Good Time Charlie, un quartetto dove comanda il vocalist Matt Pillion e la chitarra di Kevin Cunningham e sebbene una patina di rimembranze dal sapore nostalgico prendano sempre più il sopravvento su Bend With The Wind, i brani scorrono pi...
Nr° Letture : 204
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RICH HOPKINS AND LUMINARIOS (My Way or the Highway) •••½

Nel 16cesimo disco di Rich Hopkins la presenza della compagna Lisa Novak (insieme dal 2006, ha collaborato con i Luminarios in 5 dischi) mai come in passato, ha influenzato con le sue origini texane My Way or the Highway.
L’auto su cui viaggia Rich Hopkins e ancora pregna di rock ‘n roll, ma c’è di più, lontano dalle arterie gigantesche e strade a scorrimento ultraveloce, dai centri commerciali e piazzali circondati da immensi parcheggi, My Way or the Highway sceglie di costeggiare zone desertiche, la ...
Nr° Letture : 192
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ERIC GALES (Middle Of The Road) •••½

Middle of the Road, titolo come metafora di vita per il nuovo disco di Eric Gales, espressione di una personalità ricca e variegata tutta da scoprire e di fili bluesy che si annodano tra storie e tra bivi da prendere o non prendere, a tesserli c’è la sua chitarra in Carry Yourself, e quella di un altro gran talento come Gary Clark Jr che lo affianca in Boogie Man.
Blues e soul si mischiano, Been So Long e Help Yourself, la moglie ai cori in I've Been Deceived e Repetition
Nr° Letture : 209
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CHUCK PROPHET (Bobby Fuller Died For Your Sins) •••½

Coi The Mission Express ha incendiato il week end pre-South by Southwest 2017 ad Austin, Texas, una sorpresa come Bobby Fuller Died For Your Sins, Chuck Prophet prende spunto da una morte misteriosa, il rocker Bobby Fuller trovato senza vita a 23 anni nella sua macchina a Los Angeles nel 1966, e tra romanzo e realtà da film noir, infila la Stratocaster che libera dalla Title track e Your Skin, in una visione fiammeggiante, anarchica, di accecante luccicanza rock in Alex Nieto e In The Mau...
Nr° Letture : 186
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TOM BAKER AND THE SNAKES (Lookout Tower) •••½

Puro Rock ‘n roll dal Massachusetts, un disco leggero e potente, come una calda brezza che permette la fuga dalle rotture di scatole quotidiane e fa saltare il sistema a circuito chiuso che vi vede coinvolti.
Tom Baker and the Snakes manipola forme e materie del rock, avvolgenti come Gotta Find Her, esibizione viscerale da Sabato sera in Run It Out ma sanno farsi apprezzare nel voler sondare le differenti declinazioni del rock e brani come Make It Hurt e High n' Tight scivolano piacevolmente.
Nr° Letture : 190
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GLENN KAISER (Long Way From My Home) •••

25 anni di scorribande, una trentina di dischi, dal 1999 a capo di un trio che mastica un arcigno blues rock, ebbene Glenn Kaiser trova il modo di sorprendere nel momento che ha deciso di costruirsi una cigar box guitar per spingersi dalla parte del delta blues.
Long Way From My Home è puro distillato dal Mississippi che inizia a cristallizzarsi da Leavin' Blues grazie a una scrittura che mette a fuoco il nucleo principale del blues, lasciando sempre aperta la porta a possibili ‘detours’, alquanto spinosi e ac...
Nr° Letture : 208
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STEVE SEASICK (Keepin' the Horse Between Me and the Ground) ••••

Un doppio album per Steve Seasick dilatabile verso i confini del riflesso esistenziale se consideriamo anche la nuova biografia, più o meno diretta e riducibile al punto zero del diario intimo, Keepin’ the Horse Between Me And The Ground non può che inoltrarsi su un doppio percorso, mississippi blues/rock e americana/folk music.
Il primo disco contiene il nuovo materiale, una scrittura sempre molto ben calibrata con alle spalle tutta una serie di azioni, di impulsi, di slanci melodici che diventano autonomi sin dall...
Nr° Letture : 331
DISCO DEL MESE
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ALEJANDRO ESCOVEDO (Burn Something Beautiful) ••••

Disco di carattere quello di Alejandro Escovedo, il texano in Burn Something Beautiful brucia rock, una realtà che si fa leggere istante per istante, con puntuale e trasparente chiarezza, le chitarre stridule di Horizontal dicono che il rock non è passione sotto vuoto, Burn Something Beautiful lavora su questo principio e corre spedito.
È un corpo di transito continuo, Heartbeat Smile e la deliziosa Shave the Cat, solitamente si forma sulle cose ‘vecchie’, ma il classic rock è un indizio che r...
Nr° Letture : 321
DISCO DEL MESE
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BLACK MOUNTAIN PROPHET (Tales From The South) ••••

Il frontman Jarrod England (lo ricordate nei Rufus Huff?) basta ad assicurarci di come sia in grado di esplorare le prerogative di tutte le sorgenti di luce del rock, la cui luminosità può essere diffusa, schermata, fatta rimbalzare dalle chitarre, divenendo inevitabilmente fonte preziosa di ombre anni ‘70 in Tales From The South, secondo disco dei Black Mountain Prophet registrato agli Studios di Nashville con la supervisione di Brodie Hutcheson (dei Gov't Mule).
Arrivano dal Kentucky, un quartetto inscritto n...
Nr° Letture : 275
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DRIVE BY TRUCKERS (American Band) ••••

Vita reale e politica, temi che i Drive By Truckers non smettono di seguire puntando le chitarre subito dietro le spalle dell’iniziale Ramon Casiano, a distorcere un brano con un’assunzione di prospettiva del potere, filtrata nel tempo, con le pistole e un quindicenne ispanico al confine messicano attraverso cui, il corpo di American Band inizia a respirare.
Pochi fronzoli iniziali evidenziano il punto di Patterson Hood nelle brusche Darkened Flags e Surrender Under Protest, le bandiere confed...
Nr° Letture : 296
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REVEREND KM WILLIAMS (The Real Deal Blues) ••••

Periodo intenso per il Reverend Km Williams, a descriverlo ci pensa un breve documentario registrato nell’area del Deep Ellum di Dallas.
A raccontare la sua storia, la Cleopatra Records con The Real Deal Blues in 14 minuti, dalle sue origini, la cigar box e le altre chitarre e cosa importante, il piacere di essere un musicista (per un ascolto completo, recuperare il live cd uscito a Settembre, We All Sing The Blues Live In Deep Ellum, dedicato al dipartimento di Polizia di Dallas dopo la tragedia del luglio 2016,...
Nr° Letture : 261
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RAMROD (First Fall) ••••

Rock sudista dalle nostre parti è difficile trovarlo in giro, eppure Martina Picaro (la bella e brava vocalist) e il fratello Marco alla chitarra, hanno trovato il modo di “abitarlo” quell’amore formando il quintetto dei Ramrod.
In esso esistono, in esso si riconoscono, in esso orientano il debutto First Fall mentre il mondo fuori, con le sue regole e le sue stramberie, scorre, ecco un sano disco di energico rock e chitarre dai rimandi anni ’70 pronto a coinvolgere fin dalla sferzata di Reality e poi… e poi t...
Nr° Letture : 476
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HUNDRED SEVENTY SPLIT (Tracks) ••••

Tracks è rutilante, al trio degli Hundred Seventy Split va tutto liscio, un corposo blues/rock impermeabile come l’asfalto che macinano serata dopo serata, e da It's Coming Back Around e The Game traspare che la superficie di Tracks è bella ruvida e aspra.
Brani che scivolano piacevolmente e slittano sotto lo sguardo della chitarra di Joe Gooch, quel che basta per proiettarle verso la lontananza, verso l’orizzonte del rock, I Grew up on Muddy Waters dà l’idea che la forma pensata dagli Hundred ...
Nr° Letture : 300
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DATURA4 (Hairy Mountain) ••••

L’accattivante esordio di Demon Blues aveva impressionato per le memorie blues/psichedeliche anni ’70 ricercate dalla band australiana dei Datura4, ebbene il duo formato da Dom Mariani e Greg Hitchcock con Hairy Mountain dimostra che hanno le idee chiare.
La vita dei Datura4 scorre, certamente, ma non cambia, Fools Gold Rush riapre il percorso dell’esordio, come il caldo, afoso, appiccicoso, fastidioso, ti rimane addosso, invasiva e gocciolante psichedelia on the road anni Settanta (Trolls...
Nr° Letture : 272
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SMOKEY FINGERS (Promised Land) ••••

La ‘Terra Promessa’ alla ricerca dei sogni del vocalist Gianluca “Luke” Paterniti e del chitarrista Diego “Blef” Dragoni non è mai stata così vicina, a cinque anni dall’esordio la band italiana degli Smokey Fingers piazza un lavoro maturo, graffiante, il southern rock sborda i perimetri esterni del passato e raggiunge un fuori campo in Promised Land, incredibilmente visibile.
Immagini dagli Stati Uniti, di un viaggio con lo zaino in spalla alla ricerca di un altrove e Black Madame mostra subito che Promised L...
Nr° Letture : 222
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JIMMY DUCK HOLMES (It Is What It Is) ••••

Nella tradizione del Mississippi blues il legendario Jimmy “Duck” Holmes torna a registrare al Blue Front Café di Bentonia, a casa dei suoi genitori, lì è nato quello che poi è diventato un luogo di ispirazione per tanti bluesmen, e in una stanza è nato It Is What It Is, un disco ipnotico, lento, senza sbavature, tra acustico e leggere impronte elettriche.
Sesto disco, primo con l’etichetta Blue Front Records, le storie di It Is What It Is si dilungano in una quotidianità scandita da ritmi e caratteri capovolti, Jimm...
Nr° Letture : 230
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DAVY KNOWLES (Three Miles From Avalon) ••••

Lo spirito è molto anni ’60, rock, chitarre potenti e costantemente in primo piano in Three Miles from Avalon, ma Davy Knowles vive a Chicago dove si mastica blues quindi lo carica sulla fender telecaster e porta ispirazione sin dalla spedita Ain't Much Of Nothin', ingredienti ben dosati anche negli intriganti cambi di ritmo tra What You're Made Of e Falling Apart, dove i flussi blues/rock sono senza inizio e senza fine, come una giostra sulla quale Davy Knowles salta e scende a piacimento.
Ener...
Nr° Letture : 210
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