BEN HARPER AND CHARLIE MUSSELWHITE (No Mercy in This Land ) ••••

Con No Mercy In This Land siamo sempre più immersi in un blues che brilla di suoni dal quale non si può fuggire, in uno spazio continuo, ben definito dalla voce e dalla chitarra di Ben Harper e allo stesso tempo invadente con l’armonica del 74enne Charlie Musselwhite.
Dopo l’ottimo esordio del 2013 di Get Up!, tornano insieme a raccontare stati d’animo personali in tempi difficili ma anche con un accurata disamina sull’uomo e su quello che si merita (ad esempio, un Trump come presidente), l’inizio con When...
Nr° Letture : 140
DISCO DEL MESE
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IAN SIEGAL (All The Rage) ••••

All The Rage ha una parvenza politica netta, sale la protesta e riflette la rabbia e la paura di Ian Siegal per una crisi abissale nella quale il Mondo è crollato, schiacciati da una serie infinita di regole e costrizioni che inibiscono l’essenza umana.
Un mondo scuro fatto di rabbia e frustrazioni, emozioni che salgono decise da Eagle-Vulture e Jacob's Ladder, e sembra di essere caduti in un deserto, in un ennesimo vuoto e uscirne non solo è impossibile, ma soprattutto vietato.
Emerge così il sentim...
Nr° Letture : 82
DISCO DEL MESE
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LANCE LOPEZ (Tell The Truth) ••••

Tell The Truth è un corto-circuito necessario tra l’affresco anni ’70 di un blues rock coriaceo e chitarristico e la messa in scena di una temporalità del rock congelata, che ha qualcosa di affascinante.
Percorso autobiografico, i periodi bui fatti di eroina, alcol e anche un matrimonio, sono alle spalle del chitarrista texano Lance Lopez, una vera forza della natura quando stringe la Les Paul tra le mani a confezionare un blues/rock acido e avvolgente, l’intro acustico di Never Came Easy To Me e lì a svelare l...
Nr° Letture : 70
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LINCOLN DURHAM (And Into Heaven Came The Night) ••••

Il texano Lincoln Durham, one-man band, sa come far brillare le chitarre e in special modo la cigar-box (c’è il batterista Chris Hausler che lo aiuta in alcuni brani, come la voce di Alissa Durham) su quel confine del Mississippi delta blues sforato da tempo con un suono scuro e psychedelico che si avvita su se stesso, ma riuscendo sempre a trovare la direzione da prendere.
Angeli e demoni rimbalzano negli inferi, And Into Heaven Came The Night è il quarto disco, altra mezz’oretta spiritata (con un’unica pausa, la l...
Nr° Letture : 68
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BLACK RIVER DELTA (Vol. II) ••••

Un suono corposo che vive e prospera nel Mississippi delta blues, Vol. II presenta 13 nuove canzoni dei Black River Delta scritte nel periodo felice come spalla alla psychedelic-rock band olandese dei DeWolff.
Hanno raffinato le buone idee dell’esordio e le progressioni sul blues iniziano a dilatarsi in modo accattivante da Gun for You e Neon Truck Stop Sign, con riflessioni accurate e specialmente con l’approfondimento alla chitarra slide in un modo peculiare.
La blues rock band svedese, si son...
Nr° Letture : 60
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BURN THE BATTEAU (Fire And Gasoline) •••½

Band della Virginia alla ricerca di una purezza quasi primitiva del rock, di quelle che potrebbero durare in eterno e c’è né tutta la magia nell’esordio di Fire And Gasoline.
Burn the Batteau sono un trio di classic rock e blues capeggiato da Donnie Beadles (voce e chitarra), la prima scossa arriva con Jealous e sembra di avventurarsi in una delle tante città americane disseminate di bar, di quelle calde e poco distratte nel lavorare fino a tardi, dove sanno divertirsi con la musica, luoghi lontani anni luce dai...
Nr° Letture : 66
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DANIELLE NICOLE (Cry No More) •••½

Danielle Nicole cambia pelle al secondo disco, Cry No More assume toni accesi nell’iniziale Crawl, lucido blues-rock lì a mostrare un implacabile e acuta visceralità, una voce squillante e con un’idea alla base, presentare alla chitarra una serie di ospiti di eccellenza.
I'm Going Home introduce infatti alla slide guitar Sonny Landreth, un brano uggioso e corposo, ma Cry No More è come un organismo narrativo pluridirezionale, una struttura a largo spettro (la ballata elegante di Hot Spell...
Nr° Letture : 56
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GUY LITTELL (One Of Those Fine Days) •••½

Il campano Gaetano di Sarno al quarto disco (ma il primo con la label AR Recordings), allarga ulteriormente l’angolazione sul cantautorato americano, lascia entrare la chitarra elettrica dell’amico Luigi Sabino, ed è un punto di forza di One of Those Fine Days, e senza eccedere con la riflessione sulla natura umana, il punto di vista autobiografico gli permette di giungere direttamente al nocciolo delle emozioni che cerca di trasmettere.
Rock, folk e americana che non scavano oltre l’accertato, ma a Guy Littell
Nr° Letture : 133
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KATY GUILLEN & The GIRLS (Remember What You Knew Before) •••½

Katy Guillen & The Girls ripropongono alcuni brani incisi tra l’esordio del 2012 e Heavy Days del 2014 in formato elettro-acustico, la novità di Remember What You Knew Before non è questa, accantonare per strada un blues chitarristico e ruggente fa più (meno) rumore ma l'idea di cercare passaggi alternativi nel folk/americana dando luce alla chitarra slide -quando possibile-, con un’idea del blues più rurale, sulle sponde del Mississippi, non dispiace.
Il terzetto si presenta con la convincente e magnetica bellezza ...
Nr° Letture : 57
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DOROTHY (28 Days In The Valley) •••½

Le relazioni interpersonali comandano sin dalla deliziosa Flawless, danno il giusto pepe e non ci va di certo leggero la front woman Dorothy Martin che canta di un viaggio spirituale lungo 28 Days In The Valley, ma è l’amore e le sue fregature a dettare gli input nervosi, la donna come civiltà/trappola, che minaccia di inscatolare l’uomo in tutte quelle cose che un mondo basato sull’azione virile cerca di evitare come la peste.
Il rock non può che aggredire in On My Knees, ma è anche lirico e riflessiv...
Nr° Letture : 47
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DAN ISRAEL (You're Free) •••½

14cesimo album, dopo alti (il periodo con i The Cultivators, ricordate Mama's Kitchen, annata 1999?) e bassi, accade che Dan Israel trova il modo di rimarcare che la strada del rock degli esordi non l’ha mai smarrita e You’re Free lo distingue e lo nobilita, se mai c’è ne fosse bisogno.
Brani che riflettono espliciti riferimenti sulla cattiva politica, c’è rabbia e frustrazione, per non parlare del degrado socio-culturale legato ai social media, si torna a far vibrare le chitarre ma Dan Israel non ha perso lo ...
Nr° Letture : 61
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TEMPERANCE MOVEMENT (A Deeper Cut) •••

Il quintetto britannico dei The Temperance Movement cerca di non far vedere che soffre la dipartita del chitarrista Luke Potashnick, ma ahimè, si sente in A Deeper Cut, seppur relegato in una zona confortevole del classic rock.
La new entry Matt White si accoda allo spirito ribelle di Caught in the Middle e soprattutto in Built-In Forgetter segue bene la scia del vocalist Phil Campbell, sempre determinante per il modo con cui continua indefesso, e vorace, a nutrirsi dell’essenza vitale del rock anche in <...
Nr° Letture : 55
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SHEEPDOGS (Changing Colours) ••••

Classic rock dai colori diversi, si aggirano in Changing Colours rimbalzando in un sound anni ’60/’70 da un brano all’altro indisturbati, ma non restando identici a se stessi ma mutando posizione e ‘gender’ all’interno dello scacchiere disegnato dai The Sheepdogs.
La forza di un sesto disco che mostra subito chitarre tirate a lucido descritte mediante racconti che girano intorno a poche verità, semplici tanto quanto i personaggi che le attraversano, nel bene o nel male, Changing Colours tocca corde profonde e ingo...
Nr° Letture : 230
DISCO DEL MESE
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HOWLIN' SUN (Howlin' Sun) ••••

Se cercate un appiglio dal quale scorgere del buon classic rock, rivolgete l'orecchio verso la norvegia degli Howlin’ Sun: lo cominciano a seguire, a osservarlo da lontano in Hitchhiker Of Love, a stalkerarlo, si direbbe oggi, e sotto sotto a conquistarlo con Westbound.
Sforano i 4 minuti poche volte, un disco breve ma con una freschezza invidiabile anche nella voce di Tor Erik e dalla chitarra di Magnus Gullachsen che in modi diversi potenziano la volontà di Howlin’ Sun di misurarsi con il linguaggio del classic...
Nr° Letture : 213
DISCO DEL MESE
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AMERICAN RELAY (Corn & Oil) ••••

Per gli American Relay, duo del Colorado (Alex Hebert, batteria e Nick Sullivan, chitarre e voce), il tempo del Mississippi Delta blues va e torna di continuo, sporco e cattivo perchè mischiato col punk/rock e col debutto Corn & Oil, si guarda oltre, e vanno oltre.
Si parte alla grande con Bonedry, è come un’ombra nera e silenziosa che inizia a tagliare la luce e i colori del delta blues come un fantasma che tradisce il suo letale mandato, il ritmo si impenna con la sovreccitata Curtain Call e con Beg...
Nr° Letture : 173
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GRAYSON CAPPS (Scarlett Roses) ••••

Il songwriter Grayson Capps continua la parentesi italiana con la Appaloosa Records ma stavolta per incidere nuovi brani e torna con Scarlett Roses, un disco ad ampio respiro tra rock ballads ed effetti bluesy che derivano dal fatto di aver percorso strade molto poco battute e quindi rischiose.
Ma lo sforzo paga ancora e Scarlett Roses, la Title track, diventa sintesi limpida di quello che Vi aspetta, più limpida di un bicchiere d’acqua limpida ma non per questo trasparente e facilmente trascurabile, rock morb...
Nr° Letture : 164
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FEATHER & THE WHITE (Like A Million Dollar) ••••

Da Amsterdam un duo che sguazza nel delta blues e rock ‘n roll, Maarten Intema alla chitarra e il vocalist e batterista Ron Stoop procedono di pari passo in Like a Million Dollar, intrecciandosi e sovrapponendosi e lo fanno testando congiuntamente lo stato delle cose, il livello di salute del blues che propongono dalla foce del Mississippi è ottimo (ascoltare in Cold SOB e Backdown).
Tutto torna verso lo stesso nucleo, lì tutto converge e orbita ma ci sono anche spazi più morbidi dove v’è il gusto compiaciu...
Nr° Letture : 195
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SUPERDOWNHOME (Twenty-Four Days) •••½

Sono di Brescia i SuperDownHome, un duo composto da Beppe Facchetti (cassa e rullante) e Enrico Sauda (cigar box e lap steel) col sound verso il delta del Mississippi, quindi attraverso strade e curve e discese in cui si può trovare il blues, ma dove il significato da ricercare è un trapasso verso un’altra identità, rurale, cupa e grezza, ma genuina.
Twenty-Four Days è il disco d’esordio dopo un Ep nell’aprile dello scorso anno seguito da parecchi concerti e festivals, utili a rodare il lavoro alla cigar box e ad asc...
Nr° Letture : 228
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NEIL YOUNG + PROMISE OF THE REAL (The Visitor) •••½

La linea anti-Trump marcia su The Visitor, il 72enne Neil Young + Promise Of The Real si avvicina ai 40 dischi e non sembra voler mollare la sua protesta o se volete, delle semplici osservazioni politiche che i fratelli Nelson son felici di appoggiare a suon di chitarre fin da Already Great.
Trump, il terrore del mondo, il terrore di fronte alla sua muta, sopraffacente inconsistenza, e di fronte a questo simbolo della metamorfosi perenne del mondo capitalista, The Visitor si muove a strappi, Fly By Night Dea...
Nr° Letture : 166
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JIMI BARBIANI BAND (Boogie Down The Road Live!) •••½

Apprezzare il lavoro alla chitarra slide di Jimi Barbiani è doveroso e necessario, un talento sprigionato nel live, Boogie Down The Road, 65 minuti di elettrico e sferzante blues/rock di vecchia scuola, potente e intenso, registrato in una serata di gennaio dello scorso anno a Udine, tra 6 celebri covers e brani originali.
Insieme al super trio (il batterista Gianluca Zavan e il bassista Daniele Vicario) sembra di trovarsi in un meraviglioso paradosso temporale, di muoversi in un ‘tempo fuori luogo’ tra Looking...
Nr° Letture : 191
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POSTE 942 (Long Play) •••½

Il rock bello deciso dalle sponde francesi dei Poste 942 al debutto con Long Play, un disco che si spinge oltre il classic rock in viaggi tutti diversi, ma in fondo tutti uguali, sonorità moderne che fanno una bella figura accanto ad una caotica vita metropolitana, brani come Devil's Complaint non rappresentano certo uno delle melodie più conformiste nel grigiore dei nostri tempi.
I due Sébastien tra voce e chitarra si fanno apprezzare nei quasi 6 minuti di Whiskey, in Breathe e in Grace, g...
Nr° Letture : 226
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GHALIA & MAMA'S BOYS (Let The Demons Out) •••½

Origini belghe per Ghalia Vauthier folgorata sulla strada di New Orleans dai Mama’s Boys del singer e armonicista Johnny Mastro, un connubio che a sentire Let The Demons Out è davvero intrigante.
Mischia essenze blues classiche ma temperate da una profonda, intransigente ricerca di uno spazio esterno, con spigolose chitarre anni ’70 che si presentano con 4Am Fried Chicken e soprattutto Let The Demons Out, Ghalia & Mama’s Boys miscelano efficacemente armonica e chitarra, si avvicendano, si...
Nr° Letture : 158
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WAKE WOODS (Blow Up Your Radio) •••½

La band tedesca già padrone di una precisissima coscienza formale nel rock, mostra con Blow Up Your Radio una dichiarata volontà «di esser chiari, semplici, accettabili e mai rinchiusi in una formula di ricerca astrusa o difficile».
Ne esce un disco bello frizzante, Mad Dogs on Fire in avvio chiarisce che Blow up Your Radio non è una sorpresa, ma non è privo della sorpresa. Saporito e appetitoso come una barretta di cioccolato, ma si sa in barrette o in sacchetti, in scatole o in cubetti, se ne trova quanto se ne vu...
Nr° Letture : 153
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INDIGENOUS (Gray Skies) ••••

Mato Nanji e la sua chitarra sono pronti a invadere spazi sconfinati, di solito concessi all’itinerante Experience Hendrix Tour dal 2002, contrassegnato da quel tratto inquieto, ‘demoniaco’ se inteso come incontro col Dio ‘Jimy’, pertanto non elimina la dote umana, ma la potenzia.
Il songwriter, chitarrista e voce degli Indigenous intinge il pennello della Fender Stratocaster nell’astuccio dei colori del blues-rock, lo passa sul foglio di Gray Skies e traccia la linea di fondo del quarto disco degli Indigenous:...
Nr° Letture : 285
DISCO DEL MESE
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JANE LEE HOOKER (Spiritus) ••••

Il quintetto Jane Lee Hooker risplende come le luci della loro città, New York, che brillano nella notte come simulacri fasulli delle stelle.
Lì tra gli spazi claustrofobici della metropoli, il fascino femminile non è dolce come il miele, ma pungente come un fresco e giallo limone di Sicilia, Spiritus morde come l’ottimo debutto di No B!, l’ugola di Dana ‘Danger’ Athens è sempre infuocata come le chitarre di Tracy Hightop e Tina ‘T-Bone’ Gorin, c’è tanto rock ‘n roll & blues sognato e vissuto con passione, pi...
Nr° Letture : 252
DISCO DEL MESE
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OTIS (Eyes Of The Sun) ••••

Suono sudista, potente, non cambia la posizione degli Otis, sempre più dentro il Classic rock e fuori dal Kentucky per lasciare osservare l’astratta accattivante morfologia delle loro chitarre.
Secondo disco, una stretta relazione con il chitarrista degli ZZ Top Billy F. Gibbons che non passa di certo inosservata, Eyes Of The Sun costruisce piccoli congegni elettrici sempre più intriganti, sempre più trasparenti per permettere di vederne all’opera i tentacoli e misurarne la lunghezza, l’ardire, la foga che sale da C...
Nr° Letture : 258
DISCO DEL MESE
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BUFFALO KILLERS (Alive And Well In Ohio) ••••

Produzione indipendente, Alive and Well in Ohio vuole essere libero di esprimersi in un linguaggio risolutamente classico contro il vocabolario culturale del ventunesimo secolo, dai telefoni portatili all’ansia del successo che è tipica dell’etica neo-capitalista.
I Buffalo Killers la combattono con un classic rock denso e psychedelico, la band di Cincinnati dei fratelli cantautori Zachary ed Andrew Gabbard trae ispirazione da anni di cambiamenti e imbastisce un complesso mosaico sonoro che vela e disvela un tessuto...
Nr° Letture : 250
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TEN YEARS AFTER (A Sting In The Tale) ••••

Un anniversario importante da festeggiare per i Ten Years After, 50 anni di carriera, il modo migliore per farlo è un nuovo disco, A Sting In The Tale.
Non ci sono più parte dei ragazzi che nel 1967 formarono la storica rock band (Chick Churchill, Ric Lee, Alvin Lee & Leo Lyons) ma i primi due nel 2014 decidono di riaprire le danze con il nuovo bassista Colin Hodgkinson e soprattutto il vocalist e songwriter Marcus Bonfanti, e l’energia che ne viene fuori è più che incoraggiante, un bel concentrato di rock e di m...
Nr° Letture : 223
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BAND OF HEYSEK (Shovel & Mattock) ••••

Voce e carisma a Jan Švihálek a cui piace molto sperimentare, dalle ceneri di un progetto rap-blues la folgorazione di un terzetto rock/blues, la Band Of Heysek, e tutto è finalmente, per una quarantina di minuti, più riconoscibile e abitabile.
Shovel & Mattock è il positivo esordio della band Ceca, batte un cuore bluesy targato USA, dalle tinte rock intense e chitarristiche, l’armonica nei brani iniziali mette in rilievo la vena più corrosiva e brillante della Band of Heysek, cadenze classiche riproposte con impenna...
Nr° Letture : 241
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DEVIL AND THE ALMIGHTY BLUES (II) ••••

Secondo disco dei norvegesi The Devil And The Almighty Blues, il quintetto di Oslo aveva davvero impressionato nell’esordio omonimo del 2015 e II è sempre a quel crocevia temporale che non si può che continuare ad amare, tra gli anni ’60 e ’70, da dove il rock si è espanso e il Blues ha aperto nuove diramazione nel tradizionale sound col delta mississippi: melodia lenta, classica, melodica e improvvisamente parte un dirompente rock psychedelico.
I The Devil And The Almighty Blues sono una live band, dentro la bolgia i...
Nr° Letture : 243
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UNCLE SAL (You Ain't No Bluesman) ••••

Il rock sudista spagnolo degli Uncle Sal gode di buona salute, dopo l’ottimo esordio di Little Cabin Music, un paio di intense giornate a ricordare come l’America non è poi così lontana, una tendenza indubbiamente massimalista che parte da quella spiritata armonica che solca l’iniziale Red's Lounge Boogie e investe una molteplicità di aspetti del rock, alcuni accennati, ma le ballate sono dei classici pronte a infiammarsi (Hard Life, Little Wolf e Precious One), altri più approfonditi.
You Ain'...
Nr° Letture : 255
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WISER TIME (Within) •••½

A Carmen Sclafani dal New Jersey piace il Classic Rock e inizia da subito a lavorare con impegno nel 2002 formando la band dei Wiser Time riuscendo a trovare una sua avventurosa identità sfornando 4 dischi molto interessanti.
Dopo un lungo silenzio tornano a fare musica con Within, un suono non certo granitico, ma lo sguardo sul rock è sempre tagliente, sicuro, le chitarre sanno ancora distorcersi seppur a velocità moderata nell’iniziale freschezza di Alive e in I Like It That Way, Within sa farsi voler...
Nr° Letture : 266
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RADIO MOSCOW (New Beginnings) •••½

Il terzetto di San Diego continua a sviscerare un rock cattivo e psychedelico macchiato dal blues, in New Beginnings non ci sono molto novità, la certezza è Parker Griggs che furoreggia alla chitarra ‘Hendrixiana’ e potrebbe bastare (dipende dai gusti) per acquistare il nuovo cd.
I Radio Moscow mostrano le note architetture di luce e di ombre sul rock delimitate dalle chitarre mai dome in un mondo totalmente artificiale, onirico, l’immagine di New Beginnings è un’impronta di luce anni ’60 e ’70 ben definita, l’uso de...
Nr° Letture : 230
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BLITZEN TRAPPER (Wild and Reckless) •••½

Tra alti e bassi la band di Portland resta fedele a un suono tra americana e rock anni ’60, i Blitzen Trapper con Wild and Reckless sprigionano una verve fedele più ai primi dischi tra Wild Mountain Nation e Furr, ed un bene.
La penna di Eric Earley resta focalizzata su storie di una realtà che sa essere dolce è amara nell’arco della stessa giornata, tra coppie di ragazzi, droga, fughe conciliatorie con la legge che non prova a capire, ma quando mai è accaduto, un nono disco che mostra intriganti prospettive nel roc...
Nr° Letture : 250
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ANDREW ROBERT EUSTACE (Stories) •••½

Andrew Robert Eustace arriva da Glasgow, Scozia, era un bassista ma voleva altro, non un semplice lavoro, ed è capitato sulla strada del Blues a scrivere canzoni e suonare la chitarra.
Nell’esordio di Stories macina kilometri lungo il Mississippi con una tenebrosa cadenza tra Delta & Swamp music e un bel vocione che imperversa da Can't Wait To See That, finestre acustiche e affilate incursioni elettriche a dare l’effetto di una seduzione in atto: ed è così, un incessante sollecitazione che va a incontrare l’...
Nr° Letture : 278
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GWYN ASHTON (Solo Elektro) •••½

L’anglo-australiano chitarrista Gwyn Ashton si ritaglia uno spazio tutto personale, ‘one-man-band’ sempre a caccia di blues&rock ma solo con una chitarra adocchiando sperimentazioni psychedeliche.
È questo il nocciolo di Solo Elektro, disco spontaneo, registrato live, distorsioni continue da una camera di un hotel nella Repubblica Ceca, Metaphysical Journey che apre e chiude il disco, danno l’idea di come Gwyn Ashton sia uscito dalla sua comfort zone autoriale per nuovi orizzonti espressivi, si appella a una s...
Nr° Letture : 236
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RUFUS BLACK (Rise Up) •••½

Disco di debutto per i Rufus Black, band versatile, misto di covers e brani originali che spaziano tra blues, soul/funk, rock dove abitano anche due chitarre molto calde.
Sono Inglesi, la voce di Gavin Conder è corposa, scalda Rise Up il più possibile, con classica, matura suddivisione di spazi, tempi e ritmi con le chitarre in una scintillante matrice rock in Make A Move, ma allo stesso tempo il sax e i ritmi soul accalappiano l’ascolto di It's Your Thing, anche perché le chitarre non demordono e trova...
Nr° Letture : 236
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LILLY HIATT (Trinity Lane) •••½

La figlia di papà John spicca il volo, al terzo disco, Lilly Hiatt sembra aver trovato il percorso giusto tra psych-rock, rimandi agresti, alcohol e cuori spezzati.
C’è molto di più in Trinity Lane (indirizzo di East Nashville dove ha scritto l’album), disco che le appartiene di più rispetto al passato, riflette un periodo di crescita molto difficile, verso la 'sobrietà', ripercorso per trovare la giusta energia che s’intravede nell’iniziale All Kinds of People per poi aprirsi nelle ruvide The Night David Bo...
Nr° Letture : 254
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LEE BAINS III & The GLORY FIRES (Youth Detention) ••••

Dall’Alabama indignazione e rabbia punk mischiata a lunghe digressioni chitarristiche di puro rock ‘n roll, in una manciata di canzoni (ben 17) Youth Detention punta dritto contro il male della nostra Società, delle Istituzioni pseudo Culturali, contro le disparità sociali, l’emarginazione delle classi meno abbienti, per la tolleranza e contro il razzismo, altro che starsene in silenzio, il Mondo in Youth Detention sembra una muraglia assurda, un budello intricato, infinito e spaventoso, uno spiazzo di terra riarsa intorno...
Nr° Letture : 284
DISCO DEL MESE
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GRAVELROAD (Capitol Hill Country Blues) ••••

Mississippi delta blues spiritato e chitarristico, la band di Seattle dei GravelRoad al sesto disco presenta un forte contrasto tra la forza immanente di una natura ancora ‘primitiva’ del blues e di chi la abita, vi si muove come in uno scenario congeniale per l’intero Capitol Hill Country Blues.
Le due facce della stessa medaglia sono Capitol Hill Country Blues e Come and Gone, l’accumulo dentro ai fluidi vortici alle chitarre di malsani residui bluesy da sublimare con una ballata nervosa sullo sfondo ...
Nr° Letture : 265
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Barefoot in the Head) ••••

Lo scatenato e prolifico frontman dei The Black Crowes nel giro di 2 anni col progetto Chris Robinson Brotherhood ha sfornato un disco e un Ep, un doppio disco dal vivo (Betty’s Blends, Vol. 3) e quest’ultimo Barefoot in the Head.
Come non voler bene all’istinto hippie di Chris Robinson, altro disco sicuramente importante anche se leggermente sbilenco ma capace di produrre una sorta di fascinazione, la necessità di ascoltarlo alla ricerca di ciò che ne fa, e Behold the Seer apre degnamente 45 mi...
Nr° Letture : 262
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FIVE HORSE JOHNSON (Jake Leg Boogie) ••••

Five Horse Johnson è un quintetto americano con 7 dischi sul groppone e 2 decadi di esperienza, tornato all’ovile il batterista Tim Gahagan, Brad Coffin alla chitarra rintuzza un blues/rock rozzo e con un senso dello humor particolare, tenuto a bada, ma anche nutrito, oliato, dalla potente voce di Eric Oblander, prendendosene cura tra apparizioni e sparizioni improvvise.
Con i Five Horse Johnson ci si immerge fino al punto di non ritorno, come nelle sabbie mobili, portando con Jake Leg Boogie, nel gorgo, l’intera disc...
Nr° Letture : 253
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GARY EISENBRAUN (Sink or Swim 1) •••½

Ha scritto più di 100 canzoni nell’ultimo anno, per adesso concentrate su 2 dischi da 1 ora e 15 minuti l’uno, lo strumentale -ma molto interessante- Aquifer dove la base è la Stratocaster e quest’ultimo Sink or Swim 1, Gary Eisenbraun è come un fiume in piena e mancano ancora 2 dischi a completare l’opera.
La lingua conosciuta da Gary Eisenbraun è una sola, e la usa per parlarci di come la vita scorra e muti proprio nella stessa direzione nella quale scorre il tempo del rock e verso cui la chitarra la spinge, ...
Nr° Letture : 236
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WEIGHT (Keep Turning) •••½

Che sia per paura di percorrere terreni troppo avanguardistici, ma gli austriaci The Weight pensano bene di adagiarsi sui gusti, sulla dialettica chitarristica anni ‘70 e sulle reiterazioni del vecchio approccio del rock, e ne vien fuori un disco come Keep Turning, altro che ibrido impersonale di vuotezza interpretativa!
La passione del vocalist Tobias Jussel e tra le chitarre di Michael Boebel viene fuori da Maybe e Keep Turning, spigliata anche se nostalgica per come getta uno sguardo sul rock e sul m...
Nr° Letture : 233
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PRISTINE (Ninja) •••½

Me li ricordo a Roma ad aprire lo show dei Blues Pills, stesso impeto nella vocalist Heidi Solheim, stesse chitarre taglienti con Espen Elverum Jakobsen, difficile restare immuni a questa corrente nordica così impetuosa, i norvegesi Pristine hanno la stessa capacità di vivere e comunicare il paesaggio e il territorio coperto da un fosco blues-rock di matrice anni ’70.
You Are the One apre Ninja, quarto disco, con la reiterazione obbligata delle ‘falde di passato’ rock quanto mai necessario, altro che ...
Nr° Letture : 267
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BANDITOS (Visionland) •••½

Il sestetto dei Banditos (tra l’Alabama e Nashville) non cambia il percorso del debutto omonimo del 2015, rock/country/soul sudista e sfondi psichedelici anni 60’/70’ e piazza con Visionland tra intrinseche connessioni socio-politiche, di milioni di dollari sperperati per fantomatiche oasi ricreative e sotto la supervisione di Israel Nash, una serie di scomposte, sovrapposte, ma avvolgenti melodie che si contorcono tra la chitarra del vocalist Corey Parsons e il banjo di Stephen Pierce senza dimenticare la vo...
Nr° Letture : 277
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COUSIN CURTISS (Remember Me When) •••½

La scena è scarna in Remember Me When, armonica e chitarre ma la timbrica tra folk e swamp blues è accattivante e coinvolgente, Cousin Curtiss (aka Curtiss O’Rorke Stedman) è un bluesman con tre dischi alle spalle, ha girato parecchio in Michigan e lì si è fatto le ossa, e come mostra il crescendo di What I Am, è in arrivo un treno che attraversa con angolazioni e vettorialità differenti lo spazio del blues.
Un paesaggio sempre mutevole, con l’armonica nella tenebrosa Sunset Throwdown che divampa in <...
Nr° Letture : 223
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LEFT LANE CRUISER (Claw Machine Wizard) ••••

I Left Lane Cruiser non si danno pace, dopo un EP diviso con i 20 Watt Tombstone e una compilation di ‘out-takes’ e vecchi brani rimasterizzati, il vocalist Freddie J IV torna a pensare a un semplice duo con il solo batterista Pete Dio e senza smussare una ‘vis creativa’ così debordante, riescono anzi a fare di essa un’alleata efficace ancora una volta.
Un solidissimo groove tra garage rock e delta blues, il suono si espande in Claw Machine Wizard, frammentario ed ellittico come nella natura dei Left Lane Cru...
Nr° Letture : 432
DISCO DEL MESE
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NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS (Prayer for Peace) ••••

A parte il testa/coda in Prayer for Peace, dopo 4 anni di silenzio ecco l’ottavo disco dei fratelli Dickinson (Luther (chitarra/voce) e Cody (percussioni, piano e tutto il resto…)) altro bel viaggio tra Nord e Sud del Mississippi, da lì non vogliono schiodarsi i North Mississippi Allstars, ma le melodie non sono così schematiche.
La linea che segue la slide guitar nei brani iniziali è decisamente impervia e stopposa (Need to be Free e Run Red Rooster) ma non è una sola, al di qua e al di là del delta b...
Nr° Letture : 426
DISCO DEL MESE
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HEATH GREEN And The MAKESHIFTERS (S.T.) ••••

Un vento impetuoso dall’Alabama accompagna il quartetto di Heath Green And The Makeshifters, guarda un piccolo mondo capovolto con un coriaceo Blues e con i demoni del rock ‘n roll da esorcizzare.
S.T. è un disco da ascoltare, non ci vuole molto per saperne cogliere le mosse e le piegature tra la voce veemente di Heath Green e la chitarra molto calda di Jody Nelson (lasciate lavorate le indiavolate Out to the City e Secret Sisters e ve ne accorgerete), a fermarne il cuore pulsante da ansia e angoscia ele...
Nr° Letture : 388
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EJ MATHEWS (King of the Barnyard) ••••

‘From the backwoods of East Texas’, ne va orgoglioso il bluesman EJ Mathews, trasferitosi da Atlanta nei dintorni di Dallas, in una piccola città agricola, per lui cresciuto a country e blues era il passo ideale a un suono che ha poi poggiato su uno sfondo che copre la Lousiana e il Mississippi.
Indiscusso talento (ascoltate Welcome to the Backwoods del 2015), torna con King of the Barnyard, disco prodotto insieme a Janky (il progetto di Scott Lindsey, chitarrista anche dei The 1969s), dove EJ Mathews gigi...
Nr° Letture : 400
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GOV'T MULE (Revolution Come... Revolution Go) ••••

Registrato a Austin, Tx, nel periodo della scellerata elezione del Presidente Trump, Revolution Come… Revolution Go parla ovviamente di politica e della società Americana attraverso beffarde metafore di vita e puntando il dito contro quello che proprio non va giù a Warren Haynes e i Gov’t Mule, e ce ne sono di motivi.
Per condire il tutto, il classico mix di blues e jam rock ben amalgamato tra le 18 canzoni della versione Deluxe, graffiano Stone Cold Rage e Drawn That Way piene di inventive chitarr...
Nr° Letture : 409
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LIGHTNIN MALCOLM (Outlaw Justice) ••••

Outlaw Justice si parcellizza in una struttura a matrioska che incastona il Blues dentro il rurale delta del Mississippi, li scompone su piani narrativi semplici e diretti, e come sempre, molto legati alla chitarra elettrica che occupa costantemente la scena, senza tuttavia invaderla.
Sa miscelarne i punti di vista Lightnin Malcolm in Country Store e la radiosa Ain't No Place, melodie guizzanti come Big Rock e ballate tra elettrico (Man Who Ruled) e l’acustico con l’armonica (Nuclear Fa...
Nr° Letture : 391
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BLACKFOOT GYPSIES (To the Top) ••••

Rock 'n' roll anni ’60 da Nashville, To The Top funziona perché ha la giusta distanza, di spazi, di attimi sospesi da colmare con la memoria, l’azione dei The Blackfoot Gypsies è catartica, come l’emozione offerta dall’iniziale I'm so Blue, con una sprizzante effervescenza dove sfogano la consapevolezza che il tempo fugge, ma al tempo stesso sono pronti a liberare la gioia di approfittare del tempo che verrà.
Altro che luogo per nostalgici, Zack Murphy e Matthew Paige capeggiano un quartetto scatenato (ci s...
Nr° Letture : 375
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DAN BAIRD AND HOMEMADE SIN (Rollercoaster) ••••

Instancabile Dan Baird.
Dopo il progetto solista di SoLow ecco a ruota Rollercoaster con gli Homemade Sin, e naturalmente la parola è la stessa: rock ‘n roll!
Disco solido, Shake it til it's Sore e Knocked Out Cold raccontano subito la realtà di Rollercoaster che si annuncia in modo obliquo sul rock, insieme alla scrittura, le carte di identità di Dan Baird che rivanga dal passato su un terreno di storie dissodato a fondo, riaperto a nuova vita in Roll on Chattahoochee, tanto da ba...
Nr° Letture : 378
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THOMAS WYNN AND THE BELIEVERS (Wade Waist Deep) ••••

Prosegue il percorso del sestetto della Florida dentro un fiammante rock d’altri tempi, si snoda anche in Wade Waist Deep, terzo disco, in cui le chitarre rincorrono uno spazio classico del rock ma dai bordi smussabili, insomma un disco aperto a domande e contraddizioni.
Thomas Wynn And The Believers piazzano melodie accattivanti, capaci di catturarti senza preavviso, momenti pieni di una pace che sembra sempre provvisoria e fughe laceranti alle chitarre, e il miracolo di ipnotizzare, stavolta, Thomas Wynn non lo segue...
Nr° Letture : 411
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CACHEMIRA (Jungla) ••••

Jungla è un un viaggio come esperienza tra blues, rock e psychedelia.
Un esperienza destinata non tanto a una maggiore conoscenza quanto a una perdita di sé, e perdersi nell’Overture è facile tra la chitarra di Gaston Laine, voce di questo trio spagnolo, di Barcellona, i Cachemira.
Da Sail Away il ritmo si impenna, sullo sfondo la natura del rock, madre e matrigna di Jungla, assorbe e rilascia energia con un respiro che ha la misura del tifone tra gli 8 minuti di Ancient Goddess e i 6 di ...
Nr° Letture : 399
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ENDLESS BOOGIE (Vibe Killer) •••½

Gli Endless Boogie per un viaggio psichedelico pulsante e chitarristico, negli 8 minuti iniziali di High Drag, Hard Doin' mentre la chitarra distorce il suono sembra di attraversare lande di spazi infiniti dove, anche se non sembra, tutto può accadere, e in Vibe Killer accade parecchio.
Suoni stratificati (non si scende sotto i 6 minuti), sinuosa Whilom, ruvida Vibe Killer, hanno evidentemente la funzione di ribadire l’idea della porosità che caratterizza il confine tra il presente e il passato ...
Nr° Letture : 334
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HILLS (Alive at Roadburn) •••½

La band svedese degli Hills al terzo disco continua a trascinare l’ascoltatore nel ventre opaco e disperante della psichedelia.
Alive at Roadburn ha 4 tracce, media 13 minuti, delle lunghissime jam chitarristiche dalla cadenza introspettiva anni ’70, si miscelano in un magico equilibrio forzando gli argini del rock che impediscono ad Alive at Roadburn di tracimare da uno dei due versanti.
Accade in National Drone, quello che può sembrare un pericoloso gioco di spinte centrifughe delle chitarre e delle percussi...
Nr° Letture : 298
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JERRY LEGER (Nonsense And Heartache) •••½

Nonsense And Heartache, disco doppio, 18 brani, elettrico da una parte, con rock ‘n roll, tinte bluesy, chitarre distorte e da lasciare libere nel folgorante avvio di Coat on the Rack e dall’altra, l’acustica attitudine folk nel riflessivo uso della lap steel, del pianoforte e del violino.
Il canadese Jerry Leger ne coglie le diverse sfumature, svela in anticipo le timbriche rock anni ’60/’70 insistendo sui dettagli in Forged Check, She's the Best Writer You've Never Heard Of e Baby's Got a Rar...
Nr° Letture : 292
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